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Meditazioni sulla Passione





IL SERPENTE DI BRONZO


Parola di Dio
"Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane, né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. Allora il popolo venne a Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita»" (Nm 21,4-9).

Per la comprensione
- Il serpente di bronzo era un idolo comune nell'antico Oriente, usato dai popoli primitivi per allontanare il pericolo mortale dei serpenti velenosi frequenti nella zona.

Israele stesso lo trasformò in un idolo offrendo ad esso incenso, fino a quando il pio re Ezechia lo fece distruggere (Cf. 2Re 18,4).

- Il libro della Sapienza aveva offerto un'interpretazione spirituale di questo episodio affermando che non era per la contemplazione del serpente che si otteneva la guarigione, ma per la misericordia di Dio: "Chi si volgeva a guardarlo era salvato non da quello che vedeva, ma solo da te, salvatore di tutti" (Sap 16,7).

- Gesù applicherà simbolicamente alla propria esaltazione sulla croce che dà la salvezza, l'innalzamento del serpente di bronzo (Gv 3,14-15).

Rifletti
- Il popolo d'Israele in cammino verso la terra Promessa sente la fatica del viaggio, la mancanza di cibo e di acqua e mormora contro Dio e contro Mosè; rimpiange le cipolle d'Egitto e la schiavitù. È mancanza di fede e di fiducia, è ribellione a Dio.

Il peccato, ogni peccato, è ribellione a Dio e ci mette in balia del "serpente", il demonio.

- Il serpente, cioè il peccato, dà la morte; Gesù, l'innocente, si fa peccato per noi e ci ridona la vita.

- Solo da Gesù Crocifisso viene la salvezza: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui" (Gv 3,1417).

- Guardare Gesù Crocifisso: ecco la fonte di ogni salvezza. "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Ai piedi del Crocifisso tanti peccatori hanno compreso la gravità del peccato e hanno trovato forza per cambiare vita; contemplando Gesù Crocifisso i Santi hanno appreso la generosità, hanno fortificato la fede, hanno imparato come si ama, hanno trovato la forza per vincere il peccato e camminare verso la santità.

- Dice sant'Agostino: "Come coloro che guardavano il serpente non morivano per i morsi del serpente, così quelli che meditano con fede sulla morte di Cristo, vengono guariti dai morsi dei peccati... Per guarire dal peccato, guardiamo, o fratelli, Cristo Crocifisso". E sant'Ambrogio: "Frequentiamo il Calvario, per guardare il Cristo che pende dalla croce per la salvezza del mondo, giacché questo è salutare".

Confronta
- Senti il bisogno di contemplare spesso Gesù Crocifisso? Da Lui devi attingere forza quando sei tentato, quando sei caduto nel peccato, quando ti senti debole e sfiduciato, quando ti viene richiesto un atto eroico d'amore e di fedeltà. Chi ha sofferto tanto per te ti sarà vicino in quel momento e ti darà la sua forza.

- Trova ogni giorno un po' di tempo per stare in silenzio ai piedi di Gesù Crocifisso: guarda quelle piaghe; considera il dolore, l'amore e ascolta quanto Gesù ti dice al cuore. Lasciati attirare da Lui, lasciati guarire.

Pensiero di Paolo della Croce: "Rivolga spesso la sua mente ed il suo cuore a Gesù Crocifisso, si specchi in quelle sacratissime Piaghe, perché in tal modo le tentazioni e travagli le saranno di gran merito e le faranno acquistare la santa umiltà e le altre virtù cristiane" (L. IV 132).