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VITA DI S. GIUSEPPE SPOSO DI MARIA SS. - Di San Giovanni Bosco







Capo VI. Inquietudine di Giuseppe - È rassicurato da un Angelo.

Ioseph, fili David, noli timere accipere Mariam coniugem tuam, quod enim in ea natum est, de Spiritu Sancto est.
Giuseppe, figliuolo di Davidde, non temere di ricevere Maria tua consorte: imperciocchè ciò che in essa è stato conceputo è per opera dello Spirito Santo. MATTH. I, 20.
S. Elisabetta abitava nelle montagne della Giudea, in una piccola città chiamata Ebron, posta a settanta miglia da Nazareth. Noi non terremo dietro a Maria nel suo viaggio, ci basti il sapere che Maria restò tre mesi circa colla sua cugina.

Ma il ritorno di Maria preparava a Giuseppe una prova che dovea essere il preludio di molte altre. Egli non tardò ad accorgersi che Maria era in uno stato interessante e quindi veniva tormentato da mortali inquietudini. La legge lo autorizzava ad accusare la sua sposa davanti ai sacerdoti e a coprirla di un eterno disonore; ma un simile passo ripugnava alla bontà del suo cuore, e all'alta stima che fino allora aveva avuto per Maria. In questa incertezza risolse di abbandonarla e di espatriare per rigettare unicamente sopra di se tutta l'odiosità di una tale separazione. Anzi aveva fatto di già i suoi preparativi per la partenza, quando un angelo discese dal Cielo per rassicurarlo:

« Giuseppe, figliuolo di Davide, gli disse il celeste messaggiero, non temere di ricevere Maria per tua consorte, imperciocchè ciò che in essa è stato conceputo è per opera dello Spirito Santo. Ella partorirà un figliuolo cui tu porrai nome Gesù, imperciocchè ei libererà il suo popolo da' suoi peccati.

D'allora in poi Giuseppe rassicurato completamente concepì la più alta venerazione per la sua casta sposa; egli vide in essa il tabernacolo vivente dell'altissimo, e le sue cure non furono che più tenere e più rispettose.