Santo Rosario on line


Aprile, mese dedicato alla Vergine della Rivelazione
Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane





COME SAN PAOLO

Finalmente Bruno riesce a scorgere il piccolo che, inginocchiato alla soglia della grotta, con le mani giunte, incantato, ripete: « Bella Signora!... Bella Signora!...». Gianfranco è l'unico dei figli non battezzato e con gli altri non educato religiosamente. Eppure di fronte alla Madonna ne è talmente affascinato che gli viene istintivo l'atteggiamento di preghiera. Lo stesso accade alla sorella e al fratello più grandi di lui: assumono lo stesso atteggiamento e ripetono le medesime parole. Sono incantati dalla bellezza di quella Signora. Di solito sono i bambini a cogliere subito e per primi l'aspetto di bellezza di Maria.

Sono essi a non equivocarsi sulla bellezza delle persone e delle cose. Il loro istinto conserva ancora la valutazione del mondo da dove provengono, valutazione che gli adulti spesso perdono per strada, condizionati e illusi da altre «bellezze». Ma perché i bambini continuano a ripetere la stessa esclamazione? Non ci sarà forse un richiamo alla ripetitività della preghiera del rosario che ancora non conoscono? Sappiamo che il rosario è la preghiera più semplice, adatta a tutti, diremmo quasi una «preghiera istintiva», mentre si contempla la Vergine Maria : troppe parole costituirebbero una distrazione... Al papà, in seguito, la Madonna parlerà della recita del rosario, ma per prima cosa ha già messo nel cuore dei bambini il seme di questa preghiera, anche se esprimono il contenuto dell'Ave Maria esclamando «Bella Signora». Bruno, a prima vista, crede che sia una recita, un gioco che i bambini, accordatisi prima tra di loro, mettono in atto. Infatti domanda a Isola: «Ma gli hai insegnato tu questo gioco della Bella Signora?». «No, papà, io non lo conosco 'sto gioco, non ci ho mai giocato con Gianfranco».

Bruno non si rende conto che si tratta sì di un gioco, ma non come lo intendeva lui: un gioco c'era, orchestrato e condotto da colei di cui non voleva neppure sentir parlare, gioco nel quale lei lo voleva fare entrare, sia pure renitente. Non riuscendo a spiegarsi che cosa stia succedendo, il primo impulso di Bruno è quello di portare via i bambini da quel luogo. Cerca di alzarli di peso, visto che non gli ubbidiscono, ma non ci riesce. Sono diventati troppo pesanti, inamovibili. Viene spontanea una osservazione: non si portano via i bambini dalla presenza della loro Madre del Cielo, non si possono strappare i figli alla loro mamma. Bruno lo comprenderà in seguito. Sgomento, va in cerca di aiuto. Ma nessun aiuto umano può toglierlo da quella situazione. Deve capire che soltanto Dio può venirgli incontro, perché ciò che sta avvenendo è opera sua.

E così, il pover'uomo alza gli occhi e le braccia al cielo, gridando: «Dio, salvaci tu!». E Dio gli risponde immediatamente, facendogli vedere sua Madre le cui mani candidissime gli sfiorano il viso come in una dolce carezza, raggiungono i suoi occhi, togliendogli come delle squame. Il distaccarsi di quelle squame è doloroso, e per un momento l'uomo non vede più nulla. C'è un passaggio dall'oscurità alla luce e da questo passaggio comincia a sgorgare una grande gioia, finché alla sua vista purificata appare prima una grande luce e dentro questa si staglia la figura di una signora, la Bella Signora appunto, che i bambini stanno già contemplando. Pensiamo sia doveroso ricordare il parallelo con la conversione di san Paolo, che si riproduce quasi alla lettera qui alle Tre Fontane. Saulo, persecutore della Chiesa, anche lui accecato dal suo zelo religioso al di fuori della verità, sta cavalcando verso Damasco per portare a Gerusalemme, prigionieri, i cristiani di quella città. Improvvisamente una grande luce dal cielo lo investe e lo fa cadere da cavallo, mentre ode una voce che gli dice: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». «Chi sei, o Signore?», domanda Saulo. «Io sono Gesù Nazareno che tu perseguiti!». «Che devo fare, o Signore?». «Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia».

Poiché Saulo non ci vedeva più, accecato da quella luce, guidato per mano dai compagni giunge in città dove Anania gli restituisce la vista mentre nello stesso tempo dagli occhi di Saulo cadono delle squame. Poi l'uomo di Dio gli trasmette il piano divino a suo riguardo: conoscerà la volontà di Dio, vedrà Gesù, lo ascolterà e così dovrà essere testimone di ciò che avrà visto e udito. Riceve quindi il battesimo. La conversione è avvenuta (At 9,3-16; 22,6-lì; 26,12-18). Di fronte a quella visione, Bruno ricorda come fu pervaso da una grandissima gioia interiore e se ne esce con questa confidenza: «Io guardo come fosse una cosa che ho sempre visto, sempre vissuto, un piacere, qualche cosa di grande sentivo dentro di me...». Ma come fa a dire queste cose cui era stato contrario fino a quel momento e il poco catechismo studiato era stato più che altro per poter mangiare a sazietà e vestirsi in modo decente, ma senza convinzione? Perché adesso Bruno, vedendo la Madonna , la riconosce come una persona familiare, sempre vista, sempre «vissuta»? Ci viene da pensare che l'amore di Maria per i suoi figli e perfino la sua immagine sia qualcosa che prende radice nel cuore anche di chi la combatte. Rimane nel loro subconscio, pronto a riemergere quando lei li chiama ed essi si fermano ad ascoltarla. E riconoscono, si rendono conto che essi, nonostante tutto, l'hanno sempre portata nel profondo del loro cuore, anche senza rendersene conto.

Bruno era molto astioso contro la Madonna , ma lei risponde con le sue carezze che gli tolgono la cecità della mente e del cuore. Ora lui ha occhi diversi e per questo può vedere Maria santissima senza pregiudizi e senza immotivate cattiverie. I bambini di Bruno la vedono prima perché la loro innocenza non è contaminata dall'errore e dall'odio. E sarà con occhi nuovi che Bruno potrà vedere Cristo e la sua Chiesa e divenire testimone, come san Paolo, di ciò che ha visto e udito. Da sottolineare ancora l'«insolita gioia» che accompagna tutto l'avvenimento. Non è la gioia dei sensi, né la gioia di questo mondo. E' qualcosa di completamente diverso. Per questo il veggente la definisce «insolita», cioè probabilmente mai sperimentata fino a quel momento. Nella luce si presenta la figura della «donna avvolta di sole», come la presenta il libro dell'Apocalisse (cioè il libro della Rivelazione, perché questo è il significato della parola «Apocalisse», come leggiamo testualmente all'inizio di questo libro: «Rivelazione di Gesù Cristo»). Ci tornano alla mente le parole del salmo 36 che mettono in risalto la grande differenza esistente tra il peccatore e colui che invece accoglie la grazia di Dio, luce e gioia della sua vita. Le parole del salmo ci sembrano il commento più indovinato per descrivere una conversione: «Nel cuore dell'empio parla il peccato... poiché egli si illude con se stesso... Inique e fallaci sono le sue parole, rifiuta di capire, di compiere il bene... Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali, si saziano dell'abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce».

Testi presi da varie fonti: Biografia di Cornacchiola, S.A.C.R.I.; La Bella Signora delle Tre Fontane di padre Angelo Tentori; La vita di Bruno Cornacchiola di Anna Maria Turi; ...

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