Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





23 - MADRE NOSTRA NEL DOLORE

Morendo sulla croce, Gesù ci dona Maria per Madre. Madre di grazia: Madre di vita divina. Egli si è incarnato per unire divinamente in Sé il Cielo e la terra; il Creatore e la creatura che si è alienata da Dio con il peccato e «aspetta di essere liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà dei figli di Dio» (Rm 8,21). Si è incarnato per poter comunicare a noi i tesori infiniti della sua ricchezza divina. In Lui tutto ci è donato dal Padre: non abbiamo che da volerlo far nostro... Non ci sfugga l'importanza d'impossessarci del divino, finché c'è dato il tempo sulla terra. Non c'è dubbio: è una conquista dolorosa; ma il possesso sarà eterno... Poiché l'unione fra Dio e l'uomo si è compiuta per tutti in Maria (Lc 1,31-33), allo stesso modo si compie per ciascuno di noi. L'Immacolata è la Creatura vertice, voluta da Dio per questa sublime unione che si compie solo in Lei. Ed è anche vero che, essendosi il Figlio di Dio unito alla nostra umanità peccatrice, si è addossate tutte le conseguenze funeste del peccato, dolore e morte compresi: «Il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di tutti. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori» (Is 53,4). Per mezzo della sofferenza, Gesù Redentore e la sua Madre Santa giungono alla trasformazione divina e alla unione gloriosa con la Trinità. Questo si verificherà pienamente alla loro risurrezione e ascensione al Cielo: «Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza» Is 53,11). Il dolore entra perciò nella vita di Gesù e della Madre sua come mezzo di redenzione e di comunione divina. Ciò vale anche per noi: i frutti della sua passione si raccolgono con la partecipazione alla sua sofferenza: «Partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria » (Rm 8,17). Poiché la sofferenza è per sua natura contraria alle nostre aspirazioni di figli di Dio, essa è il rimedio più efficace, se accettata con amore, contro l'egoismo che è la ricerca di se stessi nel peccato. Gesù ha sofferto nel corpo e più ancora nel suo spirito: nulla Gli è stato risparmiato per la nostra totale redenzione; Egli ha dovuto bere fino al fondo il calice del dolore (Mt 26,39). Avendo la sofferenza una funzione necessaria nella nostra ricerca di comunione con Dio, è di somma importanza saperci educare al patire: « Se infatti saremo completamente uniti a Cristo con una morte simile alla sua, lo saremo anche nella sua risurrezione» (Rm 6,5). Il dolore è il terreno fertile della grazia divina. La nostra esistenza terrena non è che un soffio fugacissimo al confronto dell'eterno che ci attende. Scopo della nostra esistenza: la configurazione a Cristo. Sarà la misura della nostra partecipazione alla vita della Trinità. Chi vuole comprendere (chi ne ha il dono), sa che non ha del tempo da perdere. E nulla giova allo scopo quanto il dolore accettato con amore. Se noi crediamo che Dio ci ama e vuole perciò il nostro bene eterno, dobbiamo anche credere che Egli non dispone a caso le nostre sofferenze terrene, ma le subordina tutte, dalle minime alle più grandi, alla nostra trasformazione in Cristo, per la nostra gloria eterna. Fu questa la fede che spronò i Santi di tutti i tempi: «Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio » (Eb 12,1-2). Gesù ci ha lasciato la Madre sua dalla croce. Il suo compito materno verso il Figlio sofferente era terminato. Aveva inizio quello verso i peccatori, divenuti a loro volta figli, con il sacrificio della croce. Egli, come aveva voluto avere una madre per la sua vita e il suo dolore, così voleva donarla, nel suo infinito amore, anche a noi. Maria, Madre di grazia, Madre di vita divina. Madre per aiutare l'umano e soprattutto il dolore a trasformarsi in divino. L'ha fatto per Gesù (Lc 2,52). Continua a farlo con noi. Pensiamo a Lei vicina al nostro Dio, fattosi piccolo Bambino, nelle sofferenze della sua divina infanzia. Pensiamola ancora vicino a Lui ai piedi della croce. E poi pensiamola vicina a ciascuno di noi. Meglio, vivente in noi, ora che fusa in unità, con il suo Figlio divino (Gv 17,23), nella Trinità Santissima (Gv 14,10), può, a tutto suo agio, compiere nella nostra vita quelle funzioni materne per le quali ci è stata data da Gesù morente in croce. Non c'è sofferenza umana che Ella non abbia conosciuta e, conoscendola, non abbia trasformata in grazia, cioè in Cristo Gesù, facendolo vivere in Se stessa. Non c'è sofferenza per noi che Ella non possa e non voglia trasformare in vita divina, rigenerando in noi spiritualmente Gesù, fino alla perfezione del totale sacrificio e alla pienezza dell'amore (Gv 15,13). L'anima che a Lei si affida con filiale abbandono, a imitazione del Figlio di Dio, non solo non si arresterà di fronte al dolore, ma saprà fare di esso il mezzo più efficace della sua trasformazione in Cristo. Ci è stata data Madre per questo.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.