Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





7 - L'ANNUNCIAZIONE DELL'ANGELO A MARIA

Presso il popolo ebreo, il fidanzamento aveva lo stesso valore del matrimonio presso di noi. 1 due sposi, pur continuando a vivere ciascuno nella loro famiglia, erano considerati marito e moglie. Il fidanzamento durava un anno; poi la sposa era solennemente introdotta nella casa dello sposo e si facevano i festeggiamenti di nozze con l'invito dei parenti e degli amici. Dopo il fidanzamento, Maria era andata ad abitare sola a Nazaret, nella casetta paterna, che Giuseppe si era fatto premura di rendere bella ed accogliente. Contempliamo con amore questa Vergine benedetta, la cui immacolata bellezza sta per vincere il cuore di Dio. La grazia e l'azione dello Spirito Santo l'hanno talmente elevata, che se Dio deve nascere sulla terra, non può nascere che da Lei; se quest'umile Vergine deve essere Madre, non può essere che Madre di Dio, tanto è divina. Ed è là, nella sua casa umile e solitaria, che la raggiunge l'Arcangelo Gabriele, più volte ricordato nella Bibbia, per gli avvenimenti che hanno riferimento al mistero dell'Incarnazione (Dn 8,16; 9,21; Lc 1,18). Maria lavora al telaio, comune occupazione delle donne della Palestina. Lavora e prega. La sua è un'invocazione pura e ardente che le sale dal cuore alle labbra, ispiratale dall'Amore divino: «Signore, Dio Altissimo, non tardare oltre a mandare il tuo Servo, per portare la pace sulla terra. Suscita il tempo propizio e la vergine pura e feconda per l'avvento del tuo Cristo». Quanto dev'essere stata gradita a Dio quella preghiera che, come ci dice il Vangelo (Lc 1,30), trovò grazia presso Dio. È in questo medesimo istante che giunge a Lei l'Inviato celeste. Ascoltiamo il racconto dell'evangelista Luca (Lc 1,26-38). «L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, l'angelo disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. La Vergine, umile e prudente, riflette e cerca luce in Dio. L'Angelo la rassicura: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'Angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Davanti alla proposta della maternità, la Vergine considera il suo voto: può essere mutata la volontà immutabile dell'Altissimo che glielo ha ispirato? L'Inviato celeste le svela allora tutta la profondità del mistero e del suo compimento divino. Le dice: « Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio». Alle parole l'Angelo aggiunge la conferma del miracolo che può venire solo da Dio: «Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Così supernamente rassicurata che Dio le parla per bocca del suo Messaggero e che la volontà divina è conforme al suo voto d'amore a Lui solo, la Vergine benedetta, non può avere altro desiderio che aderire con tutta se stessa alla proposta del Cielo. Il suo spirito divinamente illuminato, misura la portata dell'evento: la Trinità divina, nella Persona del Verbo, vuole compiere in Lei e per mezzo di Lei l'opera più grande della sua onnipotenza e del suo amore: l'unione cioè personale ed ineffabile di Dio con la creazione, mediante l'umanità; il Creatore vuole da Lei il «SI» che riapra alla creazione la via dell'amore che il «NO» della prima donna, Eva, aveva chiusa, e dia così al suo Cuore di Padre la possibilità di comunicarle i tesori infiniti della vita divina. La Vergine umilissima pronuncia quel « SÌ » con un amore che rapisce Dio e la Trinità SS.ma si riversa amorosamente su di Lei per compiere con Lei il mistero sublime dell'Incarnazione. L'Angelo che ha portato l'annuncio sfavilla di gioia e si curva adorante sul mistero d'infinita misericordia che vede compiersi nella Vergine benedetta. Annientata nell'umiltà del suo nulla, anche Maria adora. E la sua è la più perfetta adorazione che mai Dio abbia ricevuto da creatura. È l'inizio meraviglioso di tutte le adorazioni che il Padre riceverà dalla terra, unita al suo Figlio incarnato. Adoriamo anche noi con la Vergine il nostro Dio fatto Uomo e diciamole con tutto il nostro amore: «Grazie, o Mamma divina, che hai voluto la nostra salvezza. Ringrazia per noi la Trinità SS.ma.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.