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Preghiere per diverse cirocostanze (di Don Bosco)


Sulla elezione dello stato. Istruzione.

Il Signore assegnò a ciascun uomo uno stato particolare nel quale debba vivere ed operare la propria salute. Pertanto non è cosa indifferente l'abbracciare uno stato più che l'altro; ma allora soltanto tu sarai felice nel tempo e nell’eternità quando abbraccerai quello, a cui la Provvidenza ti ha destinato. E perciò è di somma importanza il non isbagliare nella elezione dello stato. Per non errare in cosa di tanto rilievo tieni a mente le seguenti norme.

1° Non piglia alcuna determinazione sulla scelta del tuo stato, quando il tuo animo è fortemente commosso ed agitato da qualche sentimento, come sarebbe di contentezza, di tristezza, di miseria ecc., perchè allora tu non sei capace a giudicare rettamente; ma pensaci quando il tuo animo è tranquillo e riposato.

2° Pensa che sei creato unicamente per servire Iddio, e salvar l'anima tua. Questo è il tuo ultimo fine, e quanto vi ha di più importante. Quindi devi considerare lo stato solamente come un mezzo per giungere a questo fine. Compreso da questo pensiero, considera i diversi stati ai quali sei capace, pensa bene quali mezzi di salvezza puoi avere nell'uno, nell'altro, ovvero quali pericoli puoi temere. Pondera bene le tue forze, cognizioni, inclinazioni, doni naturali e sovranaturali. Esamina che cosa è che t'inclina più ad uno che ad un altro stato, ovvero ciò che t'indispone verso di esso, e ritorna spesso su questo pensiero prima di prendere una risoluzione.

3° Pensa come consiglieresti un amico che si trovasse al tuo posto, e il consiglio che daresti a lui prendilo per te.

4° Rifletti come la penserai al punto di morte. In quell'ora, in cui tutto scomparirà da te, in cui spogliato di tutto avrai da comparire al divin Giudice, che vorresti aver tu fatto? Fallo ora.

5° Prega il Signore e lo Spirito Santo che t'illumini, e fa anche qualche Comunione.

6° Prendi consiglio da persona intelligente, e sopra tutti dal tuo confessore, dai tuoi parenti.

Preghiera per conoscere la propria vocazione.

O Gesù, amico delle anime, a cui per recar salute siete disceso dal cielo in terra, vi siete umiliato tra i più acerbi dolori, e spiraste in croce, mandatemi, vi supplico, dal cielo lo Spirito di consiglio, affinchè io scelga quello stato, a cui mi avete chiamato. Voi lo sapete, Gesù mio, in quale degli stati io possa viver più santamente, morire più contento. Il mio desiderio è di fedelmente servire a voi per sempre, e non seguitare il mio piacere, la mia volontà sulla terra. Ecco, Gesù diletto, il mio cuore è preparato, io voglio ciò che volete voi; fatemi solo conoscere la vostra volontà e datemi grazia di eseguirla. Così sia.

Istruzione sullo stato verginale.

La Chiesa cattolica appoggiata alla dottrina del Salvatore e all'autorità degli Apostoli e dei ss. Padri ha sempre stimato lo stato verginale e celibe pel migliore fra tutti. Anzi questo è un articolo di fede definito dal Concilio di Trento (sess. 24). Lo stato matrimoniale è bensì necessario, e nella nuova legge elevato alla dignità di Sacramento; ma lo stato celibe eletto per virtù e per amor di Dio è più perfetto e meritorio. Ma, non tutti, dice Gesù Cristo, comprendono questa parola, ma coloro solamente a cui è dato. I Ss. Padri non hanno espressioni sufficienti per commendare questo stato. Ora lo paragonano allo stato degli Angeli, e lo chiamano immagine dell'incorruttibilità che godranno i corpi nella gloria; altra volta sollevano i vergini fin sopra gli angeli, perchè questi sono puri di natura, queglino in virtù di combattimento. I Vergini, diceva s. Cipriano, sono i più bei fiori della Chiesa, le pecorelle più elette del gregge di Gesù Cristo, il perfetto modello della sua santità, l'ornamento della divina sua grazia, il capo d'opera dell'onore e della gloria. Non meno la esalta s. Atanasio quando dice: « La verginità è un tesoro inesauribile, una margarita preziosa, il tempio di Dio e l'abitazione dello Spirito Santo: essa è la vincitrice della morte, la vita degli Angeli, la corona degli eletti. »

Chi non amerà questo stato e volentieri non lo abbraccerà quando vi si senta chiamato da un’interna voce di Dio, oppure per certe circostanze in cui si trova, conosca che Iddio lo vuole in questo stato?

Preghiera.

Mio Signore, mio Dio, io mi presento al vostro cospetto, e vi prego di quell’assistenza e di quei doni, di cui abbisogno nel mio stato. Io non chiedo alcuna di quelle qualità esterne, che eccitano solo la vanità e spesso diventano pericolose alla virtù. Ma solo io vi domando un cuor puro ed innocente. Questo è il maggior mio bene, la mia bellezza, il mio ornamento. Io vivo in un mondo pieno di pericoli, armatemi di vigilanza e di prudenza. Fate che io diffidi del mio cuore, e stia attento sulle più secrete sue inclinazioni. Fate che io vegli sulle mie parole, su' miei sguardi, e non dia mai al prossimo occasione di cattivi pensieri, o di pigliarsi certe libertà, le quali offendono anche per poco l'angelica virtù della purità. Fate che in tutto il mio contegno si vegga la modestia ed il pudore ed apparisca il rispetto per la virtù, e l’orrore pel vizio. Concedetemi quella dignità dell’innocenza che impone silenzio persino ne' suoi nemici. Fate che io spiri in tutto verecondia ed abbomini ogni cosa che sappia d'immodestia, quand'anche fosse questa autorizzata dalla madre e dall’esempio. Difendetemi dalle passioni che sono le nemiche capitali della purità verginale, cioè la vanità e l'ambizione di piacere. Chiudete le mie orecchie alla voce dell'adulazione e rendetemi insensibile al solletico della sensualità. Svegliate in me un grande aborrimento per ogni cosa, che innanzi a voi mi possa far arrossire. Confortatemi nell'ora della tentazione con buoni pensieri. Fate che io fugga perfin l'ombra del peccato, e non mai stimi da poco quanto offende anche per poco la bella virtù della modestia.

Sovratutto poi, o Signore, imprimetemi il timor vostro nel mio cuore. Solo un fervente amore a voi, ed una vera pietà può farmi superare la debolezza di mia natura. Non mai abbandonerò la preghiera anche nelle quotidiane mie occupazioni, voglio mantenere vivo nel mio cuore il fuoco della divozione. Mi terrò sempre stretto a Voi, mia fortezza. Fate risplendere la vostra potenza in questa debole creatura. Solo le anime pure vedranno voi; mantenete dunque immacolato il mio cuore affinchè un dì possa essere a parte di questa felicità.

O mio Gesù, Voi avete col sangue vostro lavata l'anima mia, ed io avrò l'ardire di macchiarla così facilmente? Voi pendete dalla croce tutto piagato, ed io attenderò a soddisfare questo corpo, seguitando le mie cattive inclinazioni? Io sono proprietà vostra così preziosa, e mi abbandonerò di nuovo al peccato, dal quale mi avete riscattato colla morte vostra? Ah! no giammai, Gesù, sposo diletto dell'anima mia.

Vergine purissima, e presso Dio avvocata potente, il vostro esempio mi sta sempre dinanzi agli occhi. Io voglio onorarvi coll’imitare le vostre virtù, col seguire le vostre pedate. Aiutatemi colla vostra intercessione, affinchè possa piacere a Dio menando una vita purissima. Così sia

Prima Comunione. Istruzione.

La prima Comunione è una delle azioni più importanti della vita, quella, da cui può dipendere l'eterna salute. Imperocchè se la prima comunione è fatta con vivi sentimenti di pietà e di fervore, si ha molto a sperare che le altre comunioni della vita saranno egualmente sante, e poi finalmente premiate con una ultima comunione, la quale sia come la corona della finale perseveranza. Se al contrario il fanciullo si accosta per la prima volta alla santa mensa malamente disposto, se egli la prima volta che riceve il suo Dio, lo riceve con indifferenza ed ha la terribile disgrazia di comunicarsi indegnamente, vi ha troppo grave ragione a temere per le sue comunioni avvenire. Imperocchè se egli in età ancora tenera già profana il più sacro dei misteri, diverrà poco alla volta insensibile alla voce } della religione, perderà ogni gusto delle cose di pietà, e tiranneggiato poi dalle passioni, mancherà nell'ora di grave tentazione privo della forza necessaria a non cadere in peccati mortali, e rovinarsi in vizi. E in questo stato quale speranza di salvezza potrà ancora rimanergli? Ah! giovane infelice! Con quanta premura adunque non deve il fanciullo applicarsi alla pietà e allo studio della religione di accostarsi a compiere un'azione tale, che deve decidere sulla sorte sua futura! E soprattutto con quanto zelo non deve egli occuparsi ogni dì per ottenere dal Signore colle preghiere, colle buone opere, coll'esatto adempimento de' suoi doveri, quei sentimenti di pietà indispensabili per ricavare dalla prima comunione tutto quel frutto, che questo Sacramento dell'amore non manca di produrre in un cuor ben disposto? Noi consigliamo pertanto quel fanciullo che ha da fare la sua prima Comunione a recitare divotamente ogni dì le preghiere seguenti, almeno durante il mese che precede la prima Comunione.

Non passi egli alcuno di questi giorni senza invocare la celeste sua Madre Maria, a lei raccomandi di cuore questa solenne ed importantissima azione. Si metta altresì in modo speciale sotto la protezione di s. Luigi Gonzaga, che fu il modello della purità e del fervore che ogni giovanetto deve portare alla sua prima Comunione.

Non posso terminare questa breve istruzione senza raccomandare quanto so e posso ai padri, alle madri di famiglia e a tutti quelli che esercitano qualche autorità sulla gioventù, di dare la più grande importanza a questo atto religioso. Pertanto si adoperino con grande sollecitudine a preparare i loro giovani a compiere santamente questo atto solenne. Siano persuasi che la prima Comunione è l'elemento di tutta la vita: e sarà cosa strana che si trovi alcuno che abbia compiuto bene questo solenne dovere, e non ne sia succeduta una vita buona e virtuosa. Al contrario si contano a migliaia i giovani discoli, che sono la desolazione dei genitori e di chi si occupa di loro; ma se si va alla radice del male si conosce, che la loro condotta comincia ad apparire tale nella poca o nessuna preparazione alla prima Comunione. È meglio differirla, anzi è meglio non farla, che farla male. Con tutto ciò non voglio dire, che si debba ritardare la prima Comunione infino a che i ragazzi sappiano perfettamente il catechismo, ed abbiano tutta la sodezza e purità che parrebbe richiesta a un tanto Sacramento, e parmi che un fanciullo anche a nove o dieci anni, e forse anche prima, possa disporsi bene a fare la sua prima Comunione.

Preghiera di un fanciullo che si prepara a fare la prima Comunione.

Voi, mio Gesù, durante la vostra vita mortale avete mostrato un grande amore ai fanciulli: voi dicevate ai vostri Apostoli: lasciate venire a me questi piccoli affinchè io li benedica; vi siete degnato di prenderli tra le vostre braccia e di colmarli delle vostre benedizioni, dicendo che solamente ad essi ed a quelli che nella semplicità e nell'innocenza loro rassomigliano, era riservato il vostro regno. Con grande confidenza io vicino a fare la mia prima comunione imploro il vostro aiuto. Per amore della vostra gloria, e della mia salute concedetemi le grazie che mi sono necessarie, affinchè io possa degnamente prepararmi. Avvalorate il mio spirito, riscaldate il mio cuore; penetratemi di un salutare timore. Fate che io convinto delle mie indegnità mi animi di un santo zelo per correggermi dei miei difetti, acquistare la virtù e la pietà che sole possono rendermi gradevole agli occhi vostri, e così io possa in qualche modo meritare di ricevere nel vostro divin Sacramento il pegno della mia eterna salute.

O divin Gesù, io tremo vedendo da una parte la grande purità che la vostra santità infinita esige da coloro che vogliono ricevervi, e dall'altra pensando alla mia miseria estrema. Oimè! Benchè ancora si giovane io vi ho già le mille volte offeso! Infelice che io sono! Io ho ragione a temere di avere già macchiata la bianca stola dell'innocenza di cui mi avete rivestito nel santo battesimo. Io l'ho macchiata per la mia tiepidezza nel vostro servizio, per la negligenza de' miei doveri, per le disubbedienze a' miei genitori, a' miei maestri, per le mie gelosie, per le mie collere, per le mie bugie e per tanti altri miei peccati, in cui caddi per mia colpa.

Oh quanto mi è doloroso il pensare alla mia ingratitudine verso di voi, mio amabile e celeste padre, mio tenero e generoso benefattore! Ah! se potessi ritornare a' primi giorni della mia infanzia quando l'anima mia era per anche così pura da attrarre pienamente i vostri sguardi! Pur troppo vi ho offeso, e mi guarderò bene dallo scusare li miei peccati innanzi a voi, nè dinanzi al vostro ministro nel tribunale della penitenza. Io li confesso umilmente e con amaro pentimento, ma accrescete il mio dolore, o Gesù amabilissimo. Rimuovete gli occhi vostri da' miei peccati per non più ricordarvi, che delle vostre misericordie.

Degnatevi di ornarmi della veste nuziale affinchè io mi accosti alla vostra mensa bello, se fosse possibile, come un angelo, e così mi confermi sempre nella via che conduce alle bellezze del cielo che voi avete promesso ai fanciulli che vi temono, vi amano e vi servono con tutto il cuore. Beneditemi, o misericordioso Gesù; benedite i miei sforzi, penetratemi di una fede viva, di una riconoscenza tenera, e di un amore sì ardente, che io possa essere sicuro delle mie disposizioni, e possa sperare di ricevervi degnamente quanto si può da una meschina creatura qual io sono. Così sia.

Vergine Maria, mia tenerissima Madre, in un affare così importante, io ricorro a voi, e tutto intieramente mi abbandono nelle vostre mani. Io non ho mai avuto tanto bisogno della vostra assistenza, della vostra protezione come ora. Perorate la mia causa presso al vostro divin Figlio, e conducetemi voi stessa per mano al banchetto celeste, presentatemi al Re della Mensa, a quel Gesù che voi avete allevato, nudrito con tanto amore, affinchè egli mi riceva favorevolmente.

Pregate per me, affinchè io ricevendolo trovi il rimedio a tutte le malattie dell'anima mia, e cangi la mia freddezza, la mia insensibilità in un ardente amore per lui e per la sua santa religione, che io voglio coll'aiuto della sua grazia praticare d'ora innanzi con grande zelo per tutto il resto della mia vita. Così sia.

Mio buon Angelo Custode, voi che in questo momento mi guardate con tanta sollecitudine portate le mie preghiere avanti al trono di Gesù, aggiungete loro eziandio i vostri santi ardori per renderle a lui più gradite.

Voi pure miei santi Protettori N. N. intercedete per me, affinchè la prima comunione che io farò rallegri tutta la corte celeste e possa assicurare la mia santificazione.

Io mi raccomando specialmente a voi, o s. Luigi Gonzaga, cui i giovanetti non invocano mai invano. Voi che siete così potente in Cielo ottenetemi la grazia di offrire a Gesù quella medesima purità e quelle fiamme di amore, che nel giorno della vostra prima comunione fecero della vostra bell'anima come un tempio celeste degno di essere invidiato dagli stessi Angeli. Fate sopratutto che la santa comunione unendomi al mio divin Salvatore mi ottenga il dono della perseveranza finale. Così sia.

Il Sacramento della Cresima. Breve istruzione.

Il Sacramento della Cresima non si riceve che una volta sola. Importa dunque assai di prepararsi a riceverlo degnamente colla ritiratezza, colla preghiera. Così fecero gli apostoli insieme colla Beata Vergine. Ricordiamoci che prima disposizione si è la grazia di Dio; quindi eccitiamoci ad un vero pentimento dei propri peccati; facciamo una buona confessione, anche generale, se non si è ancora fatta.

Per quanto si può con grande impegno si frequentino quegli esercizi che sogliono aver luogo nelle parochie, o nelle comunità in preparazione a questo grande Sacramento. Chi non vi potesse intervenire, cerchi modo d'instruirsi, o farsi instruire quanto fa d’uopo per riceverlo come si conviene.

Nei giorni precedenti reciti divote preghiere allo Spirito Santo, lungo la giornata rivolga la mente e il cuore a questo Sposo delle anime con affettuose giaculatorie. Il giorno poi della Cresima faccia la santa Comunione, se vi è già promosso. Si disponga insomma a ricevere i doni e i frutti dello Spirito Santo per mezzo del raccoglimento, della meditazione, e con un ardente desiderio.

Oh! felice quel cristiano che in tal modo si prepara a ricevere lo Spirito Santo nella Cresima. Qual fortezza egli non riceverà per resistere al demonio, alla carne ed al mondo! Egli sentirà in allora un coraggio singolare in ogni tentazione e in ogni combattimento egli riporterà vittoria. Vittoria nella giovinezza, da tanti nemici ora più che mai insidiata; vittoria nell'età più avanzata, vittoria in vita, vittoria in morte, dopo della quale, qual forte soldato di Gesù Cristo sarà in Cielo coronato di gloria immortale. Questa sì grande fortuna io auguro di cuore a tutti quelli che si accosteranno a ricevere questo Sacramento.

Preghiera per ben disporsi a ricevere il Sacramento della Cresima.

Ho già ricevuto, o mio Dio, tre dei vostri Sacramenti. Il primo mi ha fatto vostro figliuolo, il secondo ha cancellato le macchie colle quali il peccato aveva tolta via la bellezza dell'anima mia, il terzo mi unì con la unione più intima al vostro divin Figlio. Quello che ora a ricevere mi dispongo finisca, o Dio mio, di rendermi perfetto cristiano; mi munisca di fortezza e di coraggio, affinchè io combatta vittoriosamente con le mie cattive abitudini, vinca ogni tentazione, osservi esattamente la vostra santa legge, diventi un vero soldato di Gesù Cristo, pronto a tutto soffrire, piuttosto che rinunziare alla sua divina religione, pronto anzi a sostenerla, se facesse d'uopo, a costo della vita stessa. Questa è la grazia, che io Vi chiedo con tutto il cuore, o Dio mio, e che spero per li meriti del vostro divin Figliuolo, Signor Nostro, il quale vive e regna con Voi in tutti i secoli de' secoli. Così sia.

Preghiera per ottenere i 7 doni dello Spirito Santo.

Venite, o Spirito Creatore, a visitare l'anima mia, la quale più non desidera che voi. Venite e riempitela della vostra grazia celeste. Voi siete lo Spirito consolatore, il dono di Dio onnipotente, di luce sorgente viva e perenne, il fuoco divino, la carità, la spirituale unzione delle anime nostre. Venite coi sette vostri preziosi doni, Voi che siete il dito di Dio ed insegnateci i nostri doveri. Voi che siete la promessa del divin Padre, suggerite tutto quello che dobbiam fare; Spirito di speranza, dateci questa virtù che assiste al trono della vostra Maestà; Spirito d'intelletto, diradate le tenebre della mia mente, fate brillare nell'anima mia un raggio della vostra luce divina; Spirito di consiglio siate la mia guida, mostratemi la via che mi conduce al Cielo; Spirito di fortezza, inspiratemi sì fatto coraggio da mettere in non cale i discorsi dei cattivi, e le loro derisioni, da confessare altamente la fede di Gesù Cristo e colle parole e colle opere; Spirito di scienza, datemi la scienza dei santi, quella che consiste nel conoscervi e nell'amarvi; Spirito di pietà infondete in me uno zelo ardente pel vostro onore, un santo impegno per tutto ciò che è di vostro gusto. Datemi un santo timore di offendervi, un grande abborrimento al peccato. Questo timore siami qual freno potente, che mi trattenga quando sono per cadere nel peccato, o qual forte stimolo a prestamente alzarmi qualora avessi la disgrazia di soccombere. O Spirito divino, a tutti questi aggiungete il dono delle lagrime, affinchè io pianga le mie colpe passate, l'amore alla mortificazione per soddisfare alla vostra divina giustizia, la regina di tutte le grazie, la perseveranza finale, affinchè io viva santamente e muoia di una morte preziosa nel Nostro Signore Gesù Cristo.

Preghiera dopo la Cresima.

Mio Signore e mio Dio, io pei vostri meriti ho ricevuto il sacramento della Cresima. Oh! quanto io godo di possedere in me lo Spirito Santo, e di essere sua abitazione, suo tempio. Conservate nell'anima mia, ve ne prego, i divini effetti di questo sacramento. Fate che io d'oggi innanzi adempia esattamente tutti i miei doveri. Sono ora ascritto alla vostra celeste milizia; ho ricevuto il carattere di soldato cristiano. Luogo adunque più non vi sia, in cui io non mi dimostri eroe di Gesù Cristo; luogo più non si trovi in cui non si spanda l'odore delle mie virtù, e il mio buon esempio. Io vi chieggo umilmente la grazia, che nè il mondo, nè i suoi seguaci giammai non possano corrompermi colle loro massime perniciose; che nessuno mai con melate parole, colle lusinghe mi possa rapire il cuore. Fate che io rigetti le istigazioni degli abitanti di Babilonia, gli avvelenati discorsi degl'increduli, anzi cogli esempi e colle parole mi adoperi eziandio d'impedire che i miei fratelli, al pari di me figli della vostra Chiesa, siano indeboliti e corrotti dalle massime, dalle parole, dagli scritti di costoro, che null'altro cercano che di moltiplicare i loro complici, e precipitarli in un abisso di errori, di menzogne, di tenebre. Datemi quella purità d'intenzione, quella umile semplicità, quella fede coraggiosa, che solleva la mente e il cuore sopra di tutte le umane cose, per non amare che Voi, o mio Dio, per non credere se non alla vostra divina parola, e in nulla scostarmi dalle decisioni della Chiesa cattolica, la quale sola insegna ai dotti e agli ignoranti, ai ricchi e ai poveri, ai re e ai sudditi, a camminare sul sentiero della verità con passo fermo e costante. Così sia.

Giorno anniversario del s. Battesimo. Breve istruzione.

Il battesimo è quel Sacramento che solleva l'uomo alla grande dignità di cristiano. Per esso noi siamo divenuti figli di Dio, eredi del Paradiso; per esso noi vedremo un giorno ai nostri piedi le nazioni e le potenze tutte del mondo. Quindi è che il grande s. Luigi di Francia non del nome di re si gloriava, bensì del nome di cristiano. Considerate, diceva s. Agostino ai novelli batezzati, considerate gl'innumerevoli benefizi che vi ha conferito il battesimo. Liberi e franchi dal giogo del demonio, voi siete ora figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo, coeredi di lui, tempii dello Spirito Santo. Il carattere che portate impresso nell'anima è indelebile, immortale; egli brillerà sulla vostra fronte nel regno del vostro Padre. Voi potrete diminuirne la bellezza, avvilirlo, ma annientarlo non mai. Fino nell'inferno voi lo conserverete per vostra vergogna. Per mantenere glorioso questo carattere bisogna che siate fedeli alle promesse fatte al fonte battesimale. Voi avete rinunziato al demonio come se diceste: No, io più non voglio seguitare la bandiera del principe delle tenebre, dell'inferno; io voglio collocarmi sotto gli stendardi di Gesù Cristo, mi assoggetto alla sua legge; gli voglio essere per sempre fedele ed ubbidiente. Voi rinunziaste alle pompe del demonio come se detto aveste: Io rinunzio alle massime, alle vanità del mondo, di cui il demonio è il consigliero e tiranno; io abiuro i corrotti principii del secolo, gli iniqui insegnamenti, le ingiustizie, le vendette; mi metto sotto de' piedi i piaceri tutti che il mondo promette a' suoi seguaci. Voi avete rinunziato alle opere del demonio come se diceste: Io rinunzio al peccato, e tutto quello che può accendere nel mio cuore il fuoco delle passioni. - Chi non rimane fedele a queste promesse, a queste rinunzie non può aspettare salute.

Per mantenere più facilmente tali solenni promesse giova assai frequentare la s. Comunione, e in queste occasioni, e specialmente nelle maggiori solennità dell'anno, rinnovare i voti battesimali.

È pratica lodevolissima quella di celebrare il giorno anniversario del battesimo con una pietà tutta particolare, a fine di ringraziare Iddio di questo favore, che a tanti altri non fu concesso. Infatti quanti oggidì ancora sono immersi nell'idolatria, e in turpi errori, quanti ancor non conoscono il loro Creatore, il loro Salvatore Gesù Cristo, e vivono perciò lontani da quella Chiesa, fuori della quale non si può avere salute! Tutta questa gente menano una vita incerta ed infelice su questa terra, muoiono senza alcun conforto, e vanno a perdersi eternamente. Oh! quanto adunque è grande il benefìzio che ci concesse Iddio nell’averci fatti nascere nel seno della Chiesa cattolica, da parenti cattolici, e resi figli suoi per mezzo del santo battesimo! Siamogliene dunque grandemente riconoscente. E perciò scegliamo specialmente il giorno anniversario del nostro battesimo per isciogliere cantici di ringraziamento alla bontà di Dio, per rinnovare le nostre promesse di fedelmente servirlo, dimandargli perdono di non essergli stato abbastanza fedeli per lo passato, proporre di esserglielo sinceramente per lo avvenire. In quel giorno, se ne avete comodità, accostatevi alla santa Comunione, passatelo in maggior raccoglimento, e recitate la seguente preghiera di s. Francesco di Sales.

Rinnovazione dei voti battesimali. Preghiera.

Dolcissimo Gesù, caro Redentore dell'anima mia, il quale fin dall'eternità tanto mi amaste, che moriste versando tutto il vostro preziosissimo sangue per aprirmi le porte del Paradiso, io colla più profonda umiltà mi prostro ai vostri piedi, e vi supplico di perdonarmi tutti i miei peccati. Ahi! quanto gravemente e con quanta ingratitudine ho io peccato contro di voi, il quale con tanta liberalità mi compartiste i vostri doni! Che posso io fare se non pentirmi delle mie colpe, ed esclamare: Padre, ho peccato contro del Cielo e contro di voi, non son più degno di essere chiamato vostro Figlio?

Perdonatemi perciò, o Signore, o Verità eterna, ed accettate il patto che in nome mio nel santo Battesimo fu con voi conchiuso, e che oggi dinanzi a voi io rinnovo. Io rinunzio al demonio, al mondo, alla carne; abbomino tutte le tentazioni infernali, tutte le mondane vanità, tutti i sensuali piaceri oggi e sempre. Colla vostra santa grazia prometto di schivare d’ora innanzi il peccato, non tanto per timore dell'inferno, e pel desiderio della ricompensa celeste; quanto specialmente per amor vostro, poichè voi siete il mio Dio, degno d'infinito amore.

Datemi pertanto un generale perdono di tutti i miei peccati secondo la vostra grande misericordia, lavatemi nel vostro Sangue, e l’anima mia diventerà bianca come la neve. Restituitemi la candida veste dell'innocenza, ornate la mia mano coll’anello d'una fede viva, qual pegno prezioso, che mi mantenga costante nel timore ed amor vostro, e datemi il bacio di pace. Questo io spero, o Signore, dalla vostra grande misericordia, per la quale Voi siete sempre più pronto e disposto ad aiutarmi, che non io a supplicarvi di aiuto. A Voi sia lode, gloria e ringraziamento per tutti i benefizi in ciascun giorno ricevuti dalla vostra mano liberalissima.

Breve avviso riguardo ad altri religiosi anniversari.

San Francesco di Sales esorta le persone coniugate a celebrare altresì il giorno anniversario del loro matrimonio con preghiere più fervorose del solito, col rinnovare il proposito di sempre più santificare il loro matrimonio con una amicizia cristiana. Egli nota che questa era pure la pratica dei primi cristiani, secondo che attesta s. Gregorio Nazianzeno. Ed è anche il desiderio della santa Chiesa che si celebri il giorno anniversario della prima Comunione, del sacramento della Cresima, il giorno in cui si entrò in qualche stato importante, come quello del Sacerdozio, quello della vita religiosa. Ciascuno di questi giorni richiamerà alla memoria del cristiano i favori che egli ricevette da Dio, e quello che egli promise in quelle occasioni. Egli perciò si sforzerà di riprendere e di riaccendere nel cuor suo quel fervore che ebbe in quei giorni di letizia; proporrà di riparare con un sincero pentimento, e con un grande impegno ai difetti commessi o per leggerezza dell'età, o per mancanza di riflessione, o per la poca preparazione.

Questo è mezzo potente per mantenerci nella grazia di Dio, per avanzarci grandemente nella perfezione cristiana; mezzo efficacissimo per essere cristiani non solo di nome, ma di fatti, per passare pieni di buone opere i giorni, le settimane, i mesi e gli anni, e giungere così al fine della vita colla dolce speranza di volarcene a ricevere la corona di gloria, quella corona che il Nostro Signor Gesù Cristo promise non a quelli che avranno incominciato, ma a quelli solamente che avranno perseverato sino alla fine nell’adempimento dei propri doveri, nell'esatta osservanza della divina legge. Se ci sta a cuore il bene dell'anima nostra facciamoci famigliare questa pratica commendevolissima.

Preghiera di un padre e di una madre pei loro figliuoli.

Io vi ringrazio, Dio mio, di avermi concesso dei figliuoli, affinchè siano l'appoggio e la consolazione della mia vecchiaia. Santificate, o Signore, l'amore che loro io porto, concedendomi la grazia di non amarli che in Voi e per Voi, cioè unicamente in riguardo all’eterna loro salute. Io ve li presento adunque e ve li offro come la santa Vergine già offrì nel tempio il suo amatissimo Figlio Gesù, sottomettendosi intieramente alla vostra volontà adorabile a riguardo di lui. Come lei sottometto io pure il cuor mio a tutti gli ordini della divina Provvidenza sopra di loro, pregandovi di benedirli, di versare sopra del loro capo ogni più squisito favore. Disponeteli, o Signore, secondo lo stato, a cui nella vostra sapienza e misericordia infinita li avete destinati per la loro salute. Voi siete il loro primo principio, voi l'ultimo loro fine; ordinate di loro come vi piace. Io mi sottopongo ad ogni sacrifizio, a qualsiasi pena, purchè si procacci il loro bene. Io non vi dimando per essi grandi beni di fortuna; solamente se osassi chiedervi qualche cosa per loro vita temporale, vi dimanderei ad esempio di Salomone una modesta facoltà, che li preservasse dai pericoli della ricchezza, e da quelli della miseria. Quello poi che per essi specialmente vi chiedo, o Dio mio, è il vostro regno, la vostra giustizia. Conservate la loro anima in tutta la bellezza di cui l’avete adorna nel santo battesimo; vegliate sopra di essi a fine di preservarli dai pericoli, ai quali viene esposta la loro innocenza, proteggeteli contro i funesti esempi e massime del mondo; conservateli sempre nella vostra grazia, nella vostra amicizia. Non permettete, o mio Signore, che le mie azioni smentiscano questa mia preghiera. Nel concedermi questi figliuoli voi mi avete fatto sentire come già un profeta ad un re d'Israele confidandogli la custodia di un uomo: Custodisci quest’uomo; poichè se egli ti fugge ne andrà di mezzo la tua vita. Mai non mi dimentichi, o Dio mio, del conto rigoroso che dovrò rendervi di questo sacro deposito da voi affidatomi. Non permettete che io lo perda per mia colpa. Quale non sarebbe la mia sventura, e il mio delitto se per una vile condiscendenza verso i miei figli, io li lasciassi frequentare cattive compagnie, vivere a loro piacere, allontanarsi dai santi Sacramenti, e se la mia stessa condotta fosse per essi occasion di scandalo, e di peccato! Quale terribile sentenza non fulminereste Voi sopra di me al gran dì del giudizio! O Dio mio, possa io al letto di morte, gettando un ultimo sguardo di tenerezza sopra i figli miei piangenti a me d'intorno, pronunziare con fiducia queste consolanti parole: Padre mio, io vi ho glorificato sulla terra; ho fatto conoscere il nome vostro ai figli, che mi avete concesso, vegliando sulla loro fede in questo secolo d'incredulità, preservandoli dalla corruzione del mondo. Io li ho conservati, e nessuno di essi si è perduto. Ho dato loro la vostra parola come a difesa contro gli empi e i libertini. Io mi offro ora in sacrifizio per essi. Degnatevi di aggradire il desiderio del mio cuore, che dove io spero di giungere per vostra misericordia, abbiano a trovarsi pure i figli miei, affinchè tutti nuovamente riuniti, possiamo per sempre lodarvi insieme col vostro divin Figliuolo nell'unità dello Spirito Santo. Così sia.

Preghiera dei padri e delle madri pei loro figliuoli indisciplinati.

Gesù Salvatore e Redentore degli uomini, il quale avete restituito ad una madre desolata l’unico figlio, di cui ella inconsolabilmente piangeva la morte, e che nella parabola del padre del figliuol prodigo, avete manifestato la vostra misericordia pei figli che sono fuori dalla retta via; ricordatevi ora del mio che si trova sul sentiero della perdizione. Intenerite, ve ne scongiuro, l'indurito suo cuore, affinchè apra finalmente gli occhi alla luce del cielo, e veggendo che la via ora da esso battuta è quella delle tenebre, si getti nelle braccia della vostra misericordia, come un altro Agostino, e venga a penitenza come la Maddalena. E se per colpa mia egli cadde in questo stato miserabile, deh! perdonate a lui e a me; concedendoci un sincero dolore di avervi offeso. Così sia.

Preghiera di un figliuolo pei suoi genitori.

Dopo Voi, o amabilissimo Iddio, chi dovrò io amare di più se non coloro, i quali furono dalla vostra divina Provvidenza destinati a darmi la vita ed allevarmi? Voi mi comandate espressamente di onorare ed amare i miei genitori, e di pregare per essi. Il mio cuore si conforma ben volentieri a questo vostro comando; e vi trova un piacere indicibile nel doverlo osservare. Ma fate, o mio Dio, che io, seguendo questa inclinazione sì dolce al mio cuore, la santifichi col vostro santo amore. Fate che io li ami specialmente per obbedire e piacere a voi. Io intanto di tutto cuore vi prego per essi; vi supplico di ricompensarli delle innumerevoli pene e sollecitudini loro per me. Oh! sì, benedite la mia buona madre, che provò per me tante inquietudini, sopportò tanti travagli, e vegliò sì sovente alla mia culla; questa pietosa madre che dal mio primo uso della ragione m'insegnò a conoscervi, mettendomi sotto gli occhi quanto sia la grande vostra amabilità, quanta riconoscenza io vi debba per i molti benefìzi, dei quali mi avete ricolmo. Sì, versate tutti i tesori della vostra grazia, i vostri più preziosi favori sopra di mio padre così amante di me, che dalla mia nascita consacrò tutta la sua vita per rendere onorata e felice la mia. Ah! quante sollecitudini per allontanare dalla mia infanzia i pericoli, che le sovrastavano, e per insegnarmi ad evitare le insidie tese da tutte parti alla virtù.

Fate che colla mia buona condotta, con una pietà tutta figliale diventi la consolazione, la gloria, la corona de' miei genitori. Conservatemi lungamente queste guide, questi amici del mio cuore. Date loro una vita felice e tranquilla, allontanate dal loro capo ogni disgrazia, proteggeteli di continuo all'ombra delle vostre ali, e se negli imperscrutabili decreti della vostra giustizia e sapienza, qualche sciagura dovesse piombare sopra qualcuno di noi, deh! mio Signore, io vi prego e vi scongiuro, che i vostri colpi si scaglino sopra di me soltanto; essi risparmiate, essi benedite, essi ricolmate dei vostri celesti favori. E quando all'ultimo respiro l'anima loro si scioglierà dal corpo, per passare all'eternità, fate, o Dio di misericordia, che ella portata sulle ali degli angeli vostri, entri tosto nella patria celeste, per godere con essi gli eterni gaudi, ed implorare per me ancora le vostre benedizioni, finchè riuniti insieme di bel nuovo, cantiamo in eterno le vostre glorie, le vostre misericordie. Così sia.

Preghiera di un giovane studente.

Io voglio studiare, o Signor mio, per la gloria vostra, e il desiderio di fare la vostra SS. volontà sarà l'unico motivo de' miei studi. Voi siete l'arbitro assoluto di ogni successo; siano questi o felici, o infelici, io propongo di non riferirli che a voi, e ve ne ringrazierò egualmente. Che mi servirebbero i più bei talenti, che mi servirebbe un giorno la più vasta erudizione, se io avessi la disgrazia di abusarmene come fanno oggidì tanti superbi filosofi, che infatuiscono nei loro pensamenti, che si perdono in falsi ragionamenti, e che di tutto vogliono sapere fuorchè di voi, o mio Dio, che siete la via, la verità, la vita? Ah! Signore, gradite che io vi dimandi in riguardo di scienza, ciò che Salomone vi domandava in fatto di ricchezza. Allontanate da me una trista ignoranza, per non rendermi inutile al prossimo, ed una troppa sapienza, che potrebbe inorgoglirmi, e farmi perdere eternamente. Qualunque sia per essere l'esito de' miei studi, io ve lo offro interamente, e con lui offro pure tutto me stesso. Io darò allo studio tutto quel tempo che si conviene; ma consacrerò ancor più volentieri agli esercizi di pietà tutto il tempo che loro è dovuto e permesso; ed applicato allo studio della scienza, poichè voi così volete, mi applicherò altresì con grande impegno all’acquisto di tutte le virtù di un buon cristiano, e mi sforzerò di formarmi fin da questa mia età una felice abitudine, che sia come il pegno della mia perseveranza nella via dei vostri santi comandamenti. Una virtù specialmente voglio che sia la mia prediletta, ed è la virtù della purità, che mi fa simile agli angioli, e mi rende oggetto di compiacenza agli occhi vostri. Ma nella guerra che io dovrò sostenere contro tutti i nemici che si sforzano di togliermela, non nelle mie forze io porrò la fiducia della vittoria. Voi solo, o mio Dio, Voi solo siete il mio sostegno, voi la mia speranza. Degnatevi di combattere ai miei fianchi. Estinguete il fuoco crudele che si accende talora nelle mie membra, nel mio cuore; dissipate i brutti fantasmi che vengono ad ingombrare la mia imaginazione. Insegnatemi, ed aiutatemi a domare questa carne ribelle, la quale congiura co' miei nemici per rovinarmi, ed io allora canterò per sempre la vostra potenza, la vostra misericordia.

E voi, Vergine santissima, che per la vostra incomparabile purezza foste elevata alla dignità di Madre di Dio; Vergine castissima, che vi fate un piacere di essere la protettrice di tutte le età, e specialmente della giovinezza, volgete sopra di me i vostri occhi pietosi. Presentate voi al caro vostro Figlio le risoluzioni che io ho fatto di vivere e di morire nel suo santo servizio. Mostrate che mi siete Madre, ed ottenetemi che io porti al Cielo il candore di quest’angelica virtù. Così sia.

Preghiera di uno studente pei suoi superiori e maestri.

O Signor mio Gesù Cristo, voi che vi compiaceste di ascoltare le preghiere dei fanciulli, e da questi godevate essere attorniato, rendetemi a voi gradito, affinchè gradita egualmente vi riesca la supplica che per li miei superiori ora vi presento. Voi inspiraste nel mio cuore un grande orrore per l'ingratitudine, ed io ve ne ringrazio. Fate che io conservi sempre nel profondo del cuore questo buon sentimento, e non permettete che io mi dimentichi di ciò, che fanno per me e per la vostra gloria quelli, che voi benignamente mi deste a superiori e a maestri. Voi mi parlate per la loro bocca, voi m'instruite colla loro scienza, e per mezzo loro mi fate conoscere la vostra volontà adorabile. Io vi ringrazio di tanto benefizio; datemi la grazia di ben approfittarmene. Degnatevi poi, o mio Signore, di rendere a questi miei benefattori tutto il bene che essi in ciascun giorno mi prodigano. Raddolcite le loro pene coll'unzione della vostra grazia; alleggerite il loro peso rendendo il mio cuore e quello de' miei condiscepoli docili alle loro istruzioni. Degnatevi di concedere loro il premio che tenete riserbato ai vostri ministri fedeli. Fate che io stesso dopo essere stato quaggiù la loro consolazione colla mia docilità, col mio rispetto, colla mia buona condotta, e specialmente colla mia pietà e divozione verso di voi, possa formare la loro corona nel regno dei Beati. Così sia.

Preghiera di un giovane che si trova nei pericoli del mondo.

Dio Creatore e pieno di misericordia, a Voi io sono debitore della mia vita. Voi volete che con un santo uso di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo io vi serva fedelmente, procuri la vostra gloria, e utile mi renda al mio prossimo. Io imploro adunque con umiltà e fiducia la vostra divina assistenza per raggiungere il fine per cui mi avete creato. Eccomi pervenuto ad un'età, in cui tutte le passioni sorgono con impeto nel cuore dell’uomo per distoglierlo da' suoi doveri, per formare in lui inclinazioni contrarie alla vostra divina legge; età in cui la cieca gioventù si precipita inconsiderata nei più gravi pericoli; circondata da tutte le seduzioni capaci a soffocare i germi preziosi della pietà e della virtù; età la più importante dell'uomo, poichè dal suo buono o cattivo impiego dipende la felicità o l'infelicità della vita intera.

Confesso, o Dio mio, con mia vergogna, e con assai amaro rincrescimento, che io pur troppo già scorgo in me molti vizi e traviamenti. Ah! quale incostanza nelle mie risoluzioni, quale sregolatezza ne' miei desideri! Quale ostinazione nel non seguire che le mie idee, le mie opinioni! Quale facilità a lasciarmi strascinare alle massime corrotte, all'indifferenza di questo secolo per ciò che spetta alla religione! Quale orgoglio ne' miei pensieri, nelle mie parole, ne' miei portamenti! Sordo ai salutari insegnamenti, io fino ad oggi ho fatto poco conto dei saggi consigli e delle esortazioni di coloro, che la bontà vostra mi ha dato per guida, per sostegno. Quale svogliatezza, quale codardia nell'adempimento de' miei doveri, e quale prontezza poi nell'ommetterli anche intieramente!

Voi che siete, o Dio mio, l’aiuto dei deboli, non ritirate da me le vostre grazie in questo momento per me così pericoloso, ed insieme così importante. Armatemi dello scudo della vostra forza contro le violenze delle mie cattive inclinazioni; dissipate dalla mia mente le tenebre che mi nascondono la verità; difendetemi dalle lusinghe dei sensi e dalle bugiarde promesse dei mondani. Fate che io schivi ogni ingiustizia sotto qualsiasi aspetto ella mi si presenti; e specialmente guardatemi dagli assalti mortali della voluttà, il più perfido ed il più pericoloso nemico che io mi abbia a temere. Preservatemi da ogni abito cattivo, affinchè se voi mi concederete di giungere alla vecchiaia, non sia allora schiavo vergognoso del peccato, ridotto a piangere ad amare lagrime i disordini de' miei primi anni. Fate al contrario che io crescendo ogni giorno in virtù e in pietà, pieno del vostro timore, vi serva d’ora innanzi di tutto cuore; e così meritarmi una santa morte, e l'ineffabile felicità di godervi e di possedervi per tutti i secoli. Così sia.

Preghiera di un orfanello.

Un orfanello infelice ed abbandonato alza la sua voce verso di voi, o Dio di bontà. Degnatevi di ascoltarne l’umile preghiera.

La morte mi ha rapito, ahimè! così presto il mio buon padre, la mia tenera madre! si le guide della mia infanzia mi hanno abbandonato. Ora mi trovo solo, derelitto, privo de' più cari amici del mio cuore! Ma alzando al cielo gli occhi miei molli di lagrime, una dolce parola si fa sentire all’afflitta anima mia: « No, tu non sei abbandonato; il Padre tuo celeste, Padre che ti ama più di qualsiasi padre terreno, vive ancora, e non cessa di aver cura di te. Non temere, non iscoraggiarti; confidati interamente nelle mani del tuo Dio, del tuo protettore. In questo deserto della vita egli ti porgerà benignamente la mano, egli sarà tua guida, egli tua difesa. »

Da voi dunque io aspetto il mio soccorso, o Padre mio celeste; volgete sopra di me uno sguardo pietoso; caldamente imploro la vostra assistenza. Io sono giovane ancora e inesperto; non conosco i pericoli che da tutte parti mi circondano. Preservatemi, o buon Padre, e dirigete di continuo i miei passi sul sentiero della virtù. Sono debole ed incapace a superare grandi difficoltà. Datemi adunque, ve ne scongiuro, forza, che sostenga la mia giovinezza; avvaloratemi della vostra grazia, per cui tutto, possiamo. Io spero, o mio Dio, che voi esaudirete la mia preghiera, e son sicuro che voi mai non permetterete che io sia tentato al di sopra delle mie forze. Se io dovrò battere vie pericolose spero che voi comanderete agli angeli vostri di proteggermi, di portarmi sulle loro ali, sicchè io non urti il piede contro a pietra alcuna, non venga a cadere nell'abisso, che il peccato scava sotto de' piedi a chi lo commette.

Ma affinchè vano non sia il mio sperare, bisogna che io mi mantenga vostro figlio ubbidiente, e non cerchi che di piacere a Voi in ogni cosa. Io ve lo prometto, o amatissimo Padre. Aiutatemi soltanto a mantenermi costante nelle mie risoluzioni. Fatemi crescere ogni giorno in virtù o in grazia presso di voi, e presso gli uomini, sull'esempio di Gesù vostro divin Figliuolo, del quale bramo imitare la santa infanzia, a fine di partecipare poi un giorno alla sua gloria per tutti i secoli. Così sia.

Preghiera di un vecchio.

O Dio di misericordia infinita, Voi avete prolungato il corso de' miei giorni, l'immensa vostra bontà mi condusse ad un'età avanzata, affinchè io per mezzo di un maggior numero di azioni virtuose e degne di essere da voi accolte, mi potessi sempre più assicurare un'eternità felice. Ma ahimè! come ho male corrisposto ai disegni della vostra misericordia! Se do uno sguardo indietro, poche buone opere io iscorgo nella mia vita! e all'incontro quanti difetti, quanti peccati, quante grazie rese vane, quanti giorni perduti! Nel prolungamento di mia vita io ammiro un nuovo benefizio della vostra misericordia. Voi mi conservaste fino a questa età, in cui si calmano le grandi passioni; età, in cui le abbattute forze non più permottono all'uomo di darsi a grandi affari, che non lasciano pensare alle celesti cose; età, in cui i turbolenti piaceri del mondo hanno perduto le loro attrattive, affinchè io approfittassi di questa calma, di questa tranquillità, onde riparare, ahimè! a tanti anni così inutilmente, anzi malamente impiegati. Sì, voi mi date ancor tempo per rimediare al passato, mettere in ordine le cose di mia coscienza, di lavare l'anima mia, di amarvi ancora prima che mi sopravvenga la morte. Deh! più non permettete, o mio buon Signore, che io abusi ancora di quest'ultima grazia, prova di vostra tenerezza per una creatura, che altro non si merita che lo sdegno di un padre lungamente offeso ed oltraggiato. Io sono altamente addolorato di avervi fino ad ora così malamente servito; e poichè voi ancora mi promettete di aggradire le ultime ore della mia terrestre dimora, vi prometto di tutte impiegarle nel vostro santo servizio. Mi terrò di continuo presenti i miei peccati, i miei traviamenti, onde piangerli, e pregarvi che me li perdoniate. Io vi offro in espiazione e con gioia tutte le pene, tutte le infermità inseparabili dalla vecchiaia; edificherò colla mia pazienza, colla mia rassegnazione, col fervore di una vita veramente cristiana, tutti quelli, che furono testimoni delle mie sregolatezze, de' miei disordini. Vi offro fin d'ora con piena e intera sommessione il sacrifizio della mia vita, la quale Voi fra breve mi domanderete. O giusto Giudice, non entrate in giudizio con me, prima che io abbia espiato con una sincera penitenza tutti i peccati, che ho disgraziatamente commessi. Ah! degnatevi ancora di essere mio Padre prima che siate mio Giudice. Così sia.

Preghiera di un ricco che desidera santificarsi nelle sue ricchezze.

Sarà egli possibile, o mio Dio, che i favori di cui mi avete ricolmo abbiano ad essere la cagione della mia disgrazia e che i beni perituri, che posseggo in questo mondo, abbiano da essere d'impedimento all'eterna mia salute? So come sia facile lasciarsi sedurre dalle attrattive delle ricchezze. Esse portano naturalmente all'orgoglio, all'ambizione; occupano la mente, gonfiano il cuore, inspirano mille vani progetti, forniscono i mezzi di appagare ogni desiderio. In quanti pericoli perciò io non mi trovo di pervertirmi e perdermi! Ma coll'aiuto della vostra grazia, o Signor mio, non temerò di essere da loro sedotto. Io regolerò l'uso che ne dovrò fare, ne distaccherò il cuore, ne farò parte ai poveri, penserò che dovrò un giorno abbandonarle, che non le ho se non a tempo e come in prestito, e che un giorno avrò da rendere a voi un conto strettissimo dell'impiego che ne avrò fatto. Questi salutari pensieri saranno per me come un antidoto al veleno sparso sulle ricchezze. Io le possederò come se non le possedessi, e seguendo il consiglio del Vangelo, coi beni passeggeri, che ho fra le mani, mi farò degli amici nel cielo, i quali mi abbiano a ricevere un giorno negli eterni tabernacoli, ove trovansi le vere ricchezze, i veri tesori. Eterno Padre, io vi chiedo questa grazia per Gesù Cristo mio Salvatore. Così sia.

Preghiera di un povero.

Finora, o mio Dio, io non ho badato se non agli incomodi, e alle pene del mio stato, e non ho punto considerati i suoi vantaggi. Per questo invece di profittarmene, come io doveva, mi sono abbandonato ai fastidi, allo scoraggiamento, e ciò che peggio si è, ai lamenti, alle mormorazioni, alle impazienze. Ve ne dimando perdono, o Dio di bontà; io giudicava le cose secondo la cieca natura, e non secondo la fede. Ora accetto le pene della mia condizione, e umilmente mi sottometto agli ordini vostri. Oh! quando io penso che voi stesso, mio adorabile Salvatore, avete eletto questo stato a preferenza di quello dei ricchi; quando io penso che voi lo avete onorato e santificato nella vostra persona, non dovrò io riputarmi felice di avere con voi questa santa uniformità, o almeno sul vostro esempio sopportare con rassegnazione tutte le pene che in questo stato s'incontrano in vista delle ricompense eterne che voi mi tenete preparate? Sono povero in questo mondo, ma potrò esser ricco nell'altro; vivo nelle umiliazioni presso gli uomini, ma con queste posso guadagnarmi la stima, la gloria degli Angeli, dei Santi; non posseggo campi della terra, ma posso sperare i giardini del cielo. O mio Dio, fatemi ricorrere spesso alla mente questi santi pensieri; essi mi sono necessari per sostenermi rassegnato nella povertà, nella miseria, in cui mi tocca passare i miei giorni. Forse ahimè! tale condizione me la sono procacciata co' miei disordini. Comunque sia, io l'accetto in ispirito di penitenza, e me fortunato se quella mi potrà ottenere la vostra misericordia, la vostra paterna benedizione!

Preghiera di un negoziante che desidera di santificarsi nel suo commercio.

Gran Dio, che ci avete messi al mondo per lavorare e per salvarci, degnatevi di ascoltare i miei lamenti ed esaudire la mia preghiera. Quando in certi momenti di riposo, che per me sono assai rari, io rifletto alquanto, ahimè! dico a me stesso, qual sorte è mai la mia! Io mi sento oppresso dagli affari, da mille inquietudini agitato. Niente di sicuro avvi nel mio stato; sono sempre fluttuante tra la speranza di qualche buona riuscita, e il timore di mille sventure, esposto alle ingiurie del tempo, alla mala fede degli uomini, a cento ostacoli che posso nè evitare nè prevedere. Ah! mio Signore, se io mi dessi tante sollecitudini, se io durassi tante pene per l'affare della mia salute, quante ne prendo per li miei negozi temporali, io sarei un gran santo. Ma oimè! tutto occupato negli uni, a stento trovo tempo onde pensare all'altro! Passano i giorni miei, l'eternità si avanza a gran passi, e disgraziatamente nulla io fo a fine di prepararmivi. Ma è tempo che io vi pensi. Sento in me questo bisogno, prendo sovente a tale scopo sante risoluzioni; ma tosto qualche imprevisto accidente, qualche dolorosa notizia assorbisce tutti i miei pensieri, manda in fumo tutti i miei buoni proponimenti.

Aiutatemi, o mio Dio, poichè io mi voglio salvare. Invano io mi affaticherei pei negozi di questo mondo; invano io guadagnerei tutto l'universo, se trascurassi l'unico negozio d'importanza, se per sempre perdessi l'anima mia. - Ecco dunque mio Dio, le risoluzioni, che io fo, e spero di mantenere coll'aiuto della grazia vostra.

I. Io riguarderò sempre l'affare della mia salute come il primo, come il più importante che io abbia a trattare in questo mondo.

II. Mi prenderò conveniente sollecitudine per la condotta de' miei negozi a sostegno di mia famiglia; ma voi ne sarete sempre il primo motivo, voi la meta a cui mirerò di continuo.

III. Io opererò con tutta la probità e fedeltà che richiede la coscienza e la religione.

IV. Quando mi accadrà di far perdite e fallimenti, io adorerò i disegni della vostra provvidenza, e mi assoggetterò alle vostre sante disposizioni.

V. Sceglierò ogni mese almeno un giorno di riposo per occuparmi esclusivamente della grand'opera di mia salute, per aggiustare le partite di mia coscienza, e prepararmi seriamente all'eternità.

Fate, o mio Dio, che io cerchi prima di ogni cosa il vostro regno, e la vostra giustizia, e del resto disponete come vi piace.

Preghiera di un pubblico impiegato.

O mio Dio, Padrone supremo di tutte le cose, piacque alla vostra Provvidenza di collocarmi al di sopra degli altri, di darmi tutto ciò che lusinga la cupidigia, l'ambizione degli uomini: ricchezze, potenza, onori del mondo. Ah! il pericoloso dono che voi mi faceste! Oh! quanto io temo di attaccare il mio cuore a questi beni passeggeri, di ascoltare le suggestioni dell'orgoglio da voi maledetto. Aiutatemi, Signore, in questo stato così pieno di pericoli, preservate il mio cuore dalla corruzione dell'oro, delle dignità e dalla cieca ambizione. Illuminate la mia mente onde discernere la vera dalla falsa grandezza; difendetemi dai lusinghevoli discorsi dei vili adulatori; non permettete giammai che io rinunzi alla virtù, alla giustizia; non permettete giammai che io opprima la verità e protegga l'errore.

Voi avete voluto nascere povero sulla terra, e vivere fra ogni sorta di umiliazioni, e se a voi non piacque che in questo io vi rassomigliassi, deh! fate almeno, che io nutra al pari di voi sentimenti di disprezzo per le grandezze di quaggiù, e non sia pure contro di me pronunziata quella terribile sentenza: Infelici i ricchi! infelici quelli che hanno le loro gioie su questa terra!

Fate che sebben grande agli occhi degli uomini, io rimanga piccolo agli occhi miei; che fra tanti mezzi di soddisfare a' miei appetiti io conservi lo spirito di mortificazione, di penitenza, senza cui non si può aver salute. Fate ch’io m'imprima profondamente nel cuore quell’oracolo da voi pronunziato, che quanto più io avrò ricevuto, tanto più mi sarà domandato; che più sarò stato elevato, e più severamente mi sarà chiesto conto dell'uso che avrò fatto della potenza, di cui mi avete rivestito, e degli esempi che avrò dato al mondo. Concedetemi che io sia dappertutto e sempre l'appoggio e il soccorso degli infelici. Una sola cosa assai mi consola in mezzo ai pericoli che mi circondano, ed è che voi mi abbiate posto in mano i mezzi per far molto bene. Deh! fate, ve ne scongiuro, che io seguendo i vostri esempi segni ciascuno de' miei passi con qualche opera buona. Quello che vi chieggo poi con maggior istanza è la grazia di mantenermi fedele alla risoluzione presa innanzi a voi d'impiegare tutto quello che mi avete donato di potenza e di ricchezze per difendere e far onorare la vostra Religione santissima, per istabilire il vostro regno in tutti i cuori, e così servo e dispensatore fedele dei vostri beni, io possa essere ammesso un giorno presso di voi co' vostri santi nel soggiorno delle vere grandezze, dell'eterna gloria. Così sia.

Preghiera di un medico che vuole santificarsi nel suo stato.

Dio di bontà, la cui pace e benedizione si estende sopra tutta la terra, e che avete stabilito i diversi stati nella società pel bene di tutti gli uomini, siete voi, Altissimo Iddio, che avete creato quello, a cui mi avete eletto, per addolcire e guarire i mali dell'umanità sofferente. Deh! infondete in me la scienza necessaria per conoscere la virtù benefica che avete annessa ai prodotti della terra a sollievo dell'uomo addolorato. Io vi chiedo altresì l'umiltà, onde preservarmi da quell'insano orgoglio, che ci porta assai sovente a rapire a voi la gloria delle guarigioni, di cui siete il primo autore; imperciocchè voi solo donate la vita e restituite la sanità come e quando vi piace. Voi solo siete il sovrano padrone della vita e della morte. Fate dunque che io vi onori e glorifichi di continuo nelle vostre maraviglie.

Sia la mia fede sempre sottomessa agli insegnamenti della vostra Chiesa depositaria della verità; ed essa mi faccia rigettare con orrore tutti gli empi sistemi, e la pretesa scienza d'uomini temerari, i quali, come dice l'Apostolo, osano bestemmiare ciò che ignorano, e si levano audaci contro i vostri divini oracoli. Io, Signore, crederò sempre che non avvi vera scienza se non quella che viene da voi, e che è vero merito il riconoscere umilmente i limiti, che poneste alla nostra debole natura, alla nostra ragione. Abborrisca io sempre ogni errore, in cui potessi cadere a danno del mio prossimo; e da cui caldamente vi prego di preservarmi. Oh! fate che non mai una colpevole ignoranza, o volontaria precipitazione mi renda reprensibile agli occhi vostri e a quelli degli uomini. Degnatevi, o Dio di misericordia, di perdonarmi tutti gli errori, di che la vostra giustizia forse avrà già da rimproverarmi.

Nelle sante Scritture voi comandaste di onorare i medici. Signore, rendetemi dunque degno di onore agli occhi vostri e presso tutti i miei fratelli per la mia pietà, carità, pazienza, modestia, insomma per tutte le virtù, che costituiscono il vero cristiano. Questa grazia io ve la chiederò ogni giorno, supplicandovi insieme a guarire le malattie dell’anima mia, più dannose assai di tutte le malattie del corpo. Fate che la morte che così sovente ho avanti gli occhi mi richiami di continuo alla memoria l'ora tremenda, in cui dovrò separarmi da questo corpo. E questo salutar pensiero mi distacchi dalle vanità di questo mondo passeggero, mi tenga sempre preparato a comparire davanti a voi con un’anima pura e candida, che attiri sopra di sè i vostri divini sguardi, e formi le vostre compiacenze. Tutte queste grazie io vi dimando pei meriti di Gesù Cristo Nostro Signore. Così sia.

Preghiera di chi è incaricato dell'altrui istruzione.

Dio sapientissimo, unica sorgente della vera luce, senza cui la nostra mente non è che tenebre, e la nostra scienza non è che un falso barlume ingannatore; Voi che rendete eloquente quando vi piace la lingua stessa dei fanciulli, deh! mandate sopra di me qualche raggio della vostra intelligenza, ornate l'anima mia di quelle virtù, che mi rendano capace a spandere nella mente e nel cuore di coloro, che mi avete affidato ad ammaestrare, quella sapienza che assiste al vostro trono, quella sapienza che fa riportar frutti abbondanti per l'eterna vita. Voi liberatemi dal giogo delle passioni, che ci nascondono assai sovente la verità; liberatemi dalla presunzione che inventa sistemi riprovati dalla vostra Chiesa. Voi volete che io mi adoperi per rendermi ogni dì più atto alle funzioni che debbo esercitare; concedetemi perciò che mentre io cerco d'istruirmi, mi tenga lontano dalla scienza che non è punto secondo il vostro spirito, e da quella temeraria curiosità, che travia coloro i quali non vogliono altra guida che la loro ragione. Oh! fate che lungi dall’essere io pel mio prossimo una guida cieca, lungi dallo strascinare altri con me nell'abisso, imprima invece profondamente nell'anima di tutti i sentimenti della fede più viva, e della pietà più sincera. E poichè l’esempio è più eloquente di ogni predica, datemi la grazia che io sempre conformi le mie opere colla mia fede, affinchè la mia parola non sia, secondo l'espressione del vostro Apostolo, come un bronzo che non manda che un impercettibile squillo, come un cembalo che non produce che un vano suono. Ohimè! quanto io sarei infelice, e qual conto terribile non avrei a rendere un giorno, se dopo aver ricevuto da voi tanti lumi, io non avessi osservati i vostri comandamenti, se non mi fossi servito dei vostri doni che per attirare sopra del mio capo i vostri castighi! O Dio buono, preservatemi da questa disgrazia, sostenetemi, guidatemi, salvatemi. Son vostro servo, son vostro ministro. Benedite i miei sforzi, coronate le mie fatiche, i miei sudori con frutti abbondanti di salute, e per me stesso e per quelli che mi ascoltano, e così tutti possiamo sperare ed ottenere la ricompensa che ci avete promesso per bocca del vostro profeta: « Quelli che saranno stati istruiti nella legge di Dio, e l'avranno osservata brilleranno come fuochi del firmamento, e coloro i quali avranno insegnato a molti la via della giustizia risplenderanno come stelle per tutta l'eternità. » Esauditemi, o gran Dio, pei meriti infiniti di Gesù Cristo vostro divin Figliuolo. Così sia.

Preghiera di un pio militare.

Ogni stato ha le sue difficoltà, i suoi pericoli; ma quello in cui mi trovo io, ne ha più di ogni altro, o mio Dio. Con fiducia io vi chieggo pure, o Bontà infinita, un maggior numero di grazie. Non sono tanto le fatiche, le privazioni, i pericoli corporali che mi spaventano, quanto le occasioni in cui mi trovo di perdere la vostra amicizia, l'anima mia per tutta l'eternità. Mentre dunque io vi ringrazio, o Dio degli eserciti, di essere il mio protettore, il mio scudo contro i nemici della mia patria, con maggiore istanza vi supplico di proteggermi e di difendermi nella guerra continua ed accanita che debbo sostenere contro le mie passioni. Esse mi assalgono da tutte parti; non permettete che la mia debolezza soccomba nei combattimenti di mia salute. Siate voi la mia forza, siatemi qual rocca inespugnabile entro cui mi difenda da tutti i nemici dell’anima mia, il demonio, la carne, ed il mondo. Io vi prego specialmente d'inspirarmi un grande orrore per tutti i piaceri disonesti, di cui ohimè! pur troppo si macchia un gran numero de' miei commilitoni. Mettete una guardia vigilante alle mie orecchie, agli occhi miei, per chiuderli ad ogni cosa impura; il pentimento de' miei peccati, lo spirito di penitenza mi preservino dà tutti gli eccessi a cui strascina l’intemperanza, e pure serbate le mie mani da ogni ingiustizia. Datemi soprattutto il vostro soccorso, o mio Dio, per trionfare del rispetto umano, che cagiona fra noi la perdita eterna di tante anime. Io sono soldato di Gesù Cristo, prima di esserlo della patria; fate che ciò io non dimentichi mai, e mai non abbia la viltà di arrossire della gloriosa divisa del mio Redentore; io rinnovo oggi alla vostra presenza di essere suo seguace, suo campione. Affronterò e sosterrò da generoso gli scherni, e le persecuzioni dei cattivi, piuttostochè disonorare l'alto carattere di cristiano. Voi, o liberalissimo Iddio, avete promesso il vostro regno a quelli che soffrono persecuzioni per amore del vostro nome; piacciavi di conservar sempre in me fresca la memoria di questa promessa a fine di sostenere il mio coraggio. Bandite dal mio cuore ogni sentimento di odio e di vendetta, e fate che lungi dal riporre il mio onore sulla punta della spada, da voi affidatami per la difesa della patria e del mio principe, io faccia consistere la mia vera gloria nel rassomigliare al mio divin modello Gesù Cristo nella carità, nella pazienza, nella dolcezza, nella misericordia. Fatemi ben comprendere come sia sempre una viltà, un disonore lasciarsi vincere dalle proprie passioni, e come non siavi vittoria più gloriosa di quella che si riporta sopra di se medesimo.

Mantenete in me tutti questi buoni sentimenti, o mio Dio. Colla dolce testimonianza che mi renderà la coscienza, che io sia in grazia vostra, non paventerò nè anche in fronte alla morte, e se la volontà vostra sempre adorabile, disporrà della mia vita in giorno di battaglia, io morrò pieno di speranza di ottenere dalla vostra misericordia la corona immortale degli eletti, corona che io ambisco più di tutti gli allori della terra.

O Maria, mia buona madre, voi che siete l’aiuto dei cristiani, deh! proteggete me vostro figliuolo, vostro servo devoto. Ottenetemi specialmente di vivere e morire nell’amore del vostro divin Figliuolo. Così sia.

Preghiera di un pio artigiano.

Di quali consolazioni non si riempie il mio cuore, o adorabile mio Salvatore, quando io penso che voi medesimo per più anni vi siete degnato di santificare la professione, che io esercito, coll’opera delle vostre mani! Oh quanto sarei fortunato se io potessi lavorare col medesimo vostro spirito, cogli stessi sentimenti vostri! Io non temo, e non rifiuto la fatica, la desidero anzi onde avere di che sostentarmi col sudore della mia fronte. No, io non desidero, nè gli onori dei grandi del secolo, nè l’abbondanza dei ricchi, nè i piaceri dei mondani; io non vi domando che la grazia di vivere secondo il mio stato, e di sopportare le pene e le fatiche con pazienza e rassegnazione. Vi hanno, è vero, momenti tristi e giorni di dolore; ma le pene finiranno, e mentre vi rimarrà la ricompensa delle buone opere. Succedendomi sinistri avvenimenti, io m'inquieto talvolta, ahimè! fino a diffidare della vostra Provvidenza, e della bontà vostra. Ah! Signore, abbiate pietà della mia debolezza, e perdonate alla mia infedeltà. Conosco quanto io sia colpevole agli occhi vostri. Dovrei mille volte benedire questa Provvidenza divina, che mai non mi venne meno, quando io ho posto in lei la mia fiducia, e feci dal canto mio quel che poteva.

Continuate, mio Dio, a sostenere la mia fiacchezza, a benedire le mie fatiche. Io mi applicherò con assiduità al lavoro, ne sopporterò le pene con maggior pazienza, ve le offrirò in penitenza de' miei peccati, mi rassegnerò in fine a tutto quello, che vi degnerete disporre di me e de' miei. È la vostra grazia che m'inspira queste sante risoluzioni; la vostra grazia mi aiuterà ad osservarle.

O Madre del mio Dio, siate mia tenera madre, e quella di tutta la mia famiglia; assisteteci amorevolmente.

Grande s. Giuseppe, il quale avete consacrata la vostra vita al lavoro, siate il mio modello e protettore, e specialmente ottenetemi al fine de' giorni miei, una santa morte, e la felice eternità. Così sia.

Preghiera di un pio agricoltore.

Dio onnipotente, che avete in mano le sorti degli uomini, e nell'ordine della vostra Provvidenza a ciascuno fissate la propria condizione, voi mi avete posto in uno stato molto penoso. Io in questo mondo non ho bene alcuno, se non il lavoro delle mie mani. La terra che io coltivo è sovente per me una terra ingrata, la quale non produce che triboli e spine. Le disgrazie del tempo, i disordini delle stagioni, gli uragani, le grandini, le siccità, le innondazioni devastano assai frequentemente le campagne, e ci tolgono la speranza delle raccolte; e spesso dopo aver bagnato la terra co' miei sudori, sono costretto ancora a bagnarla delle mie lagrime.

