Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





11 - MARIA PRESENTA GESÙ AL TEMPIO

« Vi annunzio una grande gioia, dice l'Angelo del Signore ai pastori di Betlemme, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Le 2,10-11). Una Mamma gli è vicina. S. Bernardino da Siena, in uno dei suoi deliziosi sermoni mariani, diceva: «Egli mi viene a memoria uno detto d'Augustino. Disse che aveva tre desideri: l'uno di vedere Gesù Cristo in carne; l'altro di udire Paulo predicare; il terzo di vedere Roma triunfare. Et io ci agiongo il quarto: Maria Vergine, vederla col suo dolce Figliolo in collo, con tanta purità e nettezza». Gesù e l'Immacolata sua Madre! Il Vangelo ce li ha definiti: Maria, «la piena di grazia»; Gesù: «il Figlio del Dio vivente, pieno di grazia e di verità». Se per noi è già così misteriosa la grazia, cosa potremo dire della loro pienezza? Il meglio è fare come Bernardetta: inginocchiarci e pregare a mani giunte; e anche come il piccolo Domenico Savio: conservare o rifarci gli occhi puri (quelli dei piccoli del Vangelo) per vedere meglio in Paradiso i nostri due grandi ideali d'amore: Gesù e Maria, Maria e Gesù. Questa vita non è tanto per «vedere»: avremo tempo a farlo in cielo: dove, sappiamo, vedremo a viso scoperto il divino. Questa vita è per prepararci a vedere, per farci gli occhi... «L'Immacolata col suo dolce Figliolo in collo»: ci può essere qualcosa di più grande in tutta la creazione? L'Immacolata Concezione, voluta da Dio Padre per dare un Volto creato al suo Volto divino, impresso nel Verbo. Voluta da Dio Figlio perché, lasciando il seno del Padre, trovasse il suo Paradiso sulla terra. Voluta da Dio, Spirito Santo, per formare con Lui quella Fornace ardente d'amore che è il Cuore di Cristo... Gesù, Dio-Uomo, nostro eterno Creatore, oggetto di tutte le compiacenze del Padre... Guardiamola questa Madre divina che insieme al suo grande Sposo terreno, Giuseppe, è giunta al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo l'evento di Betlemme, a presentarvi il suo Figlio Gesù, come vuole la Legge di Israele: ogni maschio primogenito è sacro al Signore - gli appartiene - e deve essere riscattato con l'offerta di un agnello di un anno, oppure - per i più poveri - di una coppia di tortore o di piccoli colombi. E questa è l'offerta per il Figlio di Dio: l'offerta dei poveri. Quale era il significato dell'offerta? Il riconoscimento che ogni creatura è di Dio. Il misconoscimento di questo diritto, causato dal peccato, veniva così riparato dall'offerta di Cristo. Con l'Incarnazione del Verbo, la Trinità divina voleva offrire all'umanità peccatrice la purificazione richiesta dalla infinita santità di Dio e renderla nuovamente degna della comunione di vita con il suo Creatore. L'uomo che aveva peccato, abbisognava di un fratello che lo discolpasse davanti a Dio: questo ha fatto Gesù, prendendo umana carne. Gli antichi sacrifici di animali avevano un valore puramente simbolico; Gesù è il vero Agnello prefigurato, vittima misericordiosa. Non era possibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: « Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,47). Gesù è la vittima di soave profumo che viene ora offerta al Padre e più tardi sarà sacrificata sulla croce. La Madre ben conosceva questa sorte dolorosa riservata al Figlio, e non mancò al Tempio chi fosse illuminato da Dio sul mistero profondo di quell'offerta: il santo vecchio Simeone, il quale aspettava con fede il Messia, conforto d'Israele. Mosso dallo Spirito Santo, giunse al momento del sacro rito, riconobbe in Gesù il Salvatore promesso, lo prese sulle braccia e benedisse Dio. Ne vide pure l'esistenza contraddetta e la fine dolorosa che come spada avrebbe trafitto l'anima della Madre. La vittima è ora pubblicamente offerta e riconosciuta; la persecuzione scatenata da Satana non tarderà a manifestarsi. Incomincerà con Erode che la costringerà a fuggire per salvarsi e terminerà sul Calvario fra trentatrè anni. Ma non manca la parola di conforto. Viene da Anna di Fanuel, l'anziana e fedele donna consacrata al Tempio, guida illuminata per dodici anni della futura Madre del Salvatore, della quale aveva, senza dubbio, intravisto la sublime vocazione. Di lei vuole servirsi il buon Dio per rincuorare la giovane Madre di Cristo, di fronte alla missione dolorosa della piccola, grande Vittima che da Lei è nata. Come donna che conosce il patire, Ella la rassicura che l'Angelo del conforto non mancherà nell'ora suprema del dolore al Figlio suo e neppure a Lei, poiché d'un unico infinito amore il Padre delle misericordie ama il suo Unigenito e Colei che glielo ha generato per la Redenzione.

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.