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Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





22. Bernardetta nell'Ospizio di Lourdes



Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

All'inizio del 1860 la vita di Bernardetta è sempre la stessa: lavoro, studio, casa, visitatori. A studiare l'aiuta anche una maestra privata. A casa svolge il suo ruolo di primogenita contribuendo all'educazione dei fratelli, guidando le preghiere della mattina e della sera e poi non manca di ricevere i pellegrini, sempre più numerosi.

Prove, adulazioni, angherie, zelo indiscreto! Certo non si può continuare così! E allora, su interessamento del parroco, Bernardetta viene accolta come alunna e malata indigente, nell'Ospizio di Lourdes tenuto dalle Suore di Nevers. Qui, affidata alle suore, nessuno può incontrarla se non col permesso del parroco e della Superiora.

I genitori di Bernardetta e Bernardetta stessa erano contrari alla separazione, ma accettano quando viene loro assicurato che potranno vedersi senza permessi ogni volta che lo vorranno. Bernardetta, accompagnata da una suora, potrà andare a casa sua ogni volta che lo desidererà. Tutto è fatto per il suo bene, ma Bernardetta ne soffre, tanto, e capisce che il suo Calvario sta cominciando a diventare ancora più ripido. In compenso può studiare con più regolarità, ma, a diciassette anni, non riesce ancora a scrivere neppure un breve biglietto d'auguri senza fare tanti errori! Solo nel maggio del 1861 sarà capace di scrivere per la prima volta il racconto delle apparizioni, unendo comunque sempre il francese a molte espressioni dialettali.

Diventa brava nel cucito e nel ricamo, gioca, ride, scherza con tutti, ma le crisi d'asma non la lasciano. Una notte vengono chiamati i genitori perché si pensa che non la supererà. Riceve pure l'Unzione degli Infermi. Ma poi, improvvisamente, si riprende e testimonia davanti al Vescovo di Tarbes le meraviglie di cui è stata testimone. Così, il 18 gennaio 1862 il Vescovo firma una lettera pastorale nella quale afferma che "L'Immacolata Maria, Madre di Dio, è realmente apparsa a Bernardetta".

Intanto l'afflusso dei visitatori, seppure più regolato, continua. Bernardetta confessa che qualche volta è stanca di ripetere sempre le stesse cose e che avrebbe voglia di scomparire. Si incontra anche con lo scultore Fabish che sta preparando la statua dell'Immacolata da mettere a Massabielle. Gli dà tutte le informazioni necessarie, ma egli ne tiene conto solo in parte e così, di quella statua che ancora oggi è nella grotta, Bernardetta dice decisa: "No, non è lei!".

Per obbedienza risponde alle lettere dei pellegrini, per obbedienza riceve chi vogliono farle ricevere, per obbedienza non va all'inaugurazione della statua, per obbedienza lascia che facciano di lei quello che vogliono. Intanto, dopo aver molto pregato e riflettuto, accoglie con gioia la notizia che è stata accolta la sua richiesta di entrare fra le Suore di Nevers. È convinta di essere buona a nulla e di essere accolta solo per pietà. Senza dote, vista la sua povertà, la sua entrata nell'Istituto la considera un gesto di carità. Ancora un altro distacco, questa volta definitivo. Bernardetta lo sente forte, ma ancora una volta dice di sì.

- Impegno: Chiediamo a Maria la grazia di saper dire di sì a quel che il Signore ci chiede, a quel che ci chiede anche attraverso gli altri e di vivere intimamente la gioia del sì anche quando questo ci costa.

- Santa Bernardetta, prega per noi.