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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





30 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA POTENZA NEL GIUDIZIO FINALE

I. Considera come la grande carità di S. Michele Arcangelo verso i fedeli si eserciterà anche nel finale giudizio, quando presenterà i predestinati al Cielo. Al suono della tromba di Michele, si svelerà il mistero della glorificazione degli eletti e della dannazione dei reprobi. Allo squillo di questa tromba, ultima dopo le sette che avranno pronunziato il giudizio, tutti i morti risorgeranno. Oh che grande autorità! Che voce onnipotente, la quale risuonerà per tutti i quattro venti, e scenderà sino nel centro della terra ! I sepolcri spalancati vomiteranno le ceneri sparse e le anime riprenderanno il loro corpo.

II. Considera come allora da Gesù Cristo Giudice saranno solennemente approvate e confermate le sentenze di vita o di morte, già proferite nel giudizio particolare di ciascuno. Poi, qual capitano generale degli eserciti del Signore e Vessillifero, come Lo chiama la Chiesa, verrà Michele a segnare sulla fronte di tutti gli eletti il segno della eterna predestinazione. Infine, coadiuvato dagli Angeli, separerà i reprobi dagli eletti farà collocare i cattivi alla sinistra, gli eletti alla destra, e darà loro le palme in mano in segno della compiuta vittoria.

III. Considera come nel giudizio universale spetterà al gloriosissimo S. Michele ricreare gli eletti con la favorevole sentenza dell'eterna gloria. Svelerà loro la sentenza del Divin Giudice: «Venite, o benedetti dal Padre mio, a possedere il regno preparato per voi fin dalla costruzione del mondo». Egli sarà - come dice Origene - il procuratore della vigna del Signore, cui spetta, terminata la vita umana, dare ai Santi la mercede per le loro buone opere. Consolati, o fedele, perchè S. Michele è speciale protettore ed avvocato dei predestinati; procura di servirLo, amarLo ed onorarLo, e un giorno verrà a porre sul tuo capo la corona della gloria.

APPARIZIONE DI S. MICHELE AL DUCA DI SINIGALLIA
Il Vescovo Equilino scrive, che stando Sergio Duca di Sinigallia ammalato di lebbra, ed avendo speso gran somma di denaro in medici e medicine, senza risultato, perdette la speranza di guarigione. Gli apparve allora S. Michele due volte, dicendogli che se voleva guarire, andasse a visitare la sua Chiesa in Brendal. Rispose il Duca che ignorava dove si trovasse tale Chiesa. «Non importa, rispose il Gloriosissimo Arcangelo appresta tu una nave, che colà ti guideranno gli Angeli ». Così fece, e nello spazio di un giorno e di una notte, un vento prospero lo condusse nel monastero di Brendal, come altri dicono, Brindolo, sul litorale Adriatico. Non sapeva il Duca né la sua gente quale fosse il luogo dove era approdato; ma informato dalla gente della terra, trovarono che quello era il luogo indicato da S. Michele, dove vi era quel sacro Tempio a lui dedicato. Il Duca e tutta la sua gente andarono al Tempio a piedi scalzi, ed appena furono giunti alla porta, egli si trovò libero dalla lebbra ed entrò nella Chiesa con perfetta sanità. Ed egli poi e la Duchessa sua consorte restaron tanto obbligati al S. Arcangelo, che determinarono fermarsi quivi per servire Dio, ed onorare il glorioso Patrono, dopo avere assegnata, metà dei loro beni ai poveri, e l'altra metà al culto di S. Michele (M. Nauc. lib. 3, cap. 13 presso Nieremb, cap. XXIV).

PREGHIERA
O principe gloriosissimo, per la vostra serafica carità non vogliate abbandonarmi, ma fatemi degno della vostra speciale assistenza. Siate il mio avvocato e consolatore nel tremendo giorno del giudizio innanzi a Dio, e conducetemi con Voi nel Cielo a godere la sua bella presenza, e ad inebriarmi delle sue eterne delizie.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele; Voi che siete addetto alla vigna del Signore, annumeratemi tra il Coro dei giusti nel Regno dei Cieli.

FIORETTO
Darai l'elemosina ai poveri.