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Vita di San Pietro di San Giovanni Bosco





S. Pietro fonda la cattedra di Antiochia, ritorna in Gerusalemme. È visitato da S. Paolo. Anno di Gesù Cristo 36.

S. Pietro era stato dal divin Salvatore deputato a governare nella fede tutti i fedeli cristiani, e poichè molte chiese si andavano fondando or qua or là dagli Apostoli, dai Diaconi e da altri discepoli, perciò S. Pietro e per mantenere l'unità della fede, e per usare della podestà suprema conferitagli dal Salvatore, mentre teneva la sua ordinaria dimora in Antiochia andava a visitare personalmente le chiese che in quel tempo erano già state fondate o si andavano fondando. In certi luoghi confermava i fedeli nella fede, altrove consolava quelli che avevano sofferto nella passata persecuzione, qua amministrava il sacramento della Cresima, da per tutto poi ordinava pastori e vescovi, i quali dopo la sua partenza continuassero ad aver cura delle chiese e del gregge di Gesù Cristo.

Passando da una città in un'altra pervenne ai Santi che abitavano in Lidda città distante circa venti miglia da Gerusalemme. Chi sono mai questi santi? I cristiani dei primi tempi per la vita virtuosa e mortificata che tenevano erano chiamati santi, e con tal nome dovrebbero potersi chiamare i cristiani d'oggidì che al pari di quelli sono chiamati alla santità.

Giunto alle porte della città di Lidda, Pietro incontrò un paralitico di nome Enea. Costui era attratto e tutto immobile nelle membra e da otto anni non si era più mosso dal suo lettuccio. Pietro come lo vide, senza esserne punto pregato, a lui rivolto, Enea, gli disse, il Signor Gesù Cristo ti ha guarito; levati su, e da le stesso aggiustati il letto. Enea si levò in piedi sano e robusto come se non fosse mai stato infermo. Molti si trovarono presenti a questo miracolo, che in breve si pubblicò per tutta la città e nel vicino paese detto Sarona. Tutti quegli abitanti mossi dalla bontà divina che in una maniera sensibile dava segni della sua potenza infinita, credettero in Gesù Cristo ed entrarono in grembo della Chiesa.

A poca distanza da Lidda eravi Ioppe che è altra città posta sulle rive del mare Mediterraneo. Quivi dimorava una vedova cristiana di nome Tabita, la quale e per le sue limosine, e per molte altre opere di carità era universalmente chiamata la madre dei poveri. Avvenne in que' dì che ella cadde ammalata, e dopo breve malattia morì lasciando in tutti il più vivo rincrescimento. Secondo l'uso di que' tempi le donne lavarono il suo cadavere, e lo portarono sopra il terrazzo per fargli a suo tempo la sepoltura.

Ora per la vicinanza di Lidda essendosi in Ioppe sparsa la notizia del miracolo operato nella guarigione di Enea furono colà mandati due uomini a pregar Pietro, che volesse venire a vedere la defunta Tabita. Egli intesa la morte di quella virtuosa discepola di Gesù Cristo e il desiderio che andasse colà per farla risuscitare, partì tosto con loro.

Giunto a Ioppe i discepoli lo condussero sul terrazzo e mostrandogli il cadavere di Tabita raccontavangli le molte opere di carità di quella buona donna e lo pregavano che la volesse far risuscitare.

I poveri e le vedove come seppero la venuta di Pietro corsero piangendo a pregarlo che loro volesse restituire la buona loro madre. Vedi, diceva una, quest'abito fu opera della sua carità; questa tonaca, i calzari di quel ragazzo, altre soggiungono, sono cose tutte donate da lei. Alla vista di tanta gente che piangeva, di tante opere di carità che si andavano raccontando, Pietro ne fu intenerito. Si alzò in piedi e veltosi al cadavere: Tabita, disse, io ti comando, levati su. Tabita in quell'istante apri gli occhi ed avendo veduto Pietro si pose a sedere e a parlare con lui. Pietro presala per mano, la rialzò, e chiamati i discepoli, loro restituì la loro madre sana e salva. Grandissimo fu il giubilo che si levò in tutta la casa; da tutte parti piangevano di allegrezza, parendo a quei buoni cristiani di aver riacquistato un tesoro in quella sola donna, che veramente era la consolazione di quella città. Da questo fatto imparino i poveri ad essere riconoscenti a chi loro porge limosina. Imparino i ricchi che cosa voglia dire essero pietosi e liberati verso i poveri.

Fonte: http://www.donboscosanto.eu/