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Meditazioni su Bernardetta Soubirous e Lourdes





XV APPARIZIONE



Giovedì 4 marzo 1858 - Poco dopo le ore 7

Si era diffusa intanto la voce che la Madonna sarebbe apparsa per l'ultima volta ed avrebbe operato il miracolo del rosaio. Era infatti l'ultimo giorno della quindicina richiesta dalla SS. Vergine. I pellegrini si mossero da ogni parte. Testimonianze discordi parlano di una folla da 8.000 sino a 15.000 persone e forse più. Le autorità, prevedendo un grande afflusso di gente, avevano predisposto un servizio d'ordine per quei tempi imponente e quando, poco dopo le sette, giunse Bernadette avvolta nel suo mantello bianco, due gendarmi le fecero largo fino alla pietra su cui soleva inginocchiarsi. La giovinetta, che era già stata in chiesa a pregare, sembrava assorta profondamente e non si accorgeva nemmeno di tutto il trambusto che vi era attorno a lei e delle grida di entusiasmo della gente che la chiamava a gran voce.

L'apparizione. - Appena Bernadette ebbe incominciato la recita del S. Rosario, col cero acceso e la corona in mano, la gente fece silenzio. Alla terza Ave Maria del secondo mistero, il volto della veggente si trasfigurò. Essa vedeva la Bella Signora; le sorrideva o si faceva triste, secondo l'atteggiamento della Madonna. Dirà più tardi che la SS. Vergine si rattristava quando pensava ai poveri peccatori e le raccomandava di pregare per loro.

Ad un certo punto Bernadette si alzò e si portò sotto la volta della grotta, vicina vicina alla Madonna, sorridendo e salutando. La cugina Giovanna Védère la seguì e, ad apparizione avvenuta, si sentì dire da Bernadette: - Se tu avessi steso la mano, l'avresti toccata!

Ritornata al suo posto Bernadette continuò la recita del S. Rosario, che del resto non aveva mai interrotto. Durante questa quindicesima apparizione, la più lunga forse di tutte, la veggente fece scorrere per ben tre volte la corona per intero. Poi si alzò nuovamente e ritornò vicino alla Bella Signora sorridendo. Alla fine, imitando la SS. Vergine, fece un bel segno di croce e la visione sparì.

Bernadette se ne andò silenziosa e profondamente assorta.

La gente era stata delusa. Il rosaio non era fiorito. Ciononostante migliaia di persone accompagnarono Bernadette alla sua povera stamberga di via Piccoli Fossati e qui tutti vollero abbracciare la giovinetta. Si stabilì finalmente un po' d'ordine e per ben due ore i pellegrini sfilarono ed abbracciarono Bernadette.

«Chiedile il suo nome!». - Nel pomeriggio, come attesta la cugina Giovanna Védère, Bernadette si recò a ricordare al parroco i due messaggi della Madonna, ma il sacerdote non aveva mutato la sua richiesta: - Che la tua Bella Signora dica il suo nome! Se sapessi che è la Madonna, farei tutto ciò che desidera... Ti ha detto che ritornerà?

- No, signor parroco.

- Ti ha detto che non ritornerà più? - Nemmeno questo, signor parroco.

- Ebbene, se ritornerà, la pregherai di dirti il suo nome! Così aveva termine la quindicina promessa da Bernadette alla SS. Vergine. Troppe cose tuttavia rimanevano sospese e la giovinetta aveva in cuore la ferma fiducia che l'avrebbe veduta ancora.

La prudente condotta di don Peyramale. - Giustamente Lourdes ha innalzato un monumento a questo degno sacerdote, generoso soprattutto con i poveri, di carattere franco, a volte impetuoso e deciso, ma retto e prudente. Fu il vero uomo di Dio, dalla scorza rude, ma buono nel cuore, che amerà a suo modo e difenderà Bernadette, la guiderà sapientemente e non permetterà ai nemici della Chiesa, sempre pronti a gridare alla montatura del clero, di speculare sugli avvenimenti della grotta. Solo tenendo presente la mentalità del secolo si comprende la condotta di Don Peyramale. Egli chiese senza reticenze alla Madonna, come prova, un miracolo e proibì al suo clero di recarsi alla grotta. Asteniamoci, cari confratelli, - egli diceva ai suoi sacerdoti - dal farci vedere alla grotta... Se la faccenda avesse da fallire, ci copriremmo di ridicolo... e per colpa nostra la religione ne sarebbe danneggiata... il divino non ha bisogno di noi per vincere!».

Con queste ultime parole egli definiva bene la missione del sacerdote, quale collaboratore, così imperfetto a volte, dell'opera invisibile di Dio nelle anime.

Riflessioni: Il sacerdote
È un altro Gesù. Ha le mani consacrate, amministra i Sacramenti, consola, accoglie, guida, perdona. Pur essendo un uomo, deve avere il cuore in cielo e cercare di condurvi quelle anime che Dio gli affida.

Figura complessa quella del sacerdote, vocazione difficile, benchè sia senza dubbio la più bella!

Come il mondo giudica il sacerdote. - I più benevoli spesso lo giudicano un illuso; i malevoli lo credono un ipocrita, che non pratica quello che insegna. Chi lo pensa un parassita della società, chi ne ha paura superstiziosa, come se si trattasse di un essere misterioso; chi lo odia per la franchezza con cui difende gli interessi di Dio, della Chiesa, e dei poveri; chi tenta di sfruttare la sua posizione ed il suo ascendente, perchè sa che il prete accoglie tutti e non pretende riconoscenza!

I tuoi sacerdoti. - Ama i tuoi sacerdoti, difendili, prega per loro e sappi compatire un loro scatto, un'impazienza, una manchevolezza. Aiutali a portare il loro pesante fardello di responsabilità e riguardali come Gesù stesso. Con Gesù avresti certo confidenza, ma unitamente un grande rispetto e riverenza.

Preghiera per i sacerdoti. - Cuore Immacolato di Maria, Madre del Sacerdote Eterno: Gesù, accogli le preghiere, le azioni e i sacrifici che io ti offro in questo nuovo giorno, per tutti i tuoi figli prediletti, secondo le intenzioni del tuo materno amore per essi.

Incatenali sempre più al tuo Cuore; proteggili e liberali da ogni assalto del maligno; rendi fecondo il loro ministero e fa' che la tua benedizione sia sempre sopra di loro.

Fa' che siano tuoi nella volontà, nel pensiero, nel cuore e nel corpo. Ispirali perchè ogni cosa sia pura ed accetta al momento del Sacrificio immacolato.

Rendili santi, o Buona Madre, come il tuo e il nostro cuore ardentemente desidera. Amen.

Fioretto: Saluterò per via, senza rispetto umano, i sacerdoti che incontrerò.

Giaculatoria: O Maria, Regina del clero, prega per noi e ottienici numerosi e santi sacerdoti!

UN ESAME SULLA VOCAZIONE SACERDOTALE

Il parroco, celebrata la Messa, passeggiava malinconicamente nell'orticello. La Lega «rossa» doveva inaugurare il vessillo nuovo. Un canto lontano lo scosse: Bandiera rossa!...

Veniva il corteo. Egli salì su di un rialzo e guardò. Erano loro, i figli del suo cuore, per i quali aveva sacrificato la vita, che conoscevano il suo zelo. Il frutto di tanti anni di lavoro era scomparso. Tutto crollato... Ed il povero parroco piangeva.

Una scampanellata. Un giovane, Enrico, che pochi giorni prima aveva ottenuta la licenza liceale, si presenta a lui, per l'esame della vocazione. Vuole ora sapere la parola decisiva.

- Tu, prete? - gli chiede il sacerdote, mentre dalla piazza la folla impreca: - Alla forca í preti!

- Li vedi? - singhiozza il parroco. - Son vissuto povero per abbellire la loro chiesa; ho sofferto tutte le privazioni per dare il pane ai loro orfani. Ed ora... li vedi? Vedi che cos'è una vocazione? Sei tu disposto ad amare questa turba che odia, e benedire questa orda che maledice? - Sì, - risponde il giovane puro.

- Ebbene, va! L'esame sulla vocazione è fatto. Entra in seminario. Un sasso passava frattanto sulle loro teste... (Da: Chiot - Novelle: La Vocazione).

Fonte: BERNADETTE E LE APPARIZIONI DI LOURDES di p. Luigi Chierotti C.M. - Scaricato dal sito www.preghiereagesuemaria.it