Santo Rosario on line


Meditazioni su Bernardetta Soubirous e Lourdes





XI APPARIZIONE



Domenica 28 febbraio 1858 - verso le ore 7

Nuovi atti di penitenza di Bernadette e della folla. - Nonostante la pioggia, che nell'ultima parte della notte ha reso molle il terreno, si contano, secondo alcune testimonianze, circa 2.000 persone. Numerosi sono gli operai e molti i soldati della guarnigione di Lourdes, che conta al castello 600 uomini. Nello spazio angusto lasciato dal Gave, la folla appare anche più numerosa. È difficile rimanere vicino alla veggente. Quelli che sono giunti prima non cedono di certo il posto e bisogna aprire la strada anche a Bernadette con molta fatica. Finalmente può inginocchiarsi e cominciare il Rosario, ma quasi subito smette di pregare e diviene immobile, con lo sguardo fisso verso la nicchia. Essa ascolta attentamente la SS. Vergine; poi, come obbedendo ad un ordine ricevuto, si toglie il cappuccio e lo affida col cero alla zia che le sta vicino; rimessasi quindi in ginocchio, comincia l'esercizio di penitenza del giorno innanzi.

Baciando ad ogni passo la terra, risale fino al fondo della grotta, ne ridiscende e risale nuovamente. Il terreno è umido e Bernadette si insudicia gli abiti ed il viso, ma non desiste. La moltitudine la segue con attenzione e commozione. La persona più commossa e impressionata sembra la guardia campestre Callet, che ad un certo punto grida ad alta voce: «Baciate tutti la terra!». Tutti obbediscono e anche lui bacia più volte la terra.

Prima che la visione scompaia, Bernadette si preoccupa di riferire alla Madonna la richiesta del parroco di far fiorire il rosaio, ma la Santa Vergine sorride, senza nulla rispondere.

Quando l'apparizione ha termine, Bernadette si dirige con un codazzo di gente verso la chiesa di Lourdes, sia per rassicurare il parroco della commissione fatta alla Bella Signora, sia per ascoltarvi la S. Messa.

Di nuovo in questura. - Al termine della S. Messa una brutta sorpresa attende Bernadette. Ha appena oltrepassata la soglia della chiesa in compagnia delle Suore, quando le si avvicina il Commissario Jacomet con un altro signore, invitandola a seguirli.

- Ragazza, devi venire con noi!

Bernadette, perfettamente calma, si avvia con loro dicendo in tono scherzoso:

- Tenetemi stretta, altrimenti fuggirò!

Dal giudice istruttore viene di nuovo interrogata, minacciata di finire in prigione, ma poi viene rilasciata, perché le sue risposte sono cosi schiette e imbarazzanti che gli uomini della legge debbono concludere: «Non abbiamo nulla da guadagnare con costei!».

In casa di Bernadette tuttavia, questo secondo interrogatorio getta lo sgomento e tutti piangono impauriti. «Non piangere, mamma, - esclama Bernadette gettandosi al collo della povera donna -; la Vergine Santa ci difenderà! ».

Riflessioni: Mortificazione e penitenza
«Bacia la terra e mangia quell'erba in penitenza per i peccatori!» - Forse tu sorriderai di questi atti di umiltà e penitenza richiesti dalla SS. Vergine. La virtù non consiste in essi, d'accordo, ma essi dispongono alla virtù.

«Se una persona avesse già un piede in cielo - diceva S. Vincenzo De Paoli - e smettesse di praticare la mortificazione, nell'intervallo di tempo necessario per mettervi l'altro piede, correrebbe rischio di perdersi! -

È una pia esagerazione, che dice però in quale conto tenessero i santi l'abitudine virtuosa di mortificarsi. Le cadute infatti avvengono sempre per mancanza di mortificazione.

Per quali motivi mortificarsi

1) Per evitare il peccato e vincere il mondo, il quale è tutto «concupiscenza degli occhi e della carne, e superbia della vita» (I Giov. 11-16).

2) Per temprare la volontà. È un esercizio per irrobustire la volontà, meritorio per l'amore con cui si compie. Ecco perchè la mortificazione si può estendere anche a cose lecite.

3) Per espiare le proprie colpe e le altrui, ed in tal senso la mortificazione si denomina più esattamente penitenza. Senza preghiera e penitenza non vi è conversione di anime, ritorno di peccatori a Dio, anche se non mancano altri mezzi, quali sono le prediche dotte ed esaurienti e le conversazioni con uomini che sanno rispondere a tutte le difficoltà contro la fede.

A noi stessi poi, la penitenza accorcia il Purgatorio ed estingue anche del tutto la pena dovuta per le nostre colpe.

Come mortificarsi
1) Per amore di Cristo e fine soprannaturale. La mortificazione che avesse solo fine a se stessa non avrebbe alcun senso cristiano. Il suo significato cristiano è quello di un mezzo per meglio aderire a Dio, il quale non guarda quanto gli si dà, ma con quale amore ci sacrifichiamo per Lui.

2) Con retta intenzione, non per farsi vedere: «Quando. digiunate non fatevi vedere melanconici, come gli ipocriti...» (Matteo VI-16).

3) Facendo precedere a qualsiasi mortificazione la prudenza e l'obbedienza. È sempre più meritoria infatti, l'obbedienza di qualunque sacrificio fatto contro di essa.

Le mortificazioni più belle e fruttuose sono quelle imposte dal dovere.

Fioretto: Accetterò il mio lavoro con spirito di pazienza e di sacrificio.

Giaculatoria: La Passione di N. Signore Gesù Cristo, i meriti della Beata vergine Maria e di tutti i santi, tutto ciò che io avrò fatto di bene e ciò che avrò sofferto di male, mi serva di remissione dei miei peccati, di aumento di grazia e di premio per la vita eterna.

IL PRIMO PICCINO GUARITO DALL'ACQUA DELLA SORGENTE

Giustino Bouhorts aveva appena due anni e non si era mai retto sulle gambette. Pallido, cadaverico per magrezza e colorito, era costantemente preda di una febbre lenta e continua, che nulla aveva potuto vincere.

La mamma disperata lo portò alla sorgente il mattino presto del 28 febbraio 1858.

L'acqua aveva cominciato a zampillare tre giorni prima.

Colà, davanti al pozzetto provvisorio che avevano costruito i muratori di Lourdes, la povera donna fece su di sè e sul bimbo il segno della croce e, tolti gli abitini al piccolo, lo immerse fino al collo nell'acqua gelida, tenendovelo per qualche tempo, nonostante le grida di orrore, di indignazione e di stupore della gente. Sembrava un atto pazzesco. Il piccolo sarebbe morto, doveva di certo morire per congestione. Ed invece, portato a casa e coricato nel suo lettino, si addormentò dolcemente. Il giorno seguente voleva alzarsi, ma la mamma prudente non glielo permise. Il secondo giorno si alzò da solo. Camminava: era guarito.

Dieci anni dopo lo vide uno dei primi storici di Lourdes, anch'egli miracolato, Enrico Lasserre: era perfettamente guarito e la mamma si lamentava solo di lui «che corresse troppo».

Nel 1920 - aveva allora 64 anni - Giustino si presentò ancora all'ufficio medico di Lourdes, per fare constatare che egli era ancora sano come un pesce.

Ed i medici? Riconobbero che quella guarigione era umanamente inspiegabile.

La Madonna aveva premiato la grande fede di una mamma.

Fonte: BERNADETTE E LE APPARIZIONI DI LOURDES di p. Luigi Chierotti C.M. - Scaricato dal sito www.preghiereagesuemaria.it