Santo Rosario on line


Nell'intimità della Santa Famiglia - meditazioni tratte dagli scritti della Serva di Dio Maria Costanza Zauli






21. CONTEMPLAZIONE L'INTIMITA' DELLA CASA DI NAZARETH

A proposito delle disposizioni di Maria, nello smarrimento del fanciullo divino, quando dopo averlo ritrovato, andava meditando la risposta di lui: "Perché mi cercavate?... Non sapevate, che devo occuparmi delle cose del Padre mio? ...".

In quel punto, l'anima di lei, venne elevata in altissima contemplazione ed unione al Padre, disposizione che andò perfezionandosi negli anni che Gesù trascorse ancora nel nascondimento della vita nazarena. In questi, avrei notato una differenza marcata, dai precedenti, quando il bambino, il fanciullo, richiedevano una continua assistenza materna. Ora, le parti sembravano invertite, ed era Gesù che immerso com'era nella divinità , con l'anima a diretto contatto col Verbo trasmetteva alla Madre sua, la divina sapienza, nella misura della quale era capace... Molto le diceva con le parole, ma assai più con lo sguardo, e con un silenzio che era quasi uno splendore, nel quale si poteva leggere più chiaramente che in un volume scritto...

Gesù non aveva segreti per lei, e tutto quello che commuoveva il suo cuore, che impressionava la sua sensibilità, con filiale confidenza, riversava nella Madre, sicuro di trovare in quella meravigliosa creatura, data a lui dal Padre, comprensione ed armoniosissima affinità di palpiti. Quegli anni nazareni, furono la solidissima base per l'edificio di quella vita di perfezione, che si sarebbe vissuta nella Chiesa, specie dalla porzione eletta dei contemplativi.

Gesù andava compiendo nella Madre e nel diletto padre putativo, un mirabile lavoro che veniva corrisposto con una fedeltà, che lo compiaceva ineffabilmente.

Non è possibile esprimere quello che si trasmettevano, anche con un solo sguardo Gesù e Maria! Li ho visti in reciproca ammirazione... ed avevano ben ragione di esserlo! Chi potrebbe fedelmente dipingere la figura del bellissimo adolescente divino, dai sedici ai vent'anni? Quale armonia di linee, quale perfezione, che dignità! Tutto in lui esprimeva ognora più perfettamente il divino e la sua sola presenza, operava sulle anime, in maniera simile a quella dei sacramenti.

Così, quando in seguito alla morte di San Giuseppe si allontanò da casa (ed il suo fu un distacco assoluto, perché raramente la Madre ebbe occasione di avvicinarlo), la Madonna risentì al vivo il gran sacrificio che dovevano imporsi.

Mirabile intimità d'unione era stata quella di Nazareth, un vero paradiso in terra!

Il massimo dell'intimità era fra Gesù e Maria, sebbene anche Giuseppe fosse unitissimo ad ambedue, e per il loro contatto avesse raggiunto uno dei più alti gradi di contemplazione. Ammirava le grandi cose che vedeva nella Madre e nel Figlio divino, ed era da essi favorito nel suo amore per il silenzio, il raccoglimento, l'adorazione!

Non era a parte di tutto quanto riguardava la Passione, ma non gli mancavano lumi e grazie di ordine superiore, specie intorno all'avvenire della Chiesa, della quale sarebbe stato il patrono.

Mi è stato fatto considerare un particolare toccante, riguardo al primo sonno dell'infante, sul cuore dolcissimo della Madre sua...

Egli, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, non volle prevenire l'uso della parola, ed era mediante un silenzio eloquente e luminoso che Madre e Figlio si scambiavano l'amore. oh! nota Gesù , il mio riposo sul cuore di mia Madre! Quel cuore era un'arpa d'oro sprigionante melodie d'amore, ignote ai più ardenti serafini, e su quelle armonie amavo accordare il mio canto di lode e di amore al Padre, che si chinava rapito e commosso. Quest'omaggio alla paternità divina, era il nostro esercizio preferito, impreziosito dall'esigenza che c'imponeva di sacrificare il conforto sensibile delle nostre intimità.

L'angoscia più tormentosa per la Madre mia, fu quando m'intrattenni a sua insaputa nel tempio di Gerusalemme, dato che, in quei tre giorni, parve spezzarsi la nostra comunione, e restare sospesa la nostra lode all'unisono, al Padre!... Quanta compassione ne sentii presentandola, in quella circostanza, al Padre mio, come la dolce vittima che si era offerta a precedere i miei passi, chiesi che, per quel nostro strazio, venissero particolarmente confortate le anime, che a prezzo delle più ardue prove, avrebbero raggiunta la massima unione con lui.

"Se fossero numerose le anime che sapessero continuare al Padre, l'omaggio di lode che insieme a me, gli offriva la Madre mia, si vedrebbe presto l'avvento del mio regno di amore, la nuova Pentecoste che deve rinnovare il mondo".


PREGHIERA CON LE PAROLE DI MADRE ZAULI
San Giuseppe, nostro amabile patrono, ti preghiamo di ottenerci la grazia di corrispon-dere con la massima fedeltà alla nostra voca-zione, in modo da compiacere in pieno il nostro Dio.

A te, dopo che a Maria santissima, fu dato di penetrare il più a fondo possibile il gran palpito dell'Amore infinito; fa' che noi pure, coltivando a tua imitazione il silenzio interiore e il sacro raccoglimento, siamo immersi in una sempre maggiore intimità con il Cuore divino.

Come tu attendevi al tuo umile mestiere con lo sguardo su Gesù, che avevi sempre sotto gli occhi, aiuta anche noi ad attendere alle nostre occupazioni senza mai perdere di vista l'Ostia santa, Sole della nostra vita.

In te risplende particolarmente l'umiltà, tanto profondamente e sinceramente sentita: aiutaci ad imitarti, per essere irradiati intima-mente dalla Luce dello Spirito Santo.

Tu, che avesti il privilegio di stringere tante volte al tuo cuore il Verbo Incarnato, ottienici la grazia immensa di farlo tutto nostro ed immedesimarci in Lui quando lo riceviamo nella santa Comunione.

Tu che, con Maria, fosti il primo adoratore in spirito e verità, insegnaci a saperci valere della preziosità del sacramento eucaristico e ad unirci a te nell'offerta continua di Gesù Ostia al Divin Padre per la Chiesa e per il mondo intero. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria