Santo Rosario on line


Febbraio, mese dedicato alla Madonna di Lourdes.





10 - MARIA, MADRE DI GESÙ

Tre mesi sono trascorsi dall'arrivo della Vergine ad Ebron, nella casa di Elisabetta. Il Precursore di Cristo è nato e Maria può tornare a Nazaret, nella sua amata casetta, divenuta con l'Annunciazione la Casa più santa di Dio sulla terra. Giuseppe riaccompagna la sua Sposa nel lungo viaggio di ritorno. Ma la gioia che gli ha riempito il cuore mentre saliva le montagne della Giudea, si trasforma in profonda tristezza: Egli non conosce il mistero dell'Annunciazione e la Maternità divina di Maria gli causa profonda angoscia. Poiché il mistero era da Dio, Dio voleva riservarsene la rivelazione alle sue creature. Il Vangelo ci fa conoscere la passione dolorosa del giusto Giuseppe, condivisa certamente dalla Vergine sua Sposa. Ascoltiamo S. Matteo: «Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla (per non esporla al disonore), decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua Sposa; perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati" ». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi» (Is 7,14). Il mistero è rivelato ed è ritornata la pace del cuore. Però l'attesa felice della nascita di Dio sulla terra deve conoscere un nuovo dolore: non la povera, ma serena casetta di Nazaret accoglierà la sua venuta, bensì una grotta gelida, rifugio di animali, raggiunta dopo una ricerca disagiosa e umiliante. Racconta l'evangelista S. Luca: « In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua Sposa che era incinta. Ora, mentre si trovavano là, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro all'albergo» (Lc 2,1-7). «Non c'era posto per loro all'albergo... » (Lc 2,7). La sola scelta possibile fu dunque una grotta, o qualcosa di meno, una tana... Colui che provvede il cibo agli uccelli dell'aria e il vestito ai fiori del campo, dispose che non vi fosse casa per il Figlio suo, mandato alla terra. Notiamo il contrasto abissale fra il seno del Padre dove, il Verbo eternamente nasce, e questa tana dov'egli è nato per la nostra redenzione! Grandezza infinita dell'amore di Dio per l'uomo! Divino insegnamento per noi poveri figli di Dio, dimentichi della nostra origine divina, così avidi delle cose della terra, per le quali il Redentore dimostra di dare così poca importanza! Ma se a nulla sono ridotte le cose che l'uomo ricerca con tanto affanno, quale sfarzo di quelle che egli disprezza! Colui che verginalmente nasce nella Trinità divina e verginalmente lascia il seno del Padre per venire nel mondo, allo stesso modo, nasce nella Vergine e da Lei, Vergine, al mondo è donato: «sempre intatta nella sua gloria verginale, ha irradiato sul mondo la Luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore» (Liturgia). Gesù è il Fiore d'Israele che spunta dallo stelo, accrescendone il vigore; è la Luce che emana dal sole, dolce e viva, e passa per il firmamento azzurro, rivestendolo del suo splendore: « Veniva nel monda la luce, la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). Oh, quanto è divina questa Madre-Vergine! Non è la povera luce degli astri che è venuta per illuminare gli uomini: è la Luce increata, al cui confronto ogni luce del firmamento si scolora; è l'irradiazione divina della gloria del Padre che ora emana dalla Vergine, depositaria di questa Luce e partecipe della gioia ineffabile del Padre nella generazione umana del suo Figlio. Dio, nascendo sulla terra, ha divinamente imitato la sua nascita eterna nel cielo: solo una vergine e quella Vergine ha potuto verginalmente concepirlo e generarlo. Il dolore e l'afflizione del generare sono triste eredità del peccato; e la Madre-Vergine li esperimenterà sul Calvario, quando, in un'unica offerta d'amore che espia, genererà alla Vita, insieme con Gesù Figlio suo, i nati dal peccato, i quali diverranno così i suoi figli, sofferti e amati. Amiamo tanto questa nostra Mamma divina!

CONSACRAZIONE A Maria, Madre della Divina Grazia
Cuore Immacolato di Maria, che sei la Madre di Dio, la Corredentrice del mondo e la Madre della Grazia Divina: io riconosco che ho bisogno del tuo aiuto per santificare questa mia giornata e l'invoco con filiale confidenza. Sii Tu l'ispiratrice d'ogni mio pensiero, il modello d'ogni mia preghiera, azione e sacrificio, ch'io intendo compiere sotto il tuo sguardo materno ed offrirti con tutto il mio amore, in unione a tutte le tue intenzioni: per riparare le offese che ti reca l'umana ingratitudine e specialmente le bestemmie che continuamente ti trafiggono; per salvare tutti i poveri peccatori ed in particolare perché tutti gli uomini ti riconoscano loro vera Madre. Tieni oggi lontano da me e da tutti i miei cari ogni peccato mortale e veniale; concedimi di corrispondere fedelmente ad ogni tua grazia, e dona a tutti la tua materna benedizione. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.