Santo Rosario on line


Meditazioni su Bernardetta Soubirous e Lourdes





XVIII ED ULTIMA APPARIZIONE



Venerdì, 16 luglio 1858 - Verso le ore 20, oltre lo steccato.

Sono passati tre mesi dall'ultima apparizione (7 aprile 1858) e nella vita di Bernadette, ma soprattutto nell'anima sua, molte cose sono mutate. Al dire degli storici di Lourdes, essa non ha più riveduto la grotta da quel giorno, ma la presenza della Madonna ha invaso tutta la sua vita e l'ha interiormente maturata. Ogni giorno, afferma il Trochu, quando non ha i fratellini da guardare ed ha sbrigato le faccende domestiche, si ritira nella sua cameretta, una cameretta che i cugini Saious hanno messo a sua disposizione, e là, davanti ad una povera statuetta della Madonna, chiude gli occhi e rivive la visione ineffabile della grotta.

L'Addio della «bella Signora». - Venerdì, 16 luglio, ricorre la festa della Madonna del Carmine, di cui anche Bernadette porta lo scapolare dal giorno della sua prima comunione. A Lourdes i cavatori di ardesia celebrano la loro Patrona. Bernadette si comunica con loro «per la terza o quarta volta» ed è felice di poterlo fare, ma nulla lascia presagire che la SS. Vergine la voglia nuovamente alla grotta. Verso sera, in compagnia di una zia, essa si reca in chiesa a pregare, ma nel silenzio della preghiera sente quasi subito l'invito della Madonna. «Presto, presto - esclama -, devo recarmi alla grotta!». Zia e nipote si avviano subito verso la roccia di Massabielle, pur sapendo che la palizzata di assi impedirà loro di avvicinarsi alla sua imboccatura. Proprio per questo esse si recano sulla riva destra del Gave, di fronte alla grotta, seguite da un gruppetto di donne. Sono circa le venti e il giorno declina. Dal luogo ove si trovano, Bernadette e le sue compagne possono vedere solo la volta della grotta al di là del torrente ed i rami più alti del rosaio. Per nulla intimorita da tutto questo, la veggente si inginocchia e incomincia la recita del S. Rosario. Dopo poche Ave Maria, Bernadette apre le braccia e le tende verso la Bella Signora, esclamando felice:

- Eccola, eccola! Ci saluta e ci sorride al di sopra dello steccato!

La Madonna non parla e dopo un quarto d'ora scompare per sempre.

Bernadette confesserà più tardi: - Non l'avevo mai vista così bella!

Una delle sue amiche più care le farà osservare: - Ma come hai fatto a vederla, se il Gave è così largo in quel punto e le assi dello steccato così alte?

- In quel momento - risponderà Bernadette - non vedevo né il Gave né le assi. La distanza tra me e la Signora mi parve che non fosse più grande delle altre volte. Io non vedevo altro che Lei! Dopo d'allora non l'ho più riveduta!

Era l'addio della Bella Signora su questa terra. Bernadette non farà altro che attendere con ansia il momento di poterla contemplare nel cielo, dopo gli anni di sofferenza qui in terra, secondo la promessa che la SS. Vergine le aveva fatto fin dalla terza apparizione: «Non ti prometto di farti felice in questo mondo, ma nell'altro sì!».

Riflessioni: La Madonna del Carmelo
Non è certo senza motivo che la SS. Vergine ha scelto questa sua festa per accomiatarsi da Bernadette, come non senza motivo aveva scelto la festa dell'Annunciazione (25 marzo) per dire finalmente: «Io sono l'Immacolata Concezione!». Maternità Divina e Immacolata Concezione di Maria sono due dogmi strettamente uniti.

La scelta della festa del Carmine penso sia stata fatta per ricordare agli uomini l'appello alla penitenza e al ravvedimento, che a Parigi, a Lourdes, a Fatima, a Siracusa, la SS. Vergine via via rinnova, come una mamma in apprensione, che ci vuole salvare ad ogni costo. La devozione alla Madonna del Carmelo, ben intesa, ha pure questo preciso scopo, di salvarci dalle pene del Purgatorio e dal fuoco dell'Inferno, verità che nessun ragionamento filosofico moderno, per quanto sottile, riuscirà mai a cancellare.

