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Maggio, mese di Maria - Meditazioni sulla Madre di Dio







27 maggio - Torre di Davide

1. Il dono della fortezza spicca in Maria soprattutto ai piedi della croce. «Stabat mater eius», dice il Vangelo di Giovanni: la Madre di Gesù stava in piedi presso il Figlio crocifisso. Che cosa comportasse quello «stare in piedi» non è facile intuirlo in profondità. La Madre, che nei momenti di esaltazione di Gesù se ne stava a distanza per istinto di discrezione, nel momento del dolore (e quale dolore!) del Figlio si fa largo tra la folla, sfida la rabbia degli avversari e dei soldati e si fa partecipe di tutta l'abiezione di Gesù: non sente gli insulti e le sferzate su di sé, ma su di lui, è tutta incentrata nel suo Amore. E lì rimane fissa e attonita, fuori di sé per il dolore e per l'amore: chi potrà mai misurare lo strazio di una Madre così legata al Figlio, così sensibile, di fronte alla sua creatura tanto nobile e bella, eppure così straziata, di lei Immacolata di fronte al Figlio stesso di Dio? «Una spada ti trafiggerà l'anima», le aveva profetizzato Simeone, ma chi avrebbe preveduto fino a tal punto?

Mite e forte, Maria affronta in pieno la bufera condividendo i sentimenti intimi di Gesù che agonizza, ma senza essere minimamente scalfito nel suo essere Verità e Amore! Accanto a lei c'è Giovanni, ci sono le pie donne, ma lei è sola nel suo spasimo abissale di Madre.

«Chi aderisce al Signore fa un solo spirito con Lui», dice la Scrittura (1 Cor 6, 17). È il segreto della fortezza di Maria in ogni situazione.

2. La Fortezza, l'ardimento è l'anima segreta del Vangelo: permea la fede, la speranza, l'amore, tutte le virtù. «Il regno dei cieli patisce violenza, e solo i violenti lo rapiscono» (Mt 11, 12), alla scuola di Cristo, il Forte trionfatore delle potenze del male. Alla scuola di Maria.

L'uomo è essenzialmente fragile, inconsistente, mutevole per la sua origine dal nulla; ma «chi aderisce al Signore fa un solo spirito con Lui», che è la «Roccia», il «Forte», il «Fedele», 1'«Irremovibile », 1'«Eterno», «Colui che È». Egli fonda il firmamento e il creato; cieli e terra passeranno, ma la sua Parola rimane in eterno: «Il Signore ha giurato».

Corroborato dalla sua Parola, il profeta resiste con faccia di bronzo ai suoi oppositori (Ez 3, 8), e il disegno di Dio giunge a compimento sfidando i millenni

La fortezza si alimenta soprattutto nell'amore: «L'amore è forte come la morte; tenace quanto l'inferno è l'affezione». Gesù esige l'amore da Pietro prima di lanciarlo verso la sua futura missione: «Mi ami tu più di costoro?».

La fortezza assume il volto di irremovibilità nei propositi, di fronte alle contraddizioni, alle prove di ogni genere. In modo discreto e abituale si manifesta nella libertà di spirito, nella coerenza del carattere a tutta prova di fronte a chicchessia, per cui l'uomo forte non si lascia condizionare dagli umori dell'ambiente e delle persone: «Chi siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? ...».

Si manifesta nella magnanimità delle opere di zelo per il Signore «L'amore di Cristo ci sprona» (2 Cor 5, 14). I santi hanno fatto miracoli di carità in ogni impresa benefica.

Ha la sua espressione più sublime nel patire grandi cose per Cristo, fino al martirio: «Non temete di fronte a chi può uccidere il corpo... Beati voi quando vi ingiurieranno per il mio nome... Ciò che udite nel segreto predicatelo dai tetti... Chi mi testimonierà di fronte agli uomini, anch'io testimonierò per lui... Non preoccupatevi della vostra difesa...». È la beatitudine di Maria, Regina dei Martiri.

Vizi contrari sono: la viltà, la timidezza, il disimpegno; oppure, per eccesso, la durezza, la caparbietà, la violenza, ecc.

Dalla costituzione conciliare «Sacrosanctum Concilium» (4 dicembre 1963)

La Chiesa «in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della Redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa, tutta, desidera e spera di essere» (SC 103).

Dalla esortazione apostolica di Paolo VI «Marialis Cultus» (2 febbraio 1974)

«La santità esemplare della Vergine muove i fedeli ad innalzare "gli occhi a Maria, la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti".

Si tratta di virtù solide, evangeliche:

la fede e l'accoglienza docile della Parola di Dio «cf Lc 1, 26-38; 1, 45; 11, 27-28; Gv 2, 5);

l'obbedienza generosa (cf Lc 1, 48); la carità sollecita (cf Lc 1, 39-56);

la sapienza riflessiva (cf Lc 1, 29-34; 2, 19, 33, 51);

la pietà verso Dio, alacre nell'adempimento dei doveri religiosi (cf Le 2, 21, 22-40, 41), riconoscente dei doni ricevuti (cf Lc 1, 46-49), offerente nel tempio (cf Lc 2, 22-24), orante nella comunità apostolica (cf At 1, 12-14);

la fortezza nell'esilio (cf Mt 2, 13-23), nel dolore (cf Lc 2, 34-35, 49; Gv 19, 25);

la povertà dignitosa e fidente in Dio (cf Lc 1, 48; 2, 24);

la vigile premura verso il Figlio, dall'umiliazione della culla fino alla ignominia della croce (cf Lc 2, 1-7; Gv 19, 25-27);

la delicatezza previdente (cf Gv 2, 1-11);

la purezza verginale (cf Mt 1, 18-25; Lc 1, 26-38); il forte e casto amore sponsale.

Di queste virtù della Madre si orneranno i figli, che con tenace proposito guardano i suoi esempi, per riprodurli nella propria vita.

Tale progresso nella virtù apparirà conseguenza e già frutto maturo di quella forza pastorale che scaturisce dal culto reso alla Vergine» (Marialis Cultus 56).

Fonte: www.preghiereagesuemaria.it