Santo Rosario on line


Il diario di Santa Gemma Galgani





Giovedì, 16 agosto



Presa da grave timore di dannarsi alla vista dei propri peccati, è animata dall'angelo a confidare nella misericordia di Dio. Soffre con Gesù, che le parla della prossima liberazione di madre Marza Teresa dalle pene del purgatorio e le promette nuove dolcezze nella santa comunione.

Eccomi a giovedì. La solita ripugnanza mi giunge; il timore di perdere l'anima mi viene; il numero dei peccati e l'enormità di essi, tutto mi si spalanca davanti. Che agitazione!

In quei momenti l'angelo custode mi suggerì all'orecchio: « Ma la misericordia di Dio è infinita ». Mi quietai. Cominciai presto assai a patire nel capo: saranno state circa le dieci. Quando fui sola, mi buttai sul letto; soffrii un po', ma Gesù non tardò a comparire, mostrandosi anch'esso che soffriva tanto. Gli ricordai i peccatori, pei quali lui pure mi animò a offrir tutti i miei piccoli patimenti all'eterno Padre, per essi.

Nel mentre che ero con Gesù e soffrivo, e soffriva lui pure, mi venne un forte desiderio, quasi da non poter resistere. Gesù se ne avvide e mi domandò: «Che vuoi che faccia?». Ed io subito: « Gesù, per pietà, alleggerisci i tormenti a madre Maria Teresa ». E Gesù: « Già l'ho fatto. Vuoi altro? », mi diceva. Allora mi feci animo e gli dissi: « Gesù, salvala, salvala». E Gesù così mi rispose: «Il terzo giorno dopo l'Assunzione della mia santissima Madre, verrà anch'essa sprigionata dal purgatorio, e la condurrò con me nel cielo».

+ Quelle parole mi ricolmarono di una gioia tale, che non saprei esprimere. Parecchie altre cose mi disse Gesù; io gli chiesi ancora perché dopo la santissima comunione non mi faceva più gustare quelle dolcezze di paradiso. Mi rispose prontamente: «Non ne sei degna, o figliuola»; ma mi promise però che la mattina dopo l'avrebbe fatto.

Come fare a arrivare alla mattina? È vero, rimanevano poche ore, ma per me erano anni; non ho chiuso mai gli occhi al sonno; mi consumavo, avrei voluto che fosse subito venuta la mattina: in una parola, stanotte mi è sembrata lunghissima, ma è giunta finalmente [la mattina].