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Settembre, mese dedicato agli angeli - Meditazioni su San Michele Arcangelo





11 settembre GRANDEZZA DI S. MICHELE NELL'AMORE VERSO GLI ANGELI

I. Considera come l'amore che S. Michele portò agli Angeli Gli meritò il titolo di Padre degli Angeli. Scrive infatti S. Girolamo che in cielo, quègli Angeli che presiedono agli altri, prendendosene cura, vengono detti Padri.

Se ciò si può affermare di tutti i Principi dei Cori, molto più conviene a S. Michele che è ,il Principe dei Principi. Egli è il maggiore di essi; presiede a tutti i Cori Angelici, a tutti estendendo la sua autorità e il suo prestigio: deve perciò considerarsi qual Padre di tutti gli Angeli. Dovere del padre è nutrire i figli: il celeste Arcangelo, curando l'onore di Dio, e la salvezza degli Angeli, li nutrì col latte della carità, li protesse dal veleno della superbia: per questo, tutti gli Angeli Lo riveriscono ed onorano come loro Padre nella gloria.

II. Considera quanto è grande la gloria di S. Michele nell'essere Padre amato degli Angeli. Se 1'Apostolo S. Paolo chiama suo gaudio e sua corona i Filiggesi che aveva istruito e convertito alla Fede, quale deve essere il gaudio e la gloria del glorioso Arcangelo per aver sostenuto e liberato tutti gli Angeli dalla perdizione eterna? Egli, come un padre affettuoso, avvertì gli Angeli di non farsi accecare dall'idea della ribellione e col suo zelo li confermò nella fedeltà al sommo Dio. Può loro dire giustamente con l'Apostolo: «Io vi ho generati per l'evangelo della mia parola». Vi ho generati nella fedeltà e gratitudine al nostro Supremo Creatore; vi ho generati nella fermezza della fede nei misteri rivelati: vi ho generati nel coraggio per resistere alla tentazione di Lucifero: vi ho generati all'umile obbedienza e rispetto dei divini voleri. Voi siete il mio gaudio e la mia corona. Amai la vostra salvezza e combattei per la vostra beatitudine: mi avete seguito fedelmente, ne sia benedetto Iddio!

III. Considera ora qual'è il tuo amore verso il prossimo che si trova in una condizione di ignoranza o in pericolo di perdizione. Non mancano ragazzi che non conoscono le prime nozioni della fede: qual'è la tua premura per insegnar loro i misteri della fede, i precetti di Dio e della Chiesa? L'ignoranza della religione cresce ogni giorno più: eppure non si trova chi si prenda cura d'insegnarla. Non bisogna pensare che questo sia ufficio solo dei sacerdoti: anche ai padri e alle madri di famiglia spetta questo dovere: ebbene, insegnano essi là. dottrina cristiana ai fanciulli ? Inoltre è dovere di ogni cristiano istruire il prossimo: quanti peccati di meno si commetterebbero, se si avesse cura d'istruire gli ignoranti delle cose della Religione ! Ognuno bada a sè solo: Dio invece ha affidato a ciascuno la cura del suo prossimo (6). Beato chi salva un'anima:, ha già posto in salvo l'anima sua.

Entra in te stesso, o cristiano, e poi vedrai che sei manchevole nell'amore verso il prossimo; ricorri al S. Arcangelo e pregaLo che ti accenda d'amore verso gli altri e ti spinga ad impegnarti con tutte le forze a curare l'eterna salvezza.

APPARIZIONE DI S. MICHELE IN NAPOLI
Nell'anno 574 i Longobardi che allora erano ancora senza fede cercavano di distruggere la fiorente fede cristiana della città Partenopea. Ma ciò non fu permesso da S. Michele Arcangelo, poichè S. Agnello essendo già da alcuni anni dal Gargano ritornato in Napoli, mentre era addetto al governo dell'ospedale di S. Gaudisio, orando nella grotta, gli apparve S. Michele Arcangelo che lo spedì a Giacomo della Marra, assicurandogli la vittoria, e fu poi visto con lo stendardo della Croce fugare i Saraceni. In quello stesso luogo venne eretto in suo onore una Chiesa, la quale ora col nome di S. Angelo a Segno è una delle più antiche Parrocchie, e la memoria del fatto si conserva in un marmo posto in essa. Per questo fatto i Napoletani sempre grati al Celeste Benefattore, L'onorarono come speciale Protettore. A spese del Cardinale Errico Minutolo venne eretta una statua di S. Michele che fu collocata sull'antica porta maggiore della Cattedrale. Questa durante il terremoto del 1688 rimase illesa.

PREGHIERA
O zelantissimo apostolo del cielo, invitto S. Michele, per quello zelo che aveste della salvezza degli Angeli e degli uomini, ottenetemi dalla SS. Trinità, desiderio della mia eterna salute e zelo per cooperare alla santificazione del mio prossimo. Carico così di meriti, potrò venire un giorno a godere Dio per tutta l'eternità.

SALUTAZIONE
Io Vi saluto, o S. Michele, Voi che siete duce degli eserciti celesti, governatemi.

FIORETTO
Cercherai di avvicinare qualche persona che è lontana dalla fede per convincerla ad accostarsi ai Sacramenti.

Preghiamo l'Angelo Custode: Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.