Santo Rosario on line


Nell'intimità della Santa Famiglia - meditazioni tratte dagli scritti della Serva di Dio Maria Costanza Zauli






18. CONTEMPLAZIONE GESU' MAESTRO SAPIENTE

Contempliamo il bellissimo quadro che offre la casa nazarena, specialmente dopo la morte di San Giuseppe.

Il Figlio divino, negli ultimi mesi che dedica alla vita nascosta, si prefigge di compiere quanto di più delicato ed importante concerne l'opera sua, gettando le basi e tracciando le linee maestre per i contemplativi.

La sua pietà filiale, l'amore tenerissimo che porta alla madre, lo muove a moltiplicare con lei le finezze più delicate al fine di corroborarla alla prova imminente. Di tutto quanto accadrà, minutamente la previene, perché non abbia sorprese e la stia fede ne venga fortificata.

Conoscendo egli il tempo del quale poteva ancora liberamente disporre, attende ad ultimare i lavori lasciati incompiuti da Giuseppe, accettando quelle sole ordinazioni che potrà soddisfare, e si dedica all'umile mestiere di falegname.

Ha disposto un orario per la giornata che esattamente osserva insieme a Maria.

L'alzata è alle prime ore dell'alba. Sbrigate sollecitamente le faccende per il riassetto per sonale e delle modeste stanzette, dedicano una notevole parte di tempo alla preghiera (circa tre ore), dopodiché la Madonna prepara per la colazione, consistente d'ordinario in pane e miele.

Durante i pasti si conserva il silenzio, rispettando l'uno l'elevazione dell'altro. Poi Gesù si ritira nel piccolo laboratorio, separato soltanto da un tendaggio dall'ambiente comune, potendo così, Madre e Figlio, seguirsi con lo sguardo.

Il pomeriggio viene dedicato ad una lettura meditata, durante la quale l'amoroso Figlio svela a Maria il senso nascosto delle scritture che lo riguardano.

Ma vi è tanta sapienza, bellezza e amore in quell'unico maestro che la Madre, senza prevenire il futuro, rimane più che altro impegnata nell'amore, tanto acceso che se Gesù non tenesse abbassato lo sguardo, verrebbe rapita in estasi.

In ore prefisse cantavano insieme le lodi al divin Padre. Alla voce armoniosa e calda di Gesù, si univa quella più delicata, ma perfettamente intonata di Maria.

Quale canto di paradiso!

8 settembre 1950


PREGHIERA CON LE PAROLE DI MADRE ZAULI
San Giuseppe, nostro amabile patrono, ti preghiamo di ottenerci la grazia di corrispon-dere con la massima fedeltà alla nostra voca-zione, in modo da compiacere in pieno il nostro Dio.

A te, dopo che a Maria santissima, fu dato di penetrare il più a fondo possibile il gran palpito dell'Amore infinito; fa' che noi pure, coltivando a tua imitazione il silenzio interiore e il sacro raccoglimento, siamo immersi in una sempre maggiore intimità con il Cuore divino.

Come tu attendevi al tuo umile mestiere con lo sguardo su Gesù, che avevi sempre sotto gli occhi, aiuta anche noi ad attendere alle nostre occupazioni senza mai perdere di vista l'Ostia santa, Sole della nostra vita.

In te risplende particolarmente l'umiltà, tanto profondamente e sinceramente sentita: aiutaci ad imitarti, per essere irradiati intima-mente dalla Luce dello Spirito Santo.

Tu, che avesti il privilegio di stringere tante volte al tuo cuore il Verbo Incarnato, ottienici la grazia immensa di farlo tutto nostro ed immedesimarci in Lui quando lo riceviamo nella santa Comunione.

Tu che, con Maria, fosti il primo adoratore in spirito e verità, insegnaci a saperci valere della preziosità del sacramento eucaristico e ad unirci a te nell'offerta continua di Gesù Ostia al Divin Padre per la Chiesa e per il mondo intero. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria