Santo Rosario on line


Maggio, mese di Maria Santissima - Meditazioni di don Bosco







Giorno decimoquinto. La morte.

- v. Deus, in adjutorium meum intende.
- n. Domine ad adjuvandum me festina.
- Gloria Patri etc.
- Gesù mio, misericordia

1. Prima di considerare che cosa sia la morte, vieni meco col pensiero intorno al letto di un moribondo, e in presenza di lui leggiamo il decreto che Dio fa sentire a tutti gli uomini per bocca dell'Apostolo s. Paolo: statutum est omnibus hominibus semel mori. E stabilito che tutti gli uomini devono una volta morire. Tutti quelli che vissero dal principio del mondo fino adesso, tutti dovettero sottoporsi a questo decreto. Non vi è nè scienza, nè potenza, nè sanità, nè robustezza, che possa resistere alla morte Si resiste al ferro, al fuoco, all'acqua, ma chi può resistere alla morte? Resistitur ignibus, undis, ferro, regibus, morti autem quis resistit? Andiamo a cercare chi esista ancora, di tanti re, monarchi, imperatori, che vissero ne' tempi passati; tutti mutarono paese e se ne andarono all'eternità. Di loro più non rimane se non qualche iscrizione sopra la loro tomba, e se apriamo gli stessi loro sepolcri altro più non vediamo che un pugno di cenere, che in breve sarà dispersa coll'altra polvere della terra. Dic mihi, ubi sunt amatores mundi? dice s. Bernardo. Dimmi dove sono gli amatori del mondo? Il medesimo Santo risponde: nihil ex eis remansit, nisi cineres et vermes. Niente rimase di loro se non verrai e polvere. Almeno sapessimo il luogo e l'ora di nostra morte; ma no, dice il Salvatore, ella verrà quando meno ce lo pensiamo. Può essere che la morte mi sorprenda nel mio letto, sul lavoro, per istrada od altrove. Una malattia, una febbre, un accidente, qualche cosa che mi cada addosso, un colpo di un assassino, un fulmine, sono tutte cose che possono togliermi di vita.Ciò può essere da qui ad un anno, da qui ad un mese, ad una settimana, ad un giorno, ad un'ora, e forse può essere appena finita la lettura della presente considerazione. Cristiano, se la morte ci colpisse in questo momento, che sarebbe dell'anima tua? che sarebbe dell'anima mia? Guai a noi, se non ci teniamo preparati; chi oggi non è preparato a morir bene, corre grave pericolo di morir male.

2. Forse potremo lusingarci che la morte non venga per noi? Niuno fu mai cosi stolto da credersi esente dalla morte. Il decreto di morte è per tutti. L'ora della nostra morte verrà, essa è certa. Verrà quel giorno, quella sera in cui ci troveremo anche noi stesi in un letto. Se Dio ci concederà un tal favore, avremo un sacerdote, che terrà da una mano il Crocifìsso, dall'altra una candela accesa raccomandandoci l'anima al Signore. I parenti e gli amici più fedeli ci faranno corona piangendo. Oh se tu potessi presentemente riflettere sui pensieri che correranno alla tua mente in quell'ultimo istante di vita! Ora il demonio per indurti a peccare copre e scusa le colpe, ma in morte te ne scoprirà la gravezza, e te le metterà innanzi. Ma che fare in quel terribile momento in cui devi incamminarti per la tua eternità?

3. Terribile momento, da cui dipende la tua eterna salute o la tua eterna dannazione. Vicino a quell' ultimo chiudere di bocca ti sarà accesa una candela quasi per far lume all'anima tua ad intraprendere il cammino per l'eternità. Due volle ci si tiene accesa innanzi una candela; quando siamo battezzati e al punto di morte. La prima volta vediamo i precetti della legge di Dio; la seconda volta conosceremo se furono da noi osservati. Perciò, o cristiano, alla luce di questa candela vedrai, se hai amato il tuo Dio, oppure se l'hai disprezzato; se hai avuto in onore il suo santo nome, o lo hai bestemmiato; vedrai lo scandalo dato, la roba non restituita, l'onore del prossimo non riparato, vedrai le confessioni fatte senza dolore e senza proponimento...

Ma oh Dio! tutto vedrai in un momento, nel quale agli occhi tuoi aprirassi la via dell'eternita. Punto, o momento, da cui dipende un' eternità di gloria o di pena. Capisci, o cristiano, ciò che ti dico? Voglio dire, che da quel momento dipende l'andare per sempre in Paradiso, o per sempre all'inferno; o sempre contento, o sempre afflitto; o sempre figliuolo di Dio, o sempre schiavo del demonio; o sempre godere cogli angioli e coi santi in cielo, o gemere ed ardere per sempre coi dannati all'inferno. O mio Dio, sin da questo momento io mi converto a voi; io vi amo, vi voglio amare e servire fino alla morte. Vergine Santissima, Madre mia pietosa, aiutatemi in quel punto. Gesù, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l'anima mia.

Esempi.

Narra s. Bernardino da Siena di un principe che trovatosi al punto di morte tutto atterrito diceva: ecco io ho tante terre e tanti palazzi in questo mondo, ma se muoio in questa notte, non so quale stanza mi avrà da toccare nella eternità. S. Alfonso racconta, che un re di Francia giunto al fine della vita disse a' suoi amici: con tutta la mia potenza non posso ottenere che la morte ritardi un momento la sua venuta. Il fratello del gran servo di Dio Tommaso da Rempis aveva invitato un amico a visitare una casa che egli aveva fatto edificare con gran lusso. Ma l'amico gli disse che vi era un gran difetto. Quale? egli domandò. Il difetto rispose, è la porta che vi avete fatta fare. Come, ripigliò l'altro, e difetto la porla? Sì, conchiuse l'amico, perchè per questa porta dovrete uscirne un giorno morto, e cosi abbandonare la casa e tutte le vostro sostanze. Alla morte si abbandona ogni cosa del mondo, le sole opere buone ci accompagneranno all'eternità.

Giaculatoria.

O madre di Dio
O mistica rosa,
Soccorri pietosa
Lo spirito mio.

O santa Maria,
L'aiuto tuo forte
Dà in punto di morte
All'anima mia.

Preghiera.

Ricordatevi o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo, che da Voi sia stato rigettato od abbandonato alcuno, il quale implori i vostri favori. Io animato da questa fiducia, mi presento a voi. Non vogliate o madre del Verbo Eterno disprezzare le preghiere di questo vostro umilissimo figlio, uditelo favorevolmente, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria