Santo Rosario on line


Maggio, mese di Maria Santissima - Meditazioni di don Bosco







Giorno ventesimo. La misericordia di Dio.

- v. Deus, in adjutorium meum intende.
- n. Domine ad adjuvandum me festina.
- Gloria Patri etc.
- Gesù mio, misericordia

1. La giustizia, con cui Dio punisce il peccato nell'altra vita, reca spavento ai cuori più ostinati nella colpa. Infelici quelli, che già si trovano in quei luoghi di eterni supplizi. Beati noi, che possiamo ancora servirci della misericordia di Dio. Rallegrati, o cristiano, ed apri il cuore a grandi speranze. Finchè l'anima è unita al corpo è tempo di misericordia e di perdono. Iddio che prova gran disgusto per le nostre offese ci soffre con bontà infinita, dissimulando i nostri peccati, aspettandoci a penitenza. Dissimulans peccata hominum propter pænitentiam (Sap. XI). No, dice altrove Iddio, non voglio la morte del peccatore, ma voglio che si converta e viva. Lasci il peccatore la via dell'iniquità, e si converta al suo Signore e avrò di lui compassione. Di più, dice Iddio, se l'anima tua fosse tutta imbrattata di peccati, ritorna a me, e te la restituirò bianca come la neve. Dealbabuntur ut nix. Coraggio adunque, o peccatore. Dio ti poteva far morire appena commesso il primo peccato. Ma Egli ti ha conservato in vita per usarti la sua misericordia, ed ora ti offre la sua grazia.

2. Il tempo però in cui Dio usa la sua misericordia è la vita presente. Egli ha voluto farci conoscere questa importantissima verità con una lunga serie di fatti registrati nella Bibbia. Adamo disubbidisce a Dio, e con tale disubbidienza condanna se stesso e tutta la sua discendenza alla morte eterna; ma Iddio viene tosto in soccorso colla sua misericordia, e cangiando la morte eterna dell'anima colla morte temporale del corpo, somministra un mezzo di salute colla promessa del Salvatore.

Moltiplicandosi gli uomini, riempiono la terra d'iniquità a segno, che Dio determina di mandare un diluvio universale. Ma prima di effettuare tale castigo manda Noè a predicare imminente il divino flagello per lo spazio di cento vent'anni. Egli castigò più volte il popolo Ebreo, ma appena egli dava segno di ravvedimento, Dio lo prendeva tosto sotto la sua protezione, e lo liberava dall'oppressione de' suoi nemici. La popolatissima città di Ninive si dà in preda ai più grandi disordini, e Dio delibera di punirla colla totale distruzione della città e dei cittadini. Ma Dio vuole ancora fare uno sforzo mandando il profeta Giona a predicare la penitenza. Ninive ascolta la voce del ministro di Dio, abbandona il peccato, si placa l'ira divina, cui sottentra la misericordia infinita, Ninive è salva.

Che diremo poi dei segni di misericordia datici dal nostro Divin Salvatore? Quanti miracoli, quante parabole, quanti fatti, quante espressioni dimostrano nel Vangelo questa verità. Basta il dire che, siccome ci assicura il Salvatore, si fa maggior festa in cielo sopra un peccatore che si converta, che non si fu per novantanove giusti,che camminino per la via della salute. Che più? Il Salvatore giunse a dire che egli non era venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori: non veni vocare iustos, sed peccatores. Se poi desideri un fatto che dimostri sino a qual punto sia giunta la misericordia di Dio, alza lo sguardo sopra un crocifisso; e vedrai il Figliuolo di Dio morto per noi, cioè per salvare le anime nostre condannate all' inferno pel peccato.

Questa misericordia è grande, e Dio ce la vuole usare nella vita presente; ma guai a chi ne abusa. Perciò, dice s. Agostino, se ora tu per disavventura sei in peccato, spera nella misericordia, ma se tu sei in grazia, temi la sua giustizia. Post peccatum spera misericordiam, ante peccatum pertimesce iustitiam. Ricordiamoci che Dio è misericordioso e giusto. E misericordioso con chi vuole approfittare della sua misericordia, ma usa poi il rigore della sua giustizia verso chi non vuole approfittare della sua misericordia.

Coraggio, o cristiano, Dio ci chiama, ci offre un generoso perdono de' peccati, ci vuol chiudere l'inferno, ci vuole aprire il Paradiso. Gesù ci chiama dalla croce, Maria e tutti i Santi ci invitano dal cielo. Facciamo fare una gran festa in Paradiso con un pronto ritorno al Signore.

Esempio.

Un giovine modenese di onorata famiglia, dopo aver compiuto il corso de' suoi studi si lasciò sedurre da alcuni cattivi compagni. Un abisso conduce ad un altro abisso, sicchè dandosi egli in braccio ai giuochi, alle crapule, ai piaceri, giunse perfino a farsi capo di altri suoi compagni per trarli seco lui nella via del peccato. Tutta la città di Modena parlava della vita scandalosa di quel giovane, quando la mano di Dio lo colpì di grave malattia. Crescendo il male, il medico diè per disperata la salute, e raccomandò che al più presto lo infermo fosse munito dei Ss Sacramenti. Invitato dalla genitrice a confessarsi, il misero figlio la allontanava da sè con parole di disprezzo e d'insulto. Di lì a poco fa nuove prove, e gli espone i motivi più eccitanti della religione: il figlio prorompe in bestemmie. La buona madre profondamente afflitta non sa più a che partito appigliarsi. Una sua vicina accorsa, avvisata del tristo caso, chiama in disparte la madre, e le suggerisce di mettere la medaglia dell'immacolata Concezione sotto al guanciale del figlio all'insaputa di lui medesimo. Ciò fatto, si mettono ambedue insieme a recitare le litanie della Beata Vergine. O quanto siete mai pietosa o Maria! Le litanie non erano ancora terminate, che l'infermo chiama ad alta voce: madre, madre. Ella corre tutta ansante, e il figlio tosto le dice: presto, presto, andate a chiamare l'arciprete che mi venga a confessare. Col cuore pieno di allegrezza, la genitrice corre dal confessore, e questi giubilante si reca tosto dall'infermo. Ascolta la confessione, di poi gli porta il Ss. Viatico con accompagnamento di molte persone. Entrato Gesù nella camera dell' infermo, il giovane pieno di compunzione de' suoi peccati fra le lagrime ed i sospiri domanda perdono degli scandali dati, promettendo di ripararli se Dio nella sua misericordia lo avesse ancora conservato in vita. Contro ogni aspettazione in breve l'infermo guarisce dalla sua mortale infermità, e mantenendo la promessa con tutto impegno, procura presentemente con una condotta edificante di riparare i gravissimi danni cagionati a' suoì compagni colla sua vita scandalosa. Affinchè poi si rendesse pubblica la grazia e la sua conversione, che egli riconosce dalla Madre di misericordia, fece scrivere tutto il fatto per mano di pubblico notaio, e come narrazione autentica venne pubblicata in molti giornali, e fra gli altri nell'Amico della gioventù.

Giaculatoria.

O Madre d'amore,
Tu impetra al mio cuore
Che ingrato peccò.
Amore al mio Dio,
Che tanto m'amò.

Preghiera.

Ricordatevi o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo, che da Voi sia stato rigettato od abbandonato alcuno, il quale implori i vostri favori. Io animato da questa fiducia, mi presento a voi. Non vogliate o madre del Verbo Eterno disprezzare le preghiere di questo vostro umilissimo figlio, uditelo favorevolmente, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria