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Don Bosco - il giovane provveduto





SABATO

Il Paradiso.

1. Quanto fa spavento il pensiero e la considerazione dell'inferno, altrettanto consola quello del Paradiso, preparato da Dio a tutti coloro che l'amano e lo servono nella vita presente. Per fartene un'idea considera una notte serena. Quanto è mai bello a vedersi il cielo con quella moltitudine e varietà di stelle! Quali son piccole, quali più grandi: mentre le une nascono sull'orizzonte, le altre già tramontano; ma tutte con ordine e secondo la volontà del lor Creatore. Aggiungi a ciò la vista di un bel giorno, ma in modo che lo splendore del sole non impedisca di veder bene le stelle e la luna. Supponi altresì di avere quanto di bello si può ritrovar nel mare, nella terra; nei paesi, nelle città, nei palazzi dei re e dei monarchi di tutto il mondo. Aggiungi ancora ogni più squisita bevanda, ogni cibo più saporito; la più dolce musica, l'armonia più soave. Or bene tutto questo insieme è un nulla a paragone dell'eccellenza, dei beni, dei godimenti del paradiso. Oh come è desiderabile e amabile quel luogo, ove si godono tutti i beni! Il beato non potrà a meno di esclamare: Io sono saziato dalla gloria del Signore: Satiàbor cum apparùerit gloria tua.

2. Considera poi la gioia che proverà l'anima tua nell'entrare in Paradiso; l'incontro e l'accoglienza dei parenti e degli amici; la nobiltà, la bellezza dei Cherubini, dei Serafini, di tutti gli Angeli e di tutti i Santi, che a milioni e milioni lodano il Creatore; il coro degli Apostoli, l'immenso numero dei Martiri, dei Confessori, delle Vergini. V'è pure una gran moltitudine di giovani, i quali, perché conservarono la virtù della purità, cantano a Dio un inno che niun altro può imparare. Oh quanto godono in quel regno i beati! Sono sempre in allegrezza, senza infermità, senza dispiaceri e senza affanni che turbino la loro pace, il loro contento.

3. Osserva inoltre, o figliuolo, che tutti i beni ora considerati sono un nulla, a confronto della grande consolazione che si prova nel vedere Iddio. Egli consola i beati col suo amorevole sguardo, e sparge nel loro cuore un mare di delizie. Nello stesso modo che il sole illumina e abbellisce tutto il mondo, così Iddio colla sua presenza illumina tutto il Paradiso e ne riempie i fortunati abitatori di piaceri inesprimibili. In Lui. vedrai come in uno specchio tutte le cose, godrai tutti i piaceri della mente e del cuore. S. Pietro sul monte Tabor, per aver mirato una sola volta il viso di Gesù raggiante di luce, fu ripieno di tanta dolcezza, che fuori di sé esclamò: «O Signore, buona cosa è per noi lo star qui: Domine, bonum est nos hic esse». E vi sarebbe rimasto per sempre. Quale gioia sarà dunque il contemplare non per un istante, ma per sempre, per sempre godere questo viso divino che innamora gli Angeli e i Santi, che abbellisce tutto il Paradiso! E la bellezza ed amorevolezza di Maria; di quanto gaudio deve pur riempire il cuore del beato! Oh sì! quanto sono amabili i tuoi tabernacoli, o Signore! Quam dilécta tabernàcula tua, Domine virtutum! Perciò tutte le schiere degli Angioli e dei Beati cantano la sua gloria dicendo: Santo, Santo, Santo è il Dio degli eserciti; a Lui sia onore e gloria per tutti i secoli.

Coraggio dunque, figliuolo: ti toccherà patire qualche cosa in questo mondo, ma non importa: il premio che avrai in Paradiso compenserà infinitamente tutti i tuoi patimenti. Che consolazione sarà la tua, quando ti troverai in Cielo in compagnia dei parenti, degli amici, dei Santi, dei Beati, e dirai: Sono salvo e sarò sempre col Signore: Semper cum Domino érimus. Allora sì che benedirai il momento in cui lasciasti il peccato; il momento in cui facesti quella buona confessione e cominciasti a frequentare i Sacramenti, il giorno in cui lasciasti i cattivi compagni e ti desti alla virtù; e pieno di gratitudine ti volgerai al tuo Dio, e a Lui canterai lode e gloria. per tutti i secoli. Così sia.