Santo Rosario on line


Le virtù della Sacra Famiglia






16. Il coraggio

Vi lodiamo e benediciamo, o Santa Fa­miglia, per la virtù del coraggio dimostrato con volontà risoluta e dinamica nel compiere il bene verso Dio e i fratelli e nel fuggire il male. Il coraggio, del cristiano non consiste in quella specie di animosità spericolata o in una certa autosicurezza che uno si propone quando compie un'impresa difficile o pericolosa, o quando partecipa a qualche importante com­petizione. No! Il coraggio cristiano è qualche cosa di più grande e di molto più importante. E' l'impegno di tutto il proprio essere per la conquista di quel bene supremo che è Dio! E per realizzare questo è necessario lottare con intelligenza, volontà e sacrificio per vivere una vita di grazia, di fedeltà e di amore che inco­mincia ora nel tempo e continua per l'eternità. L'esempio più bello di questo coraggio ci viene dalla Santa Famiglia di Nazareth. Quelle tre sante persone, povere ed umilissime, ci insegnano che la base di ogni vero bene non sta nella ricchezza, nell'apparire forti e potenti, ma nel cercare di mettersi a servizio di Dio e del prossimo con piena disponibilità e nel dono di se stessi. Gesù ha proclamato che solo coloro che fanno violenza a se stessi, conquisteranno il regno di Dio. E' una violenza che equivale ad un impegno costante di tutto il proprio essere in anima e corpo.

Maria e Giuseppe accettano e realizzano con dedizione e coraggio il messaggio evan­gelico che Gesù ha presentato anzitutto a loro nella casetta di Nazareth. Giuseppe, che era il più adulto delle tre sante persone, ha avuto il merito di credere con coraggio al grande piano della redenzione, incominciando dal mistero della maternità verginale di Maria. Era cosa che richiedeva fortezza d'animo fuori del comune. Qualsiasi altra persona avrebbe dubitato: lui no!

Giuseppe accompagna Maria nel difficile e faticoso viaggio che da Nazareth li porta a Betlemme, dove deve nascere Gesù; e poi con maggiore coraggio affronta l'altro viaggio, quello della fuga verso l'Egitto per portare al sicuro il neonato Messia.

Maria e Giuseppe avevano compreso che il Vangelo significava prima di tutto "prendere la propria croce" e fare un cammino di sacri­ficio fino al calvario. Loro l'hanno fatto, ed ora l'insegnano a noi.


Fonte: Preghiere a Gesù e Maria