Lo scapolare. - Secondo una pia tradizione dell'Ordine Carmelitano fu appunto il 16 luglio del 1251 che la SS. Vergine apparve a S. Simone Stock, circondata da angeli e circonfusa di luce. Presentando al santo uno scapolare di colore marrone, Essa avrebbe detto: «Ricevi, figlio mio, questo scapolare... È una salvaguardia nei pericoli e un pegno di salvezza. Chi morirà, piamente rivestito di quest'abito, sarà preservato dal fuoco dell'Inferno». Queste parole indicano però che lo scapolare è soltanto un «segno esterno», che presuppone una più interiore adesione ed amore verso la SS. Vergine. Nessuno infatti può presumere di salvarsi, se la sua vita non è conforme alla legge di Dio. Chi invece porta «piamente e con amore» questo segno mariano, afferma in modo visibile la sua adesione al Signore e alla sua legge.

Il privilegio sabatino. - Sempre secondo la tradizione dell'Ordine Carmelitano, cinquant'anni dopo l'apparizione a S. Simone Stock, la Madonna volle aggiungere un altro dono per i suoi devoti. Essa promise a coloro che avessero portato in vita il santo Abitino del Carmine con impegno cristiano, la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato dopo la loro morte. Anche questa promessa va intesa correttamente. Essa non esclude infatti congrui suffragi per i defunti, anzi li richiede, perché la Madonna li avvalora con la sua intercessione in modo tutto particolare.

Fioretto: Procurerò di ricevere, alla prima occasione, lo scapolare del Carmelo e di portarlo con amore.

Giaculatoria: O Regina, decoro del Carmelo, prega per noi!

IL GRANELLO D'ORO (Leggenda)

Un'antica leggenda orientale narra di un mendicante che un giorno aveva fatto un magro bottino, stendendo la mano ai contadini. Assorto in tristi pensieri egli camminava lungo la strada, soppesando la bisaccia, che conteneva solo poche manciate di grano, quando un rumore lontano lo scosse. Alzò gli occhi e vide venirgli incontro una carrozza lussuosa, tirata da magnifici cavalli bianchi.

- Deve essere la figlia del Maragià! - pensò il poveretto e tutto contento si dispose a lato della carreggiata, per stendere la mano alla bella principessa.

La carrozza infatti, rallentò la corsa, si fermò ed un volto bellissimo di donna apparve al finestrino.

- Che volete, buon uomo? - essa chiese al mendico.

L'uomo non parlò, ma stese la sua mano rugosa e nera di polvere. - Oh, no.! - disse la principessa sorridendo. - Oggi sono io che chiedo a voi la carità! - e così dicendo tirò fuori la sua mano delicata.

Col cuore pieno di sdegno, il mendicante la guardò torvo per un istante, poi aprì lentamente la bisaccia, ne tolse un grano di frumento, uno solo, e lo depose ironicamente nella mano della principessa, che ringraziò tutta gentile.

I cavalli ripresero il galoppo ed il mendicante il suo cammino imprecando.

Poco dopo il poveretto giunse alla sua capanna e rovesciò sul tavolaccio il contenuto della sua bisaccia.

Un bagliore insolito attirò subito la sua attenzione. Rimestando il mucchietto di grano s'accorse che un chicco, uno solo, brillava, perché era divenuto d'oro!

Capì allora che la sua avarizia, la sua grettezza nel donare, aveva limitato il miracolo della bella principessa, ma era troppo tardi.

- Oh! - diceva -, se le avessi donato tutto il mio grano, ora sarei ricco.! (Da una poesia di Tagore)

La graziosa leggenda fa ben comprendere l'atteggiamento che dobbiamo tenere verso la Madonna. Essa non si lascia mai vincere in generosità, ma commisura la sua generosità alla nostra.

Fonte: BERNADETTE E LE APPARIZIONI DI LOURDES di p. Luigi Chierotti C.M. - Scaricato dal sito www.preghiereagesuemaria.it