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Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





25 - MARIA NEL CENACOLO

«Dopo la sua risurrezione, Gesù si mostrò vivo ai suoi discepoli con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando loro del regno di Dio» (At 1,3). Con la sua auto-risurrezione, ripetutamente preannunziata ai suoi discepoli, Gesù dà la prova suprema ed evidente di essere Dio. Egli stesso si era riservata questa dimostrazione definitiva. Infatti, quando dai Giudei gli fu chiesto un segno della sua pretesa autorità divina, rispose: « Distruggete questo tempio ed in tre giorni lo lo farò risorgere ». Nota l'evangelista Giovanni che « Egli parlava del tempio del suo corpo » e aggiunge: « Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù » (Gv 2,19-21). L'avvenimento fu determinante per la fede degli Apostoli. Essi ne fecero l'argomento di credibilità al loro annuncio cristiano: «Noi l'abbiamo visto risorto e abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione» (At 10,41). Sappiamo dal Vangelo che il Corpo risorto di Gesù aveva le proprietà dello spirito glorioso. Con la sua onnipotenza divina, Gesù poteva tuttavia rendersi sensibile, mangiare con gli Apostoli, farsi palpare le mani e il costato trafitto, al fine di convincere i dubbiosi e rendere gli increduli credenti. Normalmente però Gesù viveva la vita propria dello spirito, rendendosi visibile a suo piacimento, come richiedeva la sua missione. Ma facciamoci una domanda: « Quale la sua unione con la Vergine Madre? ». Certamente un'unione singolarissima, fondata sull'Incarnazione e senza soste accresciutasi attraverso tutti i misteri della loro vita. Gesù, ci dicono i Santi, viveva spiritualmente nella sua Madre, più che non Lei vivesse in se stessa. Se un Apostolo del Signore poté dire di sé: « Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20), che dobbiamo dire della Piena di grazia che l'ha generato? Come Gesù, dopo la sua risurrezione, non era più disgiunto con tutto il suo essere dal Padre, così non era più diviso dalla Madre, «per formare con Lei un principio di generazione divina per tutto il Corpo della Chiesa» (Olier). Ed è in questa intima unione con la Trinità SS.ma per mezzo del Figlio, che noi troviamo Maria nel Cenacolo, in attesa dello Spirito Santo, promesso dal Salvatore. Sono ancora gli Atti degli Apostoli a dirci che Gesù risorto «mentre si trovava a tavola con i discepoli, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre, quella, disse, che voi avete udita da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni» (At 1,4-5). Fedeli a questo comando del Signore, il giorno stesso della sua Ascensione, essi ritornarono a Gerusalemme dal monte degli Ulivi. Entrati in città, salirono al piano superiore del Cenacolo (la casa che aveva ospitato Gesù per l'ultima Cena) ed «erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù e con i fratelli di lui » (At 1,14). Vi restarono dieci giorni, fino alla festa di Pentecoste, il mattino della quale «venne all'improvviso dal Cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo» (At 2,3-4). Con la festa di Pentecoste, nasce ufficialmente la Chiesa di Gesù Cristo, divinamente vivificata dal suo Spirito. Nasce, come già il suo Capo, per opera dello Spirito Santo, nella e dalla Vergine Maria. Infatti, «una medesima madre non genera il capo senza le membra, altrimenti si avrebbe un mostro di natura» (Trattato della vera devozione, n. 32). La maternità spirituale di Maria è logica e gioiosa conseguenza della sua maternità divina, per la quale «Ella coopera con lo Spirito di Cristo, alla rigenerazione e formazione dei fedeli, fratelli di Gesù» (LG., n. 63). Ascoltiamo su questo affascinante argomento due teologi santi. «Dobbiamo considerare la Vergine come una sorgente della vita di Gesù. Ella lo genera a noi per la virtù del Padre e congiuntamente con Lui lo fa vivere in noi, operando in noi per la virtù dell'Altissimo, la quale è la virtù del Padre,virtù che Ella possiede in modo indiviso (in comune) col Padre. « E come altra volta lo ha generato in se medesima secondo la carne e insieme secondo lo spirito, corporalmente e spiritualmente, così continua a generarlo in noi spiritualmente. «Rivolgiamoci a Lei ed assoggettiamoci al suo potere, supplicandola che per compassione Ella compia per noi questa misericordia» (de Bérulle). «L'unione tra l'Immacolata e lo Spirito Santo è così inesprimibile e perfetta che lo Spirito Santo agisce unicamente attraverso l'Immacolata, la sua Sposa. Di conseguenza, Ella è la Mediatrice di tutte le grazie dello Spirito Santo. Dato che ogni grazia è un dono di Dio Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, perciò non esiste grazia che non appartenga all'Immacolata, offerta a Lei, a sua libera disposizione» (P. Kolbe). Poiché nulla ci deve stare tanto a cuore quanto la vita di grazia, sia nostro impegno, diligente e amoroso, conoscerne la Madre. Non era forse questo il desiderio di Gesù quando ce l'affidava dalla Croce (Gv 19,27)?

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.