Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





4 - MARIA È PRESENTATA AL TEMPIO

La festa della Presentazione di Maria Bambina al Tempio di Gerusalemme, celebrata nella Chiesa ogni anno il 21 Novembre, è cara ad ogni anima che l'ama ed è desiderosa di fare a Dio l'offerta totale di se stessa. Ogni dono bello viene dall'Alto. Viene da Dio, come partecipazione del mutuo Dono d'amore del Padre e del Figlio: richiede perciò una risposta d'amore da parte della creatura che lo riceve: amore domanda amore. Grande dono aveva fatto il Signore a Gioacchino ed Anna, concedendo loro quel tesoro di Figlia che tutte le genti avrebbero chiamata beata. Uno solo era il modo per ringraziarlo degnamente e valorizzare così quel dono appieno: ridonarlo a Lui con amore. Sì, perché solo ciò che la creatura sa offrire a Dio diviene amore e resta suo per sempre. Gioacchino ed Anna fecero la loro offerta con gioia. Già l'avevano fatta con voto prima, e certo non potevano prevedere a quale disegno divino corrispondesse quell'atto generoso. La piccola Immacolata era cresciuta sotto il loro sguardo amoroso e molto più ancora sotto lo sguardo infinitamente amante di Dio che l'aveva creata per essere sua Madre. È troppo poco dire di Lei che era una Bimba d'eccezione: lo Spirito Santo già da secoli ne aveva fatto l'elogio con queste divine parole: « Unica è la mia colomba la mia perfetta» (Ct 6,4). L'Immacolata, lo sappiamo, possedeva la conoscenza e l'amore di Dio in modo perfetto ed elevatissimo fin dal primo istante della creazione della sua anima benedetta, ricolma di tutti i doni del Cielo. Fin d'allora, Ella era la Sede eletta della Sapienza che provava la sua gioia immensa nel ricevere da quella Fanciulla la sua lode perfetta. Giunta all'età di tre anni, Maria Immacolata fu dunque presentata al Tempio di Gerusalemme, per esservi custodita e preparata alla sua divina missione. Sotto la guida illuminata del Sommo Sacerdote e di maestre sapienti, le giovani fanciulle ebree erano formate alla vita, con la prospettiva di essere le elette del Signore: l'antica profezia di Isaia annunziava infatti che il Salvatore sarebbe nato da una Vergine della discendenza di Davide (Is 7,14). Ben grande e quanto accetto a Dio fu quel sacrificio! Anche se i Genitori erano pronti all'offerta, come un giorno Abramo, il loro cuore sanguinava... Quale sforzo per sorridere alla loro Piccola, attratta sì al Tempio dalla voce di Dio, ma con un cuore tanto sensibile per gli umani affetti: Lei, chiamata ad essere la Madre del Crocifisso e la divina Consolatrice dei sofferenti! Batteva forte il suo piccolo cuore nel distaccarsi dalle persone più care sulla terra. Già veniva dalla bontà divina temprato a distacchi ben più dolorosi; ed Ella doveva ottenere grazia, fin d'allora, per il sacrificio di ogni vocazione. Tenuta per mano da Gioacchino ed Anna, la piccola Chiamata sale la maestosa gradinata del Tempio, in cima alla quale il Sommo Sacerdote, vestito dei sacri paramenti e attorniato dal corteo dei Leviti, fra suoni di trombe e nuvole d'incenso, attendeva le piccole consacrate. La profetessa Anna che le sarà maestra è tra un gruppo di fanciulle bianco-vestite che sorridono alla piccola grande Amica, venuta ad accrescere la loro candida schiera. Ora il Sommo Sacerdote alza le braccia al cielo in preghiera; poi impone solenne le sue mani sul capo della piccola Vittima, in segno di accettazione. Il Tempio non aveva mai avuto vittima più pura e più cara a Dio! La piccola Immacolata, era ben lontana dal pensare a quali grandi cose la Bontà divina la destinava... Entrava nel Tempio condotta dalla voce di Dio che opera nelle anime secondo la loro disponibilità d'amore, così grande in questa futura Sposa dello Spirito Santo! Ella non aveva che da guardarsi nel cuore per vedere Dio splendere nella sua gloria e sentirsi dire: Ti amo! A Cui rispondeva con tutta se stessa: Ti amo! Ed era tutto l'amore della terra, acceso da Dio nel suo piccolo cuore, che risaliva a Lui come a Sua fonte, per ridiscendere ancora in Lei con un'effusione sempre più grande e più pura. Era come un piccolo lago alpino dalla acque purissime che rifletteva il Sole, beato di specchiarsi in quell'anima con tutto il suo splendore. Nel giorno santo del Battesimo, Dio viene ad abitare in ogni anima cristiana: viene con tutto il suo Amore di Padre, come nell'Immacolata, per offrire all'anima la sua Parola d'amore, divina ed eterna, offrirle cioè il Figlio suo, come Sposo divino. Mille volte fortunata quell'anima che sa discernere, fra tante voci del mondo, la sua voce di Padre; accogliere la sua Parola e fare di Cristo la sua vita, la sua gioia, il suo unico amore! Si ripete per lei il dono di Dio all'Immacolata: riceve come Sposo il Figlio suo, per divenirne la madre.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.