Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





21 - MARIA NELLA PASSIONE DI GESÙ

La Mamma «sapeva» che Gesù, il Figlio suo, Salvatore del mondo, era «l'Agnello di Dio, la Vittima che doveva togliere il peccato del mondo» (cf Gv 1,29). Per luce divina Ella penetrava il senso profondo di quanto lo Spirito Santo aveva detto per bocca dei profeti, Lei, la Piena di grazia, dei profeti Regina e Sposa Immacolata dello Spirito Santo. Salmi e profezie avevano descritto fin nei particolari la sorte dolorosa del Messia: «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. Il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai tosatori. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte» (1s53). Tutto questo la Mamma sapeva, prima che Dio si facesse suo Figlio e sapeva come «quella» Mamma poteva e doveva sapere: Lei che era chiamata a condividere e a corredimere, per amore dell'umanità. «Chi si affligge per la sua sorte?», aveva detto il profeta. Non ci voleva almeno «una» creatura che per tutte comprendesse la santità e l'amore di un Dio-Incarnato e ne condividesse in modo degno le pene?... Il Vangelo ci fa trovare la Madre di Gesù sul Calvario, ai piedi della croce. Ella si trovava già a Gerusalemme per la Pasqua, per «quella» Pasqua. Prima di incomincaire la sua Passione, Gesù le diede l'addio. Nessuno quanto -Lei ne era interessato; nessuno quanto Lei poteva e voleva condividerla... Egli che chiese, implorando, preghiera e conforto ai suoi tre apostoli più amati: «la mia anima è triste fino alla morte; restate qui e pregate con me» (Mt 26,38) (aiuto che i tre apostoli non sppero dare), come non può aver chiesto con infinita riconoscenza la preghiera e il conforto della sua Madre?... Non facciamo un Gesù disumano, per la paura di farlo meno Dio! La nostra umanità, così povera, ha tante cose ancora da imparare dalla sua, tutta divina... «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Sal 22,2). Così diceva il salmo che Gesù ripete sulla croce. E continuava: «Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo; a te gridarono i nostri padri e furono salvati... Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo» (vv. 7.7). E il Salmo del dolore ricordava anche l'affetto della Madre: «mi hai fatto riposare sul petto di mia madre: da me non stare lontano, poiché l'angoscia è vicina e nessuno mi aiuta» (v. 12). La Madre ben conosceva «l'ora» per la quale il Figlio era venuto e, quanto più l'abbandono del Cielo si faceva doloroso, tanto più Egli doveva sentire la sua presenza confortante. Ella è vicina alla croce di Gesù. La tradizione la fa già incontrare con Lui all'inizio della via che conduce al Calvario, come ci ricorda la quarta Stazione della Via Crucis. E non v'è dubbio che l'Addolorata abbia vissuto, momento per momento,. tutta la passione del Figlio Redentore: «Sono stato crocifisso con Cristo, ci dice S. Paolo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Molti mistici dopo di lui hanno partecipato in modo impressionante alla vita dolorosa del Salvatore, nel corpo e nello spirito: pensiamo a Padre Pio, Alessandrina da Costa, Teresa Musco e tanti altri dei giorni nostri. Che cosa ha unito queste anime elette a Gesù sofferente se non l'amore? L'Amore che unifica le Persone divine nella Trinità, unifica e trasforma ancora le anime in Cristo. La grandezza dell'amore è la misura di questa unione e identificazione. Che dire, allora, dell'Addolorata il cui amore supera immensamente quello di tutte le creature insieme, santi e angeli compresi? La Liturgia dà al suo dolore l'ampiezza del mare (Liturgia dell'Addolorata). Meditiamo questo dolore materno che ha fatto dei figli di Eva i veri figli della Madre di Gesù! (cf Gv 19,26-27). Non separiamo Maria da Gesù, nella contemplazione dei misteri evangelici: crediamo che non vi può essere sguardo più amoroso per Gesù dello sguardo di sua Madre e facciamo nostro questo sguardo d'amore. Contempliamo Gesù con gli occhi e il cuore dell'Addolorata e capiremo ben presto quanto Egli vive in lei e quanto Ella desidera farlo vivere in noi. Gesù vive nella sua Santa Madre e vuole vivere in tutti i redenti per mezzo di Lei. Contempliamolo nella sua passione, uniti alla Madre Addolorata: ci farà sentire quanto ha partecipato alla sua agonia; guardandolo con Lei flagellato comprenderemo quanto le sue carni materne ne abbiano sofferto; come la sua fronte sia stata penetrata e trafitta dalle spine. Con Lei, incontrandolo sulla via del Calvario, proveremo il peso di quella croce, nella estenuante fatica del salire e nello strazio della crocifissione. La Mamma ci farà prima capire e poi vivere come Lei ha vissuto quei misteri, inebriandoci di essi. Non solo: la partecipazione al suo patire di Madre che era, come il patire di Gesù, detestazione del peccato e purificazione da esso, opererà in noi quegli stessi sentimenti, dandoci la grazia di volerci emendare dal male, con l'amore al patire. Questo desidera la Madre divina da noi e per noi. Ella è Madre di quella grazia (vita di Gesù) che Lei stessa ha vissuto in unione al nostro Salvatore. Grazia che ora la fa felice con Lui nel cielo. E per sempre farà felici anche noi.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.