Conosco, o mio Dio, che sono i nostri peccati, che ci attirano i vostri flagelli, e pure tale è il nostro acciecamento, che non cerchiamo di disarmare la mano che ci percuote. Invece di calmare il vostro sdegno colla nostra sommessione, colla nostra pazienza, col nostro pentimento, noi ci abbandoniamo ai lamenti, alle mormorazioni, e talvolta anche alle imprecazioni e alle bestemmie contro la vostra Providenza. Me disgraziato! io fui di questo numero. Nel tempo stesso che voi mi punivate delle mie offese, io vi offendeva nuovamente!

Dio di misericordia, abbiate pietà dei vostri figli. Per colpevoli che eglino siano, sono pur sempre opera delle vostre mani, e prezzo del vostro sangue. Mi sono abusato della vostra bontà, è vero, o mio Dio; ma ora me ne pento, per l'avvenire vi sarò più fedele, più obbediente, più rassegnato.

Io risolvo, o mio Dio, coll'aiuto della grazia vostra di correggere la mia condotta. Io adorerò in tutto la vostra Previdenza, bacierò la mano che mi flagella, e quando voi vi degnerete di spandere sopra le mie fatiche le celesti benedizioni, che ora imploro, io non mi dimenticherò di esservene riconoscente, e sciogliervi inni di ringraziamento, e sempre mi adoprerò per regolarmi in modo da meritarmi la vostra amicizia nel tempo e nell'eternità.

Preghiera di un padrone.

Gran Dio, Creatore e sovrano e padrone di tutti gli uomini, voi, che voleste che nella mia condizione io avessi gente a me soggetta, concedetemi, vi prego, che io disponga ogni cosa con fortezza e soavità. Fate che nel regolarmi co' miei servi abbia sempre in mente che io pure sono servo, ed ho in Cielo un Padrone supremo, che osserva i miei trattamenti, e un giorno me ne dimanderà conto strettissimo, e non permettete giammai che io commetta a loro riguardo cosa alcuna, che possa essere agli occhi vostri dispiacevole. Tenete da me lontana la turpe avarizia, che induce a defraudare, o diminuire altrui la dovuta mercede. Fate che io ami i miei servitori con sincero affetto, e provegga loro il necessario per l'anima e pel corpo, e mentre procuro che servano a me lealmente, non trascuri di renderli a voi servi fedelissimi. Io intanto per regolarmi da ora innanzi da buon padrone cristiano fo qui alla vostra presenza i seguenti proponimenti.

I. Io non comanderò mai alla mia servitù cose proibite dalla vostra santa legge.

II. Parlerò loro sempre con affabilità, e quando avessi ad usare con loro modi un poco severi non passerò i limiti dell'onesto, badando che voi padrone di tutti tratterete pur me in quella guisa, che io avrò trattato gli altri.

III. Vigilerò che essi non bestemmino, e non facciano cattivi discorsi.

IV. Io non farò mai lavorare di festa senza giusto motivo e senza licenza della santa Chiesa; ma santificherò cristianamente i giorni a Voi consacrati, e mi adoprerò che siano pure santificati da tutti quelli, che dipendono da' miei ordini.

O mio Dio, datemi la grazia di mantenere questi proponimenti, e concedetemi che comandando io ad altri sappia pure comandare a me stesso ed alle mie passioni, e così dopo essere stato padrone in questa terra non abbia la sventura di essere schiavo del demonio in questa e nell’altra vita.

Preghiera di un servitore.

Voi ci avete detto, o Salvatore amabilissimo, che eravate venuto al mondo non per essere servito, ma per servire gli altri. Queste parole rendono dolci le pene del mio stato, sebbene esse siano grandi, ed io me ne senta talora oppresso. Oh! se io le soffrissi per amor vostro, quanti meriti mi farei pel cielo! Elleno sarebbero per me un esercizio utilissimo di penitenza e di mortificazione; e venendo dalla vostra mano basterebbero per soddisfarvi de' miei peccati, e meritarmi in cielo un bel seggio fra i vostri eletti. A questa ricompensa celeste io terrò fissi i miei pensieri, o Dio mio, come a mezzo più potente onde far piovere su di me le vostre grazie, addolcire le mie pene, operare la mia salute. Ecco pertanto le risoluzioni che oggi fo alla vostra presenza.

I. Io riguarderò la vostra persona in quella de' miei padroni, e loro parlerò sempre con quel rispetto che si conviene.

II. Io vi offrirò ogni giorno le pene del mio stato in penitenza de' miei peccati.

III. Serberò una fedeltà a tutta prova, e avrò a cuore gli interessi del mio padrone più ancora che i miei propri, e non permetterò, per quanto sta in me, che loro sia fatto torto alcuno. Questo io farò per ispirito di giustizia e riconoscenza, e per piacere a voi.

IV. Io conserverò la pace con tutti quelli coi quali avrò da trattare e vivere; mi asterrò diligentemente dallo scoprire i difetti de' miei padroni, e lungi dallo sparlare di essi, ne prenderò le difese quando li sentirò calunniati, e qualora di loro si dicesse male con ragione cercherò di scusarli interpretando in bene le loro intenzioni, poichè voi mi comandate di amare il mio prossimo come me stesso per amor vostro.

V. Io mi consolerò delle pene di questa terra colla speranza della felicità eterna.

VI. Specialmente io sfuggirò con ogni sollecitudine l'oziosità, le cattive compagnie, ogni proposta disonesta coi miei compagni di servizio, ogni azione che potesse anche per poco offendere la virtù della modestia, e veglierò sopra tutti i miei sentimenti per non rendermi colpevole di mal esempio.

O Gesù mio, che m'inspirate queste sante risoluzioni fatemi la grazia di poterle adempiere esattamente. Ve ne prego pei meriti infiniti della vostra dolorosissima passione e morte, e per l'intercessione della vostra divina Madre Maria, alla quale ora e sempre mi raccomando e mi raccomanderò di cuore. Così sia.

Pei nostri benefattori vivi e defunti.

Concedete, o Signore, a quelli, che per amor vostro ci fecero del bene, il premio loro promesso. Date ai nostri benefattori viventi il centuplo in questa vita; concedete loro quella pace che il mondo dar non può, tenete da loro lontana ogni sventura, spandete le vostre benedizioni sulle loro persone, sulle loro campagne, sopra tutti i loro beni; ma specialmente donate loro la vostra amicizia, tesoro più prezioso che esser vi possa; fateli perseverare nel vostro amore sino alla morte, affinchè abbiano la bella sorte di giungere al possesso di quella gloria che pur prometteste a chi avesse fatto del bene a qualcheduno dei vostri anche minimi servi.

A quelli poi de' nostri benefattori, che già ci precedettero nell'altra vita, e ancor si trovano nel purgatorio, fate risplendere la luce dei vostri eletti. Sì, o benignissimo Redentore, versate una goccia del vostro preziosissimo sangue su quelle anime affinchè rese monde e candide siano tosto introdotte dai loro angeli negli eterni tabernacoli. Così sia.

Preghiera di un viaggiatore. (tradotta da quelle della Chiesa).

O Dio, che in mezzo al Mar Rosso faceste passare a piedi asciutti i figli d'Israele e che a voi conduceste i Magi colla scorta della stella, concedetemi, vi prego, un viaggio felice e giorni tranquilli, affinchè in compagnia del vostro santo Angelo, al luogo, dove sono incamminato, e infine al porto dell’eterna salute, io pervenga felicemente.

Signore, che fatto uscire d'Ur della Caldea il vostro servo Abramo, lo custodiste il’eso in tutto il suo pellegrinaggio, degnatevi altresì, vi prego, di custodir me vostro servo; siate, o Signore, lo scopo del mio viaggio, mia consolazione nel cammino, mia ombra nel calore del giorno, mia protezione nella pioggia e nel freddo, mio sollievo nella stanchezza, mio aiuto nelle avversità, mio sostegno nei pericoli di cadere, mio porto nel naufragio, affinchè sotto la vostra scorta io arrivi felicemente al luogo, cui tendo, e finalmente sano e salvo io ritorni ai miei ed alle cose mie. Tutto ciò io vi domando e spero per li meriti di Gesù Cristo nostro Signore il quale vive e regna con voi nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Preghiera per il Papa.

Onnipotente ed eterno Iddio, usate misericordia al vostro servo, nostro sommo Pontefice N., e secondo la vostra misericordia guidatelo sulla via dell'eterna salute, affinchè per la grazia vostra desideri con ardore e compia con fortezza quanto vi piace. O Signore, conservatelo, fortificatelo e rendetelo felice sulla terra, e non permettete mai che egli cada nelle mani dei suoi nemici. Fate che ei si adoperi a promuovere con apostolico zelo il bene delle anime, ad estendere il vostro regno nel cuore di tutti gli uomini; difenda con fortezza i diritti della vostra Chiesa, e da esperto nocchiero nel procelloso mare di questo mondo guidi al porto della salute la navicella di Pietro. Concedete che egli possa vedere giorni felici per la Chiesa, distrutti gli errori, cessati gli scandali, umiliati, convertiti i suoi nemici e a capo di numerosissimo gregge giungere al cielo, e ricevere da voi, supremo Pastore, l'eterno guiderdone. Per Gesù Cristo nostro Salvatore. Così sia.

Per il Re.

Vi prego, o Dio onnipotente, che il vostro servo N. nostro re, il quale per vostra misericordia assunse le redini dello stato, riceva pure ogni accrescimento di virtù; affinchè di queste convenientemente ornato e i vizi possa evitare, e a voi, che siete via, verità e vita, possa nel vostro favore pervenire. Sì, o gran Dio, concedetegli forza a compiere i propri doveri, fategli dono di quella sapienza che già concedeste al vostro servo Salomone. Dategli sanità e grazia, difendetelo da tutte le avversità, affinchè possa promuovere il bene de' suoi popoli, proteggere la vostra santissima religione e la giustizia, e dopo questa giungere a cingere una corona immortale nel vostro regno. Pel nostro Signore Gesù Cristo, il quale vive e regna con voi nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Per ottenere la pioggia.

O Dio, nel quale viviamo, ci moviamo ed esistiamo, dateci la pioggia conveniente, affinchè dai presenti sussidi sufficientemente aiutati, possiamo con maggior fiducia desiderare i beni eterni. Fecondate, o Signore, la terra colle benefiche acque come ai tempi d'Elia profeta, affinchè essa ci produca i frutti necessari; e in pari tempo mandate la rugiada celeste delle vostre grazie nei nostri cuori, affinchè noi pure facciam frutti degni di penitenza, ci procacciamo grandi meriti dinanzi a voi, e così ci rendiamo degni di entrare un giorno nella terra promessa, nella terra dei viventi. Pel nostro Signor Gesù Cristo vostro Figliuolo, il quale vive e regna con voi per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Per la serenità.

Esaudite, o Signore, chi vi prega, concedete a chi vi supplica la serenità del cielo, affinchè noi che pei nostri peccati giustamente siamo puniti, per la vostra misericordia esperimentiamo la vostra clemenza. O Dio onnipotente, che poneste fine al diluvio, e con un vento cocente in breve asciugaste la terra, deh! chiudete, vi prego, le cateratte del Cielo, fate comparire l'astro benefico, che co' raggi suoi ridoni vita alla terra, e la fecondi. Concedeteci ancora che noi in tal modo da voi beneficati, con trasporto di gioia vi amiamo e serviamo in questa vita, e abbiamo la bella sorte di mirar sereno il vostro volto nel gran dì del giudizio. Per Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.

