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Maggio, le apparizioni di Nostra Signora del Laus







IN LOTTA CON IL DEMONIO

Il demonio ci odia perché ci sa infinitamente amati da Dio e da Maria e se sembra che lasci in pace gli uomini, non tormentandoli tanto come ha fatto con Benedetta, è perché Dio conosce la debolezza della maggior parte dei suoi figli e non permette che egli possa recar loro danno. Ma se il demonio ha avuto a volte un grande potere da Dio sulle anime a Lui più care è certo per accrescere il loro merito, per la loro maggior gloria in Cielo.

Inoltre questa è una prova dell'esistenza del diavolo e dell'inferno, su cui però Dio sempre trionfa e dal quale salva chi crede in lui, chi lo ama e chi si affida a Maria, la Donna che ha schiacciato il capo al serpente.

Per vincere le insidie del diavolo dobbiamo ricorrere più spesso a Lei e a quell'angelo che Dio ci ha dato come nostro custode. Così faceva anche Benedetta.

La guerra che il demonio fece al santuario del Laus non ha riscontro nella storia degli altri santuari. Egli, non contento di tormentare in tutti i modi la povera Benedetta, fallito il tentativo di mettere in ridicolo e diffamare quel luogo, escogitò un altro piano: mandare dei sacerdoti indegni a reggere il Santuario.

A quel tempo erano tanti i sacerdoti e anche i vescovi che seguivano una pericolosa eresia: il Giansenismo. Esso propagava una morale severa, piena di rigore e austerità, che non presentava Dio come Padre, così come ce lo ha rivelato Gesù, ma come un Padrone severo che esige sacrifici per placare la sua ira. Così, i sacerdoti inviati a Laus, cercarono di seminare questi errori, proprio là dove la Madonna aveva seminato il vero spirito di Gesù, la carità, la dolcezza, la misericordia.

Benedetta viene sorvegliata, trattata da visionaria e il popolo viene dissuaso dal prestarle fede. La Vergine Maria le diceva: "I tuoi nemici vorrebbero che tu fossi folle, per la rovina del Santuario".

Pensano a metterla in prigione, a chiuderla in un monastero, ma ogni piano svanisce. Le proibiscono però di parlare con i sacerdoti e i pellegrini e Benedetta con umiltà non si ribella. Non può più entrare in chiesa che alla domenica e solo per la Messa. Alla fine la ritengono pure indegna di ricevere i sacramenti e si rifiutano di confessarla.

Impegno: Con umiltà, unito a Maria, voglio oggi accettare le contrarietà senza replicare e senza difendermi.