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Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





28 - MARIA NUOVA AURORA DI GRAZIA

«Ecco avvicinarsi un tempo santo, il tempo dell'Avvento di Gesù nel mondo. È la primavera dell'universo in cui fiorisce il fiore del fiore, Gesù di Nazaret, il quale nella Scrittura viene chiamato "Fiore dei campi e Giglio delle valli". È il tempo più delizioso per le anime interiori legate a Gesù e a Maria, perché non porta che delizie nella nuova vita di Gesù e della Vergine. « Il tempo dell'Avvento loda ed onora la vita nascente di Gesù, il suo beato e delizioso riposo nella Vergine per nove mesi, e la vita nuova della Vergine in Gesù che era la sua vita» (de Bérulle). È questo il primo Avvento di Cristo, la sua venuta fra noi nella carne (Gv 1,14), compiutasi nel seno verginale di Maria (Lc 1,31) e che ha dato inizio alla sua vita umana. Vi è però un'altra vita di Gesù in Maria. È la vita mistica. « Essa, ci dice ancora de Bérulle, è poco considerata sulla terra, dove non è conosciuta quanto merita». Ed esclama: «Oh vita! Oh riposo! Oh dimora di Gesù in Maria! Vita immutabile. Riposo ineffabile! Oh residenza intima, segreta e penetrante, che riempie la Ss.ma Vergine non solo della grazia, ma dell' Autore della grazia ed unisce il rivolo alla sorgente, il raggio al sole! ». In che cosa consiste questa vita? Continua il pio Autore: «Era proprio della Vergine Ss.ma vivere non solo in Gesù, ma per opera di Gesù: Gesù era la sua vita, anima della sua anima e occupava il fondo della sua essenza. Dobbiamo vedere e onorare Gesù nella Vergine, come formante parte di Lei stessa: «Dio è la mia sorte per sempre» (Sal 72,26). Anche in questo senso mistico, Gesù fa parte della Vergine e non va da Lei separato. È lo spirito di Gesù vivente in Maria; spirito che noi dobbiamo fare nostro perché è la vita della grazia. «Quanto dobbiamo desiderare che lo spirito di Gesù ci diriga, ci regga, ci possieda e disponga di noi, secondo il suo potere e la sua volontà! In questo mutuo possesso, che Gesù fa di noi, appropriandoci e assoggettandosi a Sé, e che noi facciamo di Gesù, dedicandoci e abbandonandoci a Lui, consiste l'esercizio della vita della grazia di cui dobbiamo vivere sulla terra. È questo lo spirito che Gesù è venuto a diffondere nel mondo, spirito che la Vergine ha ricevuto per prima ed ha fatto suo, alla perfezione» (ld). Gesù vivente misticamente in Maria! È la devozione che fa capo al Card. de Bérule ed è meravigliosamente espressa nella nota preghiera del Ven. Olier: « O Gesù vivente in Maria, vieni e vivi nei tuoi servi, nello spirito della tua santità, - nella pienezza della tua virtù, - nella perfezione delle tue vie, - nella comunione dei tuoi misteri, - domina in noi ogni nemico potere, nel tuo Spirito, - per la gloria del Padre. Amen ». Come si è stabilita questa vita mistica di Gesù in Maria? Senza dubbio, anche questa è dallo Spirito Santo (Mt 1,20) e la possiamo considerare in tre momenti. Prima dell'Incarnazione (Lc 1,28): è la vita di grazia di Maria. Dopo l'Incarnazione (Lc 1,35): è lo sviluppo della sua vita di grazia, associata alla Maternità divina, fino all'ingresso nel Cielo. Dopo l'ingresso nel Cielo: dove la Vergine Santa vive della vita gloriosa di Gesù, in tutta la sua perfezione. Maria è la Madre del Corpo mistico, e Gesù vive in Lei, non solo per santificarla, ma anche per santificare, per mezzo di Lei, tutti i suoi membri: risiede in Lei come sorgente di vita. Noi siamo soliti considerare la Maternità divina di Maria prevalentemente sotto l'aspetto dogmatico: è Madre di Dio. Si parla, è vero, anche di una Maternità spirituale, ma ci limitiamo quasi sempre a dirla tale, senza renderci conto di che cosa comporti. Ascoltiamo ora il Card. de Bérulle: « Dobbiamo considerare la Vergine come una sorgente della vita di Gesù. Ella lo genera a noi per virtù del Padre. Come altra volta lo ha generato in se medesima secondo la carne e insieme secondo lo spirito, corporalmente e spiritualmente, così continua a generarlo in noi spiritualmente». Questa Maternità mistica di Maria ha il suo fondamento nel mistero dell'Incarnazione: «Maria nell'Incarnazione riceve il Figlio di Dio; nella Natività lo dà al mondo e riceve il potere di darlo; però questo potere le rimane per sempre, né mai le viene tolto ». È perciò importante non separare la Maternità mistica dalla Maternità divina, se vogliamo che la nostra devozione mariana sia vera e solida. « Ogni devozione a Maria, osserva il Card. Suenens, che ignori o minimizzi questo mistero (della Maternità mistica), resterà una devozione puramente sentimentale, striminzita ed anemica. Tagliata dalle radici, sarà un fiore di serra calda, ma non un albero in piena terra. Sarà in balia della più lieve burrasca, invece di essere « quell'albero rigoglioso, piantato lungo i corsi d'acqua, che dà il suo frutto quand'è il suo tempo e il cui fogliame non appassisce mai» (Sal 1,3). E continua: «Noi siamo convinti che questo è l'appello dell'ora. Ma non si scoprirà Maria fin che si misconoscerà questa duplice ed unica maternità che concepisce (e perciò genera) il Capo e i membri, finchè non si unirà l'azione di Maria con l'azione dello Spirito Santo, al punto da non vedere che una sola azione: l'azione dello Spirito Santo per mezzo di Maria». Non ci deve essere difficile compiere questa unificazione, se consideriamo la vita mistica di Gesù in Maria e come essa si è stabilita: « Chi si unisce a Dio, forma con Lui un solo spirito» (1 Cor 6,17). Ci vogliamo preparare a celebrare il bimillenario della nascita di Gesù. Facciamolo non guardando solo a Betlemme, ma ancora (e vorrei dire di più) alla nostra anima, vivente presepio, dove la divina Madre della grazia vi genera costantemente, anche a nostra insaputa, il suo unico Figlio, a cui è inseparabilmente e divinamente unita. È questa la sua Maternità mistica, di cui ci vuole ancora essere mistica Aurora, affinché il Sole divino splenda finalmente nel mondo dello spirito, dov'è propriamente il suo regno (Lc 17,21).

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.