Santo Rosario on line


Preghiere a San Giuseppe




Preghiera a San Giuseppe per ottenere buona morte.
O gloriosissimo patriarca s. Giuseppe, protettore amorosissimo de' moribondi e mio speciale avvocato, per la fedeltà, per l'amore con cui serviste in tutto il tempo di vostra vita come sposo a Maria, come padre a Gesù, per i dolori che soffriste con tanta rassegnazione, per le allegrezze che riceveste con tanta umiltà da quel Dio che ora niente sa negare alle vostro dimande, come sempre vi fu obbediente qui sulla terra, impetratemi, vi prego, una plenaria remissione di tutte le passate mancanze, e una volontà sempre pronta a meglio servirlo in avvenire, affinché, vivendo sempre come voi nella giustizia e nella santità, possa come voi meritare d'essere in morte assistito da Gesù e da Maria, che in questo mondo vi fecero provare anticipati i gaudii del Paradiso. Vegliate sopra di me in tutto il corso della mia vita, come vegliaste sopra Gesù, quando tenero bambino venne affidato alla vostra cura e come sempre vegliaste alla maggior gloria della sua Sposa la Chiesa, difendetemi da ogni assalto nemico, e non permettete mai che la morte mi colga in un punto in cui mi sia demeritata con una condotta meno cristiana la vostra efficacissima protezione. Così sia.

Altra orazione a S. Giuseppe.
O benignissimo mio protettore, glorioso s. Giuseppe, voi che foste eletto da Dio a sposo della più pura fra le vergini, e a difensore e custode del suo candore; voi che aveste l'inarrivabile onore di portare fra le vostre braccia e di sussidiare e proteggere come padre il Figlio stesso di Dio, il padre dell'universo; voi che così felicemente compiste la mortale vostra carriera spirando tra gli amplessi ed i conforti di Gesù e di Maria, ed elevato ai primi posti nel cielo siete acclamato il Patrono di tutta la Cattolica Chiesa, voi siate propizio alle mie preghiere. Dell ottenetemi dal vostro Gesù che l'ami anch'io come voi lo amaste, che egli sia l'unico oggetto de' miei pensieri, come lo fu dei vostri, che, fedele ai miei proponimenti passi nel suo santa servizio tutti i miei giorni, come voi nella diligente di lui custodia passaste tutti i vostri. Ottenetemi finalmente che arrivato all'ultima mia ora, assistito da Gesù, da Maria e da Voi, coi vostri santissimi nomi sulle labbra finisca la mia vita. Così sia.

Memorare a S. Giuseppe
Per cui Pio IX il 26 Giugno 1863 accordò l'indulgenza dì 300 giorni una volta al dì.

Ricordatevi, o gloriosissimo Sposo di Maria Vergine o mio dolcissimo protettor s. Giuseppe, che mai da nessuno si udì aver invocata la vostra protezione e chiesto il vostro aiuto senz'essere da voi consolato. Con questa fiducia io vengo al cospetto vostro, e a voi fervorosamente mi raccomando. Deh! non abbiate in dispregio le mie preghiere, o Padre putativo del Redentore, ma ricevetele pietosamente ed esauditele. Così sia.

ALTRA ORAZIONE A S. GIUSEPPE
Per cui il Sommo Pontefice Pio IX, 4 Febbraio 1877 concesse una volta al giorno a chi la recita con cuore contrito e divotamente 300 giorni d'Indulgenza.

Virqinum Custos et Pater Sancte Joseph, cujus fideli custodie ipsa Innocentia Christus Jesus et Virgo Virgi-Maria commissa fuit Te per hoc utrumue carissimum pignus Jesum et Mariam obsecro et obtestor, ut me ab omni immunditia, praeservatum, mente inpuro corde et casto corpore Jesu et Mance semper facias castissime famulari. Amen.

O glorioso S. Giuseppe, Padre e Protettore dei Vergini, Custode fedele a cui Iddio affidò Gesù l'Innocenza stessa e Maria, Vergine delle Vergini: vi supplico e vi scongiuro per Gesù e Maria, per questo doppio deposito a Voi così caro; fate sì, che preservato da ogni sozzura, puro di cuore e casto, io serva costantemente a Gesù ed a Maria con una perfetta castità. Così sia.



Per dedicare se stesso e la proria famiglia al Gran Patriarca s. Giuseppe


INVITO A QUESTA DEDICA.
Questa pia pratica consiste nel porre sotto la special tutela del Santo sè stesso e la propria famiglia, con quanto ad essa appartiene di beni e di sostanze, promettendo a lui come caparra di divozione, una vita veramente cristiana, e ripromettendosi da Lui come premio una protezione singolare in tutte le cose. Si fa nel modo che viene indicato qui appresso con quella maggior solennità che si conviene ad una festa tutta religiosa e domestica: e sebbene essa appartenga a tutti i fedeli, appartiene nondimeno più particolarmente ai Capi di casa, ai quali è motivo di speciale fiducia nel Santo il sapere che anche Egli fu nella medesima carriera, che fu anch'Egli Capo di casa, che tenne le veci di Padre al Figliuolo di Dio, che ebbe sollecitudini affannose, che sostenne travagli, fatiche e tribolazioni per la sua famigliuola, non che il sapere che se la sua carità è generosa con tutti i fedeli, essendo Patrono di tutta la Chiesa, generosissima si mostra con le famiglie che con un culto particolare pongono sè medesime sotto l'ombra del suo manto. Oh quante benedizioni pioveranno sui figliuoli, che sono le speranze più trepide delle famiglie cristiane, non che sulle loro sostanze e sui loro affari! Quanti aiuti in tutte le vicende della vita potranno i Capi di casa ripromettersi da s. Giuseppe! I vantaggi che da questa dedica derivano sono certamente inestimabili. Nei paesi dov'è in uso, si tiene come una salvaguardia contro tutti i pericoli di anima e di corpo, come una calamita che attira le benedizioni del cielo. Valgano per ogni stimolo a praticarle, le parole memorabili che s. Teresa scrisse sulla devozione a questo Santo: Non mi ricordo d'averlo finora supplicato di cosa alcuna ch'Egli non m'abbia consolata. I favori e le grazie grandi che, mediante l'intercessione di questo Santo, ho ricevuto da Dio, ed pericoli da' quali egli mi ha liberata sì nell'anima che nei corpo, sono cose meravigliose... Vorrei persuadere ad ognuno la divozione verso questo glorioso Patriarca per la grande esperienza che ho dei beni grandi ch'egli ci attiene da Dio, dimando solo per amor di Dio, che chi non mi crede, ne faccia la prova, e vedrà coll'esperienza, che gran bene egli sia l'esser divoto di questo Patriarca.

PRATICA Di QUESTA DEDICA.
1. premette da tutta la famiglia la Novena in preparazione al giorno in cui si vuoi fare la dedica.

2. La vigilia del giorno a ciò destinato si dispensano tre elemosine a tre famiglie povere, in memoria delle tre persone componenti la Sacra Famiglia.

3. Nel giorno della Dedica, tutte, se è possibile, le persone della famiglia si accostano ai SS. Sacramenti.

4. In un' ora da scegliersi ad arbitrio dal capo di casa, colloca, alla presenza di tutta la famiglia, il quadro o immagine del Santo in un luogo visibile. Poscia prostrati dinanzi ad essa, si recitano le preghiere, in onor dei Dolori e delle Allegrezze del Santo, terminate le quali, il capo di casa, gli raccomanda tutta la famiglia coll'orazione di dedica posta in fine di questa istruzione.

5. Il giorno 19 di ogni mese si distingue con qualche ossequio al Santo, e si tiene accesa la lampada dinanzi la sua Immagine in pegno e memoria della divozione che gli si professa. Se la povertà non permettesse la tenue spesa del lume, si supplisce col recitare davanti all'immagine 3 Padre, Ave e Gloria.

6. Nelle tribolazioni, nelle malattie, nei bisogni di qualunque specie, si ricorre al Santo con quella confidenza che merita un Protettore così amoroso e così potente, e gli si domanda con fervide preghiere provvedimento e conforto.

7. Durante l'anno si fanno ad onor suo tre Comunioni:

La 1° nel giorno della sua festa, 19 Marzo;

La 2° nel giorno del patrocinio, 3a Dom. dopo Pasqua;

La 3° nel giorno del suo Sposalizio, 23 Gennaio.

In una poi di queste tre feste si rinnova la Dedica nella maniera medesima con cui fu fatta la prima volta.

VANTAGGI DI QUESTA DEDICA.
Chi sano brama vivere,
E lieto i giorni chiudere,
Ricorra con fiducia
Di san Giuseppe ai meriti.
Che Sposo alla Vergine,
Ed ajo al divin Figlio,
Grazia non v'ha che neghisi
A chiunque a lui si dedica


Orazione per la dedica a s. Giuseppe.
O glorioso Patriarca s. Giuseppe, che da Dio foste costituito capo e custode della più santa tra le famiglie, degnatevi di esser dal cielo Capo e Custode anche di questa che vi sta prostrata dinanzi, e domanda di esser ricevuta sotto il manto del vostro patrocinio. Noi fin da questo momento, vi eleggiamo a Padre, a Protettore, a Consigliere, a Guida, a Padrone, e poniamo sotto la vostra speciale custodia le nostre anime, i nostri corpi, le nostre sostanze, quanto siamo e quanto abbiamo, la nostra vita, la nostra morte. Voi riguardateci come vostri figli, e come cose vostre. Difendeteci da tutti i pericoli, da tutte le insidie e da tutti gl'inganni dei nostri nemici visibili ed invisibili. Assisteteci in tutti i tempi, in tutte lo necessità. Consolateci in tutte le amarezze della vita, ma specialmente sulle agonie della morto. Dite una parola per noi a quell'amabile Redentore, che bambino portaste nelle vostre braccia, e a quella Vergine gloriosa di cui foste dilettissimo Sposo; deh! impetrate da essa quelle benedizioni che vedete esser giovevoli al nostro vero bene, alla nostra eterna salvezza. Ponete insomma questa famiglia nel numero di quelle che vi sono più care, ed essa procurerà con una vita veramente cristiana di non rendersi mai indegna del vostro efficacissimo patrocinio. Così sia.

GIACULATORIA
per cui Pio IX, 3 Giugno 1874, concesse una volta ai giorno 100 giorni d'indulgenza.

S. Guseppe amico del Sacro Cuore, pregate per noi,

CULTO PERPETUO DI S. GIUSEPPE PRATICA DEL CULTO PERPUTUO.
Chiunque voglia partecipare ai vantaggi di tal Culto Perpetuo approvato da S. S. Pio IX il 20 Gennaio 1859, non ha bisogno di alcuna autorizzazione per fondano, nè di alcuna iscrizione particolare per appartenervi. Basta che 30, o 31 persone del medesimo sentimento si prefiggano di non mancare, nel giorno che ciascuno avrà scelto alle seguenti pratiche, cioè:

1. Accostarsi ai ss. Sacramenti, e non potendo, supplirvi con un atto di contrizione e colla Comunione spirituale.

2. Assistere con speciale divozione alla santa Messa in memoria della Presentazione di Gesù al tempio.

3. Fare almeno un quarto d'ora di meditazione sulle di lui tribolazioni.

4. Tenersi raccolto nello spirito, e passar il giorno in memoria di s. Giuseppe.

5. Fare qualche atto di mortificazione, o qualche opera cli misericordia o spirituale o corporale.

6. Recitare 7 Pater, Ave, Gloria in memoria de' suoi Dolori e delle sue Allegrezze.

7. Chiudere la giornata colla visita al ss. Sacramento, O coll'offerta del cuore a s. Giuseppe.

Chi consola s. Giuseppe in vita sarà dallo stesso Patriarca soccorso in morte.

INDULGENZE DEL CULTO PERPETUO.
Pio IX il 20 Gennaio 1856, approvando il Culto Perpetuo lo arricchi delle seguenti indulgenze: 1) indulg. Plen. nel giorno della iscrizione, in quello che si è scelto da santificarsi, e in articulo mortis 2. Indulg. Plen. il 49 Marzo, festa di s. Giuseppe, la III Domenica dopo Pasqua in cui festeggiasi il suo Patrocinio, il 23 Genn. festa del suo Sposalizio, e in tutte le feste di precetto di Maria vergine; 3. Indugenza di 7 anni e 7 quarantene in ogni giorno in cui si adempirà qualche- duna delle cose sopra descritte.

INDULGENZE PEL MESE DI MARZO DEDICATO A S. GIUSEPPE.
Il Sommo Pontefice Pio IX con Rescritto della Segreteria dei Brevi, il Giugno 1855 concesse a tutti i fedeli che dedicheranno l'intero mese di Marzo in onore del glorioso Patriarca San Giuseppe: 300 giorni d'lndulg. in ciascun giorno del mese e la Plen. in un giorno ad arbitrio, in cui veramente pentiti, confess. e comunic. pregheranno secondo la mente di S. Santità. Le dette Indulg. sono concesse dallo stesso Pontef. anche a coloro, che legittimamente impediti nel mese di Marzo, dedicheranno un altro mese qualunque in onore dello stesso S. Patriarca. Con altro Decreto, 27 Aprile 1865, le surriferite Indulg. vennero estese a qualunque pratica dì devozione venga fatta in tutti i giorni del mese a somiglianza della pia pratica del mese Mariano. Inoltre lo stesso Pontefice, 4 Febbr. 1877, dichiarò che le medesime Indulg. possono lucrarsi dai fedeli che compiono questo divoto esercizio in modo da terminare il mese colla festa di S. Giuseppe (19 Marzo).