Santo Rosario on line


Maggio, mese di Maria - Meditazioni sulla Madre di Dio di Don Giuseppe Tomaselli







Quindicesimo giorno - DOMINIO SUL CORPO

Ave Maria.

Invocazione. - Maria, Madre di mi­sericordia, pregate per noi!

Il secondo nemico spirituale è la car­ne, cioè il nostro corpo, ed è temibile per­ché è sempre con noi e può tentarci di giorno e di notte. Chi non avverte la ri­bellione del corpo contro l'anima? Questa lotta ha avuto principio dopo il peccato originale, ma prima non era così.

I sensi del corpo sono come tanti ca­ni affamati, insaziabili; chiedono sempre; più ad essi si dà e più domandano. Chi vuole salvare l'anima, deve conservare il dominio sul corpo, cioè con la forza del­la volontà deve tenere a freno le voglie cattive, regolare tutto con la retta ragio­ne, dando ai sensi solo ciò che è necessa­rio e negando il superfluo, specialmente ciò che è illecito. Guai a chi si lascia dominare dal corpo e diviene schiavo delle passioni!

La Madonna, per singolare privilegio, ebbe un corpo verginale, poiché fu esente dalla colpa originale, e conservò sempre la perfetta armonia con il suo spirito.

I devoti della Vergine, se vogliono es­sere tali, devono sforzarsi di custodire immacolato il corpo; per riuscire vittorio­si nella quotidiana lotta dei sensi, invo­chino l'aiuto della Madre di misericordia. Non è possibile questa vittoria con le sole forze umane.

Come il giumento irrequieto ha biso­gno della sferza e degli speroni, così il nostro corpo ha bisogno della verga del­la mortificazione. Mortificazione significa negare ai sensi non solamente ciò che Dio proibisce, ma anche certe cose lecite, non necessarie. Ogni piccola mortificazione o rinunzia contribuisce al nostro perfezionamento spirituale, ci premuni­sce contro le vergognose cadute morali ed è un atto di ossequio, alle Regina del Cielo, amante della purezza del no­stro corpo.

È proprio dei devoti di Maria lo spi­rito di rinunzia.

In pratica, sforziamoci di coltivare la temperanza, evitando l'esagerazione nel mangiare e nel bere, negando alla gola tante ricercatezze e privandoci di qualche cosa. Quanti devoti della Madonna fanno digiuno al sabato, ovvero si astengono dal mangiare frutta fresca o dolci, oppure si limitano nel bere! Queste piccole rinun­zie si offrano a Maria quali fiori profu­mati.

La custodia degli occhi ed anche del­l'udito e dell'odorato è indice di domi­nio sul nostro corpo. Più che tutto è ne­cessaria la Ynortificazione del tatto, evi­tando ogni libertà con sé e con gli altri. Quanti portano il cilicio o le catenelle e si danno anche la disciplina!

Le mortificazioni non fanno male alla salute, anzi la conservano. Sono i vizi e le intemperanze le cause della maggior par­te delle malattie. I Santi più penitenti so­no vissuti sino a tarda età; per convincer­sene, basta leggere la vita di Sant'Anto­nio Abate e di San Paolo, primo eremita.

In conclusione, pur considerando il nostro corpo come nemico spirituale, dob­biamo rispettarlo come vaso sacro, con­vinti che merita più rispetto del Calice della Messa, perché come questo, non so­lo trattiene il Sangue ed il Corpo di Ge­sù, ma se ne nutre con la Santa Comu­nione.

Sul nostro corpo ci sia sempre l'im­maginetta della Madonna, medaglietta o abitino, che sia perenne richiamo della nostra figliolanza a Maria.

Procuriamo di essere giusti con noi stessi, cioè avere dell'anima nostra più cura che non del nostro corpo. Quante sollecitudini per questa carne, che dovrà divenire pascolo dei vermi nella tomba!

Esempio
Il Padre Ségneri, nel suo libro « Il Cristiano istruito », riferisce che andò a confessarsi, a Roma, dal Padre Zucchi un giovane, carico di peccati contro la purez­za. Il Confessore gli disse che solo la de­vozione alla Madonna avrebbe potuto li­berarlo dalla cattiva abitudine; gli diede per penitenza: mattino e sera, nell'alzarsi e nel porsi a letto, recitare attentamente un'Ave Maria alla Vergine, offrendole gli occhi, le mani e tutto il corpo, con pre­ghiera di custodirlo come cosa sua, e poi baciare tre volte la terra.

Il giovane con questa pratica comin­ciò a correggersi. Passati parecchi anni, dopo essere stato in giro per il mondo, volle incontrarsi a Roma con il suo anti­co Confessore e gli confidò che da anni non cadeva più in peccato contro la pu­rezza, poiché la Madonna con quella pic­cola devozione gli aveva ottenuta la grazia.

Padre Zucchi in una predica raccontò il fatto. Lo ascoltava un capitano, che da molti anni aveva una cattiva pratica; propose anche egli di seguire quella de­vozione, per liberarsi dall'orribile catena del peccato. Riuscì a correggersi e cam­biò vita. Ma dopo sei mesi egli, sciocca­mente fidandosi delle sue forze, volle andare a visitare l'antica casa pericolosa, proponendosi di non peccare.

Nell'accostarsi alla porta della casa ove correva pericolo di offendere Dio, si sen­tì da una forza invisibile respingere in­dietro e si trovò tanto lontano dalla ca­sa quanto era lunga quella strada e, sen­za sapere come, si trovò vicino alla pro­pria abitazione.

Il capitano riconobbe la evidente pro­tezione della Madonna.

Fioretto.
- Rispettare il proprio cor­po ed il corpo altrui, come vaso sacro e Tempio dello Spirito Santo.

Giaculatoria.
- O Maria, vi consa­cro il corpo e l'anima mia!