Santo Rosario on line


Nell'intimità della Santa Famiglia - meditazioni tratte dagli scritti della Serva di Dio Maria Costanza Zauli






I. CONTEMPLAZIONE L'AMORE PATERNO DI SAN GIUSEPPE

Ieri, festa del nostro amabile patrono San Giuseppe, mi è stato dato di penetrare una consolante verità riguardo alle ricchezze interiori del caro santo.

Ho visto in una vivissima luce come, dopo la Madonna, San Giuseppe sia stato il primo degno adoratore del Verbo incarnato e dell'Altissimo Dio.

Egli, davanti al divino infante, sprofondò le potenze dello spirito in tale annientamento di fede e di perfetta adorazione da penetrare, attraverso quelle tenere apparenze corporee, gli splendori del Verbo negli abissi della divinità.

Dopo l'adorazione di Maria santissima, il Signore non potrà più ricevere dalla terra adorazioni più perfette di quelle di San Giuseppe, tanto che lo si potrebbe considerare a ragione come padre e suscitatore della schiera degli adoratori.

Questa luce sul caro santo non è stata una fredda speculazione, ma quasi il risultato dell'esperienza che mi ha comunicato di quella sua adorazione. Chi mai potrà esprimerne l'altezza? Il divin Padre, a quel suo vero adoratore in spirito e verità, comunicò di sé una conoscenza ineffabile. Era conveniente che se lo rendesse tanto intimo, dovendolo rendere atto a tenere le sue veci presso il suo Figlio divino.

A San Giuseppe venne conferita un'investitura unica della divina paternità, e se Gesù fanciullo mostrerà a lui le sue predilezioni, era perché vedeva tanto bene impressa in lui la somiglianza al Padre celeste.

Quanto questo particolare ha intensificato il mio amore per il castissimo sposo di Maria! Il pensarlo tanto intimo al divin Padre me lo rende doppiamente caro. Ho pure intuito come San Giuseppe, insieme alla Madonna, continuino le loro adorazioni a Gesù sacramentato.

A loro pare affidato il compito di riparare le insufficienze delle nostre adorazioni.

In tal modo Gesù, Maria e Giuseppe continuano a formare la trinità terrena, specchio fedele di quella celeste.

20 marzo 1947


PREGHIERA CON LE PAROLE DI MADRE ZAULI
San Giuseppe, nostro amabile patrono, ti preghiamo di ottenerci la grazia di corrispon-dere con la massima fedeltà alla nostra voca-zione, in modo da compiacere in pieno il nostro Dio.

A te, dopo che a Maria santissima, fu dato di penetrare il più a fondo possibile il gran palpito dell'Amore infinito; fa' che noi pure, coltivando a tua imitazione il silenzio interiore e il sacro raccoglimento, siamo immersi in una sempre maggiore intimità con il Cuore divino.

Come tu attendevi al tuo umile mestiere con lo sguardo su Gesù, che avevi sempre sotto gli occhi, aiuta anche noi ad attendere alle nostre occupazioni senza mai perdere di vista l'Ostia santa, Sole della nostra vita.

In te risplende particolarmente l'umiltà, tanto profondamente e sinceramente sentita: aiutaci ad imitarti, per essere irradiati intima-mente dalla Luce dello Spirito Santo.

Tu, che avesti il privilegio di stringere tante volte al tuo cuore il Verbo Incarnato, ottienici la grazia immensa di farlo tutto nostro ed immedesimarci in Lui quando lo riceviamo nella santa Comunione.

Tu che, con Maria, fosti il primo adoratore in spirito e verità, insegnaci a saperci valere della preziosità del sacramento eucaristico e ad unirci a te nell'offerta continua di Gesù Ostia al Divin Padre per la Chiesa e per il mondo intero. Amen.

Fonte: Preghiere a Gesù e Maria