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Marzo, mese dedicato a San Giuseppe







19 marzo: Patrono degli agonizzanti

Pater noster - San Giuseppe, prega per noi!

Dal momento della morte dipende la eternità.

Coloro che seguono gl'insegnamenti di Gesù e credono nella vita futura, vivono nella aspettazione della beata speranza; spesso richiamano alla mente l'ora della morte, sia per perseverare nel bene e sia per assicurarsi un buon passaggio alla eternità.

La Chiesa, considerando l'importanza dell'ora della morte, ha scelto come Protettore per l'ora dell'agonia San Giuseppe. Chi meglio di lui potrebbe compiere quest'ufficio? San Giuseppe infatti spirò felicemente tra le braccia di Gesù e della Madonna. Da questo fatto deriva il fondamento del suo particolare patrocinio sui moribondi. Il Santo Patriarca perciò è chiamato «Speranza degl'infermi » e « Patrono dei moribondi».

Questo è l'aspetto più diffuso della devozione a San Giuseppe.

Il Papa Benedetto XV disse: Poiché questa Santa Sede ha approvato diverse maniere con cui onorare il Santo Patriarca, si celebrino con maggiore solennità possibile il mercoledì ed il mese che gli è dedicato. Inoltre, siccome Egli è singolare Protettore dei moribondi, si suscitino principalmente quelle pie Associazioni, che furono fondate allo scopo di pregare per i moribondi. -

Vogliamo assicurarci una morte tranquilla ed in grazia di Dio? Onoriamo San Giuseppe! Egli, quando saremo sul letto di morte, verrà ad assisterci e ci farà superare le insidie del demonio, il quale farà di tutto per avere la vittoria finale.

Santa Teresa raccomandava alle sue figlie spirituali di essere molto devote di San Giuseppe e, narrando le circostanze che accompagnavano i loro ultimi istanti, diceva: Ho osservato che al momento di rendere l'ultimo respiro, le mie figlie godevano pace e tranquillità; la loro morte era simile al dolce riposo dell'orazione. Nulla indicava che il loro interno fosse agitato da tentazioni. Quei lumi divini liberarono il mio cuore dal timore della morte. Morire, mi pare adesso la cosa più facile per un'anima fedele. Per chi ha fede, il morire è l'affare più importante della vita. Conviene stare preparati.

Si raccomanda di fare ogni mese l'Esercizio della Buona Morte, seguendo le norme indicate nei libretti di devozione. In tale circostanza si reciti devotamente un'orazione particolare: «Preghiera a San Giuseppe per impetrare una buona morte ».

E' tanto cara ai fedeli la pia devozione, che la Chiesa ha arrichita d'indulgenze Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.

Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia.

Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.

Si consiglia di recitarla ogni giorno, al mattino appena svegliati ed alla sera prima di prender riposo. Si faccia in modo che tutti in famiglia la recitino e si insegni anche ai piccoli.

Esempio
Un missionario dell'Africa occidentale, e precisamente del Senegal, raccontava che un giorno trovavasi a visitare a cavallo una contrada mai percorsa, in aperta campagna, quando ad un tratto arrivò presso una casa privata. Messo il piede sulla soglia, udì una voce:

- Chi va là?

- Un Padre Missionario.

- Allora siate il benvenuto!

Era un soldato francese, che febbricitante stava a letto. Così egli parlò: Sono al terzo accesso di febbre ed è difficile superarlo. Voglio purificare la coscienza con la Confessione; voglio morire sereno. Ricevuta l'assoluzione, disse: Io ero sicuro che sarebbe arrivato qui un Sacerdote. Porto la medaglia di San Giuseppe; sono devoto di questo Santo, che è il Protettore della buona morte. Ho chiesto sempre di avere un Sacerdote al mio capezzale prima di morire. San Giuseppe mi ha esaudito! -

Il Missionario concludeva la narrazione dell'episodio dicendo: Due ore dopo quell'uomo spirava.

Fioretto - Recitare tre Pater. Ave e Gloria per i moribondi della giornata.

Giaculatoria - Gesù, Giuseppe e Maria, fate che muoia in vostra compagnia!

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it

Tratto da San Giuseppe di don Giuseppe Tomaselli

Il 26 Gennaio 1918, compiendo il sedicesimo anno d'età, mi recai alla Chiesa Parrocchiale. Il Tempio era deserto. Entrai nel Battistero e lì m'inginocchiai presso il Fonte Battesimale.

Pregai e meditai: In questo luogo, sedici anni or sono, fui battezzato e rigenerato alla grazia di Dio. Fui messo allora sotto la protezione di San Giuseppe. In quel giorno, fui scritto nel libro dei vivi; un altro giorno sarò scritto in quello dei morti. -

Sono ormai passati tanti anni da quel giorno. La giovinezza e la virilità sono trascorse nell'esercizio diretto del Ministero Sacerdotale. Quest'ultimo periodo della vita l'ho destinato all'apostolato della stampa. Ho potuto mettere in circolazione un discreto numero di libretti religiosi, ma mi sono accorto di una lacuna: a S. Giuseppe, di cui porto il nome, non ho dedicato alcuno scritto. E' doveroso scrivere qualche cosa in suo onore, per ringraziarlo dell'assistenza datami sin dalla nascita e per ottenere la sua assistenza nell'ora della morte.

Non intendo narrare la vita di San Giuseppe, bensì fare pie riflessioni per santificare il mese che precede la sua festa.