Santo Rosario on line


Le apparizioni di Medjugorje





Sesto giorno (lunedì 29 giugno 1981)

Janko: Vicka, sono contento di vederti così paziente. Non me l'aspettavo.
Vicka: E che cosa pensavi, tu, che io non sapessi parlare seriamente?
Janko: Non proprio così, ma... Lasciamo da parte questo, e seguitiamo il nostro dialogo.
Vicka: D'accordo. Però tu non devi cercare di indagare troppo, come se io mi confessassi.
Janko: Proprio così, invece! Qui devi essere sincera come quando ti confessi.
Vicka: Va bene. Attacca, incomincia pure.
Janko: Cerca ora di ricordarti che quel giorno era la festa di S. Pietro.
Vicka: Lo so. Non lo dimenticherò mai.
Janko: Perché mi dici questo?
Vicka: Potrei dilungarmi, ma non me lo devi permettere.
Janko: Su, Vicka, incomincia, per non perdere tempo.
Vicka: È andata così. Poiché era festa, si è dormito un po' più a lungo. Ci siamo alzati, abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo preparati per andare in chiesa.
Janko: Va bene. Vi siete incamminati per andare in chiesa. E poi?
Vicka: Ma invece, niente chiesa! Improvvisamente davanti alle nostre case apparvero due macchine: l'autoambulanza di Ciitluk e un'altra macchina.
Janko: Che cosa è successo?
Vicka: Rammarico e tristezza, padre mio. Aprono la macchina e ci dicono: «Accomodatevi».
Janko: A chi lo dicono?
Vicka: Beh, a noi veggenti.
Janko: E voi?
Vicka: Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L'ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta.
Janko: Tutti e sei nell'autoambulanza?
Vicka: Sì. Nell'altra macchina hanno caricato i nostri familiari, che ci hanno accompagnati. E siamo partiti.
Janko: Chi vi ha accompagnato?
Vicka: I nostri genitori o qualche altro dei familiari. Ci ha accompagnati anche il direttore dell'ambulatorio di Ciitluk.
Janko: Te, chi ti ha accompagnato?
Vicka: Mia madre; e chi altri? Papà a quel tempo era in Germania.
Janko: Vi hanno detto dove vi avrebbero portati?
Vicka: Ci hanno detto: dai medici a Mostar.
Janko: E ci siete andati?
Vicka: Ci siamo andati; che cosa potevamo fare di diverso? Ci hanno portati in un certo istituto psichiatrico; fino allora non ne avevo neppure sentito parlare. Quando siamo arrivati ci dissero: «Uscite!» E cominciarono le visite. [Era l'ospedale «Safet Mujic» di Mostar].
Janko: Ma il foglio medico per la visita chi ve l'ha fornito?
Vicka: Macché foglio medico!
Janko: Chi hanno chiamato per primo?
Vicka: Ci hanno spinti insieme in una stanza.
Janko: E chi faceva la visita
Vicka: Una dottoressa [dott. Mulija Dzudza].
Janko: Vi ha visitati uno per volta o tutti insieme?
Vicka: Tutti insieme. Non si può dire che si sia trattato di una vera visita. La dottoressa un po' ci interrogava e un po' ci prendeva in giro. Era una vera commedia.
Janko: Quale commedia?
Vicka: Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io. Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Ma! Chi si ricorda di tutto? Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre.
Janko: Qualcuno ha raccontato che vi hanno condotti in una camera mortuaria.
Vicka: Si, è vero. Volevano spaventarci ad ogni costo.
Janko: Sono riusciti, ad esempio, a spaventare te, in qualche modo?
Vicka: Niente affatto.
Janko: Proprio per niente?
Vicka: Beh, te l'ho detto: assolutamente no. Cosa mi potevano fare? C'è sempre qualcuno che muore; è normale. Io pensavo soltanto a risalire quanto prima in macchina per rientrare a casa.
 Janko: E i vostri autisti?
Vicka: Che potevano farci, poveri uomini? Anche a loro sembrava stupido tutto questo; ma che potevano farci?
Janko: E il direttore, che vi accompagnava, come si è comportato?
Vicka: Bene; gentilmente. Che cosa poteva fare, pover'uomo?
Janko: Vi ha accompagnati anche al ritorno?
Vicka: Sì, sì. L'ha fatto.
Janko: E così vi hanno riportato a casa?
Vicka: Circa alle due del pomeriggio.
Janko: Ma non mi hai ancora riferito che cosa ha detto di voi la dottoressa alla fine.
Vicka: Ha detto: È matto chi ci ha portato lì; e che noi siamo dei ragazzi completamente sani. Che altro poteva dire?
Janko: Beh, è stata comunque onesta.
Vicka: Certo. Ma lasciamo finalmente questo episodio.
Janko: D'accordo, Vicka. Siete tornati a casa, avete riposato un po' e poi?
Vicka: Non si poteva riposare. La gente si è precipitata intorno a noi. Non ci si poteva nemmeno girare; tutti volevano sapere, e noi non parlavamo volentieri. Aspettavamo solo che giungesse la nostra ora e la nostra Madonna.
Janko:È un po' strano: caldo, stanchezza, tante pressioni e voi, malgrado tutto, pensavate alla vostra Madonna?
Vicka: E a chi, altrimenti? Niente ci poteva fermare.
Janko: C'era molta gente a Podbrdo?
Vicka: Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l'altro. Non c'era il posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva... Qualcosa di inverosimile!
Janko: Poveri voi! Come siete riusciti ad arrivare lassù?
Vicka: Con grande fatica. Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l'avremmo mai fatta.
Janko: Bene. In qualche modo siete riusciti ad arrivare su. E poi?
Vicka: Ci siamo inginocchiati e abbiamo incominciato a pregare.
Janko: E la Madonna? 
Vicka: È venuta quasi subito.
Janko: E allora?
Vicka: Tutti insieme [con lei] abbiamo incominciato a pregare, a cantare, a chiedere qualcosa alla Madonna e così via.
Janko: Ti ricordi di qualcosa che le avete domandato?
Vicka: Sì, mi ricordo. Abbiamo domandato anche questo: «Madonna cara, sei contenta che tutta questa gente oggi sia qui?».
Janko: E la Madonna?
Vicka: Sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac.
Janko: E poi?
Vicka: Mi ricordo molto bene che le abbiamo domandato: «Madonna mia, fino a quando rimarrai con noi?».
Janko: E lei?
Vicka: Lei ha detto: «Quanto volete voi, angeli miei!». Pensa: «quanto volete»! Ma per sempre! Ma questo non osavamo dirlo. Padre mio, nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque.
Janko: E così per quel pomeriggio è finita?
Vicka: Macché! Appena allora ci siamo sentiti incoraggiati a interrogarla.
 Janko: E che altro le avete chiesto?
Vicka: Abbiamo chiesto di nuovo che cosa desiderava da quella gente, affamata e assetata, che soffriva e sudava tra quei cespugli spinosi.
Janko: Vicka, ti credo. La Madonna vi ha risposto qualcosa? 
Vicka: Sì, come no? Diceva che vi è un Dio solo e un'unica fede. Che la gente creda fermamente e che non abbia paura di niente.
Janko: Ha detto ancora qualcosa?
Vicka: Abbiamo chiesto una cosa che riguardava noi. Volevamo sapere se saremmo riusciti a sopportare tutto, poiché molti ci perseguitavano perché affermavamo di vederla.
Janko: E la Madonna?
Vicka: Lei ha detto due, tre volte: «Sì che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura: voi sopporterete tutto». Solo dobbiamo credere e fidarci di lei.
Janko: C'è stato qualcos'altro ancora?
Vicka: In quella occasione, per la prima volta, abbiamo domandato e pregato per un ammalato.
Janko: Ti potresti ricordare chi era?
Vicka: Sì; come no? Non lo scorderò mai. Un bambino; il padre lo teneva in braccio. Il piccolo sembrava mezzo morto; teneva appoggiata la testa sulla spalla sinistra del padre. Veramente appariva in uno stato penoso.
Janko: E allora?
Vicka: Il padre supplicava e pregava la Madonna perché lo guarisse. Ha chiesto pure a noi di pregare e raccomandare alla Madonna il piccolo.
Janko: Che cosa dovevate chiedere?
Vicka: Se il piccolo sarebbe guarito.
Janko: E voi?
Vicka: L'abbiamo chiesto; l'ho chiesto proprio io.
Janko: E la Madonna, non ha detto niente?
Vicka: Ma perché precipiti le cose? Come niente! Ha guardato il piccolo con molta tenerezza e ha detto che i genitori preghino molto e credano con fermezza.
Janko: Ho sentito che uno di voi ha affermato che il piccolo guarirà sicuramente.
Vicka: Lo so. Io penso che l'abbia detto il piccolo Jakov. Solo che lui, in mezzo a quella confusione, ha dimenticato di dire che i genitori devono pregare molto, digiunare e credere fermamente.
Janko: Bene. E che cosa è successo poi con il piccolo?
Vicka: So soltanto questo: i suoi genitori ci ringraziavano e dopo ho visto pure il piccolo: giocava intorno a noi, mentre prima non si reggeva nemmeno in piedi. Più di questo non saprei.
Janko: Bene, Vicka, ma noi non abbiamo detto ancora chi è questo piccolo.
Vicka: Non è che io ricordi tutte le cose, ma questa sì; forse perché era un caso particolare. Il piccolo si chiamava Danijel Setka, da Podgorje.
Janko: E la giornata è finita con questo?
Vicka: Non so perché questa volta hai così fretta, mentre di solito ti piace sentir parlare tanto.
Janko: Non ho fretta, ma è solo che penso di essere stato già abbastanza noioso. Su, racconta ancora qualcosa, se c'è.
Vicka: Quella volta è accaduto un fatto interessante riguardo ad una dottoressa. [dott. ,Darinka Glamuzina].
Janko: Che è mai questo?
Vicka: Quel giorno a Podbrdo si trovava anche una dottoressa.
Janko: E cosa è accaduto?
Vicka: Essa desiderava «toccare» la Madonna. Noi lo abbiamo domandato alla Madonna e lei ha risposto: «Ci sono sempre stati dei Giuda increduli, ma lo può fare. Che si avvicini». La dottoressa si è avvicinata e ha toccato la Madonna.
Janko: Come faceva a toccare la Madonna se non la vedeva?
Vicka: Gliel'ho indicata io.
Janko: Ha toccato davvero la Madonna?
Vicka: Sì, davvero.
Janko: E dove l'ha toccata?
Vicka: Sulla spalla destra; lì era più facile.
Janko: E la dottoressa allora?
Vicka: Cosa poteva fare! Si è allontanata e chissà cosa pensava dentro di sé.
Janko: Ha detto qualcosa?
Vicka: Davanti alla gente non ha detto niente. Dopo è passata a casa nostra e ha detto davanti a tutti che, quando ha toccato la Madonna, ha sentito come dei brividi attraverso il braccio. Non ha detto niente altro.
Janko: In seguito, ha partecipato ancora alle apparizioni?
Vicka: Non l'ho più vista. Lo sai come la pensano quelli che sono al servizio del regime... Sei intelligente e lo capisci da solo.
Janko: Vicka, questo fatto è veramente interessante. Ne avevo sentito dire qualcosa, ma adesso lo so con precisione.
Vicka: Sì, qualcosa me lo ricordo anch'io, se mi concentro.
Janko:È vero. Ti ringrazio.



Fonte: PERCHE’ LA MADONNA APPARE A MEDJUGORJE Di Padre Giulio Maria Scozzaro – Associazione cattolica Gesù e Maria.; Intervista a Vicka di Padre Janko; Medjugorje gli anni '90 di Suor Emmanuel; Maria Alba del Terzo millennio, Ares ed. ... ed altri ....
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