Santo Rosario on line


Marzo, mese di San Giuseppe







18 marzo: GIUSEPPE ORANTE

Questi è colui che molto prega. 11 Mach., 15,14.

1. Giuseppe prega.
Chi ha fede ed amore verso Dio non può non pregare: come il fiore si schiude al mattino verso il sole, così l'anima appena desta si presenta al suo Signore. E come il creato vive della luce che dal sole si versa sul mondo, così la creatura dovrebbe vivere nel palpito caldo di Dio.

La vita di san Giuseppe è vita di preghiera. perché è vita di unione con Dio fatto uomo. Abituato alla pietà, come ogni buon Israelita, ora che è familiare di Gesù, Giuseppe respira la pietà.

2. E prega con tutta la vita.
Spesa com'è la sua vita nei suoi doveri di padre con Gesù e di sposo con Maria, egli, si può ben dire, non si occupa d'altro che di Dio. E occuparsi di Dio è pregare, è chiamare il Cielo in terra. Non è Nazaret, davvero, un lembo di cielo?

Giuseppe vive in quel cielo, e il rumore del mondo e le sue vanità e i suoi allettamenti e i suoi disordini non lo sfiorano neppur da lontano. Chi vive di Dio non sa che farsi del mondo. Sarà invece il mondo che dovrà bussare alla porta di san Giuseppe perché, per il suo cuore, possa ancora trovar grazia e misericordia presso Dio.

3. Giuseppe prega con Gesù e con Maria.
Grande segreto questo, onde la preghiera sia la più bella preghiera e la più feconda. Non c'insegna la Chiesa a pregare nel nome di Cristo, a bussare alla porta di Dio accompagnati dalla Vergine Madre? «Qualunque cosa voi chiederete al Padre in nome mio, il Padre mio ve la darà».

Giuseppe precorre il divino consiglio... Prega con Gesù. E come fa Maria che si scrive nel cuore, per meditarli, ogni atto, ogni parola del Figlio di Dio, così fa Giuseppe. Ed è tutto un profumo di Cielo.

O Giuseppe, che fai della preghiera il respiro della tua vita, e già dalla terra ti unisci ai celesti nella lode perenne al Signore, ottieni anche a me il gusto della preghiera.

La preghiera alimenta la purezza del cuore e il desiderio del Cielo, la preghiera pacifica l'anima e innalza la vita. Io voglio specchiarmi in te, che se calchi la terra fissi gli occhi nella patria beata; e per far come te voglio attaccare il mio cuore alla Madonna e al frutto benedetto del suo seno, Gesù.

LETTURA
«San Giuseppe - pensa Mons. Gay - non è di certo né la sorgente né il fiume della Redenzione, ma è la terra docile e aperta che permette alla sorgente di zampillare e al fiume di scorrere. Chi dirà la grandezza, la bellezza, la santità di una vita scelta da Dio stesso per un simile mistero?

Se si dora con tanta cura l'interno dei sacri calici che, ogni mattina, per qualche istante, debbono contenere il sangue della Vittima eucaristica, come lo Spirito Santo ha dovuto rivestire di purezza, di giustizia, di carità soprattutto, come ha dovuto trasformare in amore, in religione, in umiltà, in pietà fervente, in devozione senza limite, non soltanto l'interno di questo essere, destinato e consacrato a servire di luogo umano, di dimora, di riparo, di garanzia, all'ineffabile vita di Gesù e della santissima Vergine? Davvero questa paternità di Giuseppe allo sguardo di Gesù è lo specchio della paternità eterna: essa ne riflette l'autorità, l'imperturbabile serenità, l'immensità, la soavità».

FIORETTO. Veglierò meglio, affinché le mie preghiere abituali siano fatte con più consapevole pietà.

GIACULATORIA. Lumen Patriarchcírum, ora pro nobis: luce dei Patriarchi, prega per noi. La tua preghiera da alla tua vita ricca fiorita di primavera.

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it