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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





4 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA GLORIA

I. Considera come S. Michele Arcangelo è il più sublime nella gloria, perché Iddio non solo Lo creò più eccellente in natura e Lo dotò di vari doni di grazia, ma Lo elevò ancora ad un'altezza impareggiabile di gloria nel cielo. Come nella corte d'un Imperatore vi sono certi Principi -che, essendo più vicini e potendo più familiarmente conversare con lui, sono maggiormente stimati ed onorati, così nella Corte celeste vi sono certi Angeli chiamati da Clemente Alessandrino Primogeniti Principi degli Angeli, i quali vivono più da vicino a Dio, e con maggior libertà si accostano alla Sua Divina Maestà. L'Arcangelo S. Michele è uno di questi primi Principi, come dice il Profeta Daniele, il primo cioè tra i primi Principi. Secondo Tertulliano, San Michele è stato collocato da Dio nel più alto dei Cieli, e perciò onorato con tutta la gloria degli Angeli, essendo Egli il più eminente tra essi. Similmente S. Pantaleone scrive che S. Michele occupa il primo posto tra tutti i milioni di Angeli. Oh gloria sublime! Oh grandezza incomparabile!

II. Considera come l'Arcangelo S. Michele giunse a meritare tanta altezza di gloria: mediante l'amore e la umiltà. Egli amò Dio più di tutte le Gerarchie Angeliche: fu il primo a consacrare a Dio tutti gli affetti suoi: il suo amore fu così intenso, che giunse sino a quell'ultimo grado, cui può arrivare la natura Angelica: i suoi atti furono proporzionati all'abito della Carità infusaGli. Quale sarà perciò la sua gloria in Cielo? Se la gloria corrisponde all'amore, Michele che amò Dio più di tutti gli Angeli, gode di una gloria superiore a tutti gli Angeli, tanto che S. Pantaleone lo chiama intimo e ministro della SS. Trinità e Principe d'una gloria ineffabile. S. Michele meritò inoltre una gloria sublime per la sua umiltà.

« Chi s'umilia, sarà esaltato » - disse il Divin Nazareno. La sua esaltazione è sempre in ragione della umiltà. Ora, chi più di S. Michele si umiliò mentre fu viatore? Egli affrontò e confuse Lucifero proprio con le arti di questa virtù; si sprofondò nel suo niente, confessò la infinita Maestà di Dio, dicendo: « Quis ut Deus? », indusse gli altri Angeli ad umiliarsi. Qual'esaltazione ebbe da Dio? Fu certamente elevato al trono di Lucifero e divenne superiore a tutti i Cori Angelici. Nessuna mente umana può mai immaginare lo splendore del suo volto, la sua maestà, la luce della sua gloria!

III. Considera, o cristiano, che Dio creò anche te per la gloria del Paradiso: se vuoi acquistarla però, devi camminare per le vie della carità ed umiltà. « Chi non ama, resta nello stato di morte », cioè non entra in cielo. Nel tuo cuore c'è vero amor di Dio? A chi hai dato finora gli affetti tuoi? Se vuoi aver parte nel regno della gloria, impara ad amare Dio, che solo può eternamente renderti beato.. Allontana poi dal tuo cuore la superbia, perchè Dio nega ai superbi la grazia, che dà, invece, abbondantemente agli umili e concede la gloria secondo la corrispondenza alla grazia stessa. Lucifero, per essersi insuperbito, perdette la grazia e la gloria: S. Michele, per essersi umiliato, fu da Dio glorificato. Il tuo cuore forse è pieno di orgoglio e superbia! Cerchi sempre onori, stima, preferenza! Rifletti mai al tuo nulla e all'inferno che hai tante volte meritato? Abbi il coraggio di confessare che finora hai camminato dietro il superba Lucifero. Deh! scaccia dal cuore vizio sì brutto, ed impara da S. Michele Arcangelo ad umiliarti, se vuoi aver la gloria del Paradiso.

TERZA APPARIZIONE DI S. MICHELE SUL GARGANO NELLA DEDICAZIONE
Era il giorno 8 maggio dell'anno 493 quando il S. Vescovo di Siponto Lorenzo Maloriano coi suoi si trasferì sul Gargano a celebrare il terzo anniversario dell'apparizione di S. Michele. Ma nè il Vescovo nè il popolo ardivano entrare nella sacra, grotta. Non era soddisfatta la comune pietà, perchè tutti erano bramosi di penetrare dentro e di celebrarvi i divini misteri celebrandoli secondo l'uso della Chiesa Romana. Fra il timore e rispetto per il suono degli angelici inni, non osarono entrare dentro, ma deliberarono necessario consultare il Sommo Pontefice. Spedita, l'ambasceria al Papa S. Gelasio, che si trovava sul colle S. Silvestro, questi, considerando le prodigiose apparizioni ivi avvenute, rispose: «Se toccasse a Noi determinarlo il giorno della dedicazione sceglieremmo il giorno 29 settembre a motivo della vittoria riportata sui barbari ma aspettiamo l'oracolo del Celeste Principe. Noi Lo, imploreremo con un triduo in onore della Santissima Trinità. Voi coi vostri farete la stessa cosa ». A tale risposta il Vescovo Lorenzo invitò i sette Vescovi vicini a trovarsi in Siponto il giorno 21 settembre, sia per fare orazione e digiuno, sia ancora per la progettata Dedicazione. I sette Vescovi con numeroso popolo vennero in Siponto a tributare ossequi all'Arcangelo. Adunati in Siponto il 26 settembre diedero inizio al digiuno, alle vigilie, alle preghiere e sacrifici, come in Roma praticava lo stesso S. Gelasio Papa. Si compiacque la Divina Maestà di esaudire le preghiere dei suoi servi, ma serbò l'onore a S. Lorenzo di ricevere il terzo oracolo. Infatti la notte seguente al triduo di digiuno, S. Michele fattosi vedere splendente gli disse: « Gran Lorenzo, deponi il pensiero di consacrare la mia grotta, io la ho eletta come mia Reggia, e con gli Angeli miei già l'ho consacrata. Tu ne vedrai i segni impressi, e la mia effige, l'Altare e il Pallio e la Croce. Voi soltanto entrate nella Grotta, e sotto la mia assistenza innalzate preghiere. Celebrate domani il Santo Sacrificio per comunicare il popolo, e vedrete come io sacrifico quel Tempio». Non aspettò Lorenzo il giorno, che fu pure di Venerdì, ma alla stessa ora comunicò ai suoi colleghi i divini favori, e così pure fece col popolo. Verso l'aurora tutti a piedi scalzi processionalmente si avviarono verso la sacra spelonca. Nella prima ora del mattino fu facile il viaggio, ma in seguito sotto gli ardori del sole riusciva penosa la salita su quegli aspri dirupi. Ma non mancò di risplendere la potenza benefica di S. Michele, perchè apparvero quattro aquile di smisurata grandezza, due delle quali con la loro ombra difendevano i Vescovi dai raggi del sole, e le altre due con le loro ali rinfrescavano l'aria. Pervenuto il sacro corteo sul Gargano, non ardì entrar dentro, ma eretto sull'entrata un altare, S. Lorenzo cominciò la S. Messa. Quando venne intonato il Gloria, da tutti vennero udite al di dentro melodie di Paradiso, dalle quali invitati e rincuorati, andarono innanzi Lorenzo, seguiron gli altri. Dalla porta meridionale passarono per un lungo atrio, che si stendeva sino all'altra porta settentrionale, dove si trovarono su di un sasso con le impronte di S. Michele. Da questa scoprono la parte orientale della Celeste Basilica, alla quale si saliva per mezzo di gradini. Entrati nella piccola porta vedono l'immagine miracolosa di S. Michele in atto di soggiogare Lucifero. Prosegue Lorenzo, cantando il Te Deum, ed ecco scopre ancora nel fondo della S. Grotta un altare, che dal sasso si sporgeva, consacrato da San Michele.

S. Lorenzo proseguì la S. Messa, mentre gli altri Vescovi dedicarono tre Altari; indi distribuirono la S. Comunione ai fedeli. E' questa la miracolosa Dedicazione della Basilica di S. Michele sul Gargano, di cui la S. Chiesa venera la memoria del dì 29 settembre.

PREGHIERA
Gloriosissimo Principe del Paradiso, S. Michele Arcangelo, Vi adoro, Vi lodo e Vi benedico nel vederVi tanto esaltato da Dio. Non sdegnate di mirare dal Trono su cui regnate questo povero peccatore che si prostra devotamente ai vostri,piedi, confuso per i suoi peccati che gli hanno fatto perdere il diritto al regno della beatitudine. Deh gloriosissimo Principe, pregate per me Iddio misericordioso! Fiorirà allora di nuovo nel mio cuore la speranza di ottenere la grazia del perdono, l'aiuto per osservare la Legge Divina, e poi la gloria nel Cielo. Così sia.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o gloriosissimo Principe Michele, ricordateVi di noi, e pregate ovunque e sempre il Figlio di Dio per noi.

FIORETTO
Reciterai tre volte l'Inno Te splendor, et virtus Patris x ecc., in onore della Santissima Trinità, che glorificò S. Michele su le tre celesti Gerarchie.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.