Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





6 - MARIA SPOSA A GIUSEPPE

La convinzione che i tempi messianici fossero compiuti, era largamente diffusa tra il popolo d'Israele, mentre Maria, nel Tempio, era preparata da Dio alla sua eccelsa vocazione. Le profezie antiche l'avevano preannunziato: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele» (Is 7,14). L'attesa era vivissima e dolorosamente sofferta (per la tristezza dei tempi), soprattutto dai più degni: i poveri di Jahvé. La futura Sposa dello Spirito Santo e Regina dei profeti lo presentiva più d'ogni altro e la sua presenza al Tempio, fatta di preghiera sublime, di sacrificio amoroso di sé, affrettava per divino disegno lo straordinario avvenimento. Però: se Ella sospirava ardentemente la venuta del Salvatore, nella sua piena umiltà non poteva neppure essere lontanamente sfiorata dal pensiero che ne dovesse essere la Madre: a Lei bastava essere l'umile serva del Dio d'Israele, il quale: «Sceglie ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, ciò che nel mondo è disprezzato e ciò che è nulla, per ridurre a nulla le cose che sono: perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Lui» (1Cor 1,27-28). Maria, già l'abbiamo ricordato, apparteneva alle figlie della stirpe regale di Davide, da cui, secondo le profezie, doveva nascere il Messia. Quelle profezie erano allora penetrate così profondamente nella coscienza del popolo, che il Messia, come ci fanno conoscere i Vangeli, fu chiamato, senz'altro «figlio di Davide». Ogni fanciulla di discendenza davidica lo sapeva e si vedeva compresa nella piccola cerchia di quelle che potevano divenire la Madre benedetta del Salvatore. Anche la Legge di Mosè voleva che ad ogni uomo fosse data una donna della sua stirpe. La Vergine ha ora quindici anni, l'età del matrimonio per le donne del suo tempo. Con il voto perpetuo di verginità, si è consacrata a Dio; ma, poiché la Legge vuole il suo matrimonio, Ella si affida a Lui, sicura che le darà per sposo un Santo che porrà come Lei l'amore al Signore sopra ogni cosa. La tradizione popolare ci ha fatto appunto conoscere l'intervento miracoloso di Dio nell'assegnarle il più insigne tra i Santi: Giuseppe, che la Scrittura chiama «giusto»: così giusto da meritare di essere il Custode purissimo dell'Immacolata Sposa dello Spirito Santo, chiamato a fare le veci di Dio Padre, il quale presto avrebbe mandato alla terra il proprio Figlio. Dice dunque la tradizione popolare che il Sommo Sacerdote, non senza una illuminazione dall'Alto, aveva voluto affidare a Dio la designazione del discendente di Davide, voluto come Sposo della Vergine Maria. Fu così che egli invitò tutti i giovani della stirpe davidica a recarsi al Tempio di Gerusalemme, portando ciascuno un ramoscello che fu posto in fascio davanti all'Arca santa. Il ramo di mandorlo, portato da Giuseppe di Giacobbe betlemita della tribù di Davide, legnaiolo a Nazaret di Galilea, miracolosamente fiorito, fece conoscere il nome dello Sposo a Dio gradito. Egli che aveva l'età di trenta anni circa, era dunque di Nazaret, la cittadina natale di Maria, la piccola Figlia di Gioacchino ed Anna, presentata al Tempio dodici anni avanti, ricordata da tutti ancora con tanto caro affetto. La Vergine, ormai priva degli anziani Genitori, trovava in Giuseppe, designatole dal Cielo, un padre cui confidarsi e un fratello cui affidarsi. Nel loro primo incontro Ella si fece premura di confidargli il suo voto di consacrazione a Dio, l'offerta cioè della sua verginità in sacrificio d'amore per l'avvento del Messia. Giuseppe condivise gioiosamente l'offerta della sua Sposa, per amare insieme con Lei l'Altissimo, affinché mandasse presto il Salvatore promesso, permettendo loro di vedere la sua luce splendere nel mondo. Santi così dovevano essere i due Sposi ai quali Colui il cui nome è «Santo», avrebbe affidato il suo Figlio Santo. Davanti al Tempio del Signore i due Giovani giurarono di amarsi come gli Angeli del Cielo si amano tra loro. Ad essi, di discendenza regale e sacerdotale, era riservata la benedizione solenne del Sommo Sacerdote, il quale, mettendo la mano della Sposa in quella dello Sposo, disse: «II Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe sia con voi. Egli vi unisca e si adempia in voi la sua benedizione, dandovi la sua pace e numerosa posterità, con lunga vita e morte beata nel seno d'Abramo». La promessa è scambiata. Maria di Nazaret è ora Sposa a Giuseppe. Il Salvatore che l'umanità attende non tarderà a discendere dal Cielo.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.