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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





18 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA CARITA' VERSO I PECCATORI

I. Considera come la grande carità, di cui arde l'Arcangelo Michele verso gli uomini, lo spinge a scuotere i peccatori, perchè sorgano dai loro vizi, e ritornino a Dio. Si legge nella Genesi che Agar, venuta a contrasto con la sua padrona Sara, moglie di Abramo, a causa di suo figlio Ismaele, scacciata di casa, fuggiva nel deserto di Besabea. Le si fece avanti l'Arcangelo del Signore e le disse: Agar, donde vieni? Dove vai? Ritorna dalla tua padrona ed umiliati sotto la sua mano. Agar, che vuol dire forestiera, è figura dell'uomo, il quale è un pellegrino e forestiero in questo mondo, come insegna il Profeta David. Sara, che vuol dire Signora, significa Dio, Padrone di tutte le cose, da cui l'uomo peccatore si allontana, ogni volta che a causa delle sue passioni calpesta la legge di Dio. Fugge il peccatore, corre nel deserto del. mondo, ove non trova nemmeno una goccia di acqua per refrigerio, - il mondo non ha veri refrigeri. Ecco S. Michele, Angelo del Signore, che grida al peccatore: Donde vieni? Dove corri? Guarda da chi ti allontani! Ti allontani da Dio, sommo bene! Come andrà a finire la tua vita? Ritorna a Dio, tuo Creatore e Signore, centro di ogni anima, cumulo di ogni felicità; umiliati sotto la sua mano con perfetta osservanza della divina legge.

II. Considera, come S. Michele esercita tale ufficio verso i peccatori che Lo onorano e Lo invocano con preci. Così fece con Calvino, gran Cavaliere e Consigliere del Re Filippo di Francia. Gli apparve, e disse: « Se vuoi salvarti, procura di uscir di corte, altrimenti ti dannerai, perchè non dici la verità. Abbi compassione di te stesso ». Un Paladino dell'Imperatore Ottone edificò un Tempio in onore di S. Michele, al quale chiese la grazia di godere il favore del suo Re. S. Michele gli apparve e gli disse: « Io non voglio il tempio che mi hai edificato, perché l'hai fatto col sangue dei poveri, sfruttando il favore del Re. E' da gran tempo che Dio ti ha condannato all'inferno: io però ho pregato per la tua salvezza. Sappi che l'Imperatore si rivolterà e farà giustizia di te, il Signore ti ha concesso che se morrai in tal guisa, non ti danni ». Atterrito da sì spaventosa notizia, il Paladino promise di mutar vita, lasciare il mondo, riparò le ingiustizie commesse, entrò in religione, mutò vita, e si salvò. Oh quanto è benigno verso i peccatori l'Arcangelo S. Michele!

III. Considera, o cristiano, quante volte questo celeste Principe ha esercitato con te peccatore tanta carità. Quante volte ha rischiarato la tua mente per farti conoscere lo stato miserabile in cui giacevi? Quante volte parlando al tuo cuore ti ha dimostrata la inevitabile dannazione eterna, se non avessi mutato strada? L'ammonizione d'un superiore, l'improvvisa morte di un tuo amico, quella disgrazia in casa: sono stati altrettanti avvisi dei cielo a mutar vita. Ringrazia il celeste Arcangelo, e metti in pratica i suoi avvertimenti se vuoi salvarti! Anche oggi Egli ti dice: «Ritorna al tuo Dio e Signore; umiliati sotto la sua mano». Gettati perciò contrito ai piedi di Gesù Crocifisso e prometti di vero cuore di lasciare la cattiva via che hai finora seguito.

APPARIZIONE DI S. MICHELE
Giovanni Turpino nella vita di Carlo Magno da lui scritta, narra che egli un giorno mentre stava celebrando Messa dei Defunti alla presenza dello stesso Imperatore Carlo, fu rapito in estasi, durante la quale udì una musica celestiale di Angeli, che andavano verso il cielo. Nello medesimo tempo vide anche una turba di demoni che venivano con grande festa come soldati che avevano fatto gran bottino; ad essi egli allora domandò: «Che cosa portate?» Essi risposero: « Portiamo l'anima di Marsilio all'inferno ». Ma si vide allora S. Michele che liberava l'anima di Rollando dal Purgatorio e la stava portando in Cielo insieme a quella di altri cristiani. Il che egli riferì all'Imperatore stesso finita che fu la Messa.

PREGHIERA
A Voi, amatissimo Principe di Carità, ricorro io miserabile peccatore, e per la vostra efficacissima intercessione imploro dal misericordioso Dio lume per conoscere i miei peccati, e sincera contrizione per detestarli. Voi che tanto amate l'uomo, non lasciate d'illuminarmi per mezzo del mio S. Angelo Custode, in modo che io riprenda la via della virtù, ami Dio, e mi assicuri della eterna salvezza.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele; Voi che scuotete i peccatori, soccorretemi, perchè risorga dal peccato l'anima mia.

FIORETTO
Dirai nove Gloria Patri al S. Angelo Custode, perchè ti ottenga la grazia di conoscere i tuoi peccati, e di detestarli sinceramente.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.