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Devozioni di don Bosco della settimana - Il giovane provveduto





Preghiere pel sabato. Alla SS. Vergine.

Istruzione sul culto di Maria Vergine e dei Santi.

Presso tutte le nazioni si ebbe sempre gran cura di tramandare ai posteri con pubblici monumenti la memoria di coloro, i quali si segnalarono con opere grandi, come di persone meritevoli di lode perenne, perciocchè i posteri hanno bisogno di conoscere quanto i loro predecessori operarono di grande e di nobile per imitarli.

Non è pertanto da lodarsi la Chiesa cattolica, se per motivi religiosi fa altrettanto? se pregia e venera coloro, che si segnalarono per le opere di cristiana virtù e di vera santità? quando innalza all'onor degli altari quelli che furono da Dio onorati di grazie speciali, per cui operarono cose magnifiche e gloriose? quando chiama beati, e come tali venera coloro, i quali colla grande loro fedeltà verso Dio si acquistarono in modo particolare la sua benevolenza, divennero suoi intimi amici, cui egli ha coronato di gloria e di onore? Non merita anzi ogni encomio la Chiesa, quando ai giovani presenta gli esempi dei vecchi, quando loro mostra le pedate, cui essi pure devono seguire? quando a questo fine ci raduna in certi giorni per celebrare la memoria dei nostri antenati, e così stimolarci a praticare le loro virtù, animarci ed infiammarci ad imitarli, per farci insomma conoscere come dobbiamo mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo?

Qual potente sprone alla virtù il pensiero: Ciò che tu devi fare lo hanno già fatto migliaia prima di te: le pene, che tu devi incontrare onde praticare la pietà e la virtù, le hanno già migliaia d'uomini incontrate e superate. Tu professi la medesima religione, tu sei membro della medesima Chiesa, non potresti tu pure fare quello ch'essi hanno fatto? Tanti erano della stessa tua età, deboli al par di te, esposti forse a maggiori pericoli, a più violente tentazioni, e tuttavia trovarono tempo e modo di mantenersi fedeli seguaci di Gesù Cristo, perchè dunque non potresti anche tu fare lo stesso?

Se la virtù e la santità sono in se medesime degne di lode, nessun uomo di senno può mostrarsi indifferente verso coloro, che posseggono e praticano la santità e la virtù. Egli deve stimarli, onorarli, venerarli. Una venerazione tuttavia, la quale consista in una sterile ammirazione nulla gioverebbe alla religione, la quale ha mire più alte. La Chiesa vuole che ammiriamo la virtù dei santi, perchè ancor noi ci facciamo santi; vuole di più che noi ci fermiamo a coloro che ammiriamo, ma venerando i santi saliamo alla fonte d'ogni santità, a Dio. Così la Chiesa c'insegna; mentre noi veneriamo i santi per la loro virtù, e i sentimenti della nostra venerazione esterniamo con opere, e parole, noi riconosciamo in essi la potenza della grazia, noi lodiamo il padre dei lumi, il Datore d'ogni dono perfetto, il quale illumina i servi suoi, e li santifica, il quale solo è Santo per se stesso e infinitamente. Pertanto nella venerazione dei santi ogni cosa deve riferirsi a Dio, ogni cosa deve unirsi alla lode e adorazione divina. Iddio deve sempre essere l'oggetto principale, e lo scopo che ci prefiggiamo affinchè il culto dei santi sia un culto religioso a Dio gradito, ed affinchè noi adempiamo a quanto sta scritto: « Lodate il Signore ne' suoi santi » (Salmo 150).

Ma non solamente i santi noi li veneriamo, ma li invochiamo ancora, vale a dire ci raccomandiamo alle loro preghiere, imploriamo la loro intercessione presso Dio; imperocchè secondo la dottrina del Cristianesimo « la preghiera del giusto vale assai » (S. Giac. v. 16). Quantunque strettamente parlando un solo siavi mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù, egli solo sia che coi meriti suoi, colle sue soddisfazioni ci riconciliò con Dio, ed egli solo possa concederci le grazie di cui abbisogniamo, ciò nondimeno la sacra Scrittura attribuisce un grande valore alla intercessione dei Santi, non perchè essi possano per propria virtù aiutarci, o l'esaudimento delle nostre preghiere possa provenire da altri, che da Dio; ma bensì perchè la preghiera dei giusti è accetta a Dio, ed egli spesso per le loro preghiere concede grazie, che altrimenti non avrebbe concesse. Noi crediamo alla Comunione dei santi. Su questa credenza è appoggiata la nostra fiducia nella reciproca preghiera dei membri di questo corpo visibile, che noi cristiani formiamo, del quale corpo è capo Gesù Cristo. La religione ci conduce in ispirito nella società delle anime gloriose, cui la morte ha bensì separate dalla nostra dimora, la terra, ma non dalla Chiesa, il cui regno è eterno. Ella c'invita ad unire le nostre alle preghiere di queste anime, e degli innumerevoli cori dei celesti spiriti, i quali si occupano e si consolano del nostro bene (S. Luca XV, 7, 10). Essi presentano al Signore le preghiere dei giusti (Giob. VII, 10 ), ed alle loro laudi uniscono l'intercessione a nostro vantaggio insieme colle schiere degli eletti, che tra le loro consolazioni pongono pur questa di cooperare alla nostra salute (2° dei Macc. XV, 14. Apoc. v. 8). La fede e la speranza cessano bensì dopo morte, ma la carità continua, e viene dalla morte perfezionata (I ai Cor. XVIII, 8). Qual consolante pensiero che il vincolo dell'unione tra i giusti non venga rotto dalla morte, ma duri nell'eternità, dove nè tempo, nè vicenda alcuna potrà più scioglierlo! Qual consolante pensiero che ai piè del trono di Dio abbiamo anime, la cui benevolenza è tanto grande quanto invariabile, le quali pigliano parte ai nostri bisogni, alle nostre preghiere, e procurano di ottenere anche a noi, eredi come essi del paradiso, la medesima felicità, che essi già godono!

Dal sin qui detto si deduce che sarebbe indizio di una grande ignoranza il pensare, che il culto dei santi sia affine al culto di Dio, ossia che venerare i santi voglia dire adorarli. Imperocchè noi veneriamo in un modo i santi, veneriamo in un altro Iddio. Noi veneriamo Iddio come Signore assoluto ed Autore di ogni cosa creata, veneriamo i santi come suoi servi, come suoi intimi amici. Adorarli, cioè tributar loro il culto dovuto a Dio solo, sarebbe idolatria, sarebbe empietà: ma venerarli quali amici di Dio, ed invocarli di patrocinio, persuasi ad un tempo che ogni aiuto viene da Dio, dal quale essi pure lo implorano, deve ad ogni uomo pratico di cristianesimo, ad ogni uomo assennato, sembrare giusto e lodevole. Non avvi per verità alcun obbligo d'invocare in casi particolari i santi; possiamo rivolgerci immediatamente a Dio; ma sta sempre ferma la massima della Chiesa, che i santi, i quali regnano con Cristo, sono da venerarsi ed invocarsi, che essi pregano per noi; che la loro venerazione è cosa buona ed utile, e che per loro mezzo otteniamo più presto ciò che desideriamo.

Tutto questo in generale sul culto dei santi. Che debba poi invocarsi in modo speciale la Santissima Vergine, e più degli altri santi è cosa per sè chiara. Essa è la più sublime di tutte le creature, essa è la Regina degli Angeli e dei Santi; essa è la figlia prediletta dell'eterno Padre, la madre del Figliuol di Dio, la sposa dello Spirito Santo e come tale essa risplende di una eccellenza infinita. Essa è l'unica che non sia stata macchiata dalla colpa originale, essa è l'unica che sia piena di grazia, essa è la benedetta fra tutte le donne. Gli altri santi sono servi ed amici del Signore, Maria n'è realmente la madre. Come adunque non onoreremo in modo singolare questa gran Vergine che venne elevata ad una dignità così alta da star infinitamente sopra agli stessi cherubini e serafini? Gesù Cristo mostrò sempre un grande affetto a sua madre e noi suoi discepoli e fratelli non le renderemo tutta la venerazione di cui siamo capaci, non la ameremo di tutto cuore? Se la preghiera dei giusti è assai potente presso al Signore, quanto più potente non sarà la preghiera della sua madre? Certo è che sulla terra Gesù sempre si mostrò pienamente soggetto e sottomesso alla sua madre e volle a intercessione di lei operare il primo miracolo, e solo per mezzo di lei volle santificare il suo precursore prima che nascesse. Adunque non vi può essere dubbio, che ora in cielo ove la ha collocata alla sua destra, egli sia pronto ad esaudire tutte le sue preghiere, ad accettare qualunque supplica che essa gli presenta, nell'appagare ogni suo desiderio. Che anzi possiamo tenere come verità incontrastabile che Gesù Cristo abbia conferito alla sua madre in cielo siccome parte del premio da essa meritato questo privilegio che nessuna grazia abbia da discendere dal cielo sulla terra senza che passi per le mani di lei. E ricordiamoci sempre che Gesù Cristo mentre pendeva dalla croce, nella persona del suo prediletto apostolo s. Giovanni ci affidò tutti a lei siccome figli a madre tenerissima, che ci avrebbe sempre mai amati e protetti. Con ciò egli implicitamente ci promette che qualunque grazia dimanderemo a Maria, infallibilmente la impetreremo.

Tenere saluto alla SS. Vergine.

Io vi saluto, o madre, modello della più esimia purità, e di ogni virtù celeste! aiutatemi ad imitarvi, e non abbandonatemi nè in vita nè in morte. Così sia. (di s. Geltrude).

Tre consacrazioni a Maria.

O Santissima Vergine, io vi venero con tutto il cuore al di sopra di tutti gli Angeli e Santi del cielo, come figlia dell'Eterno Padre, e vi consacro l'anima mia con tutte le sue potenze. Ave Maria ecc.

O Santissima Vergine, io vi venero con tutto il cuore al di sopra di tutti gli Angeli e dei Santi del cielo, come Madre dell'Unigenito Figlio di Dio, e vi consacro il mio corpo con tutti i suoi sentimenti. Ave Maria.

O Santissima Vergine, io vi venero con tutto il cuore al di sopra di tutti gli Angeli e dei Santi del cielo, come diletta Sposa dello Spirito Santo, e vi consacro il cuor mio con tutti i suoi affetti, e vi prego ad impetrarmi dalla SS. Trinità tutti i mezzi necessari alla mia salute. Ave Maria.

Preghiera per ottenere l'intercessione di Maria.

O benedetta Vergine, che trovaste grazia presso Dio, e generaste la vita, voi che siete Madre di salute, fate che per voi abbiamo accesso al vostro Figlio, siccome ci fu dato per mezzo vostro, così per mezzo vostro benignamente ci accolga. Noi siamo creature peccatrici e colpevoli; la vostra incomparabile purezza ci riconcilii con lui. Noi siamo vani superbi: la vostra umiltà, per cui tanto piaceste al Signore, ci ottenga perdono. Molti peccati abbiamo commessi; la vostra immensa carità ce li copra. La vostra gloriosa fecondità ci ottenga, che diventiamo fecondi di buone opere. Oh! nostra regina, nostra patrona, nostra avvocata, raccomandateci al vostro Figlio, e rendetelo verso di noi propizio! Oh! la più benedetta fra le creature, per la predilezione, che vi siete meritata, per l'autore della misericordia da voi generato, otteneteci che da questo medesimo Figliuolo Gesù Cristo, nostro Signore, Dio eterno, benedetto sovra tutte le cose, il quale si è degnato di vestire col mezzo vostro la nostra debolezza e miseria, otteneteci, vi preghiamo, che per la vostra intercessione siamo ancora fatti partecipi della sua beatitudine e gloria. Così sia.
(di s. Bernardo).

Altra di s. Agostino.

O beatissima Vergine Maria! Chi potrà mai lodarvi e ringraziarvi condegnamente per quel vostro singolare consenso, con cui soccorreste al mondo perduto? Quali encomi potrà la fiacca umana natura tributare a voi, per cui mezzo ricuperò vita e salute? Non pertanto gradite queste nostre azioni di grazia, benchè sì deboli, benchè sì sproporzionate al vostro gran merito, e dopo aver accolti i nostri ossequii, intercedete con le vostre orazioni per le nostre colpe. Offerite alla divina clemenza le nostre suppliche, e riportateci il rimedio della riconciliazione. Per voi sia accetto a Dio, quanto per vostra mediazione a Dio domandiamo: e per i meriti vostri ei ci conceda quanto imploriamo con ferma fede. Accogliete le nostre offerte, esaudite le nostre suppliche, confortate i timori nostri, giacchè voi siete l'unica speranza dei peccatori. Per vostra intercessione speriamo il perdono de' peccati, ed in voi, o beatissima, è riposta la fiducia della nostra eterna salute. O santa Maria! sovvenite i miseri, aiutate i pusillanimi, consolate gli afflitti, pregate pel popolo, interponetevi pel clero, intercedete pel divoto sesso femminile. Godano il vostro efficacissimo patrocinio coloro, che spesso ricorrono a voi. Volonterosa e pronta prestatevi ai desiderii di chi vi prega, ed impetrate ai medesimi di essere esauditi. Sia vostra assidua premura pregare pel popolo di Dio, giacchè voi meritaste, o benedetta, portare nel vostro seno il Redentore del mondo, che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Così sia.