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Maggio, mese di Maria Santissima - Meditazioni di don Bosco







Giorno decimosettimo. Il giudizio universale.

- v. Deus, in adjutorium meum intende.
- n. Domine ad adjuvandum me festina.
- Gloria Patri etc.
- Gesù mio, misericordia

1. Come un padre di famiglia in certe epoche dell'anno raduna i suoi figliuoli per vedere chi meriti premio o castigo, così Iddio, Padre di tutto il genere umano, radunerà un giorno tutti gli uomini per dare pubblicamente una sentenza di gloria eterna ai giusti, e di supplicio eterno ai malvagi. Io radunerò, dice Iddio, tutte le nazioni nella valle di Giosafat. e verrò a far di loro pubblico giudizio. Congregabo omnes gentes in vallem Iosaphat et disceptabo cum eis. Prima di venire il Giudice, discenderà dal cielo un fuoco che brucierà la terra e tutte le cose che sono in essa. Terra et quæ in ipsa, sunt opera exurentur. (2. Petri c. 3). Sicchè palagi, chiese, ville, città, regni, tutto diventerà un mucchio di cenere. Quando saranno morti tutti gli uomini si udirà un suono di tromba, che rimbomberà in tutti gli angoli della terra, e tutti i cadaveri usciranno dalle loro tombe ripigliando la medesima forma che prima avevano. Canet enim tuba; et mortui resurgent. (1 Cor. c. 15). Al suono di quella tromba scenderanno le anime beate del cielo ad unirsi coi loro corpi, con cui hanno servito Iddio in questa vita; e le anime infelici dei dannati usciranno dall'inferno per unirsi a quei corpi, coi quali hanno offeso Iddio. Che grande consolazione sarà mai all'anima del giusto che si unisce col corpo per andare seco lui a godere la gloria eterna del cielo. All'incontro quale pena proverà l' anima del dannato nel riunirsi al corpo col quale dovrà andare a patire per sempre le pene dell'inferno. Questo pensiero faceva tremare s. Girolamo. Ogni qual volta, egli dice, io considero il giorno del giudizio, io tremo in tutte le membra, e mi pare di udire sempre quella tromba che risuoni alle mie orecchie: surgite, mortui; venite ad iudicium.

2. Dopochè tutti gli uomini saranno risorti e le anime unite al proprio corpo, gli angioli mandati da Dio andranno gridando da tutte le parti: popoli, popoli, ascoltate la voce di Dio, e radunatevi nella valle del giudizio, nella valle di Giosafat. Fattasi quella grande radunanza, gli angioli separeranno i reprobi dai giusti (Matt. 13). I giusti resteranno a destra e i dannati a sinistra. Immaginiamoci che terribile momento sarà mai pei reprobi il vedersi separati da tanti amici, da tanti parenti, i quali devono abbandonare, e non vedranno mai più. Quando poi è imminente la comparsa del Giudice, tutti gli eletti saranno elevati in aria e andranno incontro al Signore (Thess. 1ª, 4). Intanto si aprono i cieli e vengono tutti gli angeli del cielo per assistere al giudicio portando avanti di loro i segni della passione (s. Tommaso, op. 2°). Comparirà la Croce, di poi gli Apostoli e tutti i Santi loro imitatori; verrà la Regina di tutti i Santi e degli Angioli, Maria Santissima; infine verrà l'Eterno Giudice seduto sopra le nuvole del cielo nel massimo splendore della sua maestà (Matt. c. 24). Che terrore sorprenderà i peccatori nel vedere, a comparire il Figliuol di Dio. che essi hanno cotanto oltraggiato, e. che dovrà essere il loro giudice!

3. Ma intanto è comparso il Divin Giudice, e tutti quelli che vissero dal primo giorno del mondo fino a quell'ultimo giorno stanno aspettando la grande sentenza del Divin Giudice. Esso allora affinchè ognuno conosca pubblicamente il motivo di sua salvezza e di sua dannazione farà palesi a tutti gli uomini i peccati anche i più segreti e più vergognosi. Revelabo pudenda tua (Naum. c. 3). I più accreditati dei teologi dicono che i peccati degli eletti saranno bensì manifesti, ma a guisa di cicatrici gloriose riportate in guerra combattendo col nemico; secondo quelle parole del profeta David, che disse: Beati quelli, cui sono state rimesse le iniquità, e i cui peccati sono coperti. Al contrario dice s. Basilio, che tutti i peccati dei reprobi si vedranno da tutti con una sola occhiata. Ma è un nulla il radunarsi nella valle di Giosafat, è un nulla la manifestazione dei peccati, è anche poco la comparsa del Giudice in confronto della terribile sentenza che Egli sarà per pronunziare. Si volterà da prima agli eletti e loro dirà quelle consolanti parole: venite, o benedetti dal Padre mio Celeste, venite, possedete il regno che fu a voi preparato fin dal principio del mondo. Benedirà anche Maria Santissima i suoi divoti e gl'inviterà a venir seco al cielo. Cosi cantando inni di gloria a Cristo Salvatore entreranno gli eletti in trionfo in Paradiso a possedere, amare e lodare Iddio in eterno. I dannati al vedersi soli, e che mai sarà di noi? andranno esclamando. E voi, dirà Gesù Cristo, partite da me, il mio Padre vi ha maledetti e io vi maledico, andate nel fuoco eterno. In ignem æternum. In quel momento si aprira la terra, e tutti quegl'infelici misti coi demonii cadranno giù negli abissi che non si dovranno aprire mai più.

Anima mia, deh! prega la Santissima Vergine che interceda per te presso l'Eterno Giudice e ti ottenga il perdono delle tue colpe prima di quel tremendo giorno. Ora Ella ti è madre, e difenderà la tua causa. O Maria, siate voi la mia liberatrice e al giorno del giudizio calmate lo sdegno del vostro Figlio, ottenetemi da Lui misericordia e perdono.

Esempio.

Affinchè ognuno abbia una norma intorno alle cose che deve fare o evitare per avere una sentenza favorevole in quell'ultimo giorno del mondo è bene di riferire il fatto che leggiamo nel santo Vangelo, in cui è descritta la venuta del Salvatore nel giudicio finale. Dice il Vangelo: quando verrà il Salvatore nella sua maestà e con lui tutti gli angeli, allora siederà sopra il trono della sua maestà, si raduneranno dinanzi a lui tutte le nazioni della terra. Egli separerà le une dalle altre, come il pastore separa le pecore dai capretti; metterà le pecorelle alla sua destra, e i capretti cioè i reprobi alla sua sinistra. Allora il Re, cioè il Giudice Eterno dirà a quelli che sono alla destra: venite o Benedetti dal Padre mio, venite al possesso del regno preparato a voi fin dal principio del mondo; (leggi attento o cristiano) imperocchè io ebbi fame, e voi mi deste da mangiare, io ebbi sete e voi mi deste da bere, fui pellegrino e mi accoglieste in casa vostra; io era ignudo, e mi avete rivestito; era ammalato e mi avete visitato; era in carcere, e siete venuti a vedermi. Allora gli risponderanno i giusti: Signore, quando mai vi abbiamo veduto affamato, e vi abbiamo dato da mangiare; assetato, e vi abbiamo dato da bere? Quando mai vi abbiam veduto pellegrino, e vi abbiamo accolto in casa nostra? Ignudo, e vi abbiamo rivestito? Ovvero quando vi abbiamo veduto ammalato e carcerato e siamo venuti a visitarvi? Il re risponderà e dirà loro: in verità vi dico ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me.

Quindi dirà anche a coloro che saranno alla sinistra; via da me o maledetti, andate al fuoco eterno che fu preparato pei demonii e pe' suoi seguaci. Imperocchè io aveva fame e non mi avete dato da mangiare, aveva sete e non mi avete dato da bere. Era pellegrino e non mi avete dato ricovero; era nudo o non mi avete rivestito; era ammalato e carcerato, e non mi avete visitato. Allora gli risponderanno anche questi: Signore, quando mai vi abbiamo veduto affamato, o sitibondo, o pellegrino, o ignudo, o ammalato, o carcerato, e non vi abbiamo assistito? Allora risponderà ad essi con dire; in verità vi dico: ogni volta che vi siete rifiutati di fare tali opere per uno di questi piccoli, l'avete rifiutato a me. E andranno questi all'eterno supplizio: i giusti poi all'eterna vita.

Giaculatoria.

Nel giorno estremo,
Giorno di pianto,
Maria copritemi
Col vostro manto,

Preghiera.

Ricordatevi o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo, che da Voi sia stato rigettato od abbandonato alcuno, il quale implori i vostri favori. Io animato da questa fiducia, mi presento a voi. Non vogliate o madre del Verbo Eterno disprezzare le preghiere di questo vostro umilissimo figlio, uditelo favorevolmente, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria