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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





12 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELL'APOSTOLATO ANGELICO

I. Considera come la grandezza del glorioso S. Michele si manifesta nell'essere stato in cielo Apostolo degli Angeli. Pensano S. Tommaso e S. Bonaventura, seguendo l'Areopagita, che in cielo gli Angeli d'ordine superiore istruiscono, illuminano e perfezionano gli Angeli d'ordine inferiore: li istruiscono, facendo loro conoscere quel che non conoscevano; l'illuminano, dando loro un modo di conoscere più perfetto; li perfezionano, rendendoli più profondi nella cognizione. Come nella Chiesa ci sono gli Apostoli, i Profeti, i Dottori per illuminare e ,perfezionare i fedeli, così - dice l'Areopagita - nel cielo Dio distinse gli Angeli in vari ordini, affinchè i supremi fossero guida e luce degli inferiori. Quantunque Dio possa fare ciò direttamente, pure piacque alla sua infinita sapienza farlo mediante gli Spiriti supremi. A questo alludeva il Salmista quando diceva che Dio illumina mirabilmente per mezzo dei grandi monti: i grandi monti illuminatori - interpreta Sant'Agostino, - sono i grandi predicatori del cielo, cioè gli Angeli superiori che illuminano gli Angeli inferiori.

II. Considera come la caratteristica di S. Michele è di illuminare tutti gli Angeli. Egli illuminò due terze parti degli Angeli, quando Lucifero voleva tutti confonderli con l'errore, che già era riuscito ad imporre in molti, di attribuire non a Dio, ma a se stessi la grandezza e magnificenza della propria natura, e di poter guadagnare da soli la beatitudine senza divino aiuto. L'Arcangelo Michele, dicendo: - Quis ut Deus? - Chi come Dio? fece conoscere agli Angeli che il loro essere era creato, ricevuto cioè dalle mani di Dio, e che a Dio solo dovevan rendere onore e ringraziamenti. Conobbero inoltre da quelle parole gli Angeli che non potevano giungere alla beatitudine senza la grazia, nè vedere le bella faccia di Dio senza esser elevati col lume della gloria. L'esortazione di questo celeste maestro e dottore fu di tanta efficacia, che tutti quei milioni di beati spiriti si prostrarono innanzi a Dio e L'adorarono. Per questo magistero di S. Michele, gli Angeli furono, sono, e saranno sempre a Dio fedeli, ed eternamente beati e felici.

III. Considera ora, o cristiano, quanto grande dev'essere in cielo la gloria di S. Michele Arcangelo. Colui che insegna agli altri le vie del Signore risplenderà della luce stessa del firmamento - dice la scrittura. Quale sarà la gloria del celeste principe, che illuminò non pochi angeli, ma innumerabili schiere di angeli! Quale sarà il premio con cui fu da Dio rimunerato? La sua carità verso gli Angeli Lo sublimò su tutti i Cori e Lo rese veramente grande presso Dio. Perchè non ricorri anche tu all'Archangelo Michele per svuotarti di quella ignoranza in cui miseramente ti trovi? Perché non Lo preghi con David di illuminare i tuoi occhi, affinchè non si- addormentino nella morte degli errori?. Prega il celeste Apostolo che ti faccia capire di dover essere sempre fedele ed ossequioso a Dio in vita, per poi goderlo insieme a lui nell'eternità.

APPARIZIONE DI S. MICHELE IN SPAGNA
Ovunque il Principe degli Angeli ha dispensato favori e benefici nelle più grandi calamità. La città di Saragozza era stata occupata dai Mori, i quali per ben quattrocento anni l'avevano barbaramente tiranneggiata. Il re Alfonso pensava liberar tale città dalle barbarie dei Mori, e già disponeva il suo esercito per prendere la città d'assalto, ed aveva affidato quella parte della città che guarda verso il fiume Guerba ai Navarrini, che erano venuti in soccorso. Mentre in pieno si svolgeva la battaglia, il Sovrano Capitano degli Angeli in mezzo a celestiali splendori comparve al Re, e gli fece conoscere che quella città era sotto la sua difesa, e che egli era venuto in aiuto dell'esercito. E infatti lo favorì con una splendida vittoria, per cui appena la città si arrese, venne edificato un Tempio, proprio là dove apparve il Serafico Principe, che divenne una delle principali Parrocchie di Saragozza, e fino ad oggi si chiama S. Michele dei Navarrini.

PREGHIERA
O apostolo del Cielo, o amabile S. Michele, lodo e benedico Dio che Vi arricchì di tanta sapienza per illuminare e salvare gli Angeli. DegnateVi, Vi prego, di illuminare anche l'anima mia per mezzo del mio S. Angelo Custode, in. modo che cammini sempre per, la strada dei divini precetti.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele, Dottore delle Angeliche schiere, illuminatemi.

FIORETTO
Cerca di insegnare ad un ignorante i misteri della fede.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.