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Le apparizioni della Madonna a Marienfried





L'ERA MARIANA: Parigi 1830

Le apparizioni mariane che precedettero il Messaggio di Marienfried confermano in modo impressionante, proprio con l'apparizione di Ma­rienfried, quanto la Madonna aveva detto o ave­va voluto nelle precedenti apparizioni. Ogni Mes­saggio ha in qualche modo un riflesso con Ma­rienfried. Si possono anche rilevare e stabilire sviluppi da un Messaggio all'altro. C'è pure il fatto che un Messaggio conferma l'altro median­te il contenuto e la materia che viene annuncia­ta.

Si può fare anche una constatazione negati­va, perchè, fra un Messaggio e l'altro, il mondo diviene sempre più contrario al contenuto dei Messaggi e alle loro richieste. E non è solo il mondo che reagisce in questo modo, ma bensì molti circoli ecclesiastici e molti fedeli.

Quando nel 1830, a Parigi, la Madonna ap­parve a Caterina Labouré allora novizia, espri­mendole il desiderio che voleva una medaglia che portasse la sua immagine con l'invocazione: "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!" il suo direttore spirituale, Padre Aladel, dopo una prima esitazione, fece inoltrare il desiderio della Madonna all'Arcive­scovo di Parigi. Questi fu subito disposto a rea­lizzare il desiderio della Madonna. Egli non perse tempo col dubitare dell'autenticità del messag­gio, e diede la sua approvazione perchè venisse coniata la Medaglia. Egli stesso volle avere la pri­ma. Nella Medaglia egli vide solo un mezzo per onorare la Madonna. Portando egli stesso la Me­daglia, volle crearsi la convinzione che essa a­vrebbe ottenuto le abbondanti grazie promesse dalla Madonna. E le sue speranze non furono de­luse: egli stesso potè per primo esperimentare il miracolo grande di una conversione. L'apostata Arcivescovo di Malines si convertì in una manie­ra straordinaria in punto di morte. Da allora la medaglia fu chiamata dal popolo la "Medaglia miracolosa", e divulgata in milioni di esemplari. L'apparizione di Parigi ha molte affinità con quella di Marienfried. In ambedue i casi la Ma­donna parla a persone che si erano già consacra­te a Lei. Caterina Labouré come Barbara aveva­no perduto la mamma in giovane età. Per questo nel seguito della loro vita si affidarono alla Ma­donna. L'aiuto che Maria vuole portare a Parigi come a Marienfried è di natura spirituale. In tut­ti e due i casi si tratta soprattutto della salvezza delle anime, e Maria appare alla medesima maniera: Ella allargò le mani e da esse uscirono dei raggi che si posarono sopra le persone.

A Parigi la Vergine desidera che si porti la Medaglia con la sua immagine e la sua preghiera. A Marienfried, Ella offre il suo Cuore e il Rosa­rio dell'Immacolata, indicandolo come il Rosario ricco di grazie.

La preghiera che la Vergine dà a Parigi ha come oggetto la sua Immacolata Concezione. A quel tempo il dogma dell'Immacolata Concezio­ne non era ancora stato annunziato. Ma la pre­ghiera: "O Maria,concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!", esprime in altri termini la stessa cosa.

Sul fondamento del suo privilegio, cioè del­la Immacolata Concezione, Ella concede le gra­zie promesse, in concomitanza con la medaglia che porta la sua immagine. A Marienfried Lei vuole operare i suoi miracoli di grazia per mezzo di quelle persone che posseggono il suo Cuore, cioè per mezzo di coloro che hanno realizzato lo scambio del cuore. La preghiera che Ella chiede è il Rosario dell'Immacolata, che racchiude le in­vocazioni: "Per la tua Immacolata Concezione, salva... proteggi... guida... santifica... governa...

Con il Messaggio di Parigi la Vergine racco­glie i suoi figli in una congregazione. A Marien­fried Ella parla ai suoi figli della congregazione e vuole guidarli all'ultima decisiva battaglia contro le potenze demoniache e armarli delle sue armi potenti. Marienfried può essere indicata come il coronamento di tutti i Messaggi mariani. Se il messaggio non sarà compiuto dai figli che Maria ha chiamati, allora sorgerà il serio pericolo che allo scoppio della battaglia decisiva gli eserciti mariani combattenti rifiutino le armi più poten­ti.