Santo Rosario on line


Nell'intimità della Santa Famiglia - meditazioni tratte dagli scritti della Serva di Dio Maria Costanza Zauli






11. CONTEMPLAZIONE LO SGUARDO DI GESU' SU GIUSEPPE

Il giorno precedente la novena di San Giuseppe ebbi un lampo di intuizione su di un particolare della vita di lui.

Appena nato Gesù, dopo che la divina Madre ne ebbe fatta l'offerta al Padre, l'infante, pienamente cosciente di quell'atto, aveva elevato gli occhi con indicibile espressione di devozione e di amore, poi, dopo aver guardato Maria, aveva fissato lo sguardo con filiale tenerezza su colui che gli teneva le veci del Padre celeste.

E quando, a sua volta, Giuseppe prese il bambino fra le braccia, questi gli trasmise una così abbondante effusione di grazia da sollevarlo spiritualmente ad altezze sublimi.

Ad ogni contatto con Gesù, San Giuseppe riceveva dal Figlio di Dio, venuto in terra per riportare gli uomini al Padre, il dono massimo: la più ampia e profonda conoscenza del Padre celeste.

Era una comunione ineffabile con la divinità, una contemplazione che lo beatificava, sprofondandolo nella più compresa umiltà.

Riconosceva il suo nulla, la sua inferiorità rispetto a Maria, e si sentiva incapace di assolvere il gran compito che gli era stato affidato. Vedeva con somma pena come spesso, nonostante i suoi sacrifici, la giovane Madre mancasse del necessario sostentamento proprio nel periodo in cui doveva nutrire il suo bambino. Questo stato di umiliazione pareva moltiplicare i tratti della tenerezza del piccolo Gesù per lui e sempre più lo elevavano.

Poco si parlava nella casetta nazarena, perché quando è attiva l'azione della grazia, non è possibile poter molto parlare. L'unica voce che si elevava da quei cuori era la lode e il ringraziamento all'Altissimo.

Una delle caratteristiche di San Giuseppe la vedrei nella perfezione dell'adorazione con Maria santissima al Verbo incarnato. Lo si può a ragione considerare come il primo degli adoratori.

24 marzo 1954


PREGHIERA CON LE PAROLE DI MADRE ZAULI
San Giuseppe, nostro amabile patrono, ti preghiamo di ottenerci la grazia di corrispon-dere con la massima fedeltà alla nostra voca-zione, in modo da compiacere in pieno il nostro Dio.

A te, dopo che a Maria santissima, fu dato di penetrare il più a fondo possibile il gran palpito dell'Amore infinito; fa' che noi pure, coltivando a tua imitazione il silenzio interiore e il sacro raccoglimento, siamo immersi in una sempre maggiore intimità con il Cuore divino.

Come tu attendevi al tuo umile mestiere con lo sguardo su Gesù, che avevi sempre sotto gli occhi, aiuta anche noi ad attendere alle nostre occupazioni senza mai perdere di vista l'Ostia santa, Sole della nostra vita.

In te risplende particolarmente l'umiltà, tanto profondamente e sinceramente sentita: aiutaci ad imitarti, per essere irradiati intima-mente dalla Luce dello Spirito Santo.

Tu, che avesti il privilegio di stringere tante volte al tuo cuore il Verbo Incarnato, ottienici la grazia immensa di farlo tutto nostro ed immedesimarci in Lui quando lo riceviamo nella santa Comunione.

Tu che, con Maria, fosti il primo adoratore in spirito e verità, insegnaci a saperci valere della preziosità del sacramento eucaristico e ad unirci a te nell'offerta continua di Gesù Ostia al Divin Padre per la Chiesa e per il mondo intero. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria