Santo Rosario on line


Aprile, mese dedicato alla Vergine della Rivelazione
Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane





AMORE, COMPRENSIONE, CONSOLAZIONE

Nella richiesta della costruzione di una casa-santuario espressa dalla Madonna, ci sono anche alcune motivazioni e una modalità. Innanzitutto dice: «La mia casa sarà aperta a tutti perché tutti entrino nella casa della salvezza e si convertano». Quella casa è sua, è la casa della madre, e per sua natura la casa della madre deve essere aperta a tutti i figli, senza eccezione. Una vera madre li ama tutti, si sente madre di tutti e li attende tutti. Lei non fa alcuna distinzione, nemmeno di religione. Desidera che tutti la vengano a trovare, ma proprio tutti, santi e peccatori, cattolici e non. Vuole che al di sopra di tutto la sentano loro madre, sperimentino il suo affetto e, accanto a lei, appoggiati sul suo cuore, ritrovino quella chiarezza intima e quella pace che il dissenso e il conflitto interiore tolgono loro, portandoli perfino all'ostilità con Dio e con la Chiesa cattolica. Con lei e in lei tutto diviene più chiaro, più pacato, più semplice. Anche le difficoltà insormontabili. Non dimentichiamo che la Madonna sta parlando a un ex protestante e a un ex peccatore.

Pensiamo che per mezzo suo ella voglia dirigersi a tutti coloro che sono separati dal cattolicesimo, per assicurarli che le porte della sua casa sono sempre aperte e molto di più quel cuore di madre che riflette ampiamente il cuore misericordioso di Dio. E come se dicesse loro: invece di partire dalla polemica e dai tanti appigli che questa sa trovare, partano dalla constatazione dell'amore di Dio che, oltre al Figlio, ha dato loro anche una madre e dal fatto che Gesù stesso ha espressamente affidato noi a lei e lei a noi, come sua ultima volontà sulla croce, come tutti possono leggere nel Vangelo. Tutti dovremmo accoglierla come l'accolse l'apostolo Giovanni, cioè fra i beni più preziosi della nostra vita, indispensabile per poter essere veri discepoli del Signore. La via del discepolato passa attraverso di lei, la madre. Entrino comunque nella sua casa e preghino con lei.

Questo lo possono sempre fare..., senza nessun impegno. Dalle parole di Maria appare chiaro che incontrarsi con lei, stare con lei, lasciarsi amare da lei vuol dire sicuramente salvarsi: non può andare perduto chi si affida a lei. Del resto dove c'è lei, c'è suo Figlio, c'è la Trinità tutta. E lei diviene veramente la «porta del Cielo», perché portandoci a Gesù ci introduce nel Cielo. E' Gesù la «porta dell'ovile» e lei fa parte di questa porta, perché Gesù volle associarsela affinché risaltassero meglio quelle caratteristiche dell'amore di Dio che più risaltano in una madre. E la conversione scaturisce come naturale conseguenza. Nessuno che la va a trovare con cuore sincero e retto desiderio può uscire dalla sua casa tale e quale come è entrato.

Magari se ne esce non ancora convertito, ma ha sicuramente posto un germe di conversione nella propria vita. Ogni incontro con lei lascia un segno profondo, anche se al momento non appare. Chi ha sperimentato il suo affetto materno non lo dimentica più e si mette sul cammino voluto da Dio. Poi la Madonna dice: «Qui verranno a pregare gli assetati, gli smarriti...». E da lei che andranno coloro che sono tormentati dalla fame e dalla sete della verità, della santità, della ricerca di Dio e della sua volontà santa. Poiché la verità è lo stesso Dio, e solo bevendo a quella fonte il cuore umano può trovare pace e gioia. E la madre porge da bere quest'acqua che estingue la sete e contemporaneamente accende altre seti, perché l'amore non può essere appagato su questa terra: più ama ed è amato, più desidera amare ed essere amato. Ci sono innumerevoli assetati nel mondo, ma non tutti si rendono conto di bere acqua avvelenata che li intossica e li precipita nel vuoto e nello sconforto.

Sarà compito della Madre riaccendere il desiderio e guidare i loro passi alla ricerca di quell'acqua «zampillante per la vita eterna». «Verranno a pregare gli smarriti». Le pecore senza pastore si smarriscono. E così continuano a vagare, facile preda di chi sta in agguato e ne approfitta. Chi prega la Madre , chi ricorre a lei, esce da ogni labirinto in cui si è cacciato, e ciò che prima sembrava terribilmente difficile e impossibile ora appare possibile, perché lei gli si affianca e compie il cammino con lui. Lei viene a visitarci perché vede che il mondo è pieno di «smarriti», di «orfani» che, presi ormai dal panico della solitudine, si disperdono e si disperano. «Qui troveranno amore, comprensione, consolazione». E la stessa assicurazione che la Madonna dà all'indio Juan Diego a Guadalupe, spiegandogli perché lei voglia che le sia edificata una «piccola casa». A ogni cambiamento epocale in particolare, lei non manca di venire a rassicurarci, offrendoci amore, comprensione e conforto. Ma la Vergine non si ferma qui.

Conclude il suo messaggio con una breve nota quanto mai significativa, specialmente per i nostri giorni: «Qui troveranno... il vero senso della vita». E come il riassunto di quanto detto prima, ma l'espressione cala direttamente dentro di noi che viviamo in tempi in cui abbiamo perso il vero senso della vita. Si vive spesso istintivamente, quasi animalescamente, senza domandarci perché viviamo, da dove veniamo e dove siamo diretti. Molti non si interrogano mai sul significato della loro vita e se mai esista un significato. Per questo la bruciano. Con Maria ognuno ritrova il senso misterioso e profondo della propria esistenza, anche di quella che, apparentemente, ha soltanto «il senso dell'assurdità o l'impressione del nonsenso». La madre sa che non è facile per i figli scoprire e soprattutto accettare e vivere con amore, ogni giorno, anche le vicende umanamente senza senso.

Per questo ci ricorda il precetto di Gesù: «A ogni giorno basta la sua pena, non vi angustiate!». Ci invita a non gettare troppo lo sguardo verso il futuro per non aggravare la nostra pena e quella di coloro che ci stanno vicini, perché anche il futuro è nelle mani di Dio e nessuna vita è inutile. La Vergine della Rivelazione ci ricorda anche un'altra enunciazione nella Rivelazione, quella di Paolo: «Noi sappiamo che per quelli che amano Dio tutto concorre al bene, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8,28). Ciò significa trovare il senso della Provvidenza divina anche nelle cose senza senso, anzi contraddittorie per la nostra ragione umana e credere che Dio sa certamente trarre del bene anche da quelle. Se così non fosse, bisognerebbe ammettere che qualche cosa sfugga al suo controllo e anche Dio sarebbe un perdente.

Poi la Madonna ritorna a parlare della sua casa chiamandola «santuario», con un particolare significato. Dice: «Qui, in questo luogo della grotta dove sono apparsa diverse volte, sarà il santuario dell'espiazione, come se fosse il purgatorio in terra». L'espiazione richiama il peccato, questa realtà il cui senso è diventato così fievole e addomesticabile nella nostra società. Eppure il peccato rimane peccato. Non lo si elimina con il non riconoscerlo. Rimane in tutta la sua drammaticità, anche se talora riusciamo a sospettarne la gravità soltanto attraverso alcune conseguenze visibili. La Madonna parla di conversione, ma come ci si può convertire se non si riconosce e non si detesta il male compiuto e non si cerca di ripararlo? Perché il peccato è sempre più grande di noi stessi e le sue conseguenze vanno sempre oltre quello che noi possiamo immaginare, spesso in una catena che continua a espandersi.

Ecco perché uno che si pente, sente anche il bisogno della purificazione, dell'espiazione, del fermare quanto prima le conseguenze dei suoi peccati e dei suoi cattivi esempi. Ma la cosa spesso appare impossibile e disperante. Per questo la Madre della misericordia ci viene incontro: ci aiuta a espiare qui sulla terra, il più possibile, per evitare l'espiazione ultraterrena. In più di una apparizione la Madonna torna a ricordare la realtà del purgatorio e invita a pregare per le anime che in esso si trovano, per accelerare la loro purificazione e farle entrare nell'eterna felicità di Dio. Per lei il purgatorio è una cosa seria, non una elucubrazione teologica. Per entrare nella «perfezione della santità di Dio» occorre eliminare ogni scoria di imperfezione e aver bloccato quelle conseguenze dei nostri peccati che continuano a operare sulla terra anche dopo la nostra morte. E questo non può avvenire senza sofferenza, anche se sostenuti dalla certezza della nostra salvezza eterna.

A Fatima, Maria ha un accenno molto preciso a questo stato di purificazione nella risposta data a Lucia riguardo a una sua amica morta da poco. Alle Tre Fontane la Madonna ritorna sull'argomento del purgatorio e lo chiama proprio con questo nome. Lo fa forse anche in previsione di una certa tendenza che si sarebbe infiltrata nella Chiesa dopo il Concilio, che nega, o per lo meno sorvola su questa verità che la stessa Chiesa ha insegnato fin dagli inizi. Ormai è invalsa la convinzione che quando uno muore automaticamente e quasi magicamente «ritorna alla casa del Padre ed entra nella sua gloria».

Ma sappiamo che non può essere per tutti così. Saremo noi, del resto - messi di fronte, senza veli, all'amore infinito e immenso con cui Dio ci ha amati - a desiderare di compensare la nostra poca corrispondenza e a volere purificarci per gli eccessivi attaccamenti alle creature che ci hanno portato a sottovalutare Dio. Considereremo il purgatorio come una grande grazia e una manifestazione dell'amore misericordioso di Dio, pur nella sofferenza. Alle Tre Fontane, Maria ci offre un'occasione di purificazione, mediante l'incontro con lei e suo Figlio nella sua casa. E così, implicitamente ci spiega anche un altro significato dei pellegrinaggi mariani: l'espiazione dei nostri peccati, la purificazione della nostra vita. Lei ci assicura che quando si va da lei, nella fede e nell'amore, prende inizio tutto un processo di purificazione, di sfrondamento da ogni illusione e da ogni pretesto per non vivere integralmente il Vangelo. Non ci si potrà staccare da lei senza il riconoscimento dei nostri peccati, senza il desiderio di penitenza per espiarli, cominciando con il sacramento della Riconciliazione, senza il quale non ne avviene la remissione.

E la penitenza ci farà evitare il purgatorio o ridurne la durata. E poi, l'incontro con lei che è la Tutta Pura , la Tutta Santa , ci deve sollecitare allo sforzo di rassomigliarle il più possibile, di assumere i lineamenti delle sue virtù. Certamente tutti questi motivi che costituiscono lo scopo dei nostri pellegrinaggi più o meno chiaramente li conosciamo già, ma lei ce li ha voluti ricordare, dato che noi dimentichiamo molte cose, troppe cose... Infine, per gli inevitabili momenti di tribolazione e di scoraggiamento, Maria ci ha promesso la sua assistenza, la sua amorosa e potente presenza: «Io vi verrò in aiuto.

Io sono sempre con voi (come aveva promesso anche suo Figlio), non sarete mai soli. Io vi guido negli ideali della libertà di mio Figlio e dell'amore trinitario». Sono sempre queste le parole che desideriamo udire da lei, nostra madre: che è sempre con noi, che non ci lascia mai soli. Senza di lei tutto ci diverrebbe troppo insopportabile, compreso il peso dei nostri peccati. Inoltre ci guida a vivere in quella libertà che Gesù ci ha donato, affrancandoci dalla schiavitù di satana. «La verità vi farà liberi», proclamava Gesù, «mentre il peccato rende schiavi» (cfr. Gv 8,31-34). La redenzione è liberazione, liberazione anche da se stessi. Liberi di amare Dio, il prossimo, se stessi, nel modo giusto. E come completamento della sua azione e missione materna nei nostri riguardi, lei ci guida all'amore della Trinità divina.

Ci introduce nella conoscenza esperienziale e quindi nella vita delle tre Persone divine. E tutto questo avviene ogni qual volta ella ci aiuta a ricuperare e a vivere più intensamente la grazia santificante che abbiamo ricevuto per la prima volta nel battesimo. E così Dio non sarà più qualcuno o qualcosa di vago, di inimmaginabile, di eternamente sfuggente, ma sarà percepito e vissuto nella sua realtà anche se misteriosa. E noi entriamo a far parte di questa famiglia divina già su questa terra, per entrarvi in pienezza in Cielo. E non poteva mancare il richiamo alla pace, questo dono di Dio così fragile, che sembra andare in frantumi a ogni alito di vento, con tutte le conseguenze di lutti, sofferenze o vendette che si protraggono non solo per anni ma addirittura per secoli. Della pace praticamente lei parla in tutte le sue visite visibili su questa terra. Perché se non vi è pace, il Regno di Dio non può espandersi e tutto ci allontana da esso.

Così la Madonna desidera che la sua casa-santuario abbia un segno concreto che sia di richiamo: una porta chiamata con il nome stesso della pace. E i fedeli entrando per questa porta si saluteranno con l'augurio: «Dio ci benedica e la Vergine ci protegga». Vorremmo concludere il commento alle parole di Maria rapportando il suo messaggio principale a una situazione attuale di particolare ambiguità nella fede. Lei si è presentata con il libro della Rivelazione in mano, punto sicuro di riferimento nella fede, e ha richiamato l'adesione al papa e alla Chiesa. Forse in previsione di questi tempi in cui alcuni pensano che ogni uomo può fabbricare e produrre la propria verità, dato che non esiste la verità assoluta. Spesso si nota che nella società attuale riemerge una certa ricerca di spiritualità, ma si tratta di una spiritualità individuale, costruita da se stessi e per se stessi, disancorata da quella vera. Serpeggia la tendenza di divinizzazione del proprio io, della propria interiorità. Si cerca un mondo invisibile, ma questo non è il mondo oggettivo di Dio, del cristianesimo, della rivelazione divina, della Bibbia. È spesso un mondo invisibile suscitato e composto all'interno di se stessi.

In questo modo la fede diviene qualcosa di soggettivo, in cui ognuno si illude di trovarsi bene perché fatta su propria misura, ma alla fine ne vengono alla luce tutti i limiti e le incongruenze. E' un mondo che non va oltre il cosmo. Si entra si nella propria interiorità ma non c'è il passaggio da questa a Dio e allora ci si imprigiona in essa senza sbocco verso l'infinito. Con il pullulare di nuove religioni esoteriche e intimistiche, c'è il pericolo di identificare il senso di Dio con l'esperienza soggettiva della propria interiorità. E allora, invece di essere liberati, si ritorna nella schiavitù della propria illusione, che forse è più pericolosa di ogni altra schiavitù. Pensiamo che la Madonna abbia voluto prevenirci e metterci sul chi va là. La verità è fuori di noi, la verità è Cristo Gesù.

Testi presi da varie fonti: Biografia di Cornacchiola, S.A.C.R.I.; La Bella Signora delle Tre Fontane di padre Angelo Tentori; La vita di Bruno Cornacchiola di Anna Maria Turi; ...

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