Santo Rosario on line


Meditazioni su Maria Ausiliatrice di San Giovanni Bosco







Grazie ricevute ad intercessione di Maria Ausiliatrice

Abbondanza di grazie.

Boves è un popolatissimo paese della provincia di Cuneo, dove la S. Vergine si compiacque versare in larga misura le sue benedizioni. Ne esporremo alcune. Il prestinaio D. aveva un negozio assai ben avviato, quando, senza potersene dar ragione, i suoi affari cominciarono a prendere cattiva piega. Alcuni pagamenti resi inesigibili, una sensibilissima cessazione di avventori al suo negozio lo avevan portato alla vigilia di inevitabile fallimento. In quel tempo (1868-69) si parlava molto di grazie ottenute ad intercessione di Maria invocata sotto il titolo di aiuto dei Cristiani e mosso da necessità e da speranza, il sig. D. ricorse pure alla S. Vergine con queste parole: Se io ottengo un miglioramento de' miei affari, prometto di recarmi ai tempio di Maria Ausiliatrice in Torino ed ivi fare le mie divozioni con una offerta in quella chiesa secondo il mio stato. Pieno pertanto di fiducia cominciò a recitar in famiglia alcune particolari preghiere, che non tardarono a conseguire il sospirato effetto. Un soddisfacente avviamento fu la prima benedizione del cielo. Crebbero gli avventori: alcune somme che si riputavano perdute, si poterono incassare, dice, il signor D.: e a suo tempo mi son recato a Torino a compiere la mia promessa; perciocché le cose mie avevano preso felice avviamento e provava co' fatti che la Vergine m'aveva esaudito.

Una benedizione conduce ad un'altra benedizione. Caduto malato un mio figlio trovavasi ridotto in grave pericolo di vita. Tutti i ritrovati dell'arte furono inutili; il mio figlio era per mandare l'ultimo respiro. Allora, continua il D., io e mia moglie ci raccomandammo di cuore alla Santissima Vergine Ausiliatrice e quasi istantaneamente il malato si trova fuori di pericolo, e la gioia ritorna in famiglia, il figlio è restituito alla primiera sanità.

Poco dopo cadde malata la madre dello stesso fanciullo, il male palesando gravezza e pericolo, si fece ricorso allo stesso farmaco di quella celeste Benefattrice, che già aveva in nostra famiglia prodigati cotanti benefici. Maria ci ascolta, la grazia si ottiene, e l’ ammalata come per incanto ritorna in breve alla più florida sanità, che tuttora gode con massima sua consolazione e con vantaggio grande di tutta la famiglia.

La famiglia venuta in Torino rende vivi ringraziamenti all'augusta Madre del Salvatore e, dovunque vada, non cesserà mai di raccontare le grazie ottenute da Maria Ausiliatrice. Dalla Sacristia della chiesa di Maria Ausiliatrice, 19 Maggio 1870.
MARIA e GIOVANNI CONIUGI D

Una bambina liberata da una resta conficcatasele in un occhio.

Costa Costantino sen ritornava il giorno 2 luglio dal campo recando sulle spalle un grosso covone di grano. Appena poneva piede sulla soglia della casa, tosto gli si faceva incontro la numerosa sua famiglia, contenta di rivederlo. Tra gli altri vedevasi una bambina di circa due anni, che se non colle parole, almeno coi gesti e con un innocente sorriso mostrava l'affetto che nutriva pel padre, e; abbracciandone le ginocchia lo mirava in volto con uno sguardo ché inteneriva il buon genitore. Ma quanto essa fu mal ricambiata! Una resta staccatasi dalle mature spighe le cadeva nell'occhio e s'internava in modo che più non era possibile di vederla. Non si può dire qual mutamento successe allora in quella desolata famiglia. Si corse in cerca di un medico, ma tornò vana l'opera sua, poiché non vedevasi la spina. Tutta la notte vogliarono attorno all'infelice fanciulla i genitori desolatissimi, senza veder per nulla scemarsi il male, che anzi andava crescendo. Gonfió l'occhio in modo che ne rimase sfigurata la faccia della bambina, che mai non aveva un momento di riposo. Seppe tal cosa il padre Eraldo da Cocconato, cappuccino, e suggerì di raccomandar la cosa a Maria santissima Ausiliatricè, assicurando che non avrebbero invano fatto ricorso a questa nostra buona Madre. Intanto trascorsero ben due mesi, durante i quali nulla fu tralasciato dai genitori per ridonare la salute a quest'innocente loro creatura. Fu fatta visitare le molte volte dal cav. Castelli, medico molto rinomato di quel paese, dal figlio di lui, dottor esso pure. Il prof. Bruno, medico di S. M., vide pure l'inferma, e tutti dicevano che era inutile ogni cura, perchè non riuscivano a scoprir la spina. Si volle ancora consultare il dottor N.; ma mentre salivansi le scale, la bambini strinse nel collo il dolente padre, e quindi sciogliendo le sue labbra innocenti, disse: Non andiamo più, o padre; la Madonna ci guarirà. Il padre non poteva negare di accondiscendere a tal desiderio della figlia, e ritornava a casa. Questa cosa successe di nuovo quando si portava l'inferma da altro medico rinomato. Nè furono vane le parole della bambina, e non fu scontento il padre d'averle prestato fede. Imperocchè ritornato a casa e posta la bambina nella sua culla, per eccesso di stanchezza questa si addormentò. Nel sonno si rivolse alquanto da una parte e d'un tratto spuntò la spina. Non tardò ad accorgersene la madre che colla punta delle forbici, l'estraeva con una maravigliosa facilità, ridonando in tal modo la salute all'inferma e la pace a tutta la desolata famiglia. Fu riferita al dottor Castelli la cosa, ed egli rispondeva che non poteva essere che Dio non ci avesse posta la divina sua mano. Questo fatto fu ben tosto noto a moltissime persone, che tutte ringraziarono Maria santissima. Il padre è pronto a dar qualunque testimonianza a voce e per iscritto, e desidera sia resa di pubblica ragione una grazia sì speciale, perché imparino i Cristiani quanto sia grande la potenza di Maria Ausiliatrice e quanta la sua bontà verso i suoi divoti.

Fonte: http://www.donboscosanto.eu