Santo Rosario on line


Marzo, mese di San Giuseppe







26 marzo: GIUSEPPE FORTE

Il Signore 8 la mia forza. As.. 1 l 7, 14.

1. Ammiriamo la fortezza di san Giuseppe.
Non è la forza quella che gli uomini magnificano e che fa commettere nel mondo abusi, soprusi e violenze. No: la forza di Giuseppe è tutta mitezza e pace, pur superando tutte le forze del mondo. È la forza che si attinge da Dio e dalla propria coscienza: da quell'insieme di energie che formano il carattere. Il carattere è prima di tutto fedeltà ai propri convincimenti. E Giuseppe è consapevole a pieno della sua missione. Sposo di Maria, custode di Gesù, egli dovrà per loro molto sostenere, senza cedere mai, senza mai tradire l'attesa di Dio. Giuseppe è degno della fiducia dell'Altissimo.

2. Da chi attinge Giuseppe la sua forza?
Dalla sua fede, prima, da Gesù poi. Se si pensa bene, non sono due sorgenti di forza, queste, bensì una sola sorgente. La sua fede in Dio è resa palpabile dalla presenza del Cristo di Dio.

Chi ha fede nel Signore ed è convinto che la vita di ciascuno è protetta e vegliata dall'immenso occhio di Lui, onnipotente, chi, se è fedele, potrà dubitare che gli manchino le forze al còmpito assegnatogli?

La fede, che è generatrice d'amore ed è sostenuta dall'amore, è la forza stessa di Dio. Chi potrà mai vincerla?

3. Noi siamo gente di poca fede.
Talvolta noi ci domandiamo il perché della nostra sconcertante debolezza; non è difficile trovarlo nella nostra mancanza o imperfezione di fede. Abituati a toccar tutto con mano e a fare affidamento sulle nostre umane possibilità, non abbiamo più familiarità alcuna con le promesse di Dio, che son più sicure e più reali di quel che ci circonda. Cristiani sfiduciati, cristiani indeboliti. Se imparassimo da Giuseppe!

O san Giuseppe, che nella tua fede rinnovi ed accresci giorno per giorno quella forza che tifa sereno nelle prove, coraggioso nei pericoli, paziente nell'attesa, siimi modello sempre, ma soprattutto quando vedi che troppo umanamente ragiono, che troppo mi attacco ai soccorsi degli uomini, trascurando gli aiuti divini, non sforzandomi neppure di stringer la mano onnipotente che il Signore mi tende. Ho tanta fiducia nella tua protezione, che dissiperà le mie stolte incertezze.

LETTURA
San Bernardino da Siena scrive efficacemente così: «Se tu mi paragoni Giuseppe a tutta la Chiesa di Cristo, non è egli quell'uomo eletto e speciale, per il quale e sotto il quale Cristo fu ordinatamente introdotto nel mondo? Se tutta la Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché per mezzo di lei essa fu.fatta degna di ricevere Cristo, dopo di essa, a Giuseppe deve grazia e riverenza singolare. Egli è infatti la chiave dell'antico Testamento, nella quale la dignità patriarcale e profetica consegue il frutto promesso. Egli è il solo che di fatto possedette ciò che la degnazione divina loro promise. Giustamente egli è simboleggiato nel Patriarca Giuseppe, il quale serbò il grano al popolo. Ma questo lo sopravanzò, poiché non solo serbò per gli Egiziani il pane della vita corporale, ma per tutti gli eletti nutrì con molta solerzia il Pane del cielo, che dà la vita celeste».

FIORETTO. Nella debolezza mi dia forza il pensiero di far piacere al Signore.

GIACULATORIA. Giuseppe fortissimo, prega per noi.

Contro l'offesa di Dio, !'amore t'è per il cuore salda difesa.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it