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Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





3 - È NATA L'IMMACOLATA

Gioacchino ed Anna volgevano ormai alla vecchiaia e pensavano con dolore d'aver spiaciuto a Dio, per non aver avuto il dono dei figli. Essi tuttavia non avevano perso la loro speranza, perché amavano il Signore e confidavano nella sua bontà onnipotente. Da Nazareth andavano pellegrini al Tempio di Gerusalemme: vi facevano lunga preghiera e si confortavano al ricordo di altre donne sante d'Israele che in tarda età avevano avuto quella grande benedizione da Jahvé: Sara, la moglie di Abramo; Anna, la madre del profeta Samuele... I figli, per ogni israelita, avevano un significato religioso profondo: partecipare alla missione religiosa del suo popolo e continuare la serie delle generazioni fino alla nascita del Redentore promesso da Dio. Il desiderio di avere un figlio era così grande in Gioacchino ed Anna, che avevano fatto voto al Signore di consacrarglielo, se lo avesse loro concesso. L'Immacolata non poteva nascere che da genitori santi. Ed essi erano santi: ricchi cioè di ogni virtù. Inoltre portavano con loro i due titoli più nobili dell'antico popolo d'Israele: quello sacerdotale e quello regale: Anna era discendente dalla stirpe sacerdotale di Aronne e Gioacchino da quella del re Davide. Dio premiò la loro fede oltre ogni aspettativa: sognavano un figlio, ed ebbero la Madre di Dio! «La tua Nascita, Vergine Madre di Dio, ha dato gioia immensa al mondo intero: da Te è nato il Sole di giustizia, Cristo Signore» (Liturgia). Chi mai saprà dire la bellezza di quest'anima, capolavoro della grazia divina, vagheggiata da Dio, da tutta l'eternità. Le tre Persone divine avevano gareggiato in potenza, sapienza e amore per far risplendere nel creato la loro gloria, fare a Se stesse il dono più bello, onde trovarvi il loro riposo, e dare a tutte le altre creature la gioia immensa di contemplarla ed amarla. Gli Angeli che non avevano mai visto luce più viva nel Paradiso, si domandavano l'un l'altro: «Chi è Costei che sorge come aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiera a vessilli spiegati?» (Ct 6,10). Appena fu scesa sulla terra per dare vita alla Creatura più luminosa dell'universo, il suo primo sorriso fu per Dio e poi per tutta la creazione. Diversa da ogni altro essere umano, Ella conobbe ed amò Dio fino dal primo istante della sua esistenza e questo atto d'amore purissimo si prolungò per tutto il tempo della sua vita e divenne sempre più intenso fino al giorno del suo ritorno alla Trinità divina che l'aveva pensata e creata. Soltanto la terra, che non conosceva Dio, ignorava questo capolavoro divino. Se l'umanità, avvolta dalle tenebre del peccato, avesse avuto gli occhi di Dio e degli Angeli, avrebbe visto l'aurora della grazia che incominciava ad innalzarsi all'orizzonte, per liberarla dalle ombre delle tenebre del peccato, nelle quali era immersa. L'Immacolata non precedeva soltanto il Sole divino: Ella doveva generarlo al mondo! A tanto tesoro del Cielo, Gioacchino ed Anna diedero il Nome santo di Maria; certo, non senza una particolare ispirazione divina, come era più volte avvenuto nell'Antico Testamento, per i più grandi personaggi di Israele. Maria! quale ricchezza di significati reali e simbolici, in questo Nome santo, che gli uomini di venti secoli hanno saputo scoprire e cantare! Vediamone i più significativi, che fanno riferimento al suo essere ed alla sua missione divina ed umana: «Maria» può significare: «molto cara», «grande ed elevata», «bella e luminosa», significa ancora: «dalla mia concezione il Signore», altri significati: «Signora», «Padrona», «Principessa», ed infine: «Dolore», «amarezza», «Stella del mare», «nostra Speranza». Fra i canti più belli in suo onore: un Santo, Alfonso Maria de' Liguori, così celebra il suo Nome: Maria, che dolce nome - Tu sei per chi l'intende! Beato chi ti rende amore per amor! Un bel pensier mi dice - ch'io pur sarò felice, se avrò Maria sul labbro - se avrò Maria nel cuor. Un grande tra i poeti, Alessandro Manzoni: ... a noi solenne è il Nome tuo, o Maria. A noi Madre di Dio, quel nome sona: Salve beata! che s'agguagli ad esso qual fu mai nome di mortal persona, o che gli vegna appresso? Celebre sopra ogni altro, il Cantore innamorato della Madre Santa di Dio, Bernardo di Chiaravalle, ci invita a guardare a quel Nome, come a Stella luminosa, nel mare burrascoso della vita: «Se ti senti affondare nell'abisso della tristezza e della disperazione, pensa a Maria. «In mezzo ai pericoli, alle angosce, alle incertezze, pensa Maria, invoca Maria. «Seguendola, non ti puoi smarrire, supplicandola, non ti puoi disperare: pensando a Lei, non ti puoi traviare». Quante cose belle sono state dette di Lei! Ma le più dolci e soavi, le più intime e care (ciascuno di noi ne è profondamente convinto) sono incise amorosamente nel cuore dei figli e saranno svelate solo nel Cielo, per fare più grande la nostra gioia e più luminosa la bontà di questa nostra divina Mamma: Maria!

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.