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VITA DI S. GIUSEPPE SPOSO DI MARIA SS. - Di San Giovanni Bosco







Capo XIII. Arrivo in Egitto - Prodigi avvenuti al loro ingresso in questa terra - Villaggio di Matarie - Abitazione della sacra Famiglia.

Ecce ascendet Dominus super nubem levem et commovebuntur simulacra Aegypti.
Ecco che il Signore salirà sopra una nuvola leggera ed entrerà in Egitto e alla presenza di lui si conturberanno i simulacri d' Egitto. IS. XIX, 1.


Comparso appena il giorno, i fuggitivi, ringraziando i briganti diventati ospiti, ripresero il loro cammino pieno di pericoli. Si dice che Maria sul partire abbia detto queste parole al capo di quei banditi: « Ciò che tu hai fatto per questo bambino, ti sarà un giorno largamente ricompensato. » Dopo di avere attraversato Betlemme e Gaza, Giuseppe e Maria discesero nella Siria e avendo incontrato una carovana che partiva per l'Egitto si unirono ad essa. Da questo istante sino al termine del loro viaggio non videro più davanti a se, che un immenso deserto di sabbia, la cui aridità non era interrotta che a ben rari intervalli da qualche oasi, ossia da alcuni tratti di terreno fertile e verdeggiante. Le loro fatiche si raddoppiarono durante questa corsa attraverso a queste pianure infuocate da ardente sole. I viveri erano poco abbondanti, e l' acqua ben sovente mancava. Quante notti Giuseppe, che era vecchio e povero, si vide risospinto, quando tentava di avvicinarsi alla fonte, cui la carovana si era arrestata per dissetarsi!

Finalmente dopo due mesi di penosissimo cammino i viaggiatori entrarono in Egitto. Al dire di Sozomeno, dal momento che la santa Famiglia ebbe toccato questa terra antica, gli alberi abbassarono i loro rami per adorare il Figlio di Dio; le bestie feroci vi accorsero dimenticando il loro istinto; e gli uccelli cantarono in coro le lodi del Messia. Anzi se crediamo a quanto ci narrano autori degni di fede, tutti gli idoli della provincia, riconoscendo il vincitore del Paganesimo, caddero frantumati in mille pezzi. Così ebbero letterale compimento le parole del profeta Isaia quando disse; « Ecco che il Signore salirà sopra una nuvola leggerà ed entrerà in Egitto, e alla presenza di lui si conturberanno i simulacri d'Egitto. »

Giuseppe e Maria, desiderosi d'arrivar presto al termine del loro viaggio, non fecero che attraversare Eliopoli, consacrata al culto del sole, per recarsi a Matari dove intendevano di riposarsi delle loro fatiche.

Matari è un bel villaggio ombreggiato da sicomori, a due leghe circa dal Cairo, capitale dell'Egitto. Colà Giuseppe aveva intenzione di stabilire dimora. Ma non era ancora questo il termine delle sue pene. Gli era mestieri di cercarsi un alloggio. Gli Egiziani non erano per nulla ospitali; così la santa famiglia fu costretta a ripararsi per alcuni giorni nei tronco d'un antico e grosso albero. Alfine dopo lunghe ricerche Giuseppe trovò una modesta cameruccia, in cui collocò alla meglio Gesù e Maria.

Questa casa, che si fa vedere ancora in Egitto, era una specie di grotta, di venti piedi di lunghezza sopra quindici di larghezza. Non vi erano nemmeno finestre; la luce vi doveva penetrare per la porta. Le mura erano d'una specie d'argilla nera e schifosa, la cui vecchiezza portava l'impronta della miseria. A destra eravi una piccola cisterna, dalla quale Giuseppe attingeva l' acqua pel servizio della famiglia.