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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





5 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA FEDE

I. Considera come l'Arcangelo Michele, che fu creato viatore al pari degli altri Angeli, dovete conseguire la gloria per via di Fede: ed Egli si distinse nella fermezza della Fede. Dio aveva rivelato agli Angeli i misteri della Trinità, della Grazia, della Predestinazione, della Incarnazione, e di tutto ciò che riguardava la sua gloria, e aveva voluto che essi piegassero il loro intelletto in ossequio alla fede e riportassero così il premio della visione beatifica come mercede e corona di giustizia.

Lucifero, invece di umiliare il suo intelletto a tal rivelazione, s'inorgoglì e disdegnò ogni atto di fede, stimando di poter egualmente conseguire da solo la beatitudine: ovvero, come insegna S. Tommaso, desiderò come ultimo fine quella somiglianza di Dio, ch'è frutto della grazia, pretendendo di conseguirla con le sue forze naturali, non già mediante il soccorso di Dio, com'era stato disposto. Non così l'Arcangelo Michele. Egli conobbe che solo in Dio consiste la vera beatitudine di ogni essere, e che l'eterna gloria non può essere raggiunta con le forze naturali, ma con l'aiuto della grazia. Ciò si può argomentare dal suo stesso nome che significa Quis ut Deus? Chi è come Dio ? Alla vista dei misteri rivelati S. Michele si umiliò, dicendo: Tu solo, o mio Dio, sei per natura santo, beato, e felice per tutti i secoli.

Nessuno di noi senza di Te può essere santo, beato, e felice, tuoi doni sono queste perfezioni, di cui mi arricchisti, tuo dono sarà quella gloria, che mi hai preparato! Oh fede veramente grande!

II. Considera quanto fu eroica la fede in S. Michele Arcangelo sopratutto nel duro combattimento, che sostenne col ribelle Lucifero. Il quale, appena ebbe concepito il superbo disegno di non aver bisogno di Dio, vedendosi il più bello tra gli Angeli, lo comunicò a tutte le schiere angeliche, gran parte delle quali gli aderirono. Fu allora che S. Michele, munito dello scudo della fede, uscì in mezzo al campo di battaglia a sostenere l'onore di Dio. Nessuno l'aveva animato a questo: eppure Michele ritenne suo dovere credere ai misteri rivelati da Dio e farli credere da tutti, e quantunque vedesse Lucifero come capo dei ribelli, che era assai più nobile e più forte di lui, senza vacillare nella fede, gli mosse guerra, dicendogli: Quis ut Deus ? Chi è come Dio ? Ti ribelli a Lui che è il datore di tutti i beni ? Dio è onnipresente, a Lui appartengono tutte le cose, e tu 'vuoi assalir la sua potenza? Dio è eterno, gli esseri sono stati creati da Lui e tu insolentemente a Lui ti preferisci? Dio solo è perfettissimo e tu ti diletti della sua perfezione? Dio solo è beatissimo e sufficientissimo in tutto a se stesso, e tu stimi di bastar a te stesso? Si rivolse poi agli Angeli, li illuminò, confermò i buoni, incoraggiò i deboli, confortò i vacillanti e mediante la sua fede vinse i ribelli.

III. Considera ora, o cristiano, qual'è la tua fede. E' vero che credi quanto Dio ha rivelato e la Chiesa ti propone a credere, ma hai poi operato secondo i dettami della fede ? La tua fede è sterile, è morta. Certamente direbbe S. Agostino di te Aliud agis, et aliud pro fiteris. - Una cosa credi e un'altra fai. Professi di credere in Dio, primo principio ed ultimo fine, ma le tue azioni non sono tutte dirette a Dio. Credi in Gesù Cristo, ma poi operi da dar gusto al demonio. Col nome e con le parole ti vanti di esser cattolico, ma coi peccati, che non lasci di commettere, dimostri di non credere a ciò che professi. Hai rinunziato al demonio, alle sue opere, alle sue pompe nel S. Battesimo, ma a fior di labbra, non co' fatti! In che stato deplorevole sei ridotto! Vuoi guardare insieme il Cielo e la terra! essere un po' cristiano, ed un po' pagano! Credere a Dio in Chiesa e offenderLo nella strada, in casa! ascoltare la Messa e mormorare, far preghiere

e sfogare le passioni! La tua fede, priva di opere, è fede morta. Non piace a Dio, è inutile. Non così fece l'Arcangelo S. Michele: agì secondo la fede, ed agì valorosamente. Gettati ai piedi del S. Arc'Angelo e prega il glorioso campione del Paradiso che avvalori la tua fede, e la faccia ricca di opere di carità.

APPARIZIONE DI S. MICHELE A ROMA Nell'anno 590, essendo Sommo Pontefice S. Gregorio Magno, la peste devastava la città di Roma, e una gran moltitudine di persone ogni giorno cadeva vittima del morbo. S. Gregorio cercò con pubbliche preghiere di ottenere misericordia da Dio, ed un giorno, mentre stava portando processionalmente l'immagine della SS. Vergine verso la Basilica di S. Pietro, comparve S. Michele sulla Mole Adriana, avendo in mano una terribile spada in atteggiamento di rimetterla nel fodero. Era come un segno che cessava quella fiera pestilenza, che tanto aveva desolato Roma. Egli allora intonò un canto mentre facevano eco un gruppo di Angeli intorno alla S. Immagine portata dal Pontefice, rallegrandosi con la S. Vergine per la Risurrezione del suo Divin Figlio: «Regina coeli laetare alleluia, quia quem meruisti portare alleluia, Resurrexit, sicut dixit alleluia» alla quali parole S. Gregorio soggiunse: «Ora pro nobis Deum, alleluia». Adunque per intercessione di S. Michele e della SS. Vergine Roma venne liberata da così tremendo flagello, ed in memoria di tale apparizione ivi fu edificata magnifica Chiesa, ed il luogo venne denominato Castel Sant'Angelo.

PREGHIERA
O impareggiabile campione del Paradiso, glorioso S. Michele, a Voi che foste il primo credente ed adoratore della Santissima Trinità, ricorro io miserabile, che in tutto il tempo della mia vita non ho operato secondo la mia fede. Vedendomi reo di quelle stesse pene, cui fu condannato Lucifero, vengo ad implorare la Vostra protezione, affinché, coll'aiuto della divina misericordia, in avvenire sia cristiano di nome e di opere, di mente e di cuore. Pregate per me, o glorioso Principe, e fate che la mia fede sia sempre feconda di tanto bene, che possa meritare il Paradiso.

SALUTAZIONE
lo Vi saluto, o S. Michele, signifero della salute.

FIORETTO
Reciterai tre volte il simbolo degli Apostoli, e farai una visita a Gesù Sacramentato con l'intenzione di supplire alla poca fede di tanti cristiani.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.