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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





1 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA NATURA

I. Considera come S. Michele Arcangelo è il più nobile e il più bello fra tutti quei nobilissimi Spiriti che compongono la milizia celeste; Egli è il primo tra i primi Principi; poiché creati che furono gli Angeli vennero divisi in tre Gerarchie, ciascuna Gerarchia in tre Cori; ogni Coro risultò d'innumerevoli Spiriti, e ciascuno Spirito fu abbellito di quelle doti e perfezioni, che convenivano al grado ed uffizio, cui Dio l'aveva destinato. Il Coro superiore perciò contiene le perfezioni del Coro inferiore, il Coro più sublime le perfezioni e le bellezze di tutti i Cori inferiori. Così insegna S. Tommaso.

L'Arcangelo Michele è nel primo Ordine di quelle schiere Angeliche e per la dignità e per gli onori superiore a tutti i beati Angeli, come scrive S. Basilio. Chi potrà comprendere quale sia la bellezza di sua natura, che primeggia su tutti gli Angeli? Egli è veramente il più perfetto, il più bello, il più grande di tutti i beati Spiriti!

II. Considera come il Profeta Giobbe guardando la nobiltà di natura degli Angeli, li chiamava figli di Dio per eccellenza, e li paragonava alle stelle del mattino; certamente dobbiamo tenere con S. Pantaleone che S. Michele Arcangelo è la prima, la più grande e la più bella Stella Angelica, la più luminosa nel Cielo del Paradiso, Colui che tiene il primo luogo tra quello sterminato numero di Angeli. Poichè egli sta al sommo grado di tutto l'essere creato, la sua spirituale natura è la più nobile e pura di quante furono create da Dio. Per questo S. Gelasio lo chiama sommo Mininistro del Trono della Santissima Trinità. Mentre gli altri Angeli si velano il volto, S. Michele canta, con gran confidenza e senza stupore, il trisagio dei Serafini, è a Dio il più vicino, è degli Angeli il più nobile, il più sublime; perciò si chiama Arcangelo, non perchè sia del Coro degli Arcangeli, ma perchè di tutti gli Angeli è il Capo, il Duce, il più grande per natura. O eccellenza veramente ammirabile! O principe veramente grande!

III. Considera poi, o cristiano, qual'è la tua grandezza nell'ordine della natura. L'uomo è fra gli esseri della terra il più nobile, contiene in sé le perfezioni delle altre specie, cioè l'esistenza dei fossili, la vita degli alberi, i sensi degli animali, l'intelligenza degli Angeli. Il corpo è il mondo in piccolo: l'anima porta scolpita l'immagine di Dio sostanza spirituale, dotata di mente capace di conoscere Dio, e di volontà idonea ad amarlo; sostanza tanto nobile, che poco differisce dagli Angeli.

Qual uso hai fatto della tua eccellente natura e dei doni naturali di cui Dio ti arricchì? L'Arcangelo Michele creato da Dio sì nobile, e di tanti doni arricchito, tutto rivolse a glorificare Dio Creatore, tu, invece, forse ti sei servito dei tuoi doni naturali, del tuo corpo e dell'anima non per lodare, ma per disonorare Dio, non per venerarlo, ma per insultarlo, non per glorificarlo, ma per offenderlo maggiormente! A che ha servito sinora il tuo corpo? Alla iniquità ed alla immondezza! Di che si è occupata l'anima tua? Di conoscere le vanità di questo mondo, non le grandezze di Dio. La tua volontà, invece d'amare il sommo ed unico bene, ha amato i beni fallaci di questo mondo. Cerca di umiliarti, rientra in te stesso, impara ad apprezzare la tua eccellenza e dignità,

apprendi dall'Arcangelo Michele a conformare la vita alla eccellenza della natura, e pregarlo infine che ti ottenga la grazia di non più disonorare la tua natura, ma di vivere piuttosto a norma di quel fine, per cui Dio ti creò.

PRIMA APPARIZIONE DI S. MICHELE SUL GARGANO la Grotta

Era l'anno 490 quando il giorno 8 maggio si verificò la prima apparizione di S. Michele sul Gargano. Il fatto avvenne così. Un capitano delle armi Sipontine, ricco di poderi e di greggi, ed altrettanto pio e caritatevole, possedeva un monte distante circa sei miglia da Siponto, ora detto Manfredonia che era il pascolo dei suoi armenti. Tra questi si trovava un toro feroce, smisurato e torvo, il quale una volta di primavera si segregò dagli altri. Venuto il capitano a riveder gli armenti mentre accompagnato da servi faceva ricerca del toro, lo rinvenne in una profonda spelonca in un luogo erto e difficile; e siccome non era possibile trarlo fuori vivo di là, pensò riaverlo morto, e scaricò verso di esso il suo arco; ma la freccia invece di ferire il toro, rivolta a mezz'aria la punta, tornò indietro e ferì nel petto il capitano.

L'avvenimento del tutto nuovo riempì di stupore gli spettatori, e si diffuse la notizia di esso non solo nelle vicinanze della selva donde molti corsero a vedere il ferito, ma pervenne anche fino al Vescovo di Siponto, S. Lorenzo Maloriano, di nazionalità greca, cittadino di Costantinopoli, e stretto congiunto dell'Imperatore Zenone. Il santo Prelato, pensando che non senza mistero si era verificato quello strano avvenimento, ricorse a Dio per lume ed intelligenza. Ordinò per tutta la città un triduo di preghiere e di digiuni per impetrar da Dio la grazia di conoscere il mistero di così strano fatto. Ascoltò Dio l'umile ricorso del Vescovo e del popolo, cosicchè mentre verso l'aurora il piissimo Vescovo stava pregando nella cattedrale di Siponto, gli apparve S. Michele e gli disse « Tu hai agito molto saggiamente chiedendo all'altissimo Iddio la rivelazione e la ragione per cui la freccia scoccata contro il giovenco si sia invece rivolta contro l'arciere. Sappi dunque che ciò è avvenuto appunto per opera mia. Io sono l'Arcangelo Michele, che sto davanti al Trono di Dio, ed io ho stabilito di abitar qui, e parimenti di aver preso in custodia questo luogo. Questi segni ho voluto io dare, affinchè ciascuno sappia, come d'ora innanzi il Gargano sarà in mia tutela ». Così disse S. Michele a S. Lorenzo Vescovo, e disparve.

PREGHIERA
Gloriosissimo S. Michele, mi rallegro con Voi della sublimissima natura tanto perfetta e bella, che supera gli Angeli tutti, e ringrazio la Santissima Trinità di averVi creato sì grande ed eccellente; mi confonde però innanzi a Voi la mia indegnità, non avendo io saputo conoscere ed apprezzare la mia grandezza. Ricorro fiducioso alla vostra protezione, e Vi prego di ottenermi dalla Divina Maestà lume alla mente per poter apprezzare d'ora innanzi la mia dignità, e fervore alla volontà perchè viva sempre grato al mio Creatore. Amen.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele; Voi che siete la prima e più luminosa stella dell'Angelico splendore, illuminate l'anima mia.

FIORETTO

Inginocchiato innanzi ad una Immagine di S. Michele reciterai tre Pater, Ave e Gloria in ringraziamento alla Santissima Trinità per aver creato S. Michele sì grande di natura. Reciterai, oggi, ed in ogni dì, la seguente coronella al S. Principe, chiedendo nella Offerta questa grazia speciale: che ti faccia conoscere l'obbligo di venerare Dio coi doni di natura.

INNO

Virtù del Padre e gloria, Gesù, vita ai redenti, Te noi lodiam fra gli angeli Dal labbro tuo pendenti. Di duci schiera innumera Pugna per te fedele; Ma della croce il labaro Invitto erge Michele. Ei caccia all'imo tartaro Il capo del dragone; dall'alto il duce fulmina e insiem lo stuol fellone Contro il superbo demone seguiam noi questo Duce, Onde l'Agnel ci prodighi Serti d'eterna luce. Al Padre e insieme al Filglio, a Te Consolatore Per gli infiniti secoli, Siccome fu, sia onore. Così sia.

I GRAZIA

Vi domandiamo, o Arcangelo Michele, insieme col Principe del primo Coro dei Serafini, che vogliaTe accendere il nostro cuore con le fiamme del Santo amore, e che per mezzo Vostro possiamo disprezzare i lusinghevoli piaceri del mondo. Pater, tre Ave e un Gloria.

II GRAZIA

Vi chiediamo umilmente, o Principe della celeste Gerusalemme insieme col capo dei Cherubini, che vi ricordiate di noi, specialmente quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale; onde col vostro aiuto divenuti vincitori di Satana, facciamo di noi stessi un intero olocausto a Dio nostro Signore. Pater, tre Ave e un Gloria.

III GRAZIA

Devotamente Vi supplichiamo, o invitto Campione del Paradiso insieme col Principe del Terzo Coro, cioè dei Troni, che non permettiate che noi, vostri fedeli, siamo oppressi dagli spiriti infernali. Pater, tre Ave e un Gloria.

IV GRAZIA

Umilmente in terra prostrati Vi preghiamo, o primo Ministro della Croce dell'Empireo insieme col Principe del quarto Coro, cioè delle Dominazioni, che difendiate tutta la Cristianità in ogni sua occorrenza, ed in particolare quelli che ci governano, dando loro grazie di saggezza e di prudenza. Pater, tre Ave e un Gloria.

V GRAZIA

Vi preghiamo, Santo Arcangelo, che insieme col Principe del quinto Coro, cioè delle Virtù, vogliate liberare noi, vostri servi, dalle mani di tutti i nostri nemici, dai falsi testimoni, dalle lingue cattive, dalle discordie: la nostra patria ed in particolare questa città dalla fame, dalla peste, dalla guerra e da ogni male che il nemico delle anime suole suscitare a nostro danno. Pater, tre Ave e un Gloria.

VI GRAZIA

Vi scongiuriamo, o Condottiero delle Angeliche milizie e Vi preghiamo insieme col Principe che tiene il primo luogo fra le Potestà, le quali costituiscono il sesto Coro, che vogliate provvedere alle necessità di noi, vostri servi, e di tutta questa città, dando alla terra la fecondità desiderata, e pace e concordia ai principi Cristiani. Pater, tre Ave e un Gloria.

VII GRAZIA

Vi preghiamo, o Primicerio degli Arcangeli, Michele, insieme col Principe del massimo Coro, cioè dei Principati, che vogliate liberar noi, vostri servi, ed in particolare questa città dalle infermità corporali, e molto più dalle spirituali. Pater, tre Ave e un Gloria.

VIII GRAZIA

Vi supplichiamo, o Santo Arcangelo insieme col capo di questo Ottavo Coro degli Arcangeli, e con tutti i nove Cori, che abbiate cura di noi in vita, e ci assistiate nell'ora della nostra agonia, specialmente quando saremo per esalare l'ultimo respiro, in modo che, rimasti vincitori di Satana, veniamo a godere con Voi nel Santo Paradiso la Divina Bontà. Pater, tre Ave e un Gloria.

IX GRAZIA

Vi preghiamo finalmente, o gloriosissimo Principe, difensore della Chiesa militante e trionfante, che vogliate, in compagnia del capo del nono Coro degli Angeli, custodire e patrocinare i vostri devoti, le nostre famiglie, coloro che si sono raccomandati alle vostre orazioni, affinché menando con il vostro aiuto una vita pura, possiamo poi godere la bella faccia di Dio insieme con Voi e con tutti gli Angeli per tutti i secoli dei secoli. Pater, tre Ave e un Gloria.

OFFERTA

O Arcangelo S. Michele, Principe di tutti i Cori Angelici, umilmente Vi adoro, perché Vi ammiro dotato di tanta grazia e gloria, che giustamente la Santa Chiesa Vi riverisce come Vicario dell'Altissimo e primo Ministro del Paradiso. Sia perciò lodata la Santissima Trinità che, in premio della vostra fedelissima circostanza, V'innalzò a tanta altezza di gloria; sia anche benedetta la vostra carità che si compiace d'essere il nostro più grande Benefattore durante la vita, il più gran Difensore nel punto di morte, e sollievo nelle stesse fiamme del Purgatorio. Ecco, o Arcangelo S. Michele, che io mi offro tutto al vostro servizio. Consideratemi nel numero dei vostri devoti, impetratemi grazia che non più cada in peccato. Illuminatemi per mezzo del mio S. Angelo Custode, perchè possa camminare perseverantemente nella strada del santo timore ed amore di Dio. Proteggete questa Città che Vi venera per suo Protettore amoroso. Stendete lo scudo del vostro Patrocinio sopra la casa e famiglia mia, e per l'amore che portate alla vostra gran Regina Maria, impetratemi questa grazia che umilmente Vi cerco... (qui si pensi alla grazia che si desidera) affinché, consolato in vita dalla vostra pietà, possa dalla stessa essere accompagnato dinanzi al Tribunale di Dio e divenire cittadino del cielo, dove loderò in eterno la Santissima Trinità, Gesù e Maria, e Voi gran Principe degli Angeli S. Michele. Amen.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.