Santo Rosario on line


Nell'intimità della Santa Famiglia - meditazioni tratte dagli scritti della Serva di Dio Maria Costanza Zauli






16. CONTEMPLAZIONE IL DOLORE DEL DISTACCO

Soavissimo, ricco di deliziosi particolari il periodo della vita domestica di Gesù, Maria e Giuseppe a Nazareth.

L'adolescente, che andava gradatamente manifestando i suoi tesori di sapienza e di grazia, unitamente alle perfezioni del suo fisico; la sempre più intima fusione di anime tra la Madre e il Figlio; la modesta, ma pur luminosa santità di San Giuseppe: tutto è soggetto di salutari riflessioni.

Quale carità regnava in quella benedetta e santa casa! Ho potuto conoscere e vedere come avvenne la morte del diletto padre putativo. Fu preceduta da una specie di languore, che finì per immobilizzarlo nel suo tettuccio e che durò poco più di due mesi.

Non per effetto di decrepitezza, perché non corrisponde assolutamente alla verità la molto avanzata età di San Giuseppe; direi che non avesse oltrepassato la cinquantina quando morì.

Lui pure era alto, ben formato, dai lineamenti fini e distinti, e la sua malattia fu probabilmente causata da veemenza di amore divino. Gesù e la Madonna lo assistettero con premura e gli erano sempre intorno per prodigargli le cure più delicate.

Il Figlio divino, pur dovendo sostituirlo nei lavori, trovava il tempo per intrattenersi a lungo al suo capezzale.

L'estrema delicatezza di coscienza era causa di intimo tormento a San Giuseppe, mettendolo in timore di non aver saputo assolvere degnamente il gran compito a lui affidato da Dio, e Gesù lo tranquillizzava autorevolmente: "No, no. Tutto è limpido allo sguardo del Padre mio"; parole che avevano forza di quietare ogni angustia.

Era nei decreti dell'Altissimo che questo giusto e fedele servitore morisse prima che la redenzione avesse il suo compimento.

Proseguendo il generale esaurimento, si spense dolcemente, dopo aver chiesto umilmente perdono ai suoi cari che l'assistevano, immersi nel più sentito dolore.

Fu un vero lutto, una sentitissima sofferenza per Gesù e per Maria, e piansero in quella circostanza, pur adorando le divine permissioni.

I pietosi servigi alla salma furono resi da Gesù con estrema riverenza e delicatezza, e anche alla sepoltura pensò lui, avendo provvisto un decoroso sepolcro.

Quando, dopo i funerali, Madre e Figlio si ritovarono soli, sperimentarono, se pur perfettamente uniformati alla volontà del Padre, il desolante senso di vuoto che lascia la morte, e prepararono l'animo ad un ancor più doloroso distacco, sapendo prossima l'ora di un non lontano sanguinoso epilogo dell'immolazione redentrice.


PREGHIERA CON LE PAROLE DI MADRE ZAULI
San Giuseppe, nostro amabile patrono, ti preghiamo di ottenerci la grazia di corrispon-dere con la massima fedeltà alla nostra voca-zione, in modo da compiacere in pieno il nostro Dio.

A te, dopo che a Maria santissima, fu dato di penetrare il più a fondo possibile il gran palpito dell'Amore infinito; fa' che noi pure, coltivando a tua imitazione il silenzio interiore e il sacro raccoglimento, siamo immersi in una sempre maggiore intimità con il Cuore divino.

Come tu attendevi al tuo umile mestiere con lo sguardo su Gesù, che avevi sempre sotto gli occhi, aiuta anche noi ad attendere alle nostre occupazioni senza mai perdere di vista l'Ostia santa, Sole della nostra vita.

In te risplende particolarmente l'umiltà, tanto profondamente e sinceramente sentita: aiutaci ad imitarti, per essere irradiati intima-mente dalla Luce dello Spirito Santo.

Tu, che avesti il privilegio di stringere tante volte al tuo cuore il Verbo Incarnato, ottienici la grazia immensa di farlo tutto nostro ed immedesimarci in Lui quando lo riceviamo nella santa Comunione.

Tu che, con Maria, fosti il primo adoratore in spirito e verità, insegnaci a saperci valere della preziosità del sacramento eucaristico e ad unirci a te nell'offerta continua di Gesù Ostia al Divin Padre per la Chiesa e per il mondo intero. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria