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Meditazioni su Maria Ausiliatrice di San Giovanni Bosco







Grazie ricevute ad intercessione di Maria Ausiliatrice

Maria aiuto nelle strettezze. Guarigione di persona inferma da tre anni.

Era il 16 novembre 1866. Il Direttore dell'Oratorio di s. Francesco di Sales doveva di quel giorno pagare lire quattro mila pei lavori della cupola della chiesa che stavasi innalzando in onore di Maria Ausiliatrice. Il Prefetto della casa, sig. D. Rua con altri coadiutori, esce al mattino di detto giorno in cerca di danaro, e dopo aver percorso le vie di Torino, salite e scese moltissime scale, e battuto all'uscio di varie pie persone, la comitiva rientra nell'Oratorio alle 11 antim. e deposita nelle mani del Superiore la somma di lire mille con infiniti stenti raggranellate, e manifestando l'impossibilità di trovare le altre tre mila lire che mancavano al compimento della somma. Fu quello un momento ben tristo uno guardava l'altro senza pronunziar parola; solo il Superiore ricomposto il volto ad ilarità e il cuor pieno di fede e confidenza, fatto coraggio agli astanti, all'una dopo mezzogiorno esce in cerca delle rimanenti lire tremila, senza però sapere dove ed a chi rivolgersi. Dopo un lungo giro, trovandosi vicino a Porta nuova, vede venirgli incontro un uomo sul cui volto traspariva un non so che di mestizia congiunta a grande ansietà. Si avvicina e in grazia, quegli gli dice, Signor Teologo, sarebbe forse ella il Direttore dell'Oratorio?

- Per servirla, signore, posso io giovarle in qualche maniera?
- Oh provvidenza, esclamò, è proprio il Signore che me l'ha fatto trovare così in punto! oh volesse un po' favorire con me e fare una visita al mio padrone, che ha molto bisogno de' suoi conforti.
- Andiamo, andiamo pure in nome della Provvidenza. -
E per istrada dandogli notizia del suo padrone, il servo gli soggiungeva:
- É molto caritatevole sa? Egli potrebbe aiutarla nei lavori della nuova chiesa.
- Ottimamente, ottimamente, rispondeva il Sacerdote.
Pochi minuti dopo egli entrava nella camera d'un gran palazzo. Ivi sopra morbido letto giaceva immobile un signore, che al primo vederlo - oh reverendo, esclamò, ho molto bisogno delle sue preghiere.
- E molto ch'ella si trova in questo stato?
- Da tre anni, tre lunghi anni, e i medici ormai non mi danno più speranza di guarire. Oh almeno potessi ottenere un po' di sollievo ai crudeli tormenti che mi opprimono, farei volentieri qualche cosa per lei.
- Eh veda, signore, il momento sarebbe veramente propizio; avrei appunto bisogno di tremila franchi.
- Ebbene, mi ottenga solo un po' di sollievo a' miei mali, e io verso il fine dell'anno guarderò di contentarla.
- Ma io ne avrei bisogno di questa sera stessa.
- Questa sera, questa sera! e dove trovarli, bisognerebbe uscire... andar alla Banca nazionale, cambiar cedole.
- Ebbene, signore, dia gloria a Dio e a Maria Ausiliatrice, si alzi e vada a prendere e fare quanto occorre.
- Uscire? impossibile, caro Lei, sono tre anni che non mi muovo.
- Impossibile? impossibile a noi, ma non a Dio onnipotente. Mettiamoci alla prova. -

E il Sacerdote,’raccomandato che tutte le persone della casa in numero di una trentina, comprese quelle di servizio, fossero tutte radunate in quella camera, ordinò speciali preghiere a G. C. Sacramentato ed a Maria Ausiliatrice. Si alza quindi, fa portare al letto dell'ammalato quelle vesti, che da tanto tempo giacevano abbandonate, e propone al malato di vestirsi per andare egli stesso alla Banca nazionale. Gli astanti più commossi che maravigliati stavano osservando come sarebbe finita la cosa. In quella entra il medico, e visto quei preparativi gridò all'imprudenza e tentò ogni mezzo per dissuadere l'ammalato. Ma questi, protestando di esser libero padrone di sè volle ad ogni costo seguire isuggerimenti del sacerdote. Volevan gli altri aiutarlo, ma il sacerdote lo proibisce, e in poco d'ora l'infermo è vestito e passeggia per la camera. Si manda a mettere in ordine la carrozza. Prima però di scendere egli volle rifocillarsi alquanto, per ciò gli vengono presentati dei cibi ed ei li mangia con un gusto quale non aveva provato da lungo tempo. Poscia scende le quattro scale da sè, giacchè il sacerdote proibiva assolutamente che lo si aiutasse, sale pure da sè in carrozza, va alla Banca, e ritorna quindi colle tremila lire, che consegna giubilando al sacerdote, facendogli insieme mille ringraziamenti. Il sacerdote, dopo avergli ricambiato i suoi sensi di riconoscenza, lo esortò a ringraziar G. C. Sacramentato e la B. V. Ausiliatrice, da cui unicamente poteva riconoscere la straordinaria guarigione. Rientrato appena nell'Oratorio, era già colà persona che aspettava per il pagamento della somma, che con maraviglia del Prefetto e degli altri superiori dell'Oratorio, potè tosto essere pagata.

(Fatto esposto dal sac. C. Chiala.)

Fonte: http://www.donboscosanto.eu