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Con Maria verso il Natale



17 dicembre - GERMOGLI IL SALVATORE



“Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore. L 'Atteso dei popoli verrà senza tardare, non ci sarà più timore sulla nostra terra: egli è il nostro Salvatore. O Germoglio della radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i popoli, vieni a liberarci, non tardare".

Procuriamo di contemplare il quadro, cioè la scena di Betlemme, in trasparenza. Questo momento di attenzione è del tutto conforme allo stile mentale del nostro tempo, avido di sapere il significato reale dei fatti e delle cose, di conoscere la realtà di un avvenimento tanto importante e centrale, qual è la nascita di Colui, che si chiama Salvatore. Gesù vuol dire Salvatore; Cristo vuol dire Messia, cioè colui nel quale si incontrano e si compiono i disegni divini relativi ai destini dell'umanità. Dobbiamo allora considerare il Natale come un'apparizione. E’ una rivelazione. Quale apparizione? Ce lo dice San Paolo: "Apparve la bontà e l'amore di Dio salvatore nostro verso gli uomini". È il segreto di Dio, che s'è svelato in Gesù Cristo: Dio è bontà, Dio è Amore. Questo è il Natale! Il Natale nella fede. (Dai discorsi di Paolo VI)

La prima condizione per fare bene il Natale è quella di conservargli la sua autenticità religiosa. Bisogna guardare al Natale con fede. Quel Bambino che giace nella greppia di una vecchia grotta, avvolto in poche fasce, è il Verbo eterno di Dio, è il rivelatore del Padre, è il Salvatore del mondo. Quel Bambino ci dice che Dio si è fatto uomo perché ha amato l'uomo e ha voluto salvarlo. Se noi ci chiediamo quale è la via scritta che ci porta a quell'umanità di Cristo, nella quale troviamo la rivelazione di Dio e la nostra salvezza, la risposta è pronta: quella via è la Madonna, è la Madre di Cristo, e perciò Madre di Dio e Madre nostra. Questa è la migliore stagione liturgica del culto alla Vergine. Il Natale dura in noi se Cristo nasce e vive in noi per via di fede, la quale non è semplice nozione di Cristo, ma è una forma misteriosa e vitale, che lo porta a vivere in noi. San Paolo ce lo dice: il cristiano, cioè l'uomo giusto nel senso biblico, vive di fede.

NOVENA DI NATALE 2°
giorno Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude;
esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti (Sal 95,1-3.15-13).

È il salmo responsoriale del giorno di Natale. Il libro dei salmi nella Bibbia costituisce la nascita della preghiera di un popolo. Gli autori sono poeti "ispirati", cioè guidati dallo Spirito a trovare le parole per rivolgersi a Dio in atteggiamento di supplica, di lode, di ringraziamento: attraverso la recita del salmo, si innalza la preghiera di un singolo o di un popolo che come vento, leggero o impetuoso a seconda delle circostanze, raggiunge il cuore di Dio.

Impegno personale: sceglierò oggi un salmo per rivolgermi al Signore, a partire dallo stato d'animo che sto vivendo in questo momento. Chiederò suggerimento al don o ai catechisti per scegliere il salmo più adatto.