Preghiera in tempo di pubblica calamità.

Divin Salvatore delle anime nostre, che sedete alla destra di Dio Padre per far le parti di nostro avvocato, a voi specialmente ci rivolgiamo nelle presenti calamità, e col cuore contrito ed umiliato, coi più alti clamori e coi più dolenti sospiri vi supplichiamo ad offerire a Dio, vostro Padre, la vostra croce, le vostre piaghe, il vostro sangue, la vostra morte per placare l'offesa sua Maestà ed ottenere a noi tutti perdono, riconciliazione, salute ed ogni bene. E voi non isdegnate, Dio misericordiosissimo, le preghiere del vostro popolo afflitto; ma soccorretelo per la gloria del vostro Nome, e pei meriti di Gesù vostro dilettissimo Figlio. Così sia.

Preghiera pel vescovo.

O Gesù principe dei pastori, pastore e vescovo delle anime nostre, date al vescovo della nostra diocesi tutte quelle virtù, che ha bisogno per sua e nostra santificazione. Fate che vigili sopra se stesso, sovra tutto il suo gregge, a cui dallo Spirito Santo venne proposto. Siate il suo modello, cui imiti, onde noi possiamo imitar lui. Riempitelo internamente del vostro Spirito, dategli fede, amore, sapienza e forza; formategli fedeli cooperatori nell'importante negozio della guida delle anime nostre; fatelo pastore secondo il cuor vostro, pronto a dar la vita per le sue pecorelle; in voi speri, nulla tema se non voi, affinchè quando verrete a giudicare i pastori e le loro greggie, noi siamo sua corona e suo gaudio, ed egli riceva l'eterna gloria. Così sia.

Per la conversione dei peccatori moribondi.

O clementissimo Gesù, amator delle anime, caldamente io vi prego per l'agonia del vostro Santissimo Cuore, e pei dolori della Madre vostra Immacolata, lavate nel vostro Sangue i peccatori di tutto il mondo, che si trovano ora in agonia, e che oggi dovranno morire. Così sia.

Cuore di Gesù fatto agonizzante, abbiate pietà dei moribondi.

Pia aspirazione quando si vede o si sente offender Dio.

Padre nostro, che siete ne' Cieli, il nome vostro sia sempre santificato.... sia benedetto le mille volte in tutti i luoghi.... sia egli lodato dagli angeli e dagli uomini tante volte quante sono le foglie degli alberi, le stelle del firmamento, gli atomi di polvere sulla terra, le gocce d’acqua nel mare....

Altra.

Conosciuto, lodato, benedetto, amato, servito e glorificato sempre e da per tutto sia il divinissimo Cuore di Gesù, e l'illibatissimo Cuore di Maria. Così sia.

Orazione per ottenere qualunque grazia e misericordia in ogni bisogno, flagello, e tribolazione.

Il sommo Pontefice Pio IX, con Rescritto dell'Eminentissimo Cardinale Vicario dei 5 agosto 1854, che si conserva nell’archivio della Ven. Congregazione dei Missionari del preziosissimo Sangue in Roma, concesse 100 giorni d'indulgenza, per ogni volta che col cuore almeno contrito si recita la seguente orazione tanto efficacemente insinuata dal Ven. Benedetto Giuseppe Labre.

DETTA ORAZIONE.

Iesus Christus Rex gloriae venit in pace.

Deus Homo factus est.

Verbum caro factum est.

Christus de Maria Virgine natus est.

Christus per medium inimicorum ibat in pace.

Christus crucifixus est.

Christus mortuus est.

Christus sepultus est.

Christus resurrexit.

Christus ascendit in Coelum.

Christus vincit.

Christus regnat.

Christus imperat.

Christus ab omni malo nos defendat Iesus nobiscum est.

Pater, Ave, e Gloria.

Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: segnateci col sangue dell'Agnello immacolato Cristo Gesù, come segnaste il vostro popolo d'Israele per liberarlo dalla morte; e voi, Madre di misericordia Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: salvateci dal naufragio del mondo, come salvaste Noè dal diluvio universale; e voi, arca di salute, Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: liberateci dai meritati flagelli, come liberaste Lot dall’incendio di Sodoma; e voi, avvocata nostra Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: consolateci nelli presenti bisogni e tribolazioni, come consolaste Giobbe, Anna, e Tobia nelle loro afflizioni; e voi, consolatrice degli afflitti, Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

Eterno Padre, per il sangue di Gesù, misericordia: voi non volete la morte del peccatore, ma che si converta e viva: dateci per la vostra misericordia spazio di penitenza, onde ravveduti e pentiti dei nostri peccati, cagione di ogni male, viviamo nella santa fede, speranza, carità e pace del nostro Signor Gesù Cristo; e voi rifugio dei peccatori, Maria, pregate e placate Iddio per noi, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

O sangue prezioso di Gesù nostro amore, gridate al vostro divin Padre: misericordia, perdono, grazia e pace, per noi, per..... e per tutti.

Gloria Patri etc.

O Maria, Madre e speranza nostra, pregate per noi, per..... e per tutti, e otteneteci la grazia che domandiamo.

Gloria Patri etc.

Eterno Padre, io vi offro il sangue di Gesù Cristo in isconto dei miei peccati, per i bisogni della santa Chiesa, e per la conversione dei peccatori.

Immacolata Maria, Madre di Dio, pregate Gesù per noi, per.....e per tutti. Gesù e Maria, misericordia.

S. Michele Arcangelo, s. Giuseppe, s. Pietro, e s. Paolo protettori di tutti i Fedeli della Chiesa di Dio, e voi tutti Angeli, santi e sante del Paradiso, pregate e intercedete grazia e misericordia per noi, per..... e per tutti. E così sia.

Preghiera di s. Francesco Saverio per la conversione dei peccatori.

Eterno Iddio, Creatore di tutte le cose, rammentatevi che le anime degli infedeli (degli eretici, e dei peccatori) sono pur l'opera delle vostre mani, e son fatte a vostra immagine e somiglianza. Ecco pertanto, o Signore, che in onta del nome vostro l'Inferno si riempie di queste anime! Rammentatevi che il Figlio vostro Gesù ha incontrato per esse la morte la più crudele. Nè permettete punto, ve ne scongiuriamo, che il Figlio vostro debba essere più a lungo l'oggetto del disprezzo di questi infedeli, e di questi ingrati. Piegatevi, o Signore, alle preghiere delle anime sante, e della Chiesa, Sposa santissima del Figlio vostro; ricordatevi della vostra misericordia; scordatevi della loro idolatria e della loro infedeltà, e fate che finalmente amino colui, che voi mandaste al mondo perchè fosse la nostra salute, la nostra via, la nostra risurrezione. Per Colui, che ci ha liberati dall'Inferno, Gesù Cristo Nostro Signore, a cui sia lode e gloria nei secoli. Così sia.

Per ottenere la vittoria sulle nostre passioni. Breve istruzione.

Tutta la vita dell'uomo è una guerra continua. Non dobbiamo cessare mai un istante dal fortemente combattere le nostre passioni. Se non ci adoperiamo a domarle, ci toglieranno immancabilmente il riposo della presente vita, e ci faranno perdere la felicità dell'altra. Si vede adunque di quanta importanza sia il conoscere le proprie cattive inclinazioni e combatterle. Sant'Ignazio nel libro ammirabile de' suoi Esercizi Spirituali espone l'ordine di questo combattimento, e dà insieme un mezzo efficace per liberarsi dalle abitudini anche le più inveterate. Vi lasciate voi trasportare alla collera per esempio, e volete emendarvene? (e così dicasi di ogni altro vizio, della superbia, della maldicenza, dell'impurità) ebbene fate così.

I. Promettete sinceramente a Dio fin dal mattino di schivare ad ogni vostro potere l'impazienza; considerate ciò, che vi potrebbe essere occasione di caduta, e dimandate di cuore a Dio la grazia di non soccombere.

II. Vegliate diligentemente sopra di voi medesimo, specialmente nei pericoli, e ricorrete a Dio colla preghiera, colle giaculatorie.

III. Quando vi succede la disgrazia di cadere, dimostrate tosto al Signore il vostro rincrescimento, datevene un castigo, e senza nulla scoraggiarvi rimediate al male con un atto di virtù contraria; come sarebbe, nel caso nostro, un momento dopo mostrarvi dolce ed affabile.

IV. Esaminatevi verso il mezzo giorno e alla sera, o almeno alla sera. Considerate quante volte siete ancora ricaduto, cercatene la cagione, dimandatene umilmente perdono a Dio, imponetevene una penitenza: formate nuove risoluzioni e proponimenti, e perseverate coraggiosamente in questa guerra necessaria, persuaso che Dio benedirà in fine gli sforzi che fate a fine di piacergli. Con questo esercizio continuato circa 20 anni, s. Francesco di Sales di naturale vivo e sanguigno, venne il più mite, il più dolce degli uomini.

Questo mezzo può servire non solamente per distrurre i vizi, ma ancora per acquistare le virtù, come la purità, la carità, l'umiltà, l'ubbidienza, la pazienza, il distacco dal mondo ecc.

Preghiera per implorare la vittoria sulle passioni.

Dio santo, padre delle misericordie, che non mi creaste fuorchè per servirvi nella libertà dei figli vostri, non vogliate permettere che io soggiaccia più lungamente alle leggi vergognose delle mie colpevoli passioni.

Aiutatemi, o Dio di bontà, a liberarmi dalla schiavitù in cui esse mi hanno ridotto; sostenetemi nelle battaglie e nei contrasti, affinchè io non soccomba.

Voi conoscete, o mio Dio, e la mia debolezza, e la forza dei nemici che mi assalgono. Testimonio delle mie miserie, voi lo vedete; ad ogni momento la collera mi trasporta, l’orgoglio mi gonfia, il risentimento mi inasprisce, l’impurità mi espone al pericolo, il temperamento irrequieto mi rende insoffribile, l'accidia mi fa negligentare i miei doveri, l'amor proprio s'introduce furtivamente in quel poco di bene che ho volontà di fare, e carpisce la parte migliore di quello che a voi si debbe. Qual contrasto, o mio Dio, qual servitù per un'anima, che malgrado tutto ciò vuole amarvi, e che vorrebbe essere perfettamente vostra!

Io disapprovo e detesto con tutto il cuore questi sregolamenti. Io ne provo un profondo dolore perchè essi vi offendono, e perchè ogni volta che mi vi sono lasciato trasportare, ho peccato contro di voi, Dio d'infinita bontà! Sì, tanto è, qualsiasi cosa mi abbia a costare d'ora innanzi, io non voglio più dar retta a suggerimenti così pericolosi. Io voglio evitare il peccato e resistere alle mie passioni, sorgente funesta di tutti i miei peccati. In nome vostro, o Dio onnipotente, io brandirò le armi per combattere questi nemici, che tanti altri col soccorso della grazia vostra hanno già gloriosamente vinti ed abbattuti. In nome vostro io pure ho ferma speranza di riportarne compiuta vittoria. Pei meriti di nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia.

Affetti di s. Francesco di Sales nelle afflizioni.

Oh! che senza di voi, Gesù mio, l'anima mia è tutta tristezza! Dunque con tutto il cuore vi prego a consolarla colla vostra presenza, a vivificarla e rallegrarla, o consolatore delle anime.

Deh! mirate le mie afflizioni, e porgendo orecchio alla mia preghiera, o Dio di ogni consolazione, siate la mia allegrezza, la mia pace, la mia speranza, ed il sommo mio bene.

Ferite sopra tutto, deh ferite, o mio fortissimo Gesù, questo povero mio cuore, colle saette del vostro santo amore.