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Preghiere accanto al morente


Chi desidera morire consolato e senza pericoli per la sua anima, bene e al sicuro, si interessi con zelo e, in certo qual modo con professionalità, a tali argomenti. Esamini con cura le sopra descritte condizioni e impari come morire in pace, finché si trova ancora in salute, senza attendere che la morte incomba su di lui.

Ti confido una verità, mio amato figlio, e credimi: quando da una porta entra la morte o una grave malattia, da un'altra esce l'accettazione della volontà di Dio e, quanto più si avvicina la fine, tanto più se ne fugge il consenso al volere del Signore. Se non vuoi, quindi; essere ingannato e sbagliare strada, se vuoi essere certo, fa' ora, quel che puoi fare fin quando sei sano, hai la mente lucida e sei padrone delle tue decisioni.

Ahimé, quanti, attendono invece gli ultimi momenti: così si ingannano e non hanno cura di se stessi. Guardati attorno, fratello, e fa' attenzione che anche a te non succeda lo stesso!

A nessuno appaia sproporzionato o insolito che ai morenti si conceda, come sopra descritto, tale attenta premura, così accurati propositi e zelante incoraggiamento.

Senza alcun dubbio, una terribile e possente forza precipita improvvisamente su di essi; li opprime una pena così dolorosa che tutta la città, se fosse possibile, dovrebbe affrettarsi presso il morente.

In determinate comunità religiose, infatti, esiste la seguente usanza: quando si constata che la morte incombe su un malato, tutti i confratelli, non appena appresa la notizia, devono abbandonare ogni faccenda, ovunque si trovino, e accorrere al più presto presso il morente. (Si dice che ai religiosi e alle donne non sia permesso correre per rispetto del loro stato, a eccezione dei casi di morenti e d'incendio).

Inoltre, si deve sapere che le preghiere di seguito riportate possono essere recitate accanto a un infermo in agonia. Nel caso si tratti di una persona appartenente a un ordine, devono essere convocati, con invito scritto, i confratelli, come è usanza.

Prima venga effettuata nel modo consueto la lettura dei salmi stabiliti e delle preghiere abituali; poi, se l'infermo è ancora in vita, si leggano le successive orazioni. Vanno recitate da un religioso all'inizio con il capo coperto. Possono essere ripetute più volte a conforto del malato, se è ancora in grado di seguire. Questa ripetizione non è necessaria per la salvezza dell'anima del morente, ma serve per suo sollievo e raccoglimento nell'ultima ora. Per i malati laici, le preghiere vanno recitate tenendo conto della devozione, della condizione del malato, del sollievo che ne deriva a lui e ai presenti, valutando il tempo a disposizione.

Ma ahimé: ci sono ben pochi - non solo tra i laici, ma anche tra i molti religiosi - che possiedono l'attitudine per offrire un aiuto concreto e sono in grado di assistere in modo adeguato il morente nella sua ultima ora; come indicato in precedenza, non porgono ai malati in maniera corretta domande, esortazioni, ammaestramenti e preghiere, in particolare quando essi non manifestano alcuna disponibilità a lasciare questo mondo, esponendo così le loro anime a gravissimo pericolo in condizioni compassionevoli.

Vengano recitate le preghiere seguenti:

"Per l'amore che ha fatto sì che Tu, il più degno, il più innocente e amatissimo Figlio dell'Amore paterno, diventassi uomo, accettando, per la salvezza degli uomini, le ferite e la morte, perdona, Gesù misericordioso, al tuo servo i peccati commessi in pensieri e parole, cedendo alle passioni terrene e ai desideri dei sensi, alla forza e agli impulsi dell'anima e del corpo.

Mettigli in conto per un vero perdono e un pieno contraccambio delle sue debolezze, quella perfettissima opera di morte liberatrice, grazie alla quale hai cancellato le colpe del mondo intero. Rendilo partecipe della tua santissima vita, santa dal concepimento alla morte, e anche del frutto di tutte le buone opere che, dall'inizio alla fine del mondo, sono state compiute da tutti gli eletti e che hanno trovato o potevano trovare il tuo gradimento. Tu che vivi e regni..."

"In nome dell'ardente Amore che ti ha costretto ad assumere la carne di tutti i viventi e di morire sulla croce con animo angosciato, noi bussiamo al profondo del tuo cuore: purifica l'anima del tuo servo, nostro fratello, da tutti i peccati, aggiungi, grazie alla tua santissima vita e al degnissimo merito del tuo dolore, quanto ha omesso e fa' che viva l'enorme abbondanza della tua misericordia. Rendi noi tutti e, particolarmente questo nostro fratello, che ora chiami a Te, predisposti a una fine serena per lui e per i suoi parenti. Donagli amorosa pazienza, vero pentimento, fede genuina, salda speranza e amore traboccante, affinché il tuo soavissimo bacio lo colmi di gioia nella perfezione della lode perenne. Nelle mani della tua inesauribile misericordia, Padre santo e degno d'amore, Ti raccomandiamo nel modo giusto e colmi d'amore, lo spirito del tuo servo, nostro fratello, fiduciosi nella grandezza dell'amore con cui la santissima anima di tuo Figlio si è raccomandata a Te sulla croce. Per l'impenetrabile profondo amore con cui la tua paterna Divinità ha tratto a sé quella santissima anima, Ti preghiamo umilmente di accogliere nello stesso amore, nella sua ultima ora, anche lo spirito del tuo servo, nostro fratello".

"San Michele, arcangelo di nostro Signore Gesù Cristo, vieni in nostro aiuto presso il Giudice supremo; Tu, difensore invitto, assisti ora il tuo servo, nostro fratello, nella grande difficoltà dell'ultima ora, proteggilo con forza dal regno dell'inferno e da ogni inganno degli spiriti maligni. Ti preghiamo inoltre, strumento splendente e magnifico della suprema Divinità, di porre in salvo con benevolenza e soavità l'anima del nostro fratello nel tuo santissimo cuore, durante la sua ultima ora di vita, e di condurla ove c'è ristoro, pace e serenità".

"O Immacolata, Vergine e Madre Maria, benedetta in eterno, soccorritrice in ogni angoscia e necessità, vieni in nostro aiuto, piena di grazia e mostra al tuo servo, nostro fratello, nella sua ultima grande pena, il tuo volto benevolo. Disperdi i suoi nemici con la forza del tuo amato Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, proteggilo e liberalo così da ogni impedimento del corpo e dell'anima perché possa annunciare in eterno le lodi del Signore e Dio".

"Mio benevolissimo Salvatore, Redentore dei santi e mio Salvatore, misericordiosissimo Gesù, Ti prego per la tua voce implorante che gridava quando, dinanzi alla morte disumana subìta per noi, eri tanto angosciato dai dolori e dai tormenti del corpo da sentirTi abbandonato dal Padre. Non negare al tuo servo, nostro fratello, il tuo aiuto misericordioso in questa ora e nel momento di grande difficoltà della sua anima che, sfinita e disperata, non può più implorarTi.
Donagli, grazie al trionfo della tua santa Croce, alla forza della tua sofferenza salvifica e della tua morte amorevole, pensieri di pace e non di vendetta, di pietà e di consolazione; libera la sua anima da tutte le angosce e strappala, buon Gesù e Padre degno d'amore e Salvatore, con le mani che Ti lasciasti trafiggere sulla croce da chiodi affilati, dai castighi stabiliti per essa e conducila all'eterno riposo con voce di giubilo e di professione di fede. Amen".

"Dolcissimo Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, raccomandiamo al tuo amore ineffabile l'anima del tuo servo, nostro fratello. Lo facciamo in unione con quella raccomandazione con cui, morente sulla croce, hai affidato al Padre celeste la tua santissima anima. Per la dignità e la forza della tua santissima anima, grazie alla quale tutte le anime vengono salvate e sottratte alla meritata morte, invochiamo la tua misericordiosa bontà: abbi pietà dell'anima del tuo servo, nostro amatissimo fratello. Liberala, colma di grazia, da tutte le sofferenze e i castighi, conducila per l'amore e l'intercessione della tua dolcissima Madre, alla visione dello splendore della tua immagine prodiga di gioia, Tu che vivi e regni con il Padre, in unione con lo Spirito Santo".

"Ti preghiamo, Dio clemente e colmo di misericordia, Tu che perdoni nell'abbondanza della tua pietà i peccati di chi si pente e cancelli ogni colpa dei misfatti passati per la grazia del perdono: guarda, misericordioso, il tuo servo, nostro fratello che, con animo pentito e confessione sincera, domanda perdono di tutti i suoi peccati e ascolta le nostre preghiere: rinnova in lui, Padre buono, quanto a causa della terrena debolezza, si è corrotto o rovinato a motivo dell'astuzia diabolica, e fallo partecipe della redenzione, quale membro del corpo della Chiesa. Signore, abbi misericordia dei gemiti dei suoi cari, abbi pietà delle sue lacrime e fallo accedere al santuario della tua riconciliazione per Cristo, nostro Signore, ora che confida solo nella tua misericordia. Amen".

"Ti raccomando, carissimo fratello, a Dio onnipotente e ti affido a Colui che ti ha creato per farti sorgere a nuova vita, quando tu, con la morte, avrai pagato al Creatore, che ti ha plasmato con la polvere della terra, il tributo dell'umana fragilità.

Quando il tuo spirito avrà abbandonato il corpo, ti venga incontro la luminosa schiera degli angeli, ti accolgano il gruppo degli apostoli, le file dei santi in vesti bianche, i martiri e tutte le schiere trionfanti e la comunità dei credenti, ornati di gigli splendenti, ti ospiti tra loro, il girotondo delle vergini ti accetti con giubilo, ti circondi una pace gioiosa nel grembo dei patriarchi che ti destinano in eterno un posto vicino a essi.

Che tu non debba mai patire il terrore delle tenebre, il crepitare delle fiamme e la sofferenza della tortura. Si allontani da te Satana, il malvagio, insieme con gli angeli caduti che lo circondano e lo accompagnano alla sua venuta: tremi e fugga nel caos della notte eterna con lo splendore del mattino.

Si erga Iddio e i suoi nemici, che lo odiano, si disperdano e fuggano alla sua vista. Come il fumo svanisce, così scompaiano, come la cera si scioglie vicino al fuoco, in egual modo cadano i peccatori in rovina alla vista di Dio, ma i giusti si cibino al suo banchetto ed esultino nella sua contemplazione.

Siano abbandonati al fuoco coloro che ti terrorizzano e le legioni dei dannati, per quanto numerose, e il loro caporione, Satana, non ardiscano porre ostacoli sulla tua via verso Dio. Cristo ti protegga dal supplizio eterno: Egli che ha voluto morire per te. Cristo, il Figlio del Dio vivente, ti conduca ai prati ameni e sempre verdeggianti del paradiso. Tra tutte le sue pecore, Egli - il vero Pastore - riconosca anche te; ti assolva da tutti i peccati, e, quando assegna agli eletti il paradiso, ti ponga alla sua destra per farti contemplare faccia a faccia il tuo Redentore e riconoscere in ogni momento, vicino a Lui, con occhi santi, la verità incontaminata. Che tu possa, congiunto per sempre alle schiere dei beati, godere in eterno le gioie della visione di Dio. Amen".

"Avviati, anima mia, lontano da questo mondo in nome del Dio onnipotente, che ti ha creato, in nome di Gesù, suo Figlio, che ha patito per te, in nome dello Spirito Santo, che si è riversato in te. In tuo aiuto si affrettino gli angeli santi, i troni e le dominazioni, i principati, le potenze e le forze, i cherubini e i serafini. Ti stiano accanto i patriarchi e i profeti, gli apostoli e gli evangelisti, i martiri e i credenti, monaci ed eremiti, vergini, vedove e i bambini innocenti. A tuo beneficio vadano le preghiere di tutti i sacerdoti e diaconi e della Chiesa cattolica intera.
Tutti loro si rallegrano della tua dimora nella pace e della tua casa nella Gerusalemme celeste".

In passato un Papa, prossimo alla morte, chiese al suo cappellano, uomo coscienzioso e pio e da lui molto amato, con quale preghiera d'intercessione voleva aiutarlo presso Dio, quando fosse morto; rispose il cappellano: con tutto quanto poteva e, per la salvezza dell'anima, secondo le disposizioni del pontefice. Questi rispose: "Non chiedo altro aiuto che di pronunciare tre volte per me il Padre Nostro non appena mi vedi in agonia". Il sacerdote promise di farlo molto volentieri e il Papa gli disse:

"Quando pronuncerai il primo Padre Nostro, dillo in onore dell'angoscia mortale di Gesù Cristo e prega che voglia mostrare al Padre il flusso di sudore sanguinante che, nel terrore della morte, versò abbondantemente per noi a fronte della gran quantità di miserevoli peccati e quale baratto delle angosce che ho meritato per le mie colpe.

Il secondo Padre Nostro, dillo in onore di tutte le pene e tormenti di Gesù Cristo che ha sofferto in croce soprattutto nell'ora in cui la sua santa anima ha abbandonato il corpo, patimenti che ha voluto offrire e mostrare al Padre in cambio di tutte le pene e sofferenze che temo di avere meritato per i miei peccati.

Il terzo Padre Nostro, recitalo in onore dell'amore di Gesù Cristo che lo ha sospinto dal cielo su questa terra per soffrire ogni pena, tanto da voler salvarmi grazie a esso e spalancarmi il cielo. Non posso assolutamente essere salvato per i miei meriti e conseguire con le mie forze il regno dei cieli".


Il cappellano promise di fare tutto ciò, e adempi la volontà del pontefice con ogni possibile attenzione e pietà. Dopo la morte, il Papa gli apparve in uno splendore scintillante; lo ringraziò sentitamente e gli riferì di essere libero e senza pena alcuna.

"Poiché, dopo il primo Padre Nostro" disse "Nostro Signore Gesù Cristo ha mostrato al Padre per me il suo sudore sanguinolento e mi ha protetto da ogni angoscia; dopo il secondo, ha cancellato per il tormento delle sue pene tutti i miei peccati come nuvole leggere; dopo il terzo, Gesù ha spalancato il cielo in forza del suo amore e mi ci ha condotto con gioia".

Grazie a questa rivelazione, narrata dal cappellano in molti luoghi e a tanta gente, si prese l'abitudine, conservata nel tempo, di pregare con profondo rispetto in questo modo al capezzale dei morenti. C'era la pia speranza che la preghiera avesse la forza di proteggere l'uomo dai demoni e di aprirgli il regno dei cieli, per merito dell'aiuto di nostro Signore Gesù Cristo, glorificato per l'eternità. Amen.

"Signore, abbi pietà di noi; Pater Noster, Ave Maria".

"Salvatore del mondo, salvaci! Tu ci hai redenti con la tua croce e il tuo sangue. Ti preghiamo, vieni a soccorrerci, o Dio nostro".

"Signore Gesù Cristo, in forza della tua angoscia mortale e della tua santissima preghiera che hai proferito per noi sul Monte degli Ulivi, quando il tuo sudore si è trasformato in gocce di sangue sparse a terra, Ti imploro: offri a Dio, Padre onnipotente, i rivoli del tuo sudore sanguinante che hai versato copiosamente per noi nella tua angoscia mortale e ponili di fronte alla gran quantità di peccati del tuo servo. Liberalo nelle sue ultime ore da tutte le colpe e le paure che teme di aver meritato. Tu che con il Padre ... kyrie eleison, Christe eleison..."

"Signore, segnaci con il simbolo della croce affinché ci difenda dalle frecce crudeli di tutti i nemici. Proteggici, Signore, grazie al sacro legno della croce e a prezzo del tuo sangue giusto con cui ci hai riscattati, quando, Signore Gesù Cristo, hai voluto morire per noi sulla croce. Ti imploro: indica e manifesta a Dio, Padre onnipotente, nella tua misericordia, a favore dell'anima del tuo servo, i tormenti di tutte le sofferenze che ti sei caricato sulla croce per noi, poveri peccatori, quando la tua santissima anima ha abbandonato il tuo corpo benedetto. Libera la sua anima in quest'ora mortale da tutte le pene e le sofferenze che teme di aver meritato a causa dei suoi peccati.
Tu che vivi... o Signore, difendi, proteggi, benedici e santifica il tuo servo N. grazie al segno della croce; allontana da lui le malattie del corpo e dell'anima: nessun pericolo ha la forza di opporsi a questo segno".

"Signore Gesù Cristo, che hai detto per bocca del tuo profeta: "Ti ho amato di eterno amore, perciò ti ho tratto a me per misericordia", Ti scongiuro: manifesta e indica a Dio Padre onnipotente questo amore che ti ha mosso dal cielo alla terra per prendere su di te tutti i dolori, ponilo di fronte a tutte le pene e alle sofferenze che il tuo servo N. teme di aver meritato a causa dei suoi peccati. Salvagli l'anima nella sua ultima ora, aprile la porta della vita celeste e falle trovare la gioia nella beatitudine con i tuoi santi, Tu che vivi e regni..."

"Signore Gesù Cristo, ci hai riscattati con il tuo sangue prezioso; imprimi con questo prezioso sangue le tue piaghe nell'anima del tuo servo perché impari a leggere in esse tutto il tuo dolore e amore: il tuo dolore a fronte di tutte le sofferenze e le pene che teme di avere meritato per i suoi peccati, l'amore, grazie al quale non potrà in eterno essere separato da te e da tutti gli eletti.

Signore Gesù Cristo, rendi la sua anima partecipe della tua incarnazione e resurrezione, dei tuoi dolori e della tua ascensione; fa' che entri nei tuoi santissimi misteri e sacramenti; donale parte di tutte le preghiere recitate e le opere di bene compiute nella tua santa Chiesa; falla partecipe di tutte le benedizioni, le grazie, i meriti e le gioie di tutti gli eletti che hanno il tuo compiacimento dalla creazione e concedile di rallegrarsi in eterno, assieme a tutti loro, nella tua contemplazione, Tu con il Padre e lo Spirito Santo..."

Siccome la salvezza di ogni uomo dipende dal modo in cui vive la fine dei suoi giorni, ciascuno di noi dovrebbe, prima della sua morte, cercare con saggezza e prudenza qualcuno, un compagno o amico pio, fidato e credente, che gli stia costantemente a fianco nell'ultima ora.
Costui lo stimoli e lo incoraggi con ogni cura nella perseveranza della fede, nella pazienza e nel raccoglimento, nella salda fiducia e costanza e reciti nell'agonia accanto a lui le sopra indicate preghiere con fede, premura e pia devozione.
Ma perché tutto quanto descritto acquisti vera efficacia, chiaramente è necessario il giusto atteggiamento interiore del morente, cioè il suo ravvedimento, come è stato scritto nei capitoli precedenti con più precisione. Perciò è indispensabile che, chiunque voglia morire in pace con Dio, impari ad abbandonare questa terra prima che la morte incomba su di lui.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it
Tratto da: GUIDA PRATICA PER SALVARSI L’ANIMA A cura del Monastero cistercense di Wilhering (Austria)