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Vita di San Paolo apostolo di San Giovanni Bosco





Predica di s. Paolo a Mileto - Suo viaggio fino a Cesarea - Profezia di Agabo. - Anno di Cristo 58.

Sciolta quell'adunanza che aveva durato circa ventiquattro ore l'instancabile Apostolo partì co' suoi compagni per Mitilene nobile città dell'isola di Lesbo. Di qui proseguendo il viaggio in pochi giorni giunse a Mileto città della Caria, provincia dell'Asia minore. L'Apostolo non avea voluto fermarsi ad Efeso per non essere obbligato daque' Cristiani, che teneramente l'amavano, a sospendere di troppo il suo cammino. Egli affrettavasi affine di giungere a Gerusalemme per la festa di Pentecoste. Da Mileto Paolo mandò in Efeso a partecipare il suo arrivo ai vescovi ed ai preti di quella città e delle province vicine invitandoli a venirlo a trovare ed anche conferire con lui intorno alle cose della fede, seppure avesse fatto mestieri. Vennero in gran numero.

Quando s. Paolo si vide circondato da que' venerandi predicatori del Vangelo, cominciò ad esporre loro le tribolazioni sofferte giorno e notte per le insidie dei Giudei. «Ora io vado a Gerusalemme, egli diceva, colà guidato dallo Spirito Santo il quale, in tutti i luoghi ove io passo, mi fa conoscere le catene e le tribolazioni che in quella città mi aspettano. Ma nulla di ciò mi spaventa, nè fo la mia vita più preziosa del mio dovere. A me poco importa vivere o morire, purchè io termini la mia carriera rendendo gloriosa testimonianza al Vangelo che Gesù Cristo mi ha affidato. Voi non vedrete più la mia faccia, ma badate a voi stessi e a tutto il gregge sopra cui lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi per governare la Chiesa di Dio da lui acquistata col prezioso suo sangue.» Quindi passò ad avvisarli che dopo la sua partenza sarebbero insorti lupi rapaci e uomini perversi per guastare la dottrina di Gesù Cristo. Dette queste parole si posero tutti in ginocchio e fecero insieme orazione. Niuno poteva contenere le lagrime, e tutti si gettavano sul collo di Paolo imprimendogli mille baci. Ed erano specialmente inconsolabili per quelle parole, che non avrebbero più veduta la sua faccia. Per godere ancora alcuni momenti la dolce di lui compagnia lo accompagnarono fino alla nave, e non senza una specie di violenza si separarono dal loro caro maestro.

Paolo insieme co' suoi compagni da Mileto passò all'isola di Coo, molto rinomata per un tempio dei Gentili dedicato a Giunone e ad Esculapio. Il giorno dopo giunsero a Rodi, isola molto celebre specialmente pel suo colosso, che era una statua di straordinaria altezza e grossezza. Di là vennero a Patara città capitale della Lidia, molto rinomata per un gran tempio dedicato al Dio Apollo. Di qui navigarono fino a Tiro ove la nave doveva lasciare il suo carico.

Tiro è la città principale della Fenicia ora detta Tor sulle rive del Mediterraneo. Appena sbarcati trovarono alcuni profeti che andavano pubblicando i mali che al santo Apostolo sovrastavano in Gerusalemme, e lo volevano distogliere da quel viaggio. Ma egli dopo sette giorni volle partire. Quei buoni Cristiani colle mogli e co' loro ragazzi lo accompagnarono fuori della città, ove piegate le ginocchia sul lido fecero secolui orazione. Quindi scambiatisi i più cordiali saluti s'imbarcarono e vennero accompagnati dagli sguardi dei Sidonesi finchè la lontananza della nave li tolse di vista. Giunti in Tolemaide si fermarono un giorno per salutare e confortare quei Cristiani nella fede; continuando poscia il loro cammino giunsero a Cesarea.

Ivi Paolo fu accolto con giubilo dal diacono Filippo. Questo santo discepolo dopo di aver predicato il Vangelo ai Samaritani, all'eunuco della regina Candace e in molte città della Palestina, aveva fissato il suo domicilio a Cesarea per attendere alla coltura di quelle anime che egli aveva in Gesù Cristo rigenerate.

Venne in quei tempi in Cesarea il profeta Agabo, e andato a far visita al santo Apostolo, gli tolse da dosso la cintura e legatisi con essa i piedi e le mani: ecco, disse, quanto lo Spirito Santo apertamente mi dice: l'uomo a cui appartiene questa cintola, sarà in questa guisa legato da' Giudei in Gerusalemme.

La profezia di Agabo commosse tutti gli astanti, perciocchè venivano sempre più resi manifesti i mali che erano al santo Apostolo preparati in Gerusalemme; onde gli stessi compagni di Paolo piangendo lo pregavano di non andarvi. Cui Paolo coraggiosamente rispondeva: Deh! vi prego, non piangete. Con queste vostre lagrime non fate altro che accrescere afflizione al mio cuore. Sappiate che io sono pronto non solo a patire le catene, ma ad incontrare anche la morte pel nome di Gesù Cristo.

Allora tutti ravvisando la volontà di Dio nella fermezza del santo Apostolo dissero ad una voce: sia fatta la volontà del Signore. Ciò detto partirono alla volta di Gerusalemme con un certo Mnasone che era stato discepolo e seguace di Gesù Cristo. Egli aveva dimora fissa in Gerusalemme ed andava seco loro per albergarli in casa sua.

Fonte: http://www.donboscosanto.eu/