Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





15 - MADRE PER RIVELARE

«Sua madre conservava tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,51). Dopo lo smarrimento misterioso e doloroso di Gesù al Tempio di Gerusalemme, causa per Gesù e i suoi Parenti di tanto dolore, la vita nella casetta di Nazaret, continuò col suo ritmo normale, apparentemente comune, ma così ricco di divino per la Madre di Gesù e di riflesso per S. Giuseppe. « Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo» (Eb 1,1-2). Chi è Gesù? Oh, non stanchiamoci mai di farci questa domanda, per darle una risposta sempre più vera, più convinta, più ricca di luce gioiosa, di amore e di adorazione: certi tuttavia che la risposta adeguata gliela daremo solo in cielo, dove «lo vedremo così com'Egli è» (1 Gv 3,2). Gesù è Dio che disceso a livello umano con l'incarnazione, rivela a noi uomini, con gesti e parole umane, la sua vita trinitaria, al fine di rendercene partecipi. Noi, lo cerchiamo sinceramente Dio? Bramiamo conoscere il Volto amoroso del Padre che ci ha creati? O come figli prodighi che hanno sperperato la sua eredità, andiamo vagando lontano dalla casa paterna, in compagnia degli animali immondi, avidi del loro cibo?' Poveri figli, dimentichi della nostra origine e grandezza divina! Ma, se non siamo dei figli degeneri, ed amiamo sinceramente conoscerlo, guardiamo il Volto umano e divino di Gesù: « Chi vede Me, Egli ci dice, vede il Padre, vede Dio». Cerchiamo con intelligente amore questo Volto nelle pagine luminose del Vangelo! Solo in questa scoperta divina ci sentiremo quali Egli ci ha fatti e ci vuole: veri suoi figli! Cerchiamolo col desiderio di imitarne la vita e saremo gioiosamente illuminati, perché la scoperta della Luce, della Verità, della Vita non può essere che sorgente profonda di gioia. Il Vangelo ha voluto lasciare nell'ombra il più lungo periodo della vita terrena del nostro Dio, disceso dal cielo per noi uomini e per la nostra salvezza: i diciotto anni che separano l'episodio dello smarrimento al Tempio dall'inizio della sua predicazione. Di questo lungo periodo ci ha detto però una cosa molto importante: Gesù era sottomesso, obbediente, a chi sulla terra gli rappresentava l'autorità del Padre celeste: Giuseppe e sua Madre. Il divino Ispiratore del Vangelo e di tutta la Bibbia è lo Spirito Santo e possiamo pensare che non ne ha ispirato solo le parole, ma anche i silenzi... Non a caso gli scrittori sacri, hanno taciuto su questo lungo periodo della vita del nostro Salvatore: Gesù è la nostra Rivelazione, soprattutto col suo esempio. Gli Atti degli Apostoli l'hanno fatto rilevare: «Egli incominciò a fare e poi ad insegnare» (At 1,1): Egli non ha voluto solo istruirci, ma educarci alla vita di figli di Dio. Solo l'esempio educa. È la consegna che Gesù ha voluto ancora fare alla sua Chiesa, nella persona dei dodici Apostoli, i continuatori immediati della sua divina missione: «Andate in tutto il mondo e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare (è quanto dire educare) tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,18-19).

Questa lunga digressione vuole far risaltare l'importanza tutta divina dei diciotto anni che il Figlio di Dio, ha passato nel silenzio, consacrandoli interamente alla Madre sua, Madre della Chiesa, Regina dei Profeti e degli Apostoli. Quanta ricchezza di rivelazione vi è dunque in questo lungo periodo della vita di Gesù! O Sapienza che esci dall'Altissimo e tutto disponi con forza e dolcezza: vieni a insegnarci la via della vita» (Liturgia natalizia). In Gesù, tutto è rivelazione: ogni momento della sua esistenza tra noi, ogni suo più piccolo atto umano, ogni sua parola... Sì, perché Egli è sempre Uomo e Dio insieme; e l'Uomo rivela Dio. Tutto in Lui è grazia, tutto ha un valore infinito; e sappiamo che il suo più piccolo gesto sarebbe bastato a salvare il mondo. Tanta ricchezza di rivelazione richiedeva chi la sapesse degnamente raccogliere e conservare... Quanti tesori di sapienza e di infinito amore sarebbero stati senza una risposta, se non fossero stati compresi, raccolti, vissuti dalla Piena di grazia, tutta luce e amore! Crediamo pure che tanto di rivelazione ancora ci resta da scoprire, perché incapaci di portarne il peso (cf Gv 16,12). Sarà opera dello "Spirito; ma chi può impedirgli che lo faccia anche per mezzo della sua divina Sposa?... «La Madre di Gesù, dice il Vangelo, serbava tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,51). Nella sua qualità di Madre le ha raccolte prima per Sé, con una profondità di conoscenza e di amore, pari alla sua pienezza di grazia. Le ha raccolte perché nulla andasse perduto di quella moltiplicazione prodigiosa di pane celeste offerto ai figli. Le ha raccolte per la Chiesa di Gesù e sua; per ciascuno di noi, se di quel pane abbiamo fame... Oh, quanta ricchezza di rivelazione si può trovare in quel «Cuore»! Gesù l'ha deposta lì perché la sua Chiesa andasse ad attingerle, imitando Lui, che non disdegnava di imparare da Lei la soavità dell'Amore fattosi materno in quell'umile ed alta Creatura che gli era Madre. Tutto è dono di Gesù nella redenzione; tutto è grazia, tutto è vita. Ma ogni vita ha una madre e della vita divina è Madre Maria: Lei, Immacolata Concezione, per generare dei figli a Dio che abbiano il suo vero Volto, quel Volto che la Vergine ha avuto la missione di rivelare a noi, rendendolo accessibile ai nostri occhi di peccatori, avvolti dalle tenebre del male. Ma, come faremo a farci ammaestrare dalla Mamma di Gesù? Come faremo nostra tanta ricchezza di rivelazione e di grazia? Come conoscere il mistero del nostro Dio fatto uomo, rivelazione del primo e più grande mistero della Trinità? Poiché conoscerlo dobbiamo per viverlo, il meglio possibile sulla terra, prima che ci chiamino a viverlo nel Cielo!... Ce l'ha detto Gesù: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). Ma come farci questi «occhi limpidi che non temano le torbide suggestioni del male»: questi occhi di grazia con i quali si entra in comunione di vita con Gesù Verità e Vita? Ascoltiamo ancora Gesù: « Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare» (Mt 11,25-26).

Con quanto amore questo Figlio, cui stava a cuore di dirci tante cose, poté rivelare alla Madre sua, «tanto piccola», la conoscenza del suo mistero! Egli ci ha chiesto di farci piccoli per entrare nel regno dei cieli; ci ha detto che occorre «rinascere». E per rinascere c'è un solo modo: entrare nel seno della Madre, senza le paure del vecchio Nicodemo. Prendere, senza timori, Maria con noi, perché ciò che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo. «Con Lei e da Lei - c'insegna Luigi Maria 'di Montfort - Egli produsse il suo capolavoro, che è un Dio fatto uomo, e produce tutti i giorni sino alla fine del mondo i predestinati e i membri di questo Capo adorabile» (Trattato n. 20). Desideriamo ricevere da Lei quel nutrimento divino che si conviene ai piccoli «appena nati» (1 Pt 2,2) poiché il cibo solido non è di facile assimilazione. Vivere di Maria non è altra cosa che vivere di Gesù; significa vivere la consacrazione al suo Cuore Immacolato, perché Lei possa introdurci nel mistero di Cristo, che è mistero di vita.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.