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AMICI E BENEFATTORI DELLE POVERE ANIME DEL PURGATORIO

IL SERVO DI DIO GIACOMO, REM + 12 OTTOBRE 1618





Un biografo a proposito del giovane figlio di un oste di Bregenz sul lago di Costanza dice: «Il servo di Dio Giacomo Rem fu un'anima innocente, luminosa, pura e senza ombra nella sua innocenza battesimale che conservò fino alla morte, un fedele e cosciente servitore di Dio, un santo silenzioso». Era nato nel 1546, egli non fu soltanto un grande animatore delle allora fiorenti e diffuse congregazioni mariane fino nei luoghi piú lontani, egli fu anche un grande amico delle povere anime. Egli ebbe la sua formazione umanistica nella scuola superiore di Dillingen in Baviera e li diede anche inizio ai suoi studi teologici e ben presto forse per opera di s. Pietro Canisio, fu aggregato alla compagnia di Gesú. Egli fece il suo noviziato a Roma assieme a s. Stanislao Kostka. Ritornato in patria compí i suoi studi teologici a Dillingen e nel 1573 fu ordinato sacerdote ad Augusta. Poi divenne vicerettore del convitto di Dillingen, poi al collegio gesuitico di Monaco e finalmente al collegio sant Ignazio a Ingolstadt. Qui ebbe il compito di direttore spirituale dei chierici dell'ordine e Preside dei Sodalizi delle congregazioni mariane, degli studenti delle scuole superiori, che formò alla vera divozione mariana, allo zelo religioso e allo spirito di Fede, specialmente per mezzo del cosidetto: «Colloquium Marianum».

P. Giacomo Rem operò con grande zelo e copiosi frutti per 33 anni ad Ingolstadt. Fiori in questa città sotto la sua guida spirituale davanti all'immagine di Maria «La Madre tre volte ammirabile», copia dell'immagine miracolosa di santa Maria Maggiore di Roma e dono del santo Generale dell'ordine S. Francesco Borja, la vita religiosa della gioventú studentesca, attraverso una profonda venerazione e imitazione della Beata Vergine, ad un alto grado di perfezione. Condizione fondamentale per essere ammessi al «Cooloquium Marianum» era necessario essere immuni da peccato mortale. Un membro che avesse avuto la sfortuna di commettere un grave peccato veniva immediatamente cancellato dal «Colloquium Maranum» finchè non fosse stato tolto il peccato con una buona confessione o almeno l'atto di dolore perfetto. P. Giacomo Rem ebbe a conoscere molte volte in via soprannaturale lo stato di coscienza dei membri delle congregazioni mariane anche nei luoghi piú lontani specialmente al momento della morte. E come gli era naturale la divozione degli spiriti beati altrettanto gli era naturale la divozione delle povere anime.

Lo scrittore storico e critico della storia della Compagnia di Gesú, scrive a proposito di Giacomo Rem: «Al miracolo di fede di quel tempo e alla predilezione per le cose straordinarie non mancano nelle fonti contemporanee della vita e dell'opertato di P. G. Rem molti racconti difatti straordinari, che dimostrano (anche se in taluni racconti ci sia da usare saggia critica per via della credibilità) quanta stima godesse quest'uomo che operò nel massimo riserbo e silenzio e non mai con apparati esteriori). Cosí gli venne attribuita una straordinaria conoscenza delle anime, che dovrebbe averlo aiutato a conoscere lo stato di coscienza di altri uomini. Inoltre si narrano molti esempi di avvenimenti da lui predetti che effettivamente accaddero; queste profezie si riferiscono sia a persone singole, sia anche a situazioni generali dell'epoca, fra cui chiari riferimenti alla futura guerra dei trent'anni e alle sue conseguenze. Molti contemporanei di P. Rem affermano che egli ebbe una parte straordinaria nella sorte dei defunti, che egli pensava ancora in purgatorio; egli fu un vero amico delle povere anime e si riteneva che egli fosse molto informato sulla sorte delle povere anime e dei defunti e furono attribuite non poche grazie alle sue preghiere. Indicativa in proposito è un'incisione in bronzo del secolo XVIII, quindi piú di cento anni dopo la morte di P. Rem, molto diffusa fra i membri del «Colloquium Marianum»: Sotto l'immagine della Madonna tre volte ammirabile è rappresentato P.Rem inginocchiato, su un inginocchiatoio; davanti a lui si vede un gruppo di defunti, che circondati dalle fiamme del purgatorio tendono le mani verso di lui che sta pregando in ginocchio e che per le sue preghiere vengono liberati dagli angeli e tratti fuori dal Purgatorio. Ciò che è raffigurato in immagine, il padre gesuita drammaturgo e poeta P. Giacomo Bidermann che conobbe P. Rem a lngolstadt scrisse in un epigramma:

«Il mio canto va a quel Giacomo - i cui torrenti di lacrime spensero un tempo le fiamme - che circondavano le penanti anime... E quanto or queste schiere or quelle a lui implorando chiederan - egli concesse amoroso e pronto aprì le fluenti lacrime - facendole fluire a spegnere il fuoco ardente - tormentante...

Ma ora raggiunte ha le schiere che le sue lacrime e preghiere e offerte pene fatte avea della gloria beate! Asciugate son ora le sue lacrime!

Ed or quale altro generoso spirito, amoroso spegnerà alle sofferenti anime la vampa, e il divorante fuoco?

Il ricordo di Giacomo Rem morto il 12 ottobre 1618 nell'annuario di Ingolstadt dice: «Quest'anno noi abbiamo regalato al Cielo un uomo, che secondo il pensiero universale fu un santo ... Fu un uomo di altissime virtú, e quella piú grande fu di saperle tutte nascondere». Nell'anniversario della fondazione del «Colloquium Marianum» le sue reliquie furono tolte dalla tomba della Chiesa di s. Croce dove erano state esposte a Ingolstadt, dove venivano sepolti i gesuiti e significativamente trasportate in una cappella delle «Povere anime» trasformata in camera mortuaria o cappella del P. Rem.

Nel 1935 in occasione dell'apertura del processo per la beatificazione di P.Rem le sue reliquie furono trasportate dopo la ricognizione, nella Cattedrale di Nostra Signora di Ingolstadt.

Fonte: AMICI E BENEFATTORI DELLE POVERE ANIME DEL PURGATORIO - IL SERVO DI DIO GIACOMO, REM + 12 OTTOBRE 1618