Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





12 - AL TEMPIO CON GESÙ DODICENNE

La nascita del Figlio di Dio a Betlemme, lontano perciò da Nazaret e dalla cerchia dei parenti; la fuga in Egitto, dopo la venuta dei Magi, hanno fatto sì che il mistero divino rimanesse avvolto nell'ombra. Esso era noto solo alla Madre e a S. Giuseppe, ai pastori e ai Magi, a Simeone e ad Anna: anime scelte secondo la legge della grazia e non della parentela. Al suo ritorno dall'Egitto, dopo la morte del persecutore Erode, Gesù poté così crescere nella cittadina di Nazaret totalmente ignorato nel suo mistero divino. Non ci è facile immaginare l'intimità sacra di quella Famiglia, composta dalle tre più sante Persone conosciute dalla terra. Una Famiglia la cui unica legge era l'amore: tutto l'amore della terra e del Cielo! Le loro occupazioni ed abitudini non erano diverse da quelle di tutte le famiglie del tempo: la preghiera quotidiana dei buoni Israeliti; la bottega di falegname per S. Giuseppe e gli incontri con i clienti; le faccende domestiche per la Vergine; i lavori campestri per il fabbisogno familiare; il gioco infantile di Gesù, il quale via via imparò a rendersi utile e servizievole per la Famiglia e i clienti della bottega... Il «diverso» di quella Famiglia era tutto nello spirito con cui le faccende quotidiane erano disimpegnate. Quando Gesù fu maggiorenne, andò per la prima volta con la Madre e Giuseppe al Tempio di Gerusalemme per la festa della Pasqua. La Pasqua era la grande solennità che ricordava la liberazione degli Israeliti dalla schiavitù d'Egitto. La Legge chiamava al Tempio ogni uomo israelita, dopo i dodici anni; ma anche le donne prendevano parte al grande pellegrinaggio religioso. Il dodicenne israelita doveva, in questa occasione, dar prova della sua preparazione religiosa, sostenendo l'esame presso i sacerdoti-del Tempio e diveniva così «figlio della Legge», assumendosi la responsabilità della sua vita e delle sue azioni. «Trascorsi i giorni della festa, nota il Vangelo di S. Luca, il Fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero» (Lc 2,43). Questo fu possibile perché i pellegrini viaggiavano in grandi comitive, gli uomini e le donne in gruppi distinti e i giovani con l'uno o l'altro gruppo, oppure soli. Alla sera, le famiglie si ricomponevano per passare insieme la notte. Fu così che mentre si mettevano in cammino per il ritorno, Gesù fanciullo rimase a Gerusalemme. Continua il Vangelo: «Credendolo nella carovana, la Vergine e Giuseppe fecero una giornata di cammino e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti: non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme» (Lc 2,44-45). Il loro dolore: Gesù è Dio, il Figlio di Dio affidato alla loro custodia; perseguitato e cercato a morte fin da bambino!... « Dopo tre giorni lo trovarono finalmente nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo rimasero stupiti e sua Madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo" » (Lc 2,46-48). Ed egli rispose: Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» (Lc 2,49). Gesù è divenuto maggiorenne: responsabile e libero nel suo agire. Qual è la legge di ogni uomo libero? Dio: la sua volontà. Questo Egli è venuto ad insegnare ad ogni uomo. Ma perché non dirlo prima, per evitare ogni pena? Gesù è il Verbo del Padre, la sua Parola, la sua Rivelazione. Come Uomo, Egli è perció in totale dipendenza e unione d'amore col Padre, la cui volontà si manifesta a Lui, e in Lui, giorno per giorno, momento per momento. Come? In una totale dipendenza d'amore. Ce lo dirà anche più tardi nel Vangelo: «Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato» (Gv 6,38); «Amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato» (Gv 14,30). Sua Madre, l'Immacolata, è la creatura più unita a Cristo e, conseguentemente, nel compimento della volontà divina, che le viene perciò sempre più perfettamente rivelata. Non pensiamo tuttavia che questa -dipendenza di Cristo dal Padre possa in qualche modo essere in contrasto con la dipendenza che Egli deve avere da Coloro che gli rappresentano sulla terra l'autorità paterna: la Vergine e Giuseppe. Infatti, il Vangelo di S. Luca ci dice che Gesù «partì con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso» (Lc 2,51). L'obbedienza ai Comandamenti di Dio (e qui è il quarto ad essere richiamato: Onora il padre e la madre) è obbedienza a Dio stesso: e Gesù ce ne dà l'esempio, facendosi obbediente alle creature. L'ordine naturale è da Dio e perciò è armonia. Fu, lo sappiamo, il peccato a guastarla. Gesù è venuto per liberarci dal peccato e ristabilirci in quell'armonia. Solo nella misura in cui noi approfittiamo di questa- grazia, entriamo nell'amore del Padre e perciò nell'armonia stessa divina, presente nella creazione. Accogliamo la sua rivelazione con l'adesione piena della . Madre di Gesù, la quale, come ancora nota il Vangelo: «Serbava tutte queste cose nel suo cuore e le meditava» (Lc 2,51): ricavandone cioè luce di rivelazione e amore sempre più grande.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.