Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





22 - «ECCO LA TUA MADRE!»

«Stavano presso la croce di Gesù sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la Madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava; disse alla Madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua Madre!". E da quel momento il discepolo la prese per sé» (Gv 19,25-27). Maria è vicina alla croce sulla quale muore Gesù. Seguendo il Vangelo, noi l'abbiamo trovata nei momenti chiave della vita del Salvatore; momenti rivelanti la sua funzione materna, divina e spirituale: due maternità strettamente collegate, come la luce alla sua sorgente luminosa. Ricordiamole brevemente. 1°. L'Incarnazione a Nazaret. Con tutto il suo essere umano e divino, l'Immacolata, elevata alla partecipazione della potenza del Padre, dà inizio alla vita del Salvatore, Capo di quel Corpo mistico di cui noi siamo le membra: formati cioè, come dice S. Paolo, della sua carne e delle sue ossa (cf Ef 5,30). «Nel casto seno della Vergine, dove Gesù ha preso carne mortale, si è aggiunto un corpo spirituale, formato da tutti quelli che avrebbero creduto in Lui: e si può dire che Maria, portando Gesù nel suo seno, vi portava pure tutti quelli la cui vita sarebbe stata racchiusa nella vita del Salvatore. Noi tutti dunque dobbiamo dirci generati dal seno della Vergine, donde uscimmo un giorno come un corpo congiuto al capo» (S. Pio X, Ad diem illum, 2 febbraio 1904). 2°. Il Natale a Betlemme. «La generazione di Cristo, dice S. Leone Magno, è l'origine del popolo cristiano e la nascita del Capo è pure la nascita del corpo». «Se Gesù Cristo, Capo degli uomini, nacque da Lei, insegna S. Luigi Maria di Montfort, i predestinati, che sono i membri di questo Capo, debbono pure per necessaria conseguenza, nascere da Lei» (Trattato, n. 32). 3°. La Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta. Gesù, presente nel seno della Madre, opera il suo primo miracolo di grazia: santifica Giovanni Battista, suo precursore. È l'alba della mediazione di grazia di Maria; nasce il suo primo figlio spirituale. Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto (cf Gv 1,16), mentre ancora vive in Maria, incomincia a effondere la sua vita divina sui redenti. 4°. II Calvario. Troviamo ora la Madre di Gesù unita al Figlio nel sacrificio redentore, dal quale è venuta la vita al mondo: «Il giusto mio servo giustificherà molti. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza. Io gli darò in premio le moltitudini perché ha consegnato se stesso alla morte» (Is 53). Gesù ha versato il suo Sangue, prezzo del nostro riscatto. Sangue che Egli ha ricevuto da quella Madre che ora, unita a Lui nel dolore, sta generando quei medesimi figli che devono formare la grande famiglia del Padre dei cieli e dei quali Gesù è il primogenito. Battezzato finalmente da quel Sangue, Egli può accendere il fuoco che ha portato dal cielo, quel fuoco d'amore che insieme all'Immacolata sua Madre, l'ha consumato in un unico sacrificio di salvezza. Egli, come ha promesso, lo manderà dal cielo nella Pentecoste. Gesù muore tra spasimi atroci, per darci la vita divina. Ma è legge del peccato che la vita richieda il dolore di una madre (Gen 3,16). La stessa spada di dolore, come Simeone aveva predetto, trapassa l'anima della Madre: «Non fu forse per te, più che una spada quella parola che davvero trapassò l'anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: "Donna, ecco il tuo figlio!"» (S. Bernardo). Fu questo il testamento di Gesù. La Madre comprese... Quale cambio doloroso! AI posto del Figlio innocente, gli assassini crudeli... L'anima trafitta della Vergine Madre era divinamente, e più che mai, unita a quella del Figlio crocifisso: unita da quell'unico Amore che aveva unito fin dall'Incarnazione e aveva preparato a questo sacrificio supremo generatore di vita l'Adamo celeste e la nuova Eva, Progenitori dell'umanità redenta. Al di là del dolore che martoriava Madre e Figlio, c'era la gioia, quella di cui il Dio della vita non priva mai i suoi figli, nei momenti anche più tristi. «E da quel momento il discepolo la prese per ogni suo bene». «Il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 6,23): dato a noi dall'amore del Padre (Gv 3,16) e generato nella Vergine Maria (Mt 1,21). Poiché l'uomo non è stato capace di conservare la vita divina affidatagli da Dio nella creazione (Gen 1,26), Dio con infinita bontà e misericordia gliela ridiede con l'Incarnazione del Figlio suo. È dunque da Gesù, Verbo Incarnato, che noi riceviamo la vita divina umanizzata, cioè già umanamente vissuta da Lui (Gv 16,15) e resa perciò più facile a noi peccatori. Consideriamo anche che questa umanizzazione del Divino si è fatta in Maria, la Madre di Gesù (Gal 4,4); è dunque Lei la Madre di questa vita divina, fattasi umana per noi. II rapporto di Madre a Figlio, iniziatosi con l'Incarnazione, resta eterno; per cui, ogni figlio di Dio che riceve dalla pienezza di Gesù, non può non essere il frutto benedetto del seno materno di Maria, Madre di Gesù, unita per sempre dallo Spirito Santo alla potenza del Padre. «Ecco la tua Madre!». Con quanto dolore ci ha generati! Amiamola. E apprezziamo questa vita divina che maternamente Ella ci comunica con tanto amore, per farci figli di Dio.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.