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Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





19 - MARIA ALLE NOZZE DI CANA

Breve tempo è trascorso da quando Gesù ha lasciato la Madre a Nazaret, per dare inizio alla sua missione di Maestro. Intorno a Lui si sono raccolti i primi discepoli che il Vangelo ci fa conoscere. Essi hanno «capito» Gesù e una forza soprannaturale, irresistibile, li ha legati a Lui, appagando la loro profonda sete di Dio. Hanno capito che Gesù di Nazaret è il Messia atteso dai poveri di Jahvé, ai qual essi appartengono, e bramano stare con Lui.

Gesù li conduce con Sé ad un pranzo di nozze, nella cittadina di Cana, a meno di dieci chilometri da Nazaret. Alle nozze c'era Maria, la Vergine sua Madre, perché con tutta probabilità parente degli sposi. Per questo, fu invitato anche Gesù, il quale nella sua prescienza divina ben sapeva quanto sarebbe avvenuto ed era divinamente contento di poter dare una grande gioia a sua Madre e di rivelarcene la grandezza. Sentiamo il Vangelo. «Ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la Madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, essendo venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". E Gesù rispose: "Che ho da fare con te, o Donna? Non è ancora giunta la mia ora". La Madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà".

Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: "Riempite di acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: "Ora attingete e portate al maestro di tavola". Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti servono da prinicpio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono". Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (Gv 2,1-12). Le nozze di Cana ci rivelano una verità profonda e gioiosa. Non era ancora venuta per Gesù l'ora di manifestarsi come Figlio di Dio, operando miracoli. Egli, che in tutto seguiva la volontà del Padre, non ne aveva ancora ricevuto il comando. È stato dunque il desiderio di sua Madre ad anticipare quell'ora, dando a Gesù la gioia di fare contenta Colei che tanto amava! E come poteva il Padre non acconsentire al desiderio e alla preghiera di Chi aveva della sua volontà paterna fatto l'amorosa legge della propria vita? La Scrittura non parla di miracoli operati dalla Madre di Gesù, come ad esempio, fa per gli Apostoli, ma l'avere Ella ottenuto «il primo» miracolo dal Figlio suo, ci dice che la potenza della sua preghiera sul Cuore di Gesù è senza limiti e che ogni desiderio della Madre è comando per Lui. Nessuna meraviglia: Egli è venuto sulla terra anche per insegnarci l'amore e l'obbedienza ai genitori... La preghiera comanda Dio. Se Gesù ci ha insegnato a pregare e ci ha comandato di pregare per avere i favori di Dio, ciò significa che la preghiera ottiene, cioè fa concedere certe grazie che, senza di essa, mai si potrebbero avere: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11,9). E Dio nulla rifiuta a Colei che nella sua vita tutto ha donato al suo amore di Padre. Gesù ce l'ha detto: «Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata e traboccante vi sarà versata nel grembo: perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,38). L'Immacolata Concezione è la Creatura che Dio ha voluto piu simile alla sua bontà paterna, rivelataci da Cristo, perché potesse far felici i figli che ama e che ricambiano fedelmente il suo amore. Se l'ha costituita mediatrice di grazia, non l'ha fatto per porre delle distanze fra Lui e noi, ma per farci sentire più sensibilmente il suo amore di Padre nel tenero affetto di una Mamma, di cui ha fatto dono al suo stesso Figlio, mandandolo sulla terra. E noi, figli colpevoli, abbiamo soprattutto bisogno di perdono. Perdono che ci è più facile sperare, interponendo la bontà della Mamma. Il Vangelo fa notare che il miracolo alle nozze di Cana fu il primo operato da Gesù, per manifestare la sua potenza divina (Gv 2,11). E da quel miracolo venne la fede in Cristo dei primi discepoli, i futuri Apostoli di Gesù, fondamento della sua Chiesa. È significativo che il primo e più grande miracolo del Redentore nell'ordine della grazia (la santificazione del Battista: (Lc 1,40-45) e il primo nell'ordine della natura, operato a Cana, siano stati concessi per la mediazione materna di Maria: ciò significa che questa è la via di Dio. Non fa però meraviglia. Avendoci il Padre dato il suo Figlio per mezzo di Lei, non ci darà ancora allo stesso modo ogni altra cosa? Non temiamo dunque di fare troppo grande la Vergine! Non la faremo mai così grande come l'ha fatta Dio, facendola sua Madre... Procuriamo invece di conoscerla per aumentare la nostra stima e la nostra fiducia di figli verso di Lei, nella quale «grandi cose ha fatto l'Onnipotente» (Lc 1,49). L'esempio di Dio ci induca ad imitarne il rispetto e l'amore